Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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giovannidef

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Considerando Marassi e san Paolo i prefiltraggi come i parcheggi sono gestibili
Il problema è la leggendaria figura dei parenti di nervi  e la proprietà dello stadio
La cosa ridicola è che con 2 stadi di proprietà sia il Flaminio che l'Olimpico saranno ridotti in macerie

Tyler87

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Stadio delle mini-nazionali con parcheggi e palestre: il piano Figc per il Flaminio

– Salvare il Flaminio? Basterebbero 8 milioni. Che il gioiello di viale Tiziano versi in condizioni umilianti per la città e l'amministrazione è noto da anni. Ora la Federcalcio di Carlo Tavecchio sta valutando l'idea di chiedere l'assegnazione della struttura per farne la "casa" delle nazionali giovanili e femminili. Consapevole, come già ai tempi di Abete, di essere l'unica federazione capace di sostenere i costi di una riqualificazione. Ma di che cifra si parla? Dal 2013 nei cassetti del Comune di Roma esiste uno studio di fattibilità, commissionato da Risorse per Roma, che lo spiega: un dossier con indagini strutturali sulle condizioni di calcestruzzo e cemento armato (commissionata a Istedil) e l'elaborazione di ipotesi progettuali per la riqualificazione.


Un lavoro da 40mila euro, ancora sostanzialmente attuale. E che divide le spese necessarie in tre standard qualitativi Il primo, indica solo gli interventi indispensabili per riaprire le porte dello stadio ai tifosi: 8 milioni di euro e lo stadio prenderà vita. Soldi necessari per il ripristino delle strutture devastate dal tempo e dall'incuria (in una lettera del 20 maggio 2014 il Coni interrompeva le utenze per pulizia, manutenzione del verde, manutenzione tecnologica e antincendio, oltre a quelle idriche e energetiche). Serve intervenire con una nuova impermeabilizzazione del cemento armato, il ripristino del sistema di deflusso delle acque, del sistema elettrico, oltre ai dettagli: la cosiddetta "vernice" (seggiolini, lampadine). Spese utili per riaprire lo stadio, con la capienza massima attuale, non più di 20/22 mila posti. Il problema sono i costi di gestione: per mantenere l'impianto servono 1,5 milioni all'anno.

Il Flaminio però non è solo un campo e quattro tribune. Ha un ventre ricco di palestre per la boxe, sale da scherma, piscina. Per ripristinare l'utilizzo delle aree che contengono questi spazi, renderle agibili e magari farle rendere incrementandole con aree wellness e fitness (che aiuterebbero a coprire i costi gestionali) occorrono altri 11 milioni, oltre agli 8 di partenza. Insomma, con 19 milioni la struttura tornerebbe a poter offrire servizi 7 giorni su 7.
Ma a uno stadio moderno si chiede di produrre utili, di generare un flusso di cassa. Per questo lo studio di fattibilità prevede anche un terzo standard. Studiato sul progetto realizzato dall'ingegnere Saverio Mandetta, con l'architetto Mauro Schiavone, consulenti tecnici, sportivi e gestionali. Un progetto (depositato alla Siae) che ridisegna l'idea del Flaminio senza alterarne la struttura (su questo, la fondazione Nervi che ha i diritti intellettuali dell'opera è inflessibile). Con 45-50 milioni – sostenuti da un project financing con base di ammortamento a lunghissima scadenza – si può creare uno stadio in grado di generare utili: aree esterne di supporto, già previste dal piano urbanistico di Roma, per attività commerciali. Sviluppati al di sotto di un piano rialzato, da destinare al verde e ai percorsi di accesso allo stadio (adeguati alle norme attuali), in modo da separare i tifosi dagli spazi destinati a uffici e attività culturali. Senza ovviamente tradire la destinazione d'uso, sportivo e culturale, dello stadio: non supermercati, ma musei e sale concerti che possano integrare l'attività dell'Auditorium adiacente. E poi parcheggi sotterranei a vista sulla necropoli romana, affiorata durante i lavori del 2008 e ancora "nascosta", utili pure come punto di scambio per il centro. Interventi per rendere la struttura ecocompatibile e sostenibile finanziariamente. Più o meno, quello che ha in testa la Figc di Tavecchio.

(La Repubblica, M. Pinci)

DajeLazioMia

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Facesse tutto la figc poi noi paghiamo l'affitto a copertura parziale dell' 1.5 mio di spese di gestione.
20k posti, sempre tutto pieno, premiando quelli che sono andati negli ultimi anni col freddo o col sole col terzo posto o con l'ottavo.
Poi appena si può fare uno stadio da un'altra parte lo si farà, campa cavallo.

robylele

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Citazione di: DajeLazioMia il 25 Ott 2016, 10:58
Facesse tutto la figc poi noi paghiamo l'affitto


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GiPoda

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Citazione di: DajeLazioMia il 25 Ott 2016, 10:58
Facesse tutto la figc poi noi paghiamo l'affitto a copertura parziale dell' 1.5 mio di spese di gestione.
20k posti, sempre tutto pieno, premiando quelli che sono andati negli ultimi anni col freddo o col sole col terzo posto o con l'ottavo.
Poi appena si può fare uno stadio da un'altra parte lo si farà, campa cavallo.
io lo farei.
mi fa però rabbia ancora leggere che stiamo tutti sotto la cappella degli eredi Nervi.
inconcepibile...

Andrewblu

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La FGCI ne facesse un gioiello di modernità da 30.000 posti, vivibile 7 giorni su 7. Tutto secondo regole, ecosostenibilità e cavoli vari. Poi la Lazio paga l'affitto annuale e gioca nel cuore pulsante di Roma. Sperando che sia sempre esaurito.
E mica solo Juventus e Real Madrid devono avere favori macroscopici dal Comune...

turco

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Mi scuso se già postato...
Un po' datato ma ancora attuale...

In poche parole il Flaminio se lo danno tutti in faccia.
E' intoccabile.


http://www.nuovocorrierelaziale.it/2016/04/14/speciale-impianti-perche-flaminio-non-sara-lo-stadio-della-lazio/

Speciale impianti: Ecco perché il Flaminio non sarà lo stadio della Lazio
di Arianna MICHETTONI


Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate: deve esser inciso in un angolo nascosto dall'erbaccia, incrostazioni ed umidità, tra desolazione e incuria – un'iscrizione arrugginita; una patina di logoro e vecchio a ricoprirla, a ricoprire ogni centimetro di quel che fu. Fu lo Stadio Flaminio, trame di storia dello sport romano e nazionale già sul punto ormai di sgretolarsi: il passato, voler salvare le apparenze – la denominazione monumentale, il pregio architettonico e i vincoli archeologici. Poi l'assenza di manutenzione e le condizioni pietose in cui versa attualmente la struttura: degrado del calcestruzzo, corrosione delle armature metalliche, infiltrazioni ed ambienti devastati; il terreno di gioco ridotto a boscaglia incolta.

Il Flaminio, citando Giovanni Malagò, "vale zero".

Pure se in base all'articolo 10 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, quest'ultimo è un bene di interesse artistico e storico sotto tutela dal 2008 (al compimento del mezzo secolo). E gli eredi di Pier Luigi Nervi, attraverso la fondazione omonima, detengono proprietà intellettuale e diritti morali sullo Stadio Flaminio, tanto da aver espresso più volte pareri contrari ai piani di ristrutturazione presentati dal Comune di Roma – si legga: non si è permesso alcuno stravolgimento o manipolazione di una struttura di interesse culturale, considerate pure le opere di prevedibile adeguamento cui sarebbe sottoposta la pregevole zona di Roma in cui è situato. «Vorrei evitare che, dopo la realizzazione di una proposta ponderata e calibrata di ampliamento del Flaminio, vista con occhio benevolo dai Beni Culturali, si arrivasse ad attuare soluzioni poco pratiche. Questo stadio è preso a modello per la gradevolezza architettonica e per la visibilità dagli spalti: spero non venga trasformato in un tendone», queste le parole dell'erede Nervi.

La legge Urbani ne impedisce la demolizione (l'idea immediata: la costruzione del nuovo impianto, in armonico ammodernamento del quartiere, sfruttandone le potenzialità della zona), le restrizioni dovute ai Beni Culturali e alle Belle Arti ne bloccano l'ampliamento – aumentare la capienza della struttura (fino a 37000 unità) è, o sarebbe, possibile solo mediante un abbassamento del terreno di gioco di 4,5 metri circa (una misura tale da consentirne il ricavo di un numero adeguato di posti): ciò comporterebbe però l'avvio di scavi che verrebbero immediatamente interrotti a causa dei certi ritrovamenti archeologici, data l'area su cui sorge lo stadio. Impossibile, ancora, ipotizzare l'edificazione di un secondo anello sia per rispettare il progetto originario e per non gravare con alcun peso sull'impianto: una elevazione della struttura correrebbe inoltre il rischio di venire bocciata dai Beni Culturali. Secondo la normativa vigente, dunque, è assai difficile rivitalizzare la struttura.

Poi c'è il grande sogno biancoceleste, il ritorno al mitico – o leggendario, per le narrazioni tramandate di generazione in generazione laziale – Stadio Flaminio, così carico di storia: l'autenticità di un sentimento che non conosce bonifica o restauro, ma non abbastanza da evitare che lo stadio possa costituire l'ennesima occasione di interventi meramente speculativi. Perché non il Flaminio? Una struttura concepita e perfetta per il gioco del calcio.

Tuttavia, riconosciuto il potenziale punto di aggregazione dal forte valore culturale e sociale, la scelta emozionale non può però essere priva di un'attenta, logica e razionale analisi commerciale: il valore delle tradizioni ha un costo che si aggira intorno ai sei milioni di euro per la sola ristrutturazione conservativa – restituirlo alle fattezze delle origini, con i limiti strutturali dovuti all'obsolescenza di un impianto pensato e costruito nella metà dello scorso secolo. Il restyling necessita del benestare pure di Renzo Piano, che mantiene un ruolo di supervisore sullo skyline dell'intera area, e per l'eventuale restauro occorrerebbero investimenti che variano tra i 35 e i 40 milioni di euro ottemperando alla manutenzione ordinaria e straordinaria, nel rispetto dei vincoli delle soprintendenze; per colpa delle decine di restrizioni che gravano sull'impianto, soprattutto, lo stesso non può diventare fonte di guadagno per l'impossibilità di organizzare attività collaterali a fini commerciali.

La Lazio quindi investirebbe in un progetto decine di milioni di euro, pur priva della proprietà della struttura, già vincolata, con un circondario non edificabile e nessun tornaconto economico. Lungi dal business plan ideato e fortemente voluto dal presidente Lotito – sull'orlo di una crisi di Nervi, quanto mai appropriato: trattasi di uno stadio polifunzionale, aperto H24, dove i bisogni delle persone vengano soddisfatti quotidianamente.
Una struttura moderna, architettonicamente suggestiva, agevole per gli spettatori, inserita in un piano viabilità consono al traffico della capitale, dove l'aspetto economico e commerciale sia tanto valorizzato quanto il valore storico del club – la presenza della sala trofei deve cioè coesistere con il negozio ufficiale: caratteristiche avulse al progetto Flaminio, avvolto nel fascinoso velo nostalgico – o troppo stretto nel suo passato, non funzionale ed antieconomico. Infine, l'ultima delle considerazioni: fin quando vi sarà uno stadio di proprietà del CONI, verso il quale le due squadre romane contribuiscono con i loro canoni d'affitto a quasi la metà degli introiti, l'impianto esclusivo biancoceleste o giallorosso è utopistico. Perché Roma avrebbe uno Stadio Olimpico utilizzato in pochissime occasioni, con un ricavo drasticamente ridotto.

Sonni Boi

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"La riqualificazione del Flaminio va considerata un'opportunità, non un problema. Non riuscirci sarebbe una sconfitta per tutti". Parla così Marco Nervi, nipote di Pier Luigi e Antonio Nervi, ai microfoni di Laziofamily. Da tempo si parla di una ristrutturazione dell'impianto sportivo per portarlo a risplendere. E i tifosi della Lazio sperano che diventi la loro nuova casa. "Purtroppo lo stadio non è in buone condizioni, non so dirvi in quanto tempo ma esiste un rischio di un crollo. So solo che ho partecipato a diverse riunioni e l'ultima, prima dell'estate con gli assessori del Commissario Tronca prima dell'elezione del nuovo sindaco. I vari tecnici del Comune avevano identificato una serie di interventi, quelli più urgenti limitati al solo consolidamento ammontavano a circa 6 milioni di euro. Al momento non è stata presa alcuna decisione in merito. Parliamo comunque di un'opera tutelata, protetta dalla legge perché di interesse culturale, quindi per definizione ogni intervento va fatto con cautela. Vincolata perché ha un valore storico, culturale e tecnico, legato ai Giochi del 1960, realizzata da Pier Luigi Nervi e dal figlio Antonio con soluzioni tecniche particolari. Posso dire che per legge vale ancora il diritto d'autore, stabilito in 70 anni dalla data della morte dell'autore, nonno è morto nel 1979 quindi la famiglia Nervi mantiene questo diritto fino al 2049". E sulla possibilità che un giorno diventi il teatro delle partite della Lazio, Nervi conclude: "Sarebbe bello, ma, è molto difficile aumentare la capacità dello stadio senza sfigurarne la qualità architettonica, Non so se si possa scavare come è accaduto a Firenze nel 1990 quando fu abbassato il livello dello stadio per ricavarne un altro anello. Si può fare? Apparentemente il Flaminio sorgerebbe sopra una necropoli romana o etrusca. Come ho affermato, l'unico progetto di ampliamento di cui si è discusso in questi anni è stato quello proposto dalla Federazione Italiana Rugby. Altri due nodi riguarderebbero i parcheggi e la copertura per i quali andrebbero trovate delle soluzioni adeguate".


No ma niente, non ve ce entra in testa eh...

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ssl_1900

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scusatemi, la butto li.

e se giocassimo al Flaminio????
































































































































































































:bye:





skizzo87

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Fino a che non crolla, o il 2049, il Flaminio restera' cosi'.
La FIGC o il Comune possono reinvestire sulla riqualificazione, ma per la Lazio non avrebbe senso farlo.
Per aumentare gli introiti, devi investire su una struttura moderna che sia userfriendly e accessibile facilmente.
Considerando che l'accessibilita' sarebbe la stessa dell'Olimpico (grosso modo - mal che va c'e' la zona palazzetto dello sport/Auditorium per i parcheggi), il problema e' la struttura. Puntare su una degli anni 60 e' da pazzi.

robylele

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Citazione di: ssl_1900 il 25 Ott 2016, 13:16
scusatemi, la butto li.

e se giocassimo al Flaminio????


ottima idea, stavo per scriverlo io.
De Angelis però dice che bisogna sbrigarsi perché non vorrebbe alzarsi una mattina e leggere che il Flaminio l'ha preso qualche imprenditore cinese.



DajeLazioMia

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Accollarsi lo stadio Flaminio con questi vincoli è improponibile.
Si sta valutando altro, la Figc che sgancia 8 mio e ripristina la funzionalità dello stadio, spogliatoi in ordine, strutture in sicurezza, campo perfetto, seggiolini puliti e nuovi.
Con questo scenario la domanda secca è: pagando in entrambi i casi l'affitto, meglio starcene all'Olimpico (più dispersivo ma con copertura) o al Flaminio (bolgia di 22k spettatori ma senza copertura)?

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skizzo87

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Citazione di: DajeLazioMia il 25 Ott 2016, 13:30
Accollarsi lo stadio Flaminio con questi vincoli è improponibile.
Si sta valutando altro, la Figc che sgancia 8 mio e ripristina la funzionalità dello stadio, spogliatoi in ordine, strutture in sicurezza, campo perfetto, seggiolini puliti e nuovi.
Con questo scenario la domanda secca è: pagando in entrambi i casi l'affitto, meglio starcene all'Olimpico (più dispersivo ma con copertura) o al Flaminio (bolgia di 22k spettatori ma senza copertura)?
Raga siamo a Roma, avere uno stadio senza coperature vuol dire mettersi al livello dello Scida. Uno stadio da Serie C. Mi tengo tutta la vita l'Olimpico.

DajeLazioMia

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Citazione di: skizzo87 il 25 Ott 2016, 13:34
Raga siamo a Roma, avere uno stadio senza coperature vuol dire mettersi al livello dello Scida. Uno stadio da Serie C. Mi tengo tutta la vita l'Olimpico.
È un punto di vista giusto, ma secondo me senza fare fantasiose ipotesi sarebbe questa l'alternativa.
Nello stadio della Fiorentina le hanno messe le coperture?

robylele

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oppure potremmo giocare al Flaminio le partite di campionato e all'Olimpico per le sfide europee, pagando a gettone Malagò.


giovannidef

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lo scorso anno ci sono due partite dove ha diluviato, in altre ha piovuto
per me la copertura è utile ma si può vivere anche senza, il problema che non puoi mai superare i 20000 considerando che ci sono pure gli ospiti
io lascerei stare e cercherei un posto magari non così centrale dove fare lo stadio

skizzo87

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Citazione di: DajeLazioMia il 25 Ott 2016, 13:42
È un punto di vista giusto, ma secondo me senza fare fantasiose ipotesi sarebbe questa l'alternativa.
Nello stadio della Fiorentina le hanno messe le coperture?
No ma sono stadi antichi.
Stadi che vanno migliorati, o rifatti da zero. E il Franchi e' in "ottime" condizioni, non e' disabitato da 6 anni.

http://www.gonews.it/2016/02/23/copertura-dello-stadio-artemio-franchi-michele-pierguidi-presidente-del-quartiere-2-replica-a-torselli-e-semplici/
In questo caso, il flaminio e' preso come esempio negativo.

DajeLazioMia

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Citazione di: giovannidef il 25 Ott 2016, 13:50
lo scorso anno ci sono due partite dove ha diluviato, in altre ha piovuto
per me la copertura è utile ma si può vivere anche senza, il problema che non puoi mai superare i 20000 considerando che ci sono pure gli ospiti
io lascerei stare e cercherei un posto magari non così centrale dove fare lo stadio
Il Flaminio con queste premesse e questi vincoli sarebbe (come ipotesi da valutare) solo (se si accolla tutto la figc) uno stadio temporaneo in attesa di sapere se un giorno potremo averne uno nuovo da qualche parte.
Gli ospiti avrebbero solo 1000 posti e giocheresti sempre in casa in una bolgia.
ci sono pro e contro secondo me.

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DajeLazioMia

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https://m.youtube.com/watch?v=AeUtYN20wlA

Servizio sulla storia del Flaminio, la frase con cui si conclude è significativa :)

skizzo87

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Comunque se la Lazio va al Flaminio ci sara' al 100% la copertura. E si parte da questi punti per discutere.

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