Ma la cosa più grave di tutti è il massimo rappresentante della lazio che dice "quando lo stadio lo farà la roma lo farà anche la lazio".
Ovvero, anche qualora fosse vero, e non è vero, la più grande ammissione di subalternità possibile, ed accettazione di una condizione in cui sono e saranno sempre loro che guidano, loro che decidono.
tu puoi solo andare dietro, se ci riesci e prendi le briciole.
Trovo sia inaccettabile un simile approccio da un presidente della lazio.
Nessun sussulto, nessun orgoglio, nessun progetto che non sia legato alla mentalità palizzinara romana degli anni 80, ormai completamente fuori da ogni logica di mercato.
E la lazio deve essere costretta, rinchiusa, come una scatola, in tutto questo.
Ditemi se non è questo un ostaggio bello e buono, cos'altro.