Io ho fatto un altro sport...però diciamo che dal punto di vista della "mensa" la dinamica era praticamente la stessa. I giocatori che non erano di Roma, sia italiani che stranieri, avevano la possibilità di mangiare in un paio di ristoranti convenzionati. Il cosiddetto vitto e alloggio. Noi romani mangiavamo a casa, anche in caso di doppio allenamento. Sinceramente non mi è mai sembrata una cosa discriminatoria nei confronti dei giocatori locali, anzi ero ben felice di mangiare nella tranquillità di casa.
Mi sembra davvero una cosa assurda quella di Cardelli. Se i ragazzi di fuori vivono nella foresteria dove dovrebbero andare a mangiare? È normale che gli altri tornino a casa, anche perché credo che i tempi tra i due allenamenti erano abbastanza lunghi da permettere il rientro a casa. In ultimo anche se i giocatori fossero stati siciliani e non stranieri, avrebbero mangiato in foresteria e gli altri romani no.