Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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Achab77

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Citazione di: Palo il 05 Mag 2025, 16:42
Soffro di shopping compulsivo. Volavo 200 o 300 mila migli l'anno, ma 20 o 100€ li spendevo SEMPRE. Poi avevo i miei angolini adorati, un ristorante a Fiumicino (dove ahimè mi capitava di incrociare Balivox), una brauerei a Francoforte T1, lo shop di ellettronica a Tel Aviv o un chioschetto infimo a Belgrado.

Mi dispiace per la questione Balivox, dev'essere stato un trauma di quelli brutti  :=)) :beer:
(Ti voglio bene Balivox)

Palo

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Citazione di: Achab77 il 05 Mag 2025, 20:59
Mi dispiace per la questione Balivox, dev'essere stato un trauma di quelli brutti  :=)) :beer:
(Ti voglio bene Balivox)
Poi ci fai l'abitudine. Come quando al militare dovevi pulire i cessi.
Da', io NON ti voglio bene, sallo!

AquiladiMare

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Citazione di: Precisione il 05 Mag 2025, 13:56
Calcio: Lotito, in Italia serve un piano Marshall per gli stadi

"Ho proposto il nuovo stadio della Lazio, ma con una logica di servizio. Di una struttura al servizio della collettività, un punto di riferimento dove la gente possa vivere 24 ore su 24". Lo ha detto il presidente della Lazio Claudio Lotito in occasione del convegno Stati Generali dello Sport organizzato da Forza Italia alla Camera dei Deputati. "E' un modo per acquisire anche cultura della legalità, perchè se vivi una struttura che è casa tua poi la tuteli e non vai allo stadio per fare ogni volta 50-70mila euro di danni. Mentre il tifoso violento è un delinquente e come tale va trattato", ha aggiunto. "Ma tutto questo si fa con una pianificazione, lo Stato deve fare un piano Marshall per gli stadi perchè in Italia ogni Comune interviene con mille lacci e lacciuoli e gli stadi non si fanno mai", ha dichiarato.


Ma è lui che sta in una forza politica al governo...

Perché parla come se lo Stato fosse altro?

WhiteBluesBrother

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Tutto quel che scrivete al Flaminio non funzionerebbe un granché.
Infatti uno stadio abbastanza lontano da quartieri abitati ma straservito da strada e ferro sarebbe preferibile ANCHE da questo punto di vista. Solo per dirne una, lo progetti da zero modellandolo con spazi adatti alle varie unità di ricavo che vuoi implementare, non ricavando quegli spazi alla come capita, arrangiati in una struttura vecchia e intoccabile dove non ti fanno neanche fare le tracce per i cavi elettrici (letteralmente, come sapete non dico per dire). 
Oltre ad avere la concorrenza a 200 metri, e costa pure di meno.
Ringrazio tutti per avermi fornito un assist a porta vuota. 😂

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Lux67

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 04 Mag 2025, 09:19
La Concessione 99ale diventa patrimonio della società e il giorno (spariamo prestissimo) che la vendi diventa un asset societario che vendi insieme a tutto il resto. Sarebbe ancora più lungo e complicato di così (farebbe parte delle immobilizzazioni materiali nello stato patrimoniale societario nel bilancio della SS Lazio, se la concessione fosse fatta a noi e non alla Lotito snc) ma spero di averlo spiegato facile.
Grazie della risposta. Mi sembra di capire che aumenti il valore della Lazio come conseguenza dei possibili introiti che la concessione consente. Allo stesso tempo non credo possa essere considerato un patrimonio tradizionale come case, terreni, oro.

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balivox

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Citazione di: Palo il 05 Mag 2025, 16:42
Soffro di shopping compulsivo. Volavo 200 o 300 mila migli l'anno, ma 20 o 100€ li spendevo SEMPRE. Poi avevo i miei angolini adorati, un ristorante a Fiumicino (dove ahimè mi capitava di incrociare Balivox), una brauerei a Francoforte T1, lo shop di ellettronica a Tel Aviv o un chioschetto infimo a Belgrado.
L'esperienza migliore era proprio incontrare me 😁

Lux67

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Secondo me esistono 2 livelli.
Panino e birra.
La sei in competizione con gli altri esercenti in zona.
Se costa un po' di più io personalmente darei i soldi alla Lazio. Se costa il doppio ci penso.
Poi c'é anche la comodità. Se devo mangiare in piedi, in uno spazio ristretto forse preferisco gli spazi di ponte Milvio. Comunque con questa attività campi solo la Domenica.

Il Flaminio rispetto ad uno stadio di periferia ha il vantaggio di essere centrale. Se riesci a metterci un paio di ristoranti di livello forse lo usi tutta la settimana. Potrebbe essere interessante per un turista, sicuramente più di Pietralata.

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Palo

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 06 Mag 2025, 00:12
Tutto quel che scrivete al Flaminio non funzionerebbe un granché.
Infatti uno stadio abbastanza lontano da quartieri abitati ma straservito da strada e ferro sarebbe preferibile ANCHE da questo punto di vista. Solo per dirne una, lo progetti da zero modellandolo con spazi adatti alle varie unità di ricavo che vuoi implementare, non ricavando quegli spazi alla come capita, arrangiati in una struttura vecchia e intoccabile dove non ti fanno neanche fare le tracce per i cavi elettrici (letteralmente, come sapete non dico per dire). 
Oltre ad avere la concorrenza a 200 metri, e costa pure di meno.
Ringrazio tutti per avermi fornito un assist a porta vuota. 😂
L'Italia è piena di palazzotti semistorici, protetti dalla soprintendenza, cui viene lasciato intatto il guscio esterno e, dentro, vengono sventrati totalmente e rifatti. Ovvio che se la parte di pregio sono degli affreschi di Michelangelo non te li fanno toccare. Ma, anche pensando al progetto Pineto Nuoto che si è piantato sulla oggettiva pubblica inutilità e non sulle tracce a 380 v, direi che "dentro" al Flaminio ci puoi fare quasi tutto quello che vuoi (no discoteca, no club privè, sì ristorante, sì museo della polisportiva, sì sala dei trofei).

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Palo

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Stavo per scrivere, "Quirino magari potrà confermare o meno..." :cry:

italicbold

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Citazione di: Palo il 06 Mag 2025, 07:57[...] "dentro" al Flaminio ci puoi fare quasi tutto quello che vuoi [...]

Attenzione però: credo che la discussione si sia orientata verso una visione un po' troppo da autogrill dello stadio. Una sorta di labirinto dove sei costretto a passare anche solo per andare in bagno, mentre ti sfilano davanti la ventricina di Chieti, la zizzona di Battipaglia e un gratta e vinci.
Ecco, quando parlo di esperienza, intendo tutt'altro.

È un po' come accade negli aeroporti: prima di raggiungere il tuo gate – dove ti aspetta una scomoda seggiola in plastica – sei obbligato a passare per un centro commerciale in miniatura (a volte nemmeno tanto "mini").
Certo, tutto questo ha un suo peso, ma resta comunque una visione limitata e miope. Un modello che ti fa sentire cliente, ma in modo passivo, e quindi poco coinvolgente.

Chi ha scritto che "se il panino e la birra li pago meno dallo zozzone a Ponte Milvio, alla lunga preferirò comunque andare dallo zozzone", ha perfettamente ragione.
E allora è chiaro che l'offerta food, per rappresentare una voce di ricavo significativa, dovrà esplorare strade nuove. Strade che non siano legate solo al prezzo, ma che puntino alla qualità dell'esperienza. Non è facile, certo, ma necessario.

Per me, quando parlo di esperienza, bisogna partire da una visione più ampia: da quando il tifoso esce di casa fino a quando ci rientra.
In Italia, oggi, l'esperienza stadio è ancora legata esclusivamente al vedere la partita. Pago un biglietto per vedere una partita.
Questo mi porta inevitabilmente a confrontare il vedere la partita allo stadio con altri modi di fruirla: in TV, sullo smartphone, in un pub, o anche – diciamolo – con il pezzotto.
E in quel confronto, lo stadio perde. È l'opzione più scomoda, complicata e meno flessibile.

A tutto questo si aggiunge una visione novecentesca del tifoso come massa indistinta, trattata in condizioni che altrove sarebbero inaccettabili.
Condizioni che, tra l'altro, favoriscono la nascita e la diffusione di fenomeni malavitosi come quelli che conosciamo bene, da San Siro fino a Roma.

Ecco perché è fondamentale arricchire l'esperienza complessiva. Come? Ovviamente non con soluzioni semplicistiche da forum. Servono studi seri, visioni integrate, idee.
Ma di una cosa sono certo: bisogna superare la logica da duty-free o centro commerciale. L'esperienza stadio non deve ridursi a far aprire il portafoglio a ogni angolo. Anzi, si può pensare anche a un valore aggiunto non commerciale.
Questo approccio risolverebbe anche molte delle perplessità espresse da WBB. Senza contare che le opportunità offerte dal digitale sono enormi e ancora poco esplorate.

Alcuni esempi esistono già. L'aquila Olympia che vola prima del fischio d'inizio è un'esperienza. I giochi di luci e la musica dopo la partita lo sono.
Piccole cose, certo, ma che nessuno può vivere dal divano.
E altre se ne potrebbero aggiungere, anche digitali. Il punto è che se l'esperienza si limita a: "arrivo – mi siedo – guardo la partita – me ne vado", allora sì, il divano vince.
Tutti i discorsi sul prezzo partono da questa evidenza.

E poi c'è un altro tema enorme: il comfort.
Parliamo di accessi e deflussi più fluidi, magari con sistemi che scaglionano l'ingresso. Servizi igienici puliti e funzionanti. Posti comodi e ben mantenuti. Tutto ciò che dovrebbe essere il minimo sindacale in un'offerta che voglia definirsi moderna e accogliente.

In sintesi: solo offrendo una vera esperienza – che coinvolga l'intero percorso del tifoso – potremo disinnescare il tema del prezzo. Perché, se la soddisfazione cresce, cresce anche la disponibilità a pagare.
E questa, da sempre, è la chiave di ogni successo commerciale.

Achab77

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Citazione di: italicbold il 06 Mag 2025, 09:24
Attenzione però: credo che la discussione si sia orientata verso una visione un po' troppo da autogrill dello stadio. Una sorta di labirinto dove sei costretto a passare anche solo per andare in bagno, mentre ti sfilano davanti la ventricina di Chieti, la zizzona di Battipaglia e un gratta e vinci.
Ecco, quando parlo di esperienza, intendo tutt'altro.

È un po' come accade negli aeroporti: prima di raggiungere il tuo gate – dove ti aspetta una scomoda seggiola in plastica – sei obbligato a passare per un centro commerciale in miniatura (a volte nemmeno tanto "mini").
Certo, tutto questo ha un suo peso, ma resta comunque una visione limitata e miope. Un modello che ti fa sentire cliente, ma in modo passivo, e quindi poco coinvolgente.

Chi ha scritto che "se il panino e la birra li pago meno dallo zozzone a Ponte Milvio, alla lunga preferirò comunque andare dallo zozzone", ha perfettamente ragione.
E allora è chiaro che l'offerta food, per rappresentare una voce di ricavo significativa, dovrà esplorare strade nuove. Strade che non siano legate solo al prezzo, ma che puntino alla qualità dell'esperienza. Non è facile, certo, ma necessario.

Per me, quando parlo di esperienza, bisogna partire da una visione più ampia: da quando il tifoso esce di casa fino a quando ci rientra.
In Italia, oggi, l'esperienza stadio è ancora legata esclusivamente al vedere la partita. Pago un biglietto per vedere una partita.
Questo mi porta inevitabilmente a confrontare il vedere la partita allo stadio con altri modi di fruirla: in TV, sullo smartphone, in un pub, o anche – diciamolo – con il pezzotto.
E in quel confronto, lo stadio perde. È l'opzione più scomoda, complicata e meno flessibile.

A tutto questo si aggiunge una visione novecentesca del tifoso come massa indistinta, trattata in condizioni che altrove sarebbero inaccettabili.
Condizioni che, tra l'altro, favoriscono la nascita e la diffusione di fenomeni malavitosi come quelli che conosciamo bene, da San Siro fino a Roma.

Ecco perché è fondamentale arricchire l'esperienza complessiva. Come? Ovviamente non con soluzioni semplicistiche da forum. Servono studi seri, visioni integrate, idee.
Ma di una cosa sono certo: bisogna superare la logica da duty-free o centro commerciale. L'esperienza stadio non deve ridursi a far aprire il portafoglio a ogni angolo. Anzi, si può pensare anche a un valore aggiunto non commerciale.
Questo approccio risolverebbe anche molte delle perplessità espresse da WBB. Senza contare che le opportunità offerte dal digitale sono enormi e ancora poco esplorate.

Alcuni esempi esistono già. L'aquila Olympia che vola prima del fischio d'inizio è un'esperienza. I giochi di luci e la musica dopo la partita lo sono.
Piccole cose, certo, ma che nessuno può vivere dal divano.
E altre se ne potrebbero aggiungere, anche digitali. Il punto è che se l'esperienza si limita a: "arrivo – mi siedo – guardo la partita – me ne vado", allora sì, il divano vince.
Tutti i discorsi sul prezzo partono da questa evidenza.

E poi c'è un altro tema enorme: il comfort.
Parliamo di accessi e deflussi più fluidi, magari con sistemi che scaglionano l'ingresso. Servizi igienici puliti e funzionanti. Posti comodi e ben mantenuti. Tutto ciò che dovrebbe essere il minimo sindacale in un'offerta che voglia definirsi moderna e accogliente.

In sintesi: solo offrendo una vera esperienza – che coinvolga l'intero percorso del tifoso – potremo disinnescare il tema del prezzo. Perché, se la soddisfazione cresce, cresce anche la disponibilità a pagare.
E questa, da sempre, è la chiave di ogni successo commerciale.

Ottimo e abbondante.
Mi permetto, da ignorante, di fare un parallelismo con una cosa molto diversa e complessa da paragonare, ma che secondo me rende l'idea: mi sto accorgendo che soprattutto le "vecchie glorie" della musica, dopo aver scoperto il successo delle reunion, dell'esecuzione live di interi album di successo e delle costruzioni scenografiche del palcoscenico, stanno tutte convergendo verso le ESPERIENZE: si tratta di pacchetti vip a vari livelli che costano quintali di soldi in più rispetto a un biglietto normale che prevedono appunto tutte situazioni emozionali e di contatto che prescindono dal consumo fine a se stesso.
O meglio, è vero che dentro le esperienze più costose c'è anche una bella dose di food&beverage, ma il valore aggiunto è il contatto con la band, la visita ai camerini, l'ingresso anticipato e personalizzato nell'area vip, gadget e memorabilia introvabili negli store e tanto altro.
Ovviamente tutto declinato in base al costo del pacchetto e in maniera intelligente affinché anche chi aveva deciso di fare un sacrificio per acquistare il pacchetto entry level comunque fosse invogliato a sforzarsi ancora un po' e prenderne uno top.
Ecco, per riallacciarmi all'analisi perfetta di IB, io penso che le squadre di calcio abbiano ancora tanti lati emozionali che potrebbero invogliare i tifosi a spendere di più e spesso per prendersi un pezzo alla volta quelle sensazioni.
Certo è che bisogna studiare bene tipologia di esperienze soprattutto perché devi diluirle in un'intera stagione e saperle rinnovare mantenendo intatto l'interesse anche quella successiva e quella dopo ancora.
Ma a me sembra di capire, quando cerco i biglietti per qualche band di cui sono appassionato, che i pacchetti experience (soprattutto quelli più costosi) sono i primi a finire. Sarà perché sono pochi, certo, però non rimangono mai invenduti o rimessi in circolo a prezzi calmierati last minute.
In buona sostanza è vero che per sfruttare al meglio le potenzialità di una nuova casa rinnovata, il punto di partenza dev'essere il cuore e non lo stomaco né il portafoglio.

RubinCarter

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Giusto Ib.


Per i più divanari metteranno il plaid e le pantofole sotto il seggiolino così da sentirsi di più a casa .

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Eroche..siusta

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Citazione di: RubinCarter il 06 Mag 2025, 09:49
Giusto Ib.


Per i più divanari metteranno il plaid e le pantofole sotto il seggiolino così da sentirsi di più a casa .
non ti dimenticare il video davanti, almeno una vetrata così gli sembrerà di guardare la partita in tv

Federico81

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Citazione di: Palo il 05 Mag 2025, 16:42
Soffro di shopping compulsivo. Volavo 200 o 300 mila migli l'anno, ma 20 o 100€ li spendevo SEMPRE. Poi avevo i miei angolini adorati, un ristorante a Fiumicino (dove ahimè mi capitava di incrociare Balivox), una brauerei a Francoforte T1, lo shop di ellettronica a Tel Aviv o un chioschetto infimo a Belgrado.

Non c'entra niente con il topic ma mi rivedo molto in quello che hai scritto  :) Anni ed anni da trasfertista, con alcuni aeroporti di cui conosco ogni angolo e i miei posti di "confort". Ho smesso per motivi familiari, ma a pensarci poi alcune cose mi mancano. Non riuscivo a non andare via senza spendere soldi dall'aeroporto di Singapore, per dirne uno,  era più forte di me   :)

Achab77

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Citazione di: RubinCarter il 06 Mag 2025, 09:49
Giusto Ib.


Per i più divanari metteranno il plaid e le pantofole sotto il seggiolino così da sentirsi di più a casa .

Non fare troppo lo splendido perché gira voce che allo stadio, durante le partite, tu ti assopisca come il senatore durante le azioni più eclatanti.

italicbold

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Citazione di: Achab77 il 06 Mag 2025, 09:47

Infatti, secondo me, ci pensavo giusto subito dopo aver scritto il post, il mondo della musica vive problematiche molto simili. Aldilà del fatto che un concerto resta comunque un'esperienza più singolare rispetto alle partite di campionato. Laddove, per fare un esempio, il concerto del gruppo XXX viene una volta ogni due anni allora che Lazio-Lecce, per dire, due settimane dopo Lazio-Genoa.
Però, anche in quel caso, c'è molto da lavorare. E c'è già chi lo fa. Perché anche in quel caso, a volte, l'esperienza è pessima e alcune abitudini, di trattare il pubblico come della merda, rivengono fuori. Tre anni fa sono andato a vedere il concerto all'Atlantic a Roma della tournée d'addio dei Litfiba. Un posto [...], una specie di tendone messo su alla carlona, con un calore assoluto, come ingegnere del suono avevano preso probabilmente o un sordo o uno preso a caso dalla strada. Praticamente un'ora e mezzo di bruauaua incomprensibile nel calore asfissiante. Una sofferenza. Tre giorni prima avevo visto Samuele Bersani all'Auditorium. Aldilà dei gusti musicali, che quelli non sono in questione, ma l'offerta a livello di esperienza è stata come il giorno e la notte. I Litfiba li ho visti tre mesi dopo a Parigi al Bataclan ed, anche in quel caso, è stata una cosa completamente diversa, molto migliore. Per qualità del suono, del luogo e tanto altro. E questo va aldilà delle offerte di cui parli che, comunque, sono offerte VIP e sono necessarie. Ma io parlavo proprio dell'esperienza del cliente lambda. Che comunque paga anche lui e che non possiamo limitarci a farlo entrare nella stalla (che sia uno stadio, una sala da concerto o un teatro, o anche un museo*), fargli vedere quello che dobbiamo fargli vedere, una partita, un concerto, e poi se ne andasse affanculo, ci disinteressiamo di quello che fa e di come lo fa.

*tantissimi anni fa mi innamorai di una ragazza di Milano che frequentava l'accademia di Brera. E io, quando salivo su, la seguivo a lezione e ricordo che assistetti a un paio di lezioni dove l'argomento era, allora non la chiamavo esperienza cliente ma in fondo quello era, la maniera di organizzare un museo e come sollecitare i visitatori a scoprire e ad appassionarsi a un artista, un movimento o quant'altro.
Ed era interessante. Perché sembra una sciocchezza ma è fondamentale.

italicbold

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Citazione di: Achab77 il 06 Mag 2025, 10:05
Non fare troppo lo splendido perché gira voce che allo stadio, durante le partite, tu ti assopisca come il senatore durante le azioni più eclatanti.

Tu sai che le foto che girano nella quale di mostra Lotito che dorme sono semplicemente che sta rivedendo le azioni sullo schermo del seggiolino davanti ed ha gli occhi bassi. Tutti seggiolini della tribuna d'onore hanno lo schermo tv sullo schienale del seggiolino che gli sta davanti.

Achab77

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Citazione di: italicbold il 06 Mag 2025, 10:09

Sì, sono d'accordo.
Il tema delle esperienze è un surplus a livello di engagement, molto difficile da replicare nel calcio ma può dare un'ispirazione.
Verissimo, comunque, che per soddisfare e invogliare il tifoso a spendere di più per abbonarsi o comprare il biglietto per il nuovo stadio, ad oggi, basta solo fare le cose essenziali: mostrargli un luogo accogliente, comodo e avanzato funzionalmente e tecnologicamente per convincerlo.
Il paradosso è che proprio perché partiamo da un livello mediamente infimo negli stadi italiani, salire (tanto) di livello è rappresentato dal fare cose semplici e che dovrebbero essere teoricamente già applicate.

P.S.: per corroborare la tua idea avuta dall'esperienza milanese, io posso dirti che dopo il diploma di violino a santa cecilia (luogo del mio cuore e storicamente meraviglioso per struttura e location, ma decadente per tutto il resto), ho frequentato svizzera e Austria per il perfezionamento post diploma.
Che te lo dico a fare, parte del mio esame finale fu suonare al Musikverein  a Vienna, a 19 anni, in un posto che fino a quel momento avevo visto solo in TV.
Ed ero uno dei tantissimi di quella settimana. Nonostante ciò, mi diedero camerino del solista riservato, con dentro un piccolo catering, e un concierge che mi guidò fino al palco facendo anche un minimo di preparazione motivazionale prima del mio ingresso.
Il ricordo che ho di Vienna è meraviglioso e spesso quella singola esperienza di pochi giorni batte 10 anni di conservatorio dove ho vissuto parti importanti della mia vita).

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Achab77

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Citazione di: italicbold il 06 Mag 2025, 10:12
Tu sai che le foto che girano nella quale di mostra Lotito che dorme sono semplicemente che sta rivedendo le azioni sullo schermo del seggiolino davanti ed ha gli occhi bassi. Tutti seggiolini della tribuna d'onore hanno lo schermo tv sullo schienale del seggiolino che gli sta davanti.

Sì sì allo stadio sì ma anche in senato a volte succede che stia guardando il cellulare.
Però mi riferivo al fatto che RC si addorme perché è stanco e provato dalla vita.

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Citazione di: Eroche..siusta il 06 Mag 2025, 09:53
non ti dimenticare il video davanti, almeno una vetrata così gli sembrerà di guardare la partita in tv

Con l'ologramma della moglie che passa davanti durante i momenti salienti  :)

Citazione di: Achab77 il 06 Mag 2025, 10:05
Non fare troppo lo splendido perché gira voce che allo stadio, durante le partite, tu ti assopisca come il senatore durante le azioni più eclatanti.

:D

In realtà mi ammutolisco al fischio iniziale e non ho rapporti con nessuno nei 90 minuti. Rischio l'ergastolo per via di quattro tromboni che ho alle spalle quest'anno, ma sempre meglio del ragazzino di 10 anni che sapeva più parolacce e insulti di un pensionato veneto dell'anno scorso.



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