Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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Vincelor

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Citazione di: Goceano il Ieri alle 10:41Quello che non capisco, per la ristrutturazione ci sarà un bando? Oppure in teoria Mezzaroma/Lotito possono ristrutturarselo da soli? Perchè la cosa cambia e di parecchio...
Ieri ha già risposto Palo

Goceano

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Citazione di: Palo il 11 Ago 2026, 17:07Mi confermo e mi smentisco.
La Lazio può affidare i lavori a chi le pare (smentisco) ma chi fa i lavori deva avere le iscrizioni adeguate.
Ok perfetto, grazie! :beer:

Warp

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Citazione di: tommasino il Ieri alle 06:22So che con una rapidissima ricerca su immobiliare.it ne ho trovati diversi di immobili commerciali in vendita. Pronti all'uso e con un costo unitario al mq ben inferiore a quello previsto per le unità commerciali che saranno (sarebbero) presenti nel nuovo stadio.
Insomma, se il business per Lotito fosse quello, credo che batterebbe altre strade.
Credo
non funziona così. Ad Amsterdam i negozi che stanno dentro l'ArenA sono pieni il doppio di quelli che stanno dentro il quartiere di bijlmeer  (dove sta lo stadio) e l'ajax fa cagare.
È una speculazione edilizia e vedendo pure da quale famiglia viene il sor padrone non ci sarebbe neanche da meravigliarsi.
In questi ultimi 10 anni è  passata la narrazione che stadio di proprietà voglia dire automaticamente top team. invece di squadre mediocri con lo stadio ce ne sono a dozzine. La costruzione dello stadio non porterà nulla alla Lazio in termini di miglioramento del livello qualitativo della squadra. Come non hanno mai portato miglioramenti gli incassi champions, anzi.
Secondo me prima usciamo da questa bolla di sapone dello stadio meglio è

WhiteBluesBrother

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A parte che queste 5 pagine vorrei leggerle io e non farmele raccontare in poche righe, qui ci sta un pochino più di dettaglio.
https://x.com/tempoweb/status/2087452410843201825?s=46&t=5KdddW6una-H58sRIh6WaQ
Nessuna menzione del vincolo archeologico con i pali di fondazione che bucano la necropoli? Come è possibile?
E soprattutto, come fanno i giornalisti ad avere accesso al parere ma viene tenuto segreto al pubblico come fosse il Quarto Segreto di Fatima? È solo stupidità e pressappochismo o si vuole regalare una bella passerella di boria tronfia al Cappelaio Matto?

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Aquila Romana

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Citazione di: mr_steed il Ieri alle 10:45vedo che in molti insistete con i mezzaroma: non mi risulta abbiano mai costruito stadi ma esclusivamente edilizia residenziale...
per gli stadi e determinate infrastrutture ci sono dei costruttori specifici, come ad esempio era la ditta presieduta da Costantino Rozzi...

Se è per questo la Linda srl è una società che formalmente fornisce servizi di pulizia, ma dal bilancio emerge che venga impiegata* a Formello per fornire "assistenza ai sistemi informatici, processi organizzativi e logistici aziendali e gestione del magazzino area tecnica"

*) coi sordi nostri (che saranno sempre meno però)

misolidio 2.0

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Viva  la pensilina. Ad oggi l'unica speranza di liberazione...

El Matador

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Citazione di: Warp il Ieri alle 11:04non funziona così. Ad Amsterdam i negozi che stanno dentro l'ArenA sono pieni il doppio di quelli che stanno dentro il quartiere di bijlmeer  (dove sta lo stadio) e l'ajax fa cagare.
È una speculazione edilizia e vedendo pure da quale famiglia viene il sor padrone non ci sarebbe neanche da meravigliarsi.
In questi ultimi 10 anni è  passata la narrazione che stadio di proprietà voglia dire automaticamente top team. invece di squadre mediocri con lo stadio ce ne sono a dozzine. La costruzione dello stadio non porterà nulla alla Lazio in termini di miglioramento del livello qualitativo della squadra. Come non hanno mai portato miglioramenti gli incassi champions, anzi.
Secondo me prima usciamo da questa bolla di sapone dello stadio meglio è
Che poi che lo stadio non servirebbe ad accrescere il valore sportivo della squadra, ma solo a sopravvivere come adesso, lo disse anche direttamente il senatore durante la presentazione del progetto

WhiteBluesBrother

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Sono riuscito a leggere tutto il documento su X. 
Come dicevano gli idoli del Cappellaio Matto, "venenum in cauda" cioè nelle ultime righe del parere. 
C'è scritto che lo stesso proponente riconosce il rischio archeologico come "alto" e loro ne convengono, quindi si chiede di predisporre tutti i necessari sondaggi archeologici per analizzare cosa si trova sotto. Con 92 pali di fondazione devi fare 92 carotaggi e ispezioni e ne basta qualcuno con esito "allarme rosso" per bloccare tutto e ammazzare il progetto stadiolo nella culla. Intanto qualcuno compra tempo, anni, ci sono le elezioni, il comune riesce a non dire no, si tira avanti con le cazzate come sull'AccadeMAI e l'omo campa.
Fine pena mai.  

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QVIRIS

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Citazione di: WhiteBluesBrother il Ieri alle 11:34Sono riuscito a leggere tutto il documento su X.
Come dicevano gli idoli del Cappellaio Matto, "venenum in cauda" cioè nelle ultime righe del parere.
C'è scritto che lo stesso proponente riconosce il rischio archeologico come "alto" e loro ne convengono, quindi si chiede di predisporre tutti i necessari sondaggi archeologici per analizzare cosa si trova sotto. Con 92 pali di fondazione devi fare 92 carotaggi e ispezioni e ne basta qualcuno con esito "allarme rosso" per bloccare tutto e ammazzare il progetto stadiolo nella culla. Intanto qualcuno compra tempo, anni, ci sono le elezioni, il comune riesce a non dire no, si tira avanti con le cazzate come sull'AccadeMAI e l'omo campa.
Fine pena mai. 
appunto ci sono le elezioni e il cdx perde facile 50000 voti a roma...non lo so sinceramente

mr_steed

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Citazione di: Aquila Romana il Ieri alle 11:09Se è per questo la Linda srl è una società che formalmente fornisce servizi di pulizia, ma dal bilancio emerge che venga impiegata* a Formello per fornire "assistenza ai sistemi informatici, processi organizzativi e logistici aziendali e gestione del magazzino area tecnica"

*) coi sordi nostri (che saranno sempre meno però)

ah sì, questo non lo discuto... ci sono milioni di "società di servizi" che con questa dicitura forniscono prestazioni di vario tipo o sono "scatole vuote" per fare di tutto...

ma costruire uno stadio non è cosa che si improvvisa... e una ristrutturazione del flaminio come quella prevista probabilmente è ancora più difficile e delicata come operazione rispetto a costruire uno stadio totalmente nuovo...

solo per questo motivo facevo riferimento ai mezzaroma, che hanno costruito la loro fortuna sull'edilizia residenziale... 

cartesio

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Citazione di: Aquila Romana il Ieri alle 11:09*) coi sordi nostri (che saranno sempre meno però)


Soldi della Lazio, non nostri.

Lazio_wel

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Citazione di: WhiteBluesBrother il Ieri alle 11:34Sono riuscito a leggere tutto il documento su X.
Come dicevano gli idoli del Cappellaio Matto, "venenum in cauda" cioè nelle ultime righe del parere.
C'è scritto che lo stesso proponente riconosce il rischio archeologico come "alto" e loro ne convengono, quindi si chiede di predisporre tutti i necessari sondaggi archeologici per analizzare cosa si trova sotto. Con 92 pali di fondazione devi fare 92 carotaggi e ispezioni e ne basta qualcuno con esito "allarme rosso" per bloccare tutto e ammazzare il progetto stadiolo nella culla. Intanto qualcuno compra tempo, anni, ci sono le elezioni, il comune riesce a non dire no, si tira avanti con le cazzate come sull'AccadeMAI e l'omo campa.
Fine pena mai. 
In base alle informazioni attuali là sotto c'è una necropoli, in base ai ritrovamenti erano sepolti schiavi e liberti.
In sostanza il rischio di trovare qualcosa di pregio potrebbe essere basso.

Per quanto riguarda la pensilina, il documento parla di "conservazione/tutela della pensilina o della memoria della stessa": per come la leggo io è un'apertura a demolirla e spostarla per farne un altro uso. Tra l'altro, gira voce che possa essere stata considerata come pericolante/pericolosa e non ristrutturabile; se così fosse puoi solo, appunto, valorizzarne la memoria sfruttandone una parte nell'ambito del progetto. Ovviamente rimarrebbe un tema molto caldo e su cui ci sarebbero confronti tra periti, architetti, soprintendenza, comitati...

Il punto più delicato mi sembra essersi spostato sull'altezza: hanno concesso che possa essere massimo di 34 metri, l'attuale Flaminio è di 17,5m e l'olimpico di 29 m ma con campo interrato per qualche metro.
In sostanza un'altezza comparabile ma con l'olimpico, credo, che abbia degli spalti poco "ripidi" e schiacciati in larghezza mentre il Flaminio sale più rapidamente. Al Flaminio è impossibile interrare il terreno ulteriormente ( o magari solo poco, chissà) quindi il limite dell'altezza è concreto considerato che il progetto si spingeva a 40 metri. Francamente mi chiedo se la Soprintedenza, ad esempio, accetterebbe di andare sopra i 34 metri se le parti fossero con materiali poco visibili oppure se la copertura arrivasse a quei 34 metri ma si andasse oltre per eventuali piloni/fari e strutture di supporto:  il progetto attuale arrivava a 40 metri, immagino, perché si andava a porre sulla stessa altezza dei fari dell'attuale Flaminio.
Al tema altezza si ricollega poi il tema acustico e di illuminazione.

In sintesi, non riesco a capire come interpretare il documento.
Qualche giorno fa pensavo che gli avrebbero detto OK ma a condizioni insormontabili.
A leggere il documento le condizioni, da profano della materia, non mi sembrano bloccanti e solo gli architetti potranno capire quanti posti a sedere si potrebbero perdere alle nuove condizioni. Questo credo sia il vero punto dirimente.
A questo si ricollega quello che interessa di più noi tifosi: uno stadio a queste condizioni è un'opportunità o una prigione?

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tommasino

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Cosa prevedono le prescrizioni riguardo la tutela archeologica
7. L'eventuale seconda fase della procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico, i cui oneri sono a carico della stazione appaltante, è realizzata previa stesura di un progetto per le indagini archeologiche dettagliato, in conformità con quanto previsto dall'articolo 16 dell'Allegato II.18 e consiste nel compimento delle seguenti indagini e nella redazione dei documenti integrativi del progetto di fattibilità:
Citazione
a) esecuzione di carotaggi;
b) prospezioni geofisiche e geochimiche;
c) saggi archeologici e, ove necessario, esecuzione di sondaggi e di scavi, anche in estensione tali da assicurare una sufficiente campionatura dell'area interessata dai lavori.
8. L'eventuale seconda fase della procedura di cui al comma 7 si conclude entro il termine perentorio di novanta giorni dall'avvio delle indagini di cui al medesimo comma 7 con la redazione della relazione archeologica definitiva, approvata dal soprintendente di settore territorialmente competente. La relazione contiene una descrizione analitica delle indagini eseguite, con i relativi esiti di seguito elencati, e detta le conseguenti prescrizioni:
Citazione
a) contesti in cui lo scavo stratigrafico esaurisce direttamente l'esigenza di tutela;
b) contesti che non evidenziano reperti leggibili come complesso strutturale unitario, con scarso livello di conservazione per i quali sono possibili interventi di reinterro, smontaggio, rimontaggio e musealizzazione, in altra sede rispetto a quella di rinvenimento;
c) complessi la cui conservazione non può essere altrimenti assicurata che in forma contestualizzata mediante l'integrale mantenimento in sito.
9. Nelle ipotesi di cui al comma 8, lettera a), la procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico si considera chiusa con esito negativo e accertata l'insussistenza dell'interesse archeologico nell'area interessata dai lavori. Nelle ipotesi di cui al comma 8, lettera b), la soprintendenza determina le misure necessarie ad assicurare la conoscenza, la conservazione e la protezione dei rinvenimenti archeologicamente rilevanti, salve le misure di tutela eventualmente da adottare ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, relativamente a singoli rinvenimenti o al loro contesto. Nel caso di cui al comma 8, lettera c), le prescrizioni sono incluse nei provvedimenti di assoggettamento a tutela dell'area interessata dai rinvenimenti e il Ministero della cultura avvia il procedimento di dichiarazione di cui agli articoli 12 e 13 del predetto codice dei beni culturali e del paesaggio.
10. Qualora la verifica preventiva dell'interesse archeologico si protragga oltre l'inizio della procedura di affidamento dei lavori, il capitolato speciale del progetto posto a base dell'affidamento dei lavori deve rigorosamente disciplinare, a tutela dell'interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell'opera, i possibili scenari contrattuali e tecnici che potrebbero derivare in ragione dell'esito della verifica medesima. In ogni caso, la procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico deve concludersi entro e non oltre la data prevista per l'avvio dei lavori e deve includere l'eventuale progetto di scavo o di assistenza archeologica, in conformità con quanto previsto dall'articolo 16 dell'Allegato II.18.
11. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, entro il 31 dicembre 2023, sono adottate linee guida finalizzate ad assicurare speditezza, efficienza ed efficacia alla procedura di cui al al presente articolo. Con il medesimo decreto sono individuati procedimenti semplificati, con termini certi, che garantiscano la tutela del patrimonio archeologico tenendo conto dell'interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell'opera.

Vincelor

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Citazione di: mr_steed il Ieri alle 11:54ah sì, questo non lo discuto... ci sono milioni di "società di servizi" che con questa dicitura forniscono prestazioni di vario tipo o sono "scatole vuote" per fare di tutto...

ma costruire uno stadio non è cosa che si improvvisa... e una ristrutturazione del flaminio come quella prevista probabilmente è ancora più difficile e delicata come operazione rispetto a costruire uno stadio totalmente nuovo...

solo per questo motivo facevo riferimento ai mezzaroma, che hanno costruito la loro fortuna sull'edilizia residenziale...
Quando si fa un'opera strutturale complessa quale uno stadio non ci si rivolge normalmente a uno specialista del settore (lo "stadista"). Ci dovrebbe essere un main contractor molto solido, che poi subappalta i lavori ad aziende specializzate per i settori necessari. Se ho detto inesattezze, chiederei a Palo e agli altri netter competenti in materia di correggermi

AquiladiMare

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Citazione di: Lazio_wel il Ieri alle 12:16In base alle informazioni attuali là sotto c'è una necropoli, in base ai ritrovamenti erano sepolti schiavi e liberti.
In sostanza il rischio di trovare qualcosa di pregio potrebbe essere basso.

Per quanto riguarda la pensilina, il documento parla di "conservazione/tutela della pensilina o della memoria della stessa": per come la leggo io è un'apertura a demolirla e spostarla per farne un altro uso. Tra l'altro, gira voce che possa essere stata considerata come pericolante/pericolosa e non ristrutturabile; se così fosse puoi solo, appunto, valorizzarne la memoria sfruttandone una parte nell'ambito del progetto. Ovviamente rimarrebbe un tema molto caldo e su cui ci sarebbero confronti tra periti, architetti, soprintendenza, comitati...

Il punto più delicato mi sembra essersi spostato sull'altezza: hanno concesso che possa essere massimo di 34 metri, l'attuale Flaminio è di 17,5m e l'olimpico di 29 m ma con campo interrato per qualche metro.
In sostanza un'altezza comparabile ma con l'olimpico, credo, che abbia degli spalti poco "ripidi" e schiacciati in larghezza mentre il Flaminio sale più rapidamente. Al Flaminio è impossibile interrare il terreno ulteriormente ( o magari solo poco, chissà) quindi il limite dell'altezza è concreto considerato che il progetto si spingeva a 40 metri. Francamente mi chiedo se la Soprintedenza, ad esempio, accetterebbe di andare sopra i 34 metri se le parti fossero con materiali poco visibili oppure se la copertura arrivasse a quei 34 metri ma si andasse oltre per eventuali piloni/fari e strutture di supporto:  il progetto attuale arrivava a 40 metri, immagino, perché si andava a porre sulla stessa altezza dei fari dell'attuale Flaminio.
Al tema altezza si ricollega poi il tema acustico e di illuminazione.

In sintesi, non riesco a capire come interpretare il documento.
Qualche giorno fa pensavo che gli avrebbero detto OK ma a condizioni insormontabili.
A leggere il documento le condizioni, da profano della materia, non mi sembrano bloccanti e solo gli architetti potranno capire quanti posti a sedere si potrebbero perdere alle nuove condizioni. Questo credo sia il vero punto dirimente.
A questo si ricollega quello che interessa di più noi tifosi: uno stadio a queste condizioni è un'opportunità o una prigione?

Già ma prima qualcuno deve carotare. Lo farà la Lazio (intesa come chi deve fare i lavori) o un ente esterno?.

Poi eventuali reperti vanno verificati prima di decidere se sono buoni o no. Tipo trovi un muro ( ce serve o non ce serve? (cit.)).
Chi dovrà decidere se serve o non serve?

Tutto ciò prima che inizino i lavori

tommasino

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Citazione di: AquiladiMare il Ieri alle 12:31Già ma prima qualcuno deve carotare. Lo farà la Lazio (intesa come chi deve fare i lavori) o un ente esterno?.

Poi eventuali reperti vanno verificati prima di decidere se sono buoni o no. Tipo trovi un muro ( ce serve o non ce serve? (cit.)).
Chi dovrà decidere se serve o non serve?

Tutto ciò prima che inizino i lavori
Le indagini le deve fare la committenza, ed anche una relazione riguardo a quanto è stato eventualmente ritrovato, con il tutto che si deve concludere entro i 90 giorni dall'inizio delle verifiche.
Se non trovano niente (o trovano un professionista che dichiari che non ha trovato niente) si procede; altrimenti rientra in pista la sovrintendenza con le varie prescrizioni 

mr_steed

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ma la carota sarebbe il nuovo "cetriolo" che va a finire nel sedere dell'ortolano/tifoso? 8)

Precisione

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Architetto Nervi 'progetto Lazio restituisce stadio Flaminio alla città'

"Finalmente esiste uno ed unico progetto che riporta in vita" lo stadio Flaminio, "lo restaura, lo restituisce alla città e lo rende compatibile con le nuove regole istituite per il calcio internazionale", per le quali "è stato necessario ipotizzare un ampliamento della capienza". Così l'architetto Pierluigi Nervi, nipote del progettista che negli anni Cinquanta realizzò la struttura, in una nota torna sul progetto di riqualificazione presentato dalla Lazio che ha ottenuto il parere favorevole, seppur con vincoli, dalla Soprintendenza. "Non si tratta di uno scempio, come qualcuno lo ha giudicato, ma di un intervento consapevole proposto per il recupero funzionale nel rispetto di chi lo ha progettato e costruito senza alterarne l'aspetto, mantenendone le preziose caratteristiche strutturali e funzionali", riconosce Nervi. Il progetto, infatti, "prevede dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all'esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata". In quest'ottica il Piano di conservazione elaborato nell'ambito del programma "Keeping it modern", finanziato dalla Getty Foundation, "sarà uno strumento indispensabile per considerarne gli aspetti necessari per l'intervento sull'impianto esistente". Inoltre, il nuovo stadio Flaminio "diventerà un elemento di nuova riqualificazione per l'intero quadrante della città", prosegue Nervi, sottolineando che fanno parte del progetto anche "la realizzazione di percorsi dedicati, nuove ed importanti alberature tali da ampliare il polmone di verde della zona" e "la realizzazione di un importante nodo di scambio che andrebbe a ridefinire e rifunzionalizzare la zona a ridosso di viale Tor di Quinto".

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teodoro

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Citazione di: mr_steed il Ieri alle 12:51ma la carota sarebbe il nuovo "cetriolo" che va a finire nel sedere dell'ortolano/tifoso? 8)
la carota ha più punta................ :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

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CALCIO: ARCH. NERVI, 'NUOVO STADIO FLAMINIO SARA' ELEMENTO DI RIQUALIFICAZIONE PER INTERO QUADRANTE'

"C'era una volta un impianto sportivo dedicato al calcio, anche internazionale, e ad altre attività quali il nuoto, il pugilato, la scherma, la ginnastica, che venne realizzato per le Olimpiadi del 1960, lo stadio Flaminio. L'impianto, completato alla vigilia dei Giochi nel pieno rispetto di tempi e costi, venne considerato da subito una perla di architettura moderna per le soluzioni tecniche e strutturali adottate che ne facevano apprezzare la gradevolezza e funzionalità dell'insieme. Gli spettatori potevano quasi partecipare all'evento che si svolgeva sul campo di gioco, tanto erano nitidi i dialoghi tra i giocatori e tra questi e le panchine, dovuto alla vicinanza al terreno. Purtroppo negli anni a seguire il disinteresse, l'incuria, l'abbandono fecero sì che, come la strega Malefica della fiaba La Bella Addormentata avvolse di rovi il castello ove era prigioniera per renderlo inaccessibile al principe che voleva liberarla, così divenne anch'esso un luogo dove l'accesso fu impossibile per chiunque. Oggi non è possibile nemmeno effettuare una partita di bocce al suo interno. Come la principessa venne liberata grazie all'amore del principe così oggi l'amore per questa struttura vuole liberarlo dallo stato pericoloso e malsano in cui versa ormai da troppo tempo". Così, l'architetto Pierluigi Nervi. "Finalmente esiste uno ed unico progetto che lo riporta in vita, lo restaura, lo ristruttura, lo restituisce alla città e lo rende compatibile con le nuove regole istituite per il calcio internazionale. Non si tratta di uno scempio, come qualcuno lo ha giudicato, ma di un intervento consapevole proposto proprio per il recupero funzionale nel rispetto di chi lo ha progettato e costruito senza alterarne l'aspetto, mantenendone le preziose caratteristiche strutturali e funzionali. Un evidente esempio -rileva Nervi- di rispetto verso l'opera realizzata da mio zio e mio nonno trovando le condizioni necessarie, secondo le nuove esigenze, per tornare ad essere unico, ammirato e goduto nelle occasioni di eventi occasioni di eventi di importanza internazionale. Vorrei sottolineare inoltre che chi crede che la strada da percorrere sia quella di svilire l'impianto riducendolo a poco più di un circolo ricreativo di quartiere non dimostra certo amore, apprezzamento e rispetto per l'opera. Bene ha fatto il Comune - continua - quando ha chiesto che venisse rispettata la sua vocazione di livello calcistico internazionale come in origine. Non vorrei dimenticare che per la titolarità dello svolgimento di gare di tale livello è necessario poter accogliere una giusta cornice di pubblico; erano circa 46.000 in piedi come capienza originaria, tornerebbero tali dopo il progetto di ampliamento, nel rispetto delle regole e norme di ciascun momento storico". "Questo per quanto riguarda l'esistente. Ovviamente per poter recuperare la titolarità per gli eventi internazionali è stato necessario ipotizzare un ampliamento della capienza. Il progetto, come già detto, prevede dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all'esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata, priva di qualsiasi connessione con la nuova e lasciandone percepibile la sua visibilità. E' opportuno precisare e fugare ogni dubbio su quanto paventato dalla Fondazione Pln Project, che è bene ricordare è composta da uno solo dei tredici coeredi dei progettisti, riguardo il Piano di conservazione elaborato nell'ambito del programma 'Keeping it modern' finanziato dalla Getty Foundation. Si tratta di un documento prezioso - ancora Nervi - finalizzato al restauro da eseguirsi sull'impianto esistente che potrà dunque fornire ampio supporto nella realizzazione dello specifico intervento, considerato che il progetto Lazio ne prevede allo stesso modo il ripristino. Tale Piano di conservazione sarà dunque uno strumento indispensabile per considerarne gli aspetti necessari per l'intervento sull'impianto esistente".

"Grande attenzione il progetto Lazio ha dedicato alla riqualificazione dell'intero quartiere - scrive l'architetto Nervi - infatti fa parte dell'investimento proposto la realizzazione di nuovi percorsi dedicati, ad esempio il rinnovato ripristino del collegamento con la zona Tor di Quinto/Fleming attraverso il rinnovo del ponte sui pilastri (ancora in opera) dell'antico ponte Bailey; percorsi e parcheggi studiati per biciclette e motorini; nuove ed importanti alberature tali da ampliare il polmone di verde della zona a completamento dell'intervento generale; la realizzazione di un importante nodo di scambio che andrebbe a ridefinire e rifunzionalizzare una zona, quella a ridosso di viale Tor di Quinto, da sempre lasciata indefinita dal punto di vista del controllo progettuale degli spazi e dell'ambiente, peraltro con esiti che potrebbero supportare la funzionalità del vicino Stadio Olimpico e delle strutture sportive del Foro italico, che attualmente sono causa di caos e disagi a non finire nei confronti dei residenti dei quartieri Flaminio, Villaggio Olimpico, Ponte Milvio, Prati lato viale Angelico/piazzale Clodio, a causa della atavica mancanza di adeguate strutture e spazi di parcheggio; non ultime nuove infrastrutture strategiche per la mobilità nella zona, come il parcheggio su due livelli proposto in zona piazza Mancini e il rinnovamento delle pavimentazioni urbane dell'area in questione con materiali di ultima generazione, disinquinanti e drenanti. I relativi costi saranno interamente a carico del proponente". "Il nuovo stadio Flaminio diventerà un elemento di nuova riqualificazione per l'intero quadrante della città - ribadisce - Un nuovo punto di sviluppo socio culturale per il quartiere a completamento di quanto già eseguito, l'Auditorium, il Maxxi, via Guido Reni, fino al Foro Italico; quello che l'ambasciatore Umberto Vattani ha meravigliosamente definito Roma distretto del contemporaneo. Un'ultima considerazione, mi sono posto la domanda cosa avrebbero detto mio zio Antonio e mio nonno Pier Luigi progettisti. Sicuramente avrebbero fatto meglio, ma senza ombra di dubbio non avrebbero superato il rispetto, l'attenzione e l'amore che tutto il gruppo di progettisti ha riversato nel progetto presentato. Raramente è riscontrabile una tale unità e condivisione di intenti nell'affrontare un tema così difficile. Ringrazio in particolare l'architetto Marco Casamonti per essere riuscito a far propria ed a trasmettere nel progetto la cura e l'attenzione dovuta. Allo stesso modo un sentito ringraziamento è dovuto agli Enti preposti, in particolare il Comune di Roma ed i suoi Assessorati, particolarmente quello allo Sport e Grandi Eventi, la Regione Lazio e la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma la cui collaborazione è stata ed è fondamentale per le successive fasi di realizzazione del progetto. Hanno infatti contribuito e costituiscono -costituiscono- elemento di confronto collaborativo e costruttivo grazie ai suggerimenti ed alle prescrizioni indicate".

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