l'articolo qui sotto risale al 2010 e parla di una fantomatica ristrutturazione con ampliamento e copertura presentata dal Sodalizio. So che ha valore ufficiale zero, visto che è presentato da un gruppo di tifosi, però contiene alcuni spunti interessanti.

Sodalizio, presentato il progetto "Un sogno chiamato Flaminio", l'architetto: "Sarà uno stadio all'inglese...Non esiste il vincolo archeologico, si farà come con l'Auditorium..."
06.02.2010 02:21
Fonte: Riccardo Mancini -
lalaziosiamonoi.itIl Sodalizio non si ferma. Dopo la raccolta firme (oltre 15.000 contro l'attuale gestione societaria ed a favore dello Stadio Flaminio come nuova Casa della Lazio),l'Associazione di tifosi biancocelesti della Tribuna Tevere, va avanti a spron battuto. Stavolta è il turno della presentazione del progetto relativo allo Stadio Flaminio. La gente Laziale ha voglia di sentirsi protagonista, di tornare ad emozionarsi per la propria passione come una volta, di rivivere sentimenti ormai sopiti da troppo tempo."Sarà uno stadio all'inglese, che possa essere vissuto dal tifoso 360 giorni all'anno...", ha esordito così l'architetto Giulio De Santis, intervenuto nella conferenza tenutasi all'interno del Pub "Vecchi Spalti", di fronte a diversi supporters e ad alcuni organi di informazione, per analizzare la situazione che vige all'interno della società capitolina ma soprattutto per presentare e delineare le linee guida del progetto di cui parlavamo pocanzi. "Ospiterà circa 40.000 spettatori. Al di fuori saranno posti dei satelliti, delle vere e proprie cupole, che serviranno per parcheggi, negozi ecc. - ha proseguito l'architetto mostrando al pubblico alcune interessanti diapositive- La nostra intenzione è quella di intervenire su una struttura già esistente, non andremo ad abbattere nulla, bensì ristruttureremo il tutto con impianti modulari di acciaio per le gradinate. Inoltre usufruiremo del cosiddetto sistema Domotico, che consentirà la gestione automatizzata dello stadio: per dirla in parole povere d'inverno sarà riscaldato, d'estate refrigerato, ed in più avrà una copertura fotovoltaica, che gestirà la parte di produzione autonoma di energia. All'interno sono previste delle Aree Vip, piccoli box come avviene nei teatri di tutto il mondo, delle Aree Stampa, che permettano una visione ottimale della partita e che abbiano i migliori confort per i giornalisti. All'esterno, invece, saranno poste delle vasche d'accumulo per il recupero delle acque e la struttura sarà rivestita con led luminosi per diventare strumento di comunicazione e di pubblicizzazione. Uno stadio deve essere al tempo stesso uno spazio multifunzionale ed una struttura che sappia integrarsi completamente con il paesaggio ed in grado di autogestirsi. Per questo, nel nostro progetto, è inserita anche una parte riguardante le aree verdi esterne che saranno studiate ad hoc da esperti di paesaggistica. I modi di accedervi saranno innovativi: niente più scale e ingresso facilitato per le persone portatrici di handicap. I tifosi Laziali meritano uno stadio del genere, che oltretutto è anche facilmente raggiungibile, a differenza di quello che vorrebbe costruire Lotito sulla Tiberina... Le norme Uefa non potranno influire sul nostro progetto poichè il discorso dell'organo europeo si riferisce al deflusso della gente al termine degli incontri. Abbiamo tutte le carte in regola per poter superare questo ostacolo. Zona archeologica? Vi posso tranquillamente dire che tale problema potrà essere superato come è stato fatto con l'Auditorium...". Ora non resta che attendere. Il progetto e le firme verranno portate all'attenzione delle istituzioni per proseguire la campagna di sensibilizzazione nei confronti della società biancoceleste. Ma le iniziative del Sodalizio non terminano qui. Nei prossimi giorni l'Associazione, attraverso il proprio sito, fornirà ulteriori indicazioni alla gente Laziale.
In chiusura di serata, le parole del responsabile dell'Associazione Sodalizio, Antonio"Grinta" sono perentorie: "Noi come tifosi, oltre alle firme, portiamo un progetto serio. Il Laziale alla Tiberina non ci vuole andare. Con 15.000 firme in mano puntiamo allo stadio Flaminio. Dentro Roma altri punti non ci sono, per questo riteniamo che la casa della Lazio debba essere rappresentata da un impianto che si trovi all'interno delle mura della Città Eterna...".