Ma va ????????

Nuove perplessità. Sul progetto dello stadio della Roma continuano ad aleggiare moltissimi dubbi. In particolare, la lente d'ingrandimento è puntata sul "pubblico interesse". La clausola necessaria ad avviare il processo per la realizzazione, secondo i canoni di legge. Ecco allora che, alla vigilia della conferenza dei servizi (prevista per oggi), Legambiente non nasconde scetticissimi, problematiche e punti oscuri del piano. Già, perché oggi pomeriggio dovrebbe arrivare il responso del Campidoglio al progetto di fattibilità per il nuovo impianto della società giallorossa, presentato dalla società Eurnova del gruppo Parnasi. Un passo fondamentale per l'eventuale realizzazione. «Nella proposta presentata, lo Stadio e le attività commerciali connesse rappresentano solo una minima parte degli interventi previsti - ha commentato Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente - Non è consentito a nessuno di speculare sulla fede dei tifosi, facendosi scudo dello stadio della Roma per dare il via libera a un intervento che, per come è proposto, aggraverebbe le condizioni di invivibilità della città, costringendo tifosi e cittadini a passare ore in auto e magari a non riuscire neanche a vedere la partita di calcio per la quale hanno comprato i biglietti, perché bloccati nel traffico o perché risulta inaccessibile con i mezzi pubblici». Tre i punti chiave, imprescindibili, per l'associazione ambientalista: «Un'accessibilità allo stadio degna di una città europea, ossia prioritariamente attraverso un sistema di trasporto pubblico su ferro, con una stazione a non più di 500 metri a piedi, con una cadenza e una capienza adeguata a flussi di impianti con queste caratteristiche. Un intervento a cubature zero per la città: Roma non ha bisogno di altro consumo di suolo, di ulteriori espansioni edilizie oltre a quelle realizzate in questi anni e ai 20milioni di metri cubi ancora edificabili secondo il Prg. E, infine, Sicurezza per i cittadini e i tifosi dagli impatti climatici, visto che l'intervento verrà realizzato in un area che rischia di mettere in pericolo cittadini e tifosi, perché posta in prossimità dell'ansa del Tevere». Stessa linea di pensiero anche per Italia Nostra: «Manca l'interesse pubblico dell'opera». Anche dalla maggioranza in Campidoglio, però, arrivano forti critiche: «Lo stadio è una grande opera - spiega Dario Nanni, presidente commissione Lavori Pubblici di Roma Capitale - e sarebbe un importante volano per l'economia. Il problema riguarda le infrastrutture, la rete metropolitana, i parcheggi. Mancano dei collegamenti e delle opere chiave. La compensazione di un milione di metri cubi è eccessiva: si tratta infatti di abitazioni e negozi. Domani (oggi, ndr.) il Comune evidenzierà tutti questi problemi. Il Comune darà parere favorevole con delle prescrizioni che riguardano le opere pubbliche vincolanti da rispettare». Il che, tradotto, è abbastanza chiaro: la disponibilità del Comune c'è, ma se non cambiano le condizioni difficilmente si potrà ottenere il nullaosta definitivo per avviare i lavori.