Stadio S.S. Lazio (Topic ufficiale)

Aperto da Ganzo, 12 Ott 2012, 06:06

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scintilla

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Citazione di: GoodbyeStranger il 31 Gen 2014, 18:20



"Ingegné... nun ce sarà troppa acqua?"
"tranquillo...se po' fà..."

Quanto c'hai ragione GoodbyeStranger


WhiteBluesBrother

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La solida permanenza di Claudio Cinquepanze alla guida della Lazio appare indissolubilmente legata al sogno della Tiberina, del quale vedo ancora si dibatte, inutilmente visto che non si farà né ora né mai.
La pubblica ammissione di questa verità da parte delle autorità competenti (comune e regione), sarebbe la certificazione della fine del sogno lotitiano, e il re sarebbe nudo, altro che contestazione allo stadio.
Appena ho un attimo ci apro un topic apposito.

fish_mark

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La unica vera pubblica ammissione la deve fare il vero e unico interessato,all,operazione.

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galafro

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C'è qualcuno che può descrivere e comparare la situazione sui terreni di Lotito sulla tiberina e quelli di Parnasi a Tor di Valle dopo la boma d'acqua di ieri?
Grazie

WhiteBluesBrother

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Citazione di: fish_mark il 01 Feb 2014, 08:46
La unica vera pubblica ammissione la deve fare il vero e unico interessato,all,operazione.
Seeee. Ma quando mai. La farebbe solo DOPO aver firmato la cessione delle sue quote. Forse.

galafro

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Volevo aprirci un topic, ma lo metto qui.
Il progetto di Lotito per la Lazio non è più valido.
Faccio una premessa, sono stato uno strenuo sostenitore di questo Presidente da quando è arrivato e vi dico anche il perché.
La sbornia di Cragnotti è stata esaltante ma ci aveva fatto perdere il senso delle nostre dimensioni. Se il Presidente avesse dato retta a quei pochi saggi che gli suggerivano di smobilitare la squadra dopo aver vinto lo scudo oggi non saremmo in queste condizioni. Purtroppo le caratteristiche di un giocatore d'azzardo non le puoi cambiare, lui vince tanto perché azzarda ma nella stessa maniera può perdere tutto e così è avvenuto.
Lotito ha raccolto i cocci di questa situazione e ha impostato una gestione a pane e acqua che ha portato al risanamento sostanziale della Società .
Dopo questa fase che doveva durare circa 5 anni a detta di lui si doveva passare al rilancio della Lazio ai piani alti del calcio nazionale e internazionale tramite l'aumento dei ricavi provenienti dal progetto stadio.
Il progetto a suo tempo era interessante ed io personalmente lo condividevo a parte poi vedere come veniva realizzato. D'altra parte l'imprenditoria romana è questa,è sempre provenuta dal settore edilizio fin dai tempi del primo novecento
La realtà è che questo progetto non è più valido e non perché non si riescono a sbloccare i terreni sulla tiberina, non è più valida la tipologia del progetto.
Sperare di fare soldi vendendo o affittando immobili correlati al futuro stadio è oramai una pia illusione. La crisi che ha subito l'Italia e che non è ancora finita ha spazzato via questa prospettiva, a Roma si chiudono centinaia e più di esercizi commerciali al mese oramai da anni, migliaia di appartamenti nuovi e vecchi risultano invenduti, probabilmente altri immobili saranno messi sul mercato dallo stato italiano e prima che si smaltirà questo stock ci vorranno anni se non decenni. Il patrimonio immobiliare italiano ha perso più della metà del suo valore e hai voglia a parlare non di sogni ma solida realtà. La solida realtà è che la casa è diventata come la benzina, se non ci vuoi pagare le tasse basta non acquistarla.
Voi direte, la situazione cambierà. Forse ma non per il mercato immobiliare, l'aumento iperbolico dei valori catastali, le nuove tasse sugli immobili, l'impossibilità di dichiarare valori fittizi in fase di compravendita dato il controllo incrociato sui conti bancari a meno che non hai un benefattore a tua insaputa alla scaiola, ci permette di dire che speculazioni in questo settore non se ne potranno più fare per anni e anni.
Pertanto il progetto stadio è morto e sepolto e con esso il sogno di fare grande la Lazio. E  allora qual'è la speranza per il popolo laziale? La speranza è che Lotito si renda conto di quanto ho esposto sopra e consideri che il suo investimento fatto sulla Lazio ha oramai raggiunto il massimo del suo valore aggiunto e più in là non può andare anzi già comincia a regredire come stiamo vedendo. Diciamo abbia investito 50 milioni e ce n'è può ricavare 100, 120?. Direi che possa essere soddisfatto e a quella cifra forse qualche imprenditore che abbia un respiro più internazionale si può trovare.
Spero che Lotito si faccia convincere dalla sua intelligenza piuttosto che si faccia vincere dalla sua presunzione per il bene suo e di tutti noi

Ro

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Intanto dell'altra parte qualcosa si muove

http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2014/02/07-349959/Svolta+stadio%2C+ora+i+soldi+li+mette+Goldman+Sachs

Svolta stadio, ora i soldi li mette Goldman Sachs
Gli americani a Roma per il sopralluogo. Intanto trovati i finanziatori



Noi a che punto siamo?

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Citazione di: Ro il 07 Feb 2014, 12:31
Intanto dell'altra parte qualcosa si muove

http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2014/02/07-349959/Svolta+stadio%2C+ora+i+soldi+li+mette+Goldman+Sachs

Svolta stadio, ora i soldi li mette Goldman Sachs
Gli americani a Roma per il sopralluogo. Intanto trovati i finanziatori



Noi a che punto siamo?

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Noi non siamo a nessun punto. Come la roma.


LordEagle

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Citazione di: Ro il 07 Feb 2014, 12:31
Intanto dell'altra parte qualcosa si muove

http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2014/02/07-349959/Svolta+stadio%2C+ora+i+soldi+li+mette+Goldman+Sachs

Svolta stadio, ora i soldi li mette Goldman Sachs
Gli americani a Roma per il sopralluogo. Intanto trovati i finanziatori



Noi a che punto siamo?

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Pare che Lotito abbia chiesto un preventivo per un centinaio di idrovore usate.
Siamo in attesa dell'importo
:D

Ro

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http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/2014/articoli/1026760/e-dopo-70-anni-inter-e-milan-si-separano.shtml


E dopo 70 anni, Inter e Milan si separano
Fra un mese la decisione (già presa): nuovo stadio per il Milan, nuovo San Siro per l'Inter. Le scadenze e i progetti. San Siro casa comune dal 1947 finirà di esserlo nel 2016 (o 2017)


Milan e Inter hanno deciso: si separano. San Siro non sarà più la casa (in affitto) per tutte e due. Tempo un mese, la scadenza è fissata per giovedì 13 marzo, e sapremo quali saranno le scelte che in questi giorni i due club stanno sottoscrivendo. Il Milan per costruirsi il nuovo stadio nell'area del Portello, destinata all'Expo 2015. L'Inter per rimettere a nuovo San Siro e farne una fissa, nonché esclusiva, dimora.

Per il Milan, Barbara Berlusconi, al lavoro da sei mesi per completare col suo staff il piano del nuovo stadio, previsto nell'area-Fiera che si va completando e secondo le linee tracciate dalla Regione, ha già portato avanti le richieste per completare il progetto. In tal senso, bisogna solo aspettare le scadenze per il via libera: e tali scadenze sono fissate alla metà di marzo. La scelta milanista è compiuta e ostacoli non ce ne dovrebbero essere. La costruzione del nuovo impianto comincerà a chiusura del'Expo, nell'autunno del 2015, e dalla stagione 2016-17 (ci pare più probabile quella successiva) il Milan avrà il suo nuovo stadio.
Per l'Inter, l'idea-base di Erick Thohir (uno stadio di proprietà e tutto nuovo) è tramontata? Fino a Natale, sembrava la linea di tendenza del neo-presidente, pronto a entrare in concorrenza col progetto-Milan per  cercare di spuntarla. Ma nelle ultime settimane, così trapela, la strategia è cambiata e l'Inter si è diretta verso il rinnovamento di San Siro. E' da capire su quali basi rispetto alla proprietà che è del Comune di Milano, ma questi sono discorsi che Thohir affronterà in  seguito.
Così eccoci al piano di separazione: dal 2016 (meglio: dal 2017) Inter e Milan dividono i loro destini da stadio, si spartiscono il derby ora in casa dell'uno ora in casa dell'altro, finisce una coabitazione che era cominciata nella stagione 1947-48. Lo stadio di San Siro era stato costruito nel 1925, ospitava le partite del Milan (l'Inter giocava all'Arena) e 70 anni dopo finirà di essere l'impianto di Milan-Inter. Non prima di aver ospitato, maggio 2016, la finale di Champions League che l'Uefa ha assegnato al nuovo San Siro.

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Roma: non solo stadio nuovo, nasce un polo con Disney, Apple e Nike

Nelle idee della proprietà americana il nuovo impianto che sorgerà a Tor di Valle sarà parte di un complesso di intrattenimento con il coinvolgimento di grandi brand. Per il nome della struttura asta milionaria
di MATTEO PINCI

ROMA - La Roma che non dimentica il passato inaugurando una mostra sulla propria storia lunga 87 anni, guarda soprattutto al futuro. Non è un mistero: il piano di sviluppo aziendale previsto dalla gestione Pallotta non può prescindere dalla realizzazione di uno stadio di proprietà. Ma non solo: perché lo stadio sarà, nelle idee del gruppo statunitense che controlla il club, parte di un complesso commerciale e d'intrattenimento che punta a coinvolgere al proprio interno i più importanti marchi su scala globale. I partner Nike e Disney (che ingloba la Espn), ma contatti sono stati avviati anche con il colosso informatico Apple. Per assicurarsi un numero di visitatori straordinario anche nei giorni in cui l'impianto sarà inutilizzato. E, di conseguenza, incassi da record.

"Ci sono stati incontri con gli uffici di Roma Capitale su aspetti fondamentali come le infrastrutture": così il sindaco Marino riapre la partita con il club per la realizzazione di uno stadio sull'area dell'ippodromo di Tor di Valle, nelle adiacenze dell'autostrada Roma-Fiumicino. "Ma il 9 dicembre - frena il primo cittadino della capitale - nell'incontro in Campidoglio abbiamo visto soltanto un rendering. Aspetti come la cubatura, i servizi e la viabilità non sono disponibili". La Giunta ha chiesto alla gestione americana di onorare tutti i costi infrastrutturali per aumentare i collegamenti tra la città e l'area di Tor di Valle, comprese un'uscita apposita sul raccordo e una stazione ferroviaria.
In cambio gli uomini di Pallotta avrebbero chiesto più metri cubi - circa 30 mila - su cui si discute attualmente. Perché nonostante i costi esorbitanti, l'establishment romanista è convinto di poterli sostenere, riuscendo anche a generare utili. Come? Realizzando attorno all'impianto una serie di strutture commerciali e d'intrattenimento affidate ai più noti brand mondiali. Un polo da 200 mila visitatori al mese: accanto allo stadio, infatti, l'idea su cui gli americani sono al lavoro ("Per rendere il progetto cantierabile", spiega Marino), prevede una serie di attrazioni firmate dai partner del club: Nike e Disney - Espn. Per farsi un'idea, si possono immaginare megastore del brand sportivo o ristoranti a tema simili a quelli che compaiono all'interno di Eurodisney: quelli romani, però, cavalcherebbero ovviamente tematiche sportive.

Della partita, però, non faranno parte solo Nike e Disney: perché i manager statunitensi hanno già avuto contatti anche con altri marchi. Come Apple, ad esempio. Per sondare la disponibilità a realizzare in quei metri cubi anche un Apple Center, verosimilmente il più grande d'Italia. Discorso avanzato, ma con il colosso informatico si era sondata anche la possibilità di un coinvolgimento nel "naming" dello stadio, discorso però fermo e di difficilissima percorribilità. Ovviamente, lo spazio esterno, in cui dovrebbero sorgere anche i nuovi campi di allenamento, la sede sociale, un mini impianto per le giovanili e un campus scolastico, sarà aperto ad altri grandi brand interessati. Facile allora immaginare che se dovesse andare in porto l'operazione Alitalia, anche Etihad possa diventare un interlocutore privilegiato, considerato l'interesse del gruppo orientato a sviluppare lo scalo di Fiumicino  -  tra l'altro vicinissimo a Tor di Valle  -  per farne uno dei principali hub in Occidente. La partita è aperta. La caccia al marchio, anche.
http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2014/02/14/news/nuovo_stadio_apple_disney_nike-78589759/?ref=HRERO-1

e noi??????  :o :o :(

romolo

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Citazione di: legionale73 il 14 Feb 2014, 18:30
Roma: non solo stadio nuovo, nasce un polo con Disney, Apple e Nike

Nelle idee della proprietà americana il nuovo impianto che sorgerà a Tor di Valle sarà parte di un complesso di intrattenimento con il coinvolgimento di grandi brand. Per il nome della struttura asta milionaria
di MATTEO PINCI

ROMA - La Roma che non dimentica il passato inaugurando una mostra sulla propria storia lunga 87 anni, guarda soprattutto al futuro. Non è un mistero: il piano di sviluppo aziendale previsto dalla gestione Pallotta non può prescindere dalla realizzazione di uno stadio di proprietà. Ma non solo: perché lo stadio sarà, nelle idee del gruppo statunitense che controlla il club, parte di un complesso commerciale e d'intrattenimento che punta a coinvolgere al proprio interno i più importanti marchi su scala globale. I partner Nike e Disney (che ingloba la Espn), ma contatti sono stati avviati anche con il colosso informatico Apple. Per assicurarsi un numero di visitatori straordinario anche nei giorni in cui l'impianto sarà inutilizzato. E, di conseguenza, incassi da record.

"Ci sono stati incontri con gli uffici di Roma Capitale su aspetti fondamentali come le infrastrutture": così il sindaco Marino riapre la partita con il club per la realizzazione di uno stadio sull'area dell'ippodromo di Tor di Valle, nelle adiacenze dell'autostrada Roma-Fiumicino. "Ma il 9 dicembre - frena il primo cittadino della capitale - nell'incontro in Campidoglio abbiamo visto soltanto un rendering. Aspetti come la cubatura, i servizi e la viabilità non sono disponibili". La Giunta ha chiesto alla gestione americana di onorare tutti i costi infrastrutturali per aumentare i collegamenti tra la città e l'area di Tor di Valle, comprese un'uscita apposita sul raccordo e una stazione ferroviaria.
In cambio gli uomini di Pallotta avrebbero chiesto più metri cubi - circa 30 mila - su cui si discute attualmente. Perché nonostante i costi esorbitanti, l'establishment romanista è convinto di poterli sostenere, riuscendo anche a generare utili. Come? Realizzando attorno all'impianto una serie di strutture commerciali e d'intrattenimento affidate ai più noti brand mondiali. Un polo da 200 mila visitatori al mese: accanto allo stadio, infatti, l'idea su cui gli americani sono al lavoro ("Per rendere il progetto cantierabile", spiega Marino), prevede una serie di attrazioni firmate dai partner del club: Nike e Disney - Espn. Per farsi un'idea, si possono immaginare megastore del brand sportivo o ristoranti a tema simili a quelli che compaiono all'interno di Eurodisney: quelli romani, però, cavalcherebbero ovviamente tematiche sportive.

Della partita, però, non faranno parte solo Nike e Disney: perché i manager statunitensi hanno già avuto contatti anche con altri marchi. Come Apple, ad esempio. Per sondare la disponibilità a realizzare in quei metri cubi anche un Apple Center, verosimilmente il più grande d'Italia. Discorso avanzato, ma con il colosso informatico si era sondata anche la possibilità di un coinvolgimento nel "naming" dello stadio, discorso però fermo e di difficilissima percorribilità. Ovviamente, lo spazio esterno, in cui dovrebbero sorgere anche i nuovi campi di allenamento, la sede sociale, un mini impianto per le giovanili e un campus scolastico, sarà aperto ad altri grandi brand interessati. Facile allora immaginare che se dovesse andare in porto l'operazione Alitalia, anche Etihad possa diventare un interlocutore privilegiato, considerato l'interesse del gruppo orientato a sviluppare lo scalo di Fiumicino  -  tra l'altro vicinissimo a Tor di Valle  -  per farne uno dei principali hub in Occidente. La partita è aperta. La caccia al marchio, anche.
http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2014/02/14/news/nuovo_stadio_apple_disney_nike-78589759/?ref=HRERO-1

e noi??????  :o :o :(

Della serie La Roma di Robben vuole  Van persie.

WhiteBluesBrother

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Citazione di: legionale73 il 14 Feb 2014, 18:30
Roma: non solo stadio nuovo, nasce un polo con Disney, Apple e Nike

Nelle idee della proprietà americana il nuovo impianto che sorgerà a Tor di Valle sarà parte di un complesso di intrattenimento con il coinvolgimento di grandi brand. Per il nome della struttura asta milionaria
di MATTEO PINCI

ROMA - La Roma che non dimentica il passato inaugurando una mostra sulla propria storia lunga 87 anni, guarda soprattutto al futuro. Non è un mistero: il piano di sviluppo aziendale previsto dalla gestione Pallotta non può prescindere dalla realizzazione di uno stadio di proprietà. Ma non solo: perché lo stadio sarà, nelle idee del gruppo statunitense che controlla il club, parte di un complesso commerciale e d'intrattenimento che punta a coinvolgere al proprio interno i più importanti marchi su scala globale. I partner Nike e Disney (che ingloba la Espn), ma contatti sono stati avviati anche con il colosso informatico Apple. Per assicurarsi un numero di visitatori straordinario anche nei giorni in cui l'impianto sarà inutilizzato. E, di conseguenza, incassi da record.

"Ci sono stati incontri con gli uffici di Roma Capitale su aspetti fondamentali come le infrastrutture": così il sindaco Marino riapre la partita con il club per la realizzazione di uno stadio sull'area dell'ippodromo di Tor di Valle, nelle adiacenze dell'autostrada Roma-Fiumicino. "Ma il 9 dicembre - frena il primo cittadino della capitale - nell'incontro in Campidoglio abbiamo visto soltanto un rendering. Aspetti come la cubatura, i servizi e la viabilità non sono disponibili". La Giunta ha chiesto alla gestione americana di onorare tutti i costi infrastrutturali per aumentare i collegamenti tra la città e l'area di Tor di Valle, comprese un'uscita apposita sul raccordo e una stazione ferroviaria.
In cambio gli uomini di Pallotta avrebbero chiesto più metri cubi - circa 30 mila - su cui si discute attualmente. Perché nonostante i costi esorbitanti, l'establishment romanista è convinto di poterli sostenere, riuscendo anche a generare utili. Come? Realizzando attorno all'impianto una serie di strutture commerciali e d'intrattenimento affidate ai più noti brand mondiali. Un polo da 200 mila visitatori al mese: accanto allo stadio, infatti, l'idea su cui gli americani sono al lavoro ("Per rendere il progetto cantierabile", spiega Marino), prevede una serie di attrazioni firmate dai partner del club: Nike e Disney - Espn. Per farsi un'idea, si possono immaginare megastore del brand sportivo o ristoranti a tema simili a quelli che compaiono all'interno di Eurodisney: quelli romani, però, cavalcherebbero ovviamente tematiche sportive.

Della partita, però, non faranno parte solo Nike e Disney: perché i manager statunitensi hanno già avuto contatti anche con altri marchi. Come Apple, ad esempio. Per sondare la disponibilità a realizzare in quei metri cubi anche un Apple Center, verosimilmente il più grande d'Italia. Discorso avanzato, ma con il colosso informatico si era sondata anche la possibilità di un coinvolgimento nel "naming" dello stadio, discorso però fermo e di difficilissima percorribilità. Ovviamente, lo spazio esterno, in cui dovrebbero sorgere anche i nuovi campi di allenamento, la sede sociale, un mini impianto per le giovanili e un campus scolastico, sarà aperto ad altri grandi brand interessati. Facile allora immaginare che se dovesse andare in porto l'operazione Alitalia, anche Etihad possa diventare un interlocutore privilegiato, considerato l'interesse del gruppo orientato a sviluppare lo scalo di Fiumicino  -  tra l'altro vicinissimo a Tor di Valle  -  per farne uno dei principali hub in Occidente. La partita è aperta. La caccia al marchio, anche.
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e noi??????  :o :o :(
Change pusher...
Nulla di tutto ciò si realizzerà mai. Ce lo vedo un megastore Apple con vista sul depuratore roma sud.

Deadario

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Vabbe la solita cazzata in effetti. Aprono un Apple Store e lo fanno passare come un accordo tra Apple e Roma.
In qualsiasi centro commerciale costruito da meno di 10 anni è presente almeno un negozio Apple, ma loro si sa so quelli esclusivi.


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RubinCarter

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Citazione di: legionale73 il 14 Feb 2014, 18:30
Roma: non solo stadio nuovo, nasce un polo con Disney, Apple e Nike

Nelle idee della proprietà americana il nuovo impianto che sorgerà a Tor di Valle sarà

me so' fermato qua.


Ps.legiona' è uscito un articolo contro Lotito su llsn . poco fa'.

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Ro

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http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/fiorentina/2014/02/24-351914/Della+Valle%3A+%C2%ABNuovo+stadio+stile+Bayern%2C+non+Juve%C2%BB

Della Valle: «Nuovo stadio stile Bayern, non Juve»
Il patron della Fiorentina punge: «Se penso ad un nuovo impianto penso più ai tedeschi che ai bianconeri. Loro hanno in più di noi il budget da spendere, che è tre volte superiore al nostro. Noi ci accontenteremmo di averne il doppio rispetto a quello che abbiamo ora»


ROMA - "Stadio modello Juve? No. Non parliamo mai di 'tipo Juve', abbiamo pensato ad uno stadio di 'tipo Fiorentina'. La nostra intenzione è di farlo, ci stiamo provando. Lo stadio della Juve un modello? Io vado a guardare quello del Bayern.". Lo ha detto Diego Della Valle, patron della Fiorentina, a "Radio 24", parlando del progetto riguardante il nuovo stadio viola.

RIVALITÀ CON LA JUVE - Secondo Della Valle "c'è molta più rivalità fra Fiorentina e Juventus che fra me e Yaki (appellativo spesso usato da Diego Della Valle per nominare John Elkhann, ndr). La Juventus rispetto alla Fiorentina ha in più il budget da spendere, che è tre volte più alto del nostro. Noi ci accontenteremmo di averne il doppio rispetto a quello che abbiamo ora. Riusciremo ad averlo se avremo delle idee , non tanto intorno allo stadio ma a quello che gli potremo costruire intorno. Il mondo del calcio? Quando siamo entrati abbiamo trovato delle cose che non ci tornavano, tipo la divisione dei diritti televisivi, che veniva fatta dai soliti noti, in maniera un po' casereccia".

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Ro

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http://www.figc.it/it/204/39045/2014/02/News.shtml

Alla Figc la concessione del Flaminio: destinato alle nazionali giovanili

Roma 26/02/2014


Lo Stadio Flaminio riabbraccia il calcio. La Giunta capitolina ha approvato oggi la delibera che darà in gestione alla Figc per un anno, prorogabile a due, l'impianto romano costruito dall'architetto Nervi alla fine degli anni '50. Sarà la Federcalcio ad elaborare un progetto di fattibilità da sottoporre al Comune per il recupero, la messa a norma e la riapertura dello storico impianto romano, che sarà utilizzato prevalentemente per svolgere attività giovanile nonché per corsi di formazione per dirigenti sportivi e iniziative a carattere socioculturale, oltre ad essere la sede del museo della Fondazione Nervi.

"Vogliamo ringraziare il sindaco Ignazio Marino e la giunta capitolina – dichiara il direttore generale della Figc  Antonello Valentini - per averci accordato l'opportunità di recuperare e restituire a vita un impianto storico come il Flaminio, chiuso dal 2012 e ormai in stato di abbandono. In questo impianto si è giocata la Serie A del 1990, quando erano in corso i lavori all'Olimpico in vista dei Mondiali ed il rugby fino a due anni fa. E' nostra intenzione recuperarlo e restituirlo alla città. Abbiamo fatto un sopralluogo con l'assessore Pancalli,
ora presenteremo un progetto di fattibilità per il recupero e la messa a norma". Secondo alcune stime, per rilanciare il Flaminio occorreranno tra i 12 e i 15 milioni.


''La nostra idea – prosegue Valentini - è quella di ospitare al Flaminio alcune attività
fondamentali della Federcalcio, farne un centro di allenamento delle nazionali giovanili e magari farci giocare dall'Under 21 in giù. E poi assicurare una sede adeguata al museo della Fondazione Nervi. Nessun monopolio, la nostra idea è quella di coinvolgere nel progetto anche altre federazioni, come pugilato, nuoto e scherma, che già hanno attività all'interno dell'impianto rispettandone le peculiarità. Dobbiamo verificare i costi. Con il recupero del Flaminio  - conclude Valentini - vogliamo rafforzare il polo sportivo e culturale al servizio della città, in un quadrilatero che comprende già il Palazzetto dello sport, l'Auditorium e il Maxxi. Siamo disponibili a giocarci questa opportunità e siamo fiduciosi''.

"Oggi pomeriggio – aveva annunciato in una nota l'assessore alla Qualità della vita e allo Sport Luca Pancalli - la giunta capitolina ha proceduto all'assegnazione provvisoria alla Federazione Italiana Giuoco Calcio dell'impianto sportivo dello Stadio Flaminio. Per l'interesse manifestato dall'interlocutore e per la serietà e la garanzia che la Federcalcio vanta, l'Amministrazione Capitolina ha ritenuto di conferire per la durata di un anno, con la possibilità di rinnovare per l'anno successivo, la gestione dell'opera dell'architetto Nervi, certa che si tratti di un atto preliminare per una futura assegnazione definitiva.
La decisione della Giunta – si legge nella nota - intende dare avvio ad un percorso virtuoso di valorizzazione e di recupero di un'opera, che tanto ha rappresentato per la Città di Roma e tanto ancora rappresenterà per lo sport nazionale e locale. Inoltre, si tratta di un'operazione che sgrava le casse del Campidoglio di almeno 800mila euro all'anno per sostenere oneri manutentivi dell'impianto che, da più di un anno e mezzo, l'Amministrazione avrebbe dovuto affrontare".


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