Stadio S.S. Lazio (Topic ufficiale)

Aperto da Ganzo, 12 Ott 2012, 06:06

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Kim Gordon

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e cmq.

se di fronte alla possibiltà che i prezzi lievitino, possibiltà resa concreta dalle statistiche, ci sono i robylele che dicono :

pazienza, vorrà dire che ci andrai due volte di meno.

ho capito il perchè.

ed ho capito pure il percome.

Tarallo

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Intanto altrove, i proprietari della roma...


This Is Anfield... remodelled: Liverpool to demolish streets around famous ground to make way for £150m stadium redevelopment
By Dominic King

..Liverpool have decided to stay at Anfield - with a huge £150million plan to extend their current home to 60,000.

The club and the city council have revealed their plans for the regeneration of the area after they opted against building a new stadium. A large number of houses around the stadium will be demolished.
The decision, which comes two years to the day since the Fenway Sports Group took charge at the club, is set to end the long wait of Liverpool fans over the future of their ground.

Liverpool managing director Ian Ayre admitted the club were against moving to a new super stadium at Stanley Park, which divided fans and would have cost £400m.
Ayre said: 'If you build a new stadium, for example, one of the big challenges is that, depending on the capacity, you build 15,000 or 16,000 new seats - you don't get 60,000 new seats in a new stadium, you only get the difference.

'That makes it very difficult to make it viable because the cost of building such a big new stadium doesn't work economically, particularly in this market, so one of the things we had to look at was the balance between that solution and a staying at Anfield type solution, and the work we've done on that showed us that as long as we could find the right solution to stay at Anfield and get through the barriers and hurdles that we needed, we would have to find the best long-term solution for the club that had sustainability and worked economically.

'Added to that is the fact that I'd say it was very much the preference for our fans, the majority of our fans, and certainly for all of us. I think this is the spiritual home of Liverpool Football Club.

'Football fans, both Liverpool fans and fans of other clubs, will have had some of the most amazing memories of their time supporting the club and coming to Anfield at this stadium. We've had some of the greatest triumphs in our history here, so it makes sense if there's a right solution that this is the place we should continue to play our football.'
Ayre also admitted Liverpool need to push on with the project as they attempt to keep track with the Barclays Premier League giants.
He added:  'The right solution is the right economic solution. More so from it detracting from our spending in the transfer market, the whole point of doing this is to actually increase our revenues.'If we look at our biggest competitors with a bigger capacity, like Manchester United, Arsenal, if you look at their matchday revenues it is significantly ahead of ours.
'This whole initiative is designed to generate additional revenues so the ultimate solution has to be one that increases the overall output through the process rather than decreasing it, and we'll find the right financing solution, the right return on investment to deliver the right amount of additional revenue to support the long-term future of the football club.'

Fenway Sports Group, Liverpool's owners, have been wrestling with the idea of moving to a new site on Stanley Park or redeveloping Anfield, which has been the club's home since 1892.
The City Council, though, are expected to announce plans for a new 'Anfield Village' at a press conference and it is expected that Liverpool will pursue the a redevelopment and expansion of their current stadium.
Moving to Stanley Park was heavily dependent on FSG obtaining a naming rights deal to ease the cost but the finance involved in modernising Anfield will also be significant.

It is expected that a number of streets behind the Main Stand will be demolished to allow for expansion with the Anfield club set to spend around £150m on the rebuild. Under the plans, Lothair Road, Alroy Road and Sybil Road will be cleared. Residents affected will be rehoused. The capacity could increase to 60,000 with the redevelopment scheme poised to be completed within five years.

Liverpool are hopeful disruption will be kept to a minimum during the season.
This has been a long-running saga and the club's most recent financial results, which were released in May, revealed Liverpool had written off a staggering £49.6million during their failure to relocate.

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Proviamo qualche lettura.

Stadi di calcio: la proprietà è la vera panacea di tutti i mali?
18/03/2012 | Filed under: Stadi | Posted by: Diego Tarì
Pur analizzando sport ed aree geografiche fra loro diverse, le analisi riportate nei post precedenti hanno fornito indicazioni fra loro coincidenti:
•   la costruzione di un nuovo stadio comporta un significativo incremento dei ricavi locali delle squadre che ne hanno la proprietà, per un periodo di tempo identificabile in circa un decennio;
•   l'aumento dei ricavi avviene tipicamente grazie all'incremento dei costi unitari dei biglietti, ad una maggiore quantità diposti dedicati all'utenza business (incluse le Sky box) e, solo marginalmente, ai nuovi servizi accessori all'impianto (parcheggi, concessioni, ecc.);
•   è diffusa un'importante percentuale di capitale proprio (o di contributi da amministrazioni pubbliche) nel finanziamento dei nuovi impianti, con una quota di debito bancario limitata al 30% dei costi complessivi. Una diversa ripartizione potrebbe rendere più difficoltoso la copertura dell'investimento da parte delle squadre.
Non sembra quindi essere la proprietà dell'impianto a garantire l'incremento dei redditi per la squadra di calcio ma, piuttosto, la possibilità di poterlo sfruttare in maniera non circoscritta al solo evento calcistico, incrementando le possibili fonti di entrata.
Infatti:
•   l'Ajax non è proprietaria dell'Amsterdam ArenA (ha una quota del 7,1%), paga un regolare affitto per l'utilizzo dell'impianto, ma ha beneficiato comunque di un incremento dei ricavi;
•   l'Arsenal è proprietaria dell'Emirates Stadium, ma non avrebbe avuto la forza di realizzare l'investimento se non avesse potuto finanziarne una parte attraverso i proventi immobiliari derivanti dalla costruzione di HighburySquare (aree, peraltro, di sua proprietà);
•   L'Allianz Arena dimostra che l'investimento in un nuovo impianto è fonte di nuovi importanti ricavi (come sta accadendo per il FC Bayern), ma anche di possibili problemi, tanto è vero che il TSV 1860 München (l'altro proprietario originale), non appena retrocesso, ha dovuto vendere la propria quota per l'incapacità di sostenerne i costi.
Dobbiamo però chiederci se sia possibile applicare tout court questi esempi all'Italia?
Probabilmente no. O comunque non a tutte le squadre.
È quanto sostenuto, ad esempio, da Marco Di Domizio (Ricercatore di Economia Politica dell'Università di Teramo):
"È indubbio che i club inglesi mostrino performance superiori rispetto a quelle dei club italiani (e non solo), ma tale gap si è determinato in particolare negli ultimi tre anni in cui ben 11 volte, sulle 12 potenziali, le squadre inglesi sono approdate ai quarti. È possibile che nel giro di tre anni si siano create le condizioni per un ampliamento così forte del livello di competitività? È possibile ricondurre tale gap alla possibilità di disporre di uno stadio di proprietà? Ma soprattutto il gap economico, se esiste, è riconducibile alla mancanza di uno stadio di proprietà? La nostra risposta è no! Quello dello stadio di proprietà si sta trasformando in una sorta di mito sul quale sono stati e si stanno tuttora riversando fiumi di inchiostro tra inchieste giornalistiche, pamphlet, libri (di sociologi), tesi di laurea ed altro. Quello che più sorprende è che per alimentare il dibattito intorno a questo tema si citano realtà lontane anni luce da quella italiana. Si portano come casi di confronto quelli dell'Amsterdam Arena, dell'Allianz Arena di Monaco di Baviera, dell'Emirates Stadium di Londra, ovvero di realtà metropolitane estreme per dimensioni economiche e di bacino di utenza. Tali modelli sono esportabili in Italia? Se sì, per quante squadre? Quale opportunità, non solo di redditività ma soprattutto di finanziamento dell'opera, avrebbe una società di medie dimensioni di Serie A per non parlare di quelle provinciali?"
Quando si portano dati di carattere generale come base per un'analisi specifica occorre ricordare che, se questi sono importanti per cogliere le indicazioni del mercato e le tendenze in atto, devono poi essere contestualizzati per verificare se sono applicabili tout court al caso che si sta osservando. Non perché si debba essere conservatori o"provinciali"nell'analisi, ma perché non necessariamente una situazione valida e di successo a livello internazionale può essere replicata e portata a modello in una specifica realtà.
Dall'analisi dei tre stadi esteri emergono invece indicazioni applicabili anche in Italia, che devono fare riflettere:
•   nel progettare l'impianto è opportuno riservare una parte degli spazi per aree destinate ad un'utenza business, (Sky box, posti VIP, ecc.), se possibile anche aldilà delle specifiche prescrizioni minime dell'UEFA, in quanto queste garantiscono un elevato ritorno economico ed attivano un potenziale utilizzo dell'impianto anche al di fuori dei giorni di gara (riunioni di lavoro, catering, ecc.), con conseguente incremento dei ricavi. Il caso dell'Arsenal è emblematico, in quanto la squadra ottiene da tali categorie di posti circa il 35% del totale delle matchday revenues;
•   le aree commerciali all'interno dell'impianto devono essere (preferibilmente) tematiche: museo della squadra, negozi dedicati al merchandising, ristoranti e club house[ii]. Possono esservi posizionati, come nel caso dell'Allianz Arena anche i negozi degli sponsor principali. Le altre aree, se necessarie, sono ubicate all'esterno;
•   la copertura dell'investimento dovrebbe far prevalere l'utilizzo di mezzi propri da parte dell'investitore con una percentuale del 70%. L'origine può essere mista: capitale degli azionisti, emissione di obbligazioni per coinvolgere la tifoseria, identificazione di possibili sponsor interessati a partecipare in qualità di soci-fondatori, vendita di proprietà immobiliari. Nell'identificazione della percentuale di copertura attraverso mezzi propri è, evidentemente, rilevante il valore assoluto dell'investimento: un conto è coprire un debito di 400/500 milioni di Euro, con esborsi annuali variabili fra i 25 ed i 30 milioni di Euro, altro conto se la cifra da finanziare è più contenuta e l'esborso sostenibile nell'ambito del giro d'affari della squadra.
Gli esempi esteri, quindi, possono e devono essere analizzati. Ma vanno calati nel contesto della realtà che si sta considerando.
Tale passaggio va fatto con onestà intellettuale, allo scopo di non basare i propri progetti su premesse non replicabili. O, peggio ancora, di non nascondere dietro all'idea dello stadio delle iniziative immobiliari che, sebbene lecite nello scopo, non rappresentano un corollario ad un investimento sportivo, ma piuttosto il vero investimento (mascherato dallo stadio?).
________________________________________
   http://www.crusoe.it/mercato-regole/gli-stadi-in-italia-costruire-o-ripopolaress/133/
[ii]  Nel caso dell'Emirates Stadium, la filosofia del club proprietario è addirittura definita come "Arsenalisation". Nel caso dell'Amsterdam ArenA, che non nasce personalizzato sulle necessità dell'Ajax, le aree veramente commerciali sono state oggetto di sviluppo nell'ambito dell'ArenA Boulevard.




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porgascogne

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Citazione di: Kim Gordon il 15 Ott 2012, 16:24
interessante no?

nulla di nuovo, a dire il vero

anche perchè dei 3 punti finali, ne avevamo abbondantemente parlato
per dire: una visione dell'investimento italiano va fatta, cmq, a 3 anni dall'apertura dello juventus stadium che è una realtà calata nel panorama italiano

so' bono pure io (cit.) a fa lo studio su 3 stadi stranieri
è già tanto che non l'ha fatto su quello della reggiana

Kim Gordon

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Citazione di: porgascogne il 15 Ott 2012, 16:29
nulla di nuovo, a dire il vero

anche perchè dei 3 punti finali, ne avevamo abbondantemente parlato
per dire: una visione dell'investimento italiano va fatta, cmq, a 3 anni dall'apertura dello juventus stadium che è una realtà calata nel panorama italiano

so' bono pure io (cit.) a fa lo studio su 3 stadi stranieri
è già tanto che non l'ha fatto su quello della reggiana

alt

giustamente citi lo juventus stadium che, appare rispetto al modello di riferimento di questo topic, o cmq, a quello che vedrebbe protagonista roma, come un esperimento diverso.
loro hanno ristruttuarato.
in concessione 99ennale dal comune.
ciò configura una struttura del business diversa. meno aggressiva.
dopodichè, come abbiamo visto, cmq, la società ha impostato il tutto, dal prezzo dei bgt alla logistica seguendo il punto uno del post di fish, pedissequamente.
quindi anche qui, cmq, esiste uno spostamento dal business originario che pagarei in parte io.
allora, siccome alla fine, io e voi, cmq pagheremmo, bisogna solo capire in che termini e quanto.
ed in questo caso domandarci anche se sia possibile, allo stato delle cose rispetto a questo constesto, ma anche in generale, se non sia il caso di pretendere di essere parte della decisione, visto che siamo parte degli "investitori" se mi passate l'azzardo.



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Il tifoso e il suo stadio. Seconda puntata (di una serie di cinque).

L'impatto della gestione dello stadio sui risultati economici di una squadra di calcio

Non è facile reperire studi relativi all'impatto di un nuovo stadio sui risultati economici di una squadra di calcio, sia perché "per molti tifosi di calcio, fare discorsi riguardanti il lato finanziario ed affaristico equivale ad un'eresia" sia perché, salvo poche eccezioni rappresentate dalle società quotate, non è facile avere informazioni economiche e finanziarie delle società di calcio. Le stesse società non hanno interesse a divulgare queste informazioni, allo scopo di giustificare"incrementi nei prezzi dei biglietti e limiti agli ingaggi ed ai benefit ai giocatori"[ii].
Gli Stati Uniti sono la nazione dove le società sportive, per prime e in maniera più massiccia, hanno investito sugli impianti di proprietà, tradizionalmente di natura multifunzionale.
Una prima serie di indicazioni possono essere tratte da uno studio apparso sulla rivista americana Sport Marketing Quarterly nel 2004[iii], nel quale si cerca di verificare in quali termini la costruzione di un nuovo stadio abbia portato benefici economici alle squadre aderenti alla National Football League (NFL)[iv], analizzando l'impatto sui ricavi netti delle squadre di football americano che fra il 1995 ed il 1999 si sono trasferite in un nuovo impianto[v].
Prima di riportare i risultati dello studio è però opportuno evidenziare le principali differenze esistenti fra NFL e Lega Calcio, in particolare sotto il profilo economico: la NFL distribuisce in maniera uguale i proventi da diritti televisivi fra le squadre, mentre i ricavi della vendita dei biglietti vengono suddivisi in una proporzione 60/40 fra la squadra di casa e la squadra ospite. Il risultato è che il 70% dei ricavi delle squadre provengono dai diritti televisivi venduti collettivamente, mentre il 30% dai ricavi da stadio (naming rights, parcheggi, concessioni, loge box). Non essendo quest'ultima voce di ricavo soggetta ad alcun tipo di condivisione con le altre squadre, diventa fondamentale investire sulla sua crescita, che rimane patrimonio esclusivo della singola società consentendole di incrementare i ricavi e, quindi, la capacità di attrazione dei migliori giocatori.
Lo studio rivela che effettivamente la costruzione di uno stadio di proprietà ha portato a un sensibile incremento dei ricavi cosiddetti"locali"delle squadre, che sono composti, in particolare:
•   dalla vendita dei biglietti;
•   dai diritti televisivi e radiofonici locali;
•   dall'affitto delle loge box (equivalenti agli Sky box del calcio);
•   dalle concessioni a terzi (ad esempio per il catering);
•   da pubblicità, parcheggi ed altri ricavi.
Secondo le analisi condotte, la crescita media dei ricavi"locali"è stata dell'85%, per effetto di un aumento del 54% dei ricavi per la vendita dei biglietti, di un 623% dei ricavi delle loge box e del 202% dei ricavi di pubblicità/parcheggi/altro. Le altre voci non hanno subito incrementi significativi.
È interessante però osservare come si è arrivati ad ottenere tali risultati:
•   per quanto riguarda i ricavi dalla vendita di biglietti, l'aumento è dovuto anche alla crescita del numero di posti disponibili (resa possibile dalla progettazione di impianti di dimensioni maggiori di quelli precedenti. Ma a fronte di un incremento del 14% nel numero di posti, i ricavi sono cresciuti del 54%, con un evidente effetto più che proporzionale derivante dall'incremento del costo unitario dei biglietti, a scapito quindi di un'utenza più popolare;
•   sono anche aumentati in maniera significativa i posti riservati all'utenza business (le loge box o sky box) che vengono affittate per periodi annuali (oppure pluriennali) da singole aziende. Si è passati da una media di 3.961 posti business negli stadi costruiti fino al 1990 a 8.740 posti per gli stadi costruiti successivamente.
Gli Autori fanno però notare il vero elemento di criticità del quale occorre tenere conto al momento della scelta di costruire uno stadio di proprietà: l'impatto finanziario del progetto sui conti della squadra per il periodo in cui si è tenuti a restituire il finanziamento necessario alla realizzazione dell'impianto. Le squadre osservate hanno speso una media di 120 milioni di dollari per la costruzione dei nuovi impianti, assumendo oneri finanziari addizionali in un range fra i 15 ed i 30 milioni di dollari l'anno, con il risultato ch ebuona parte del valore aggiunto generato dal nuovo impianto viene impegnato nel "servizio del debito"[vi]. Al termine del finanziamento (15-20 anni), però, l'impianto sarà completamente di proprietà della squadra e, fatta salva la necessità di adeguamenti o ulteriori traslochi, rimarrà un asset del bilancio.
La criticità segnalata dagli autori deriva, soprattutto, dalla necessità di avere una struttura economica e finanziaria solida, con flussi di incassi certi, per far fronte alle rate del debito senza dover sacrificare la capacità della squadra di costruire e mantenere una rosa di giocatori all'altezza delle attese dei tifosi.
Due, in particolare gli elementi evidenziati dallo studio:
•   l'aleatorietà dei volumi di incassi locali, condizionati dall'andamento di fattori esogeni quali l'economia (nel caso di crisi, anche solo dell'area geografica sulla quale insiste l'impianto sportivo, sono soggetti a forti oscillazioni negative, in particolare per la componente più ricca, rappresentata dall'utenza business) ed i risultati della squadra, che possono catalizzare in positivo ma anche in negativo l'andamento dei ricavi; ci sono stati casi di squadre che sono fallite per l'incapacità di sostenere i propri costi di gestione, fra i quali gli oneri derivanti dalla costruzione del nuovo impianto[vii].
•   la necessità, per la squadra che intende realizzare un progetto di investimento su un nuovo impianto, di verificare il tipo di supporto economico e finanziario che può provenire dalle autorità locali. Lo studio ha fatto emergere che mediamente il finanziamento pubblico ha coperto il 70% del valore dell'investimento, rendendo così contenuto l'onere direttamente a carico della squadra, che si impegna per solo il 30%. Tanto è vero che tre delle squadre osservate hanno traslocato in nuove città, più piccole, grazie alla disponibilità delle municipalità locali di costruire per loro delle nuove strutture.
•   In un altro studio, sempre del 2004, viene condotta un'interessante analisi che si riferisce al Baseball[viii]. L'Autore, partendo dall'analisi di un campione di squadre che negli anni Novanta si sono trasferite in un nuovo impianto, ha effettuato un'analisi statistica per cercare di valutare l'impatto economico del trasferimento in un nuovo stadio sui bilanci delle società. Anche in questo caso esiste un limite, rappresentato dalla scarsa disponibilità di dati analitici sui risultati delle squadre, ma l'Autore ritiene di aver comunque utilizzato una metodologia in grado di neutralizzare eventuali errori.
Il risultato dell'analisi coincide in buona parte con quello già osservato: anche nel caso del baseball le squadre che si sono trasferite in un nuovo impianto hanno fatto registrare un incremento dei ricavi locali (biglietteria, concessioni, pubblicità, parcheggi, servizi, ecc.), nonostante una riduzione media del 13% del numero di posti disponibili (passati da 51.371 a 44.671). Questo è stato ottenuto puntando su un incremento del costo del biglietto, sul potenziamento dei loge box (chiamati nello studio"luxury suite") e da un più intenso sfruttamento del merchandising e dei servizi interni allo stadio (in particolare i punti di ristoro e la pubblicità interna).
I ricavi netti generati dal nuovo stadio risentono di un effetto "novità": hanno una crescita importante per un periodo di circa 5 anni per poi ritornare progressivamente a livelli leggermente superiori a quelli del vecchio stadio. Tuttavia, nell'arco del decennio producono un profitto medio netto addizionale di circa 60 milioni di dollari. Questo risultato è positivamente influenzato dalla forte incidenza di finanziamento pubblico dell'impianto, che anche nel baseball raggiunge circa il 70% dei costi complessivi[ix].
La scelta statunitense di procedere alla costruzione di nuovi impianti è stata fortemente condizionata dalla presenza di rilevanti contributi pubblici, in assenza dei quali il costo di finanziamento dell'impianto avrebbe reso poco sostenibile la realizzazione dell'iniziativa.
L'Autore non approfondisce l'analisi su quello che sarebbe stato l'impatto del completo autofinanziamento della costruzione sui risultati delle squadre. Partendo dai suoi dati e considerando che, nella media, gli impianti costruiti hanno avuto un costo di 241 milioni di dollari (cui le squadre hanno contribuito per 80 milioni di dollari) le sole rate capitale della differenza, su un arco di venti anni, annullerebbero il beneficio netto generato dallo stadio. Rimarrebbe, ovviamente, al termine del periodo di pagamento, il valore dell'impianto nel bilancio della società, ma nel frattempo la squadra potrebbe trovarsi con una limitata capacità di spesa per le esigenze di allestimento della rosa.
L'Università di Amburgo ha pubblicato uno studio sulle capacità di attrazione dei nuovi stadi
  • , per determinare se la scelta vincente fosse la realizzazione di impianti dedicati a un unico sport, ovvero se convenisse costruire stadi polivalenti. L'analisi, di tipo statistico e basata sulla Bundesliga, ha evidenziato che sebbene l'attrattiva del nuovo impianto dipenda ancora in maniera significativa dal risultato sportivo della squadra, la costruzione di un nuovo stadio non polivalente, ma dedicato al calcio, porta ad un incremento medio di 4.800 spettatori per incontro (+18,7%), con un beneficio netto di circa 1,4 milioni di Euro annui per la squadra che vi gioca.
    ________________________________________
       Lago-Baroncelli-Szymanski, "Il business del calcio", Egea, 2004, p. 10
    [ii]   AA.VV. "Revenue and wealth maximization in the National Football League: the impact of stadia", Sport Marketing Quarterly, 2004, 13, Fitness Information Technology Inc., p. 229.
    [iii]   AA.VV. "Revenue and wealth maximization in the National Football League: the impact of stadia", Sport Marketing Quarterly, 2004, 13, Fitness Information Technology Inc.
    [iv]  La National Football League riunisce 32 squadre di football americano.
    [v]   Si tratta di sette squadre: Baltimore Ravens, Carolina Panthers, Tampa BayBuccaneers, Tennessee Titans, Washington Redskins, Cleveland Browns e St. Louis Ram; ma nel periodo dal 1995 a 2005 sono stati costruiti o ristrutturati 26 stadi.
    [vi]  Con il termine "servizio del debito" si intende la somma delle rate di capitale ed interessi pagate in un periodo.
    [vii]   Gli autori citano il caso degli Ottawa Senators, falliti nel 2003 per un debito totale di 240 milioni di dollari, dei quali 140 milioni di dollari erano riferiti al nuovo impianto.
    [viii]   Craig A. Depken II, " The Impact of New Stadium on Professional Baseball Team Finances ", University of Texas at Arlington, 2004.
    [ix]  ibi, pp. 23-26
    •     A. Feddersen – W. Maenning, "Arenas vs. Multifunctional Stadia – Which do spectators prefer?", Hamburg Contemporary Economic Discussion, Universität Hamburg, 2007
      [/i]

porgascogne

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no, tu sei e resteresti fruitore di uno spettacolo a casa altrui

è come dire che, siccome una volta ho pagato il biglietto per un film di sean penn, il prox film sciònpeénn me deve contatta' prima e chiedeme come lo vojo, er film

si fa lo stadio
si investono dei soldi
si chiede un prezzo per vedere
ti va bene? vedi
non ti va bene? lo vedi da casa
non ti va bene manco quello? tifa rioma

se chiedono 80€ a curva, magari me abbono, glieli do prima e gliene do de meno e magari per X anni
così me fidelizzano

è il business, baby
il calcio antico è morto, ficcatelo bene in testa

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Kim Gordon

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Citazione di: fish_mark il 15 Ott 2012, 16:40

L'Università di Amburgo ha pubblicato uno studio sulle capacità di attrazione dei nuovi stadi
  • , per determinare se la scelta vincente fosse la realizzazione di impianti dedicati a un unico sport, ovvero se convenisse costruire stadi polivalenti. L'analisi, di tipo statistico e basata sulla Bundesliga, ha evidenziato che sebbene l'attrattiva del nuovo impianto dipenda ancora in maniera significativa dal risultato sportivo della squadra, la costruzione di un nuovo stadio non polivalente, ma dedicato al calcio, porta ad un incremento medio di 4.800 spettatori per incontro (+18,7%), con un beneficio netto di circa 1,4 milioni di Euro annui per la squadra che vi gioca.

indipercui, se i dati dell'università di amburgo fossero attendibili, pare evidente che fare lo stadio, di per sè, non convenga. perchè anche raddoppiando i c/ca 1,4 milioni, cmq, il gioco non varrebbe la candela.

o ho capito male?

Citazione di: porgascogne il 15 Ott 2012, 16:43

il calcio antico è morto, ficcatelo bene in testa

apparte la risata che m'hai strappato.  :)

retrocediamo?

io posso essere fruitore, senza "trarre giovamento da qualcosa avendone diritto"?

no.

quindi alla voce costi e benefici ci si entra di diritto.

fish_mark

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Citazione di: porgascogne il 15 Ott 2012, 16:43
no, tu sei e resteresti fruitore di uno spettacolo a casa altrui

è come dire che, siccome una volta ho pagato il biglietto per un film di sean penn, il prox film sciònpeénn me deve contatta' prima e chiedeme come lo vojo, er film

si fa lo stadio
si investono dei soldi
si chiede un prezzo per vedere
ti va bene? vedi
non ti va bene? lo vedi da casa
non ti va bene manco quello? tifa rioma

se chiedono 80€ a curva, magari me abbono, glieli do prima e gliene do de meno e magari per X anni
così me fidelizzano

è il business, baby
il calcio antico è morto, ficcatelo bene in testa

Che ne sappia io, un forum - anche di tifosi - si discute su quello che potrebbe essere uno stadio, senza la resopnsabilità di decidere alcunché.

La cosa non può dipendere da noi, umili servi della gleba. al massimo possiamo discutere, magari portando studi, lavori, dichiarazioni, planimetrie, perizie calligrafiche fatti da altri che si sono presi la briga di guardare i docuemnti che hanno trovato e magari davanti a un buon bourbon.
Niente di più. Niente di meno.
Nessun calcio antico: magari un Rosso Antico (senza coloranti, però).

Interessante poi l'alternativa che mi proponi. Siccome non mi piacerebbe lo schema economico-finanziario, dovrei tifare Roma, dove stanno organizzando la stessa cosa con patate. Io tifare Roma?

A proposito: a 80 euro, magari per un Lazio-Cesena, io vado da altre parti e temo che - con questi chiari di luna - molti altri faranno lo stesso. Non credo che la nostra "classe dirigente" punti a un Lazio-Cesena a cui assistono un paio di migliaia di selezionatissimi e facoltosissimi tifosi. Non credo proprio. 

matteo camillo

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Il Flaminio leggermente ampliato con parcheggi migliori x me sarebbe un sogno...ad un passo da i quartieri prati dove è nata,Parioli Flaminio e ponte milvio dove la Lazio ha il suo feudo... Sarebbe un sogno

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Citazione di: Kim Gordon il 15 Ott 2012, 16:53
indipercui, se i dati dell'università di amburgo fossero attendibili, pare evidente che fare lo stadio, di per sè, non convenga. perchè anche raddoppiando i c/ca 1,4 milioni, cmq, il gioco non varrebbe la candela.

o ho capito male?

quei dati dimostrano che l'equazione stadio di proprietà=pozzo di san patrizio è da dimostrare nei fatti. Molto spesso non accade.


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Citazione di: fish_mark il 15 Ott 2012, 16:57
A proposito: a 80 euro, magari per un Lazio-Cesena, io vado da altre parti e temo che - con questi chiari di luna - molti altri faranno lo stesso. Non credo che la nostra "classe dirigente" punti a un Lazio-Cesena a cui assistono un paio di migliaia di selezionatissimi e facoltosissimi tifosi. Non credo proprio. 

Appunto, io non credo proprio che le curve costeranno 80,00 €...

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L'Emirates Stadium ed il suo impatto sull'Arsenal; un perfetto case study

29/01/2012 | Filed under: Stadi | Posted by: Diego Tarì
L'Emirates Stadium, inaugurato nel 2006, è di proprietà dell'Arsenal, che vi si è trasferita abbandonando lo storico impianto di Highbury, dove aveva giocato sin dal 1913. L'investimento per la costruzione del nuovo impianto è stato di circa 420 milioni di Sterline, pari a circa 500 milioni di Euro.
L'Arsenal ha finanziato l'investimento ricorrendo a varie fonti:
1.   la cessione dei naming rights dell'impianto alla compagnia aerea Emirates (circa 120 milioni di Euro);
2.   debito bancario a lungo termine, con scadenza al 2031 (circa 310 milioni di Euro);
3.   i proventi dell'operazione immobiliare effettuata sul sito dove insisteva il vecchio stadio, al posto del quale è stato realizzato Highbury Square, un complesso residenziale che arriverà ad avere 680 appartamenti (per circa 48 milioni di Euro).
La costruzione del nuovo stadio ha fortemente incrementato i ricavi della squadra inglese (matchday income): confrontando il bilancio della stagione 2006/2007 con quello dell'anno precedente (in cui l'Arsenal giocava ancora ad Highbury) i proventi derivanti dallo sfruttamento dello stadio sono praticamente raddoppiati, essendo passati da 44 milioni di GBP a 90 milioni di GBP[ii].
Le principali ragioni di questo successo sono:
•   l'incremento dei posti disponibili, passati da 38.500 a 60.430, che consentono alla squadra di avere circa 44.000 abbonati ed una media di 55.000 spettatori, con una percentuale di riempimento vicina al 91%;
•   l'incremento del costo dei biglietti e degli abbonamenti: l'abbonamento annuale (nel settore popolare)costa circa 1.150 Euro; valore molto elevato se confrontato con quello della seconda squadra più cara, il Tottenham, che ha un costo per la stessa categoria di abbonamento di circa 800 Euro (-41%). Il costo del singolo biglietto, sempre nei settori più economici, è in media di 50 euro per incontro. L'Arsenal può permettersi tale politica perché esiste una lista d'attesa di circa 37.000 persone;
•   la creazione di circa 9.000 posti (14,9% del totale) di categoria premium, che da soli rappresentano il 35% dei ricavi generati dallo stadio, con una media di ricavo di 4.500 Euro annui a posto (si tratta di un mix di offerta, che comprende posti VIP, Sky box, ecc.);
•   un forte incremento della quantità e qualità di servizi offerti all'interno del complesso sportivo (catering, merchandising, ecc.).
La situazione dell'Arsenal è indubbiamente molto particolare, soprattutto perché è difficile pensare ad altri esempi di squadre che, pur avendo aumentato l'offerta di posti di 22.000 unità, non abbiano problemi ad avere lo stadio normalmente pieno ed a gestire la politica di prezzo in maniera così aggressiva.
Tuttavia, il caso dell'Emirates Stadium è sicuramente indicato per trarre ulteriori indicazioni sul tema più generale dell'effettivo impatto degli stadi di proprietà sui bilanci delle squadre di calcio.
Sarebbe folle (e in malafede) contestare la validità ed il successo dell'operazione effettuata, soprattutto rilevando che il trasferimento della squadra nel nuovo impianto ha favorito un deciso sviluppo di ricavi, che in precedenza erano molto più contenuti: la possibilità di progettare un impianto ex novo ha, infatti, consentito di intercettare e sviluppare tutte quelle nuove tendenze di mercato (posti VIP, Sky box, club house, ecc.) che il vecchio impianto riusciva a soddisfare solo parzialmente.
Analizzando il bilancio 2009/2010[iii], l'Arsenal si conferma una società molto solida. I ricavi sono cresciuti di 66,5 milioni di sterline, il risultato operativo[iv] di 1,5 milioni e il risultato netto di 25,7 milioni, raggiungendo la ragguardevole cifra di 60,9 milioni di sterline.

Fonte: Bilancio ArsenalPlc, valori in milioni di GBP
Nel corso dell'anno la Società ha inoltre avuto una produzione di cassa positiva per 28 milioni di sterline, dopo aver rimborsato 23,2 milioni per il finanziamento relativo all'Emirates Stadium (fra capitale ed interessi).
Fonte: Bilancio ArsenalPlc, valori in milioni di GBP
Questi sono risultati che, probabilmente, molti tifosi italiani vorrebbero vedere legati ai bilanci della società della quale sono tifosi. Si parla, infatti, di una società che ha avuto un utile netto di circa 72,5 milioni di Euro e una produzione netta di cassa di 33,4 milioni di Euro.
Sono numeri che devono però essere analizzati anche sotto un'altra luce. Nelle note al Bilancio (peraltro nella parte in cui si descrivono"Rischi ed Incertezze", dove l'estensore privilegia un approccio particolarmente prudente), il Chief Financial Officer dell'Arsenal, Wisely, ricorda che il risultato del Gruppo è influenzato dalle performance e dalla popolarità della Prima Squadra, che in questi anni hanno fatto da traino grazie alle ottime performance in Premier League, FA Cup e UEFA Champions League. Aggiunge che una parte significativa dei ricavi del Gruppo deriva dalla vendita dei biglietti ai sostenitori individuali e aziendali, il cui livello di partecipazione può essere influenzato da una serie di fattori tra cui i risultati di successo del team, i prezzi degli ingressi, la copertura televisiva e le condizioni economiche generali: una riduzione del numero di partite giocate, dovuta ad esempio alla mancata partecipazione ad una competizione europea o a peggiori risultati in FA Cup, porterebbe dei riflessi negativi immediati sulle performance dell'Arsenal[v].
"The Group's income is affected by the performance and popularity of the first team. Significant sources of revenues are derived from strong performances in the Premier League, FA Cup and UEFA Champions League (or the Europa League) and the level of income will vary depending upon the team's participation and performance in these competitions. A significant amount of the Group's income is derived from ticket sales to individual and corporate supporters who attend matches involving the first team at Emirates Stadium or elsewhere. The level of attendance may be influenced by a number of factors including the level of success of the team, admission prices, broadcasting coverage and general economic conditions".
In un Blog specializzato in analisi delle squadre di calcio, sono apparse a più riprese valutazioni sui bilanci dell'Arsenal[vi]. Nel soffermarsi sugli impatti positivi dell'operazione Emirates Stadium (rappresentata dalla costruzione del nuovo impianto e dalla contestuale operazione immobiliare realizzata sul sito del vecchio stadio), si mettono in evidenza aspetti che meritano di essere presi in considerazione.
Fra questi, una simulazione di come sarebbe stato il bilancio dell'Arsenal Holding Plc in assenza dei proventi derivanti dalla componente immobiliare (cioè dalla vendita degli appartamenti costruiti ad Highbury Square) che sono stati particolarmente significativi nell'ultimo triennio. Non perché sia sbagliato considerarne l'effetto positivo, ma perché mentre tali proventi potranno ancora manifestarsi per uno o due anni (molto dipende dall'andamento del mercato immobiliare inglese), il piano di ammortamento del finanziamento per la costruzione dell'Emirates Stadium si esaurirà solo nel 2031, quindi ben oltre. È una preoccupazione espressa anche dall'Amministratore delegato del Gruppo Gazidis, nel suo commento al Bilancio 2009/2010[vii].
"The cash from property will also allow us, for a short period, to push our investment in players ahead of where it might be if it was based purely on the revenues generated from football. Of course, the profit from property are temporary and we need to make sure that in the longer term costs remain at a level which can be paid from our football revenues"
Come evidenzia la tabella, si tratta comunque di un risultato estremamente positivo.
  Fonte: Bilancio Arsenal Plc, valori in milioni di GBP
Il problema sollevato è sempre di natura finanziaria: fino a che punto un'operazione come quella che ha portato alla costruzione dell'Emirates Stadium, che produce con certezza un significativo incremento di ricavi annuali, può nascondere un rischio latente per la vita e le ambizioni di crescita della squadra che effettua l'investimento?
L'Autore del Blog osserva come la necessità di assicurare la copertura finanziaria dell'investimento abbia imposto una serie di scelte di medio/lungo periodo, che in parte hanno generato delle ripercussioni negative sul rendimento della società:
•   la necessità di assicurare dei flussi in entrata a supporto dell'investimento ha portato a firmare contratti di lunga durata con la compagnia aerea Emirates per la cessione dei naming rights dell'impianto (fino al 2021) e per la sponsorizzazione della maglia di gioco (fino al 2014), che stanno in questo momento penalizzando l'area dei ricavi commerciali (commercial revenues) dell'Arsenal. Secondo il già citato studio Deloitte 2010, infatti, l'Arsenal produce 56,5 milioni di Euro di ricavi di questa natura, contro gli 82,2 milioni del Manchester United, i 79,5 del Liverpool, i 62 del Chelsea. L'Autore stima che questa"rigidità" porti a minori ricavi per circa 24 milioni di Euro all'anno;
•   l'eccezionale rendimento dello stadio (game and matchday revenues) è sottoposto ad una forte aleatorietà che deriva dal numero di partite che vi vengono giocate, in particolare con riferimento a quelle di Champions League[viii]. Secondo il già citato Deloitte Money Football League, l'Arsenal ha avuto nel 2009 una media di ricavi derivanti dallo stadio di circa 3,67 milioni di Euro per ogni partita giocata, e l'eventuale mancata qualificazione della squadra alle fasi finali della Champions League porterebbe, da sola, minori ricavi per22 milioni di Euro[ix];
•   il servizio del debito, relativo ai finanziamenti a medio termine accesi per sostenere la costruzione dell'impianto, impatta sulle disponibilità della squadra per circa 27 milioni di Euro all'anno, ancora per circa 19 anni.
La preoccupazione latente espressa dal blogger (come tifoso, innanzitutto) è che una volta esauriti i proventi straordinari derivanti dalla vendita degli appartamenti di Highbury Square, un'annata non favorevole della squadra (identificata, per l'Arsenal, con la mancata qualificazione alla Champions League!) possa costringere la società ad utilizzare la leva del calciomercato (in uscita) per sostenere i propri costi.
In effetti, forse non si arriverà mai a tale risultato, soprattutto considerando che nelle ultime quattro edizioni del torneo non soltanto l'Arsenal si è qualificato ai gironi, ma ha sempre superato gli ottavi di finale ed è anche giunto due volte ai quarti ed una volta in semifinale.

È però vero che, a parte nell'edizione 2010/2011, nelle precedenti l'Arsenal è arrivato alla fase a gironi attraverso i preliminari, che lasciano un'alea sull'accesso alla massima competizione.
Nel caso di mancata qualificazione alla Champions League 2009, l'Arsenal avrebbe avuto minori ricavi per circa 20 milioni di sterline, con un duplice effetto sui conti dell'area"Football" appena osservati:
•   il risultato netto dell'esercizio 2010 sarebbe stato comunque in utile per 14,8 milioni di sterline (pari a circa 17,6 milioni di Euro);
•   la produzione di cassa, però, in assenza dei proventi straordinari derivanti dal calciomercato (pari a circa 15,8 milioni di sterline) sarebbe stata quasi certamente negativa, costringendo ad un incremento del debito a breve;
•   considerando che l'Arsenal non può sfruttare oltre la leva dell'aumento dei prezzi dei biglietti e che dimostra di non riuscire ad imprimere la necessaria crescita ai ricavi di natura commerciale, in caso di necessità l'unica valvola di sfogo rimane il calciomercato.
Il Chief Financial Officer Wisely segnala esplicitamente in sede di bilancio che i proventi per l'esercizio 2010/2011, differentemente dagli ultimi anni, sono minimi; questo, fatte salve possibili operazioni nel mercato di gennaio, potrà influenzare il risultato finale della società
  • .
    "There has been a very limited player sale activity during the summer transfer windows. As a result, in contrast to each of the previous three years, we do not have a significant profit on disposal of player registrations on the books at this stage of the new financial year. Subject to any transfer activity in the January 2011 windows this may impact the final level of profit to be reported for the financial year 2010/11".
    Le preoccupazioni del blogger non sono quindi del tutto peregrine.
    ________________________________________
      Arsenal Holding plc, Statements of Account and Annual Report 2006/2007
    [ii] Nell'ultima stagione sono stati circa 93 milioni di GBP, pari a circa 112 milioni di Euro.
    [iii]  Arsenal Holding Plc, Statement of Accounts and Annual Report 2009/2010
    [iv]  Non include gli ammortamenti e le svalutazioni derivanti dal calciomercato
    [v]   Arsenal Holding Plc, Statement of Accounts and Annual Report 2009/2010, p. 17
    [vi]   http://swissramble.blogspot.com/2010/03/i-owe-you-nothing.html,
    http://swissramble.blogspot.com/2010/09/cash-city-rockers.html
    [vii]   Arsenal Holding Plc, Statement of Accounts and Annual Report 2009/2010, p. 6
    [viii]  Oltre alle partite di campionato, l'Arsenal ha disputato 8 partite di Champions nel 2006/2007, 10 partite nel 2007/2008, 12 partite nel 2008/2009 (quando è arrivata fino alle semifinali) e 8 partite nel 2009/2010.
    [ix] La partecipazione alla fase a gironi prevede 6 partite.
    •   Arsenal Holding Plc, Statement of Accounts and Annual Report 2009/2010, p. 19[/i]


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Citazione di: fish_mark il 15 Ott 2012, 16:59
quei dati dimostrano che l'equazione stadio di proprietà=pozzo di san patrizio è da dimostrare nei fatti. Molto spesso non accade.

appunto. allora abbiamo capito la stessa cosa.






porgascogne

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cmq, se voi volete discutere di nuovi stadi, ipotizzando che la società (chiunque essa sia) punti sulla sola vendita dei biglietti per aumentare il suo potere economico/finanziario, beh, per me potemo pure finilla qui, la discusione
8)

Citazione di: fish_mark il 15 Ott 2012, 16:59
quei dati dimostrano che l'equazione stadio di proprietà=pozzo di san patrizio è da dimostrare nei fatti. Molto spesso non accade.

quei dati dimostrano che, per l'ennesima volta, non sai nè quello che dici, nè capisci ciò che leggi

robylele

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Citazione di: fish_mark il 15 Ott 2012, 16:59
quei dati dimostrano che l'equazione stadio di proprietà=pozzo di san patrizio è da dimostrare nei fatti. Molto spesso non accade.

e quindi sei contrario allo stadio di proprietà e già pensi di voler ripetere fino allo sfinimento la proposta Flaminio che non è percorribile?

che è sta storia degli 80 euro e dei 2.000 facoltosi abbonati? dormito male stanotte per via del maltempo abbatutosi nella capitale?

Tarallo

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Citazione di: porgascogne il 15 Ott 2012, 17:08
cmq, se voi volete discutere di nuovi stadi, ipotizzando che la società (chiunque essa sia) punti sulla sola vendita dei biglietti per aumentare il suo potere economico/finanziario, beh, per me potemo pure finilla qui, la discusione
8)

Citazione di: Tarallo il 15 Ott 2012, 13:53
He added:  'The right solution is the right economic solution. More so from it detracting from our spending in the transfer market, the whole point of doing this is to actually increase our revenues.'If we look at our biggest competitors with a bigger capacity, like Manchester United, Arsenal, if you look at their matchday revenues it is significantly ahead of ours.

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Kim Gordon

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Citazione di: porgascogne il 15 Ott 2012, 17:08
cmq, se voi volete discutere di nuovi stadi, ipotizzando che la società (chiunque essa sia) punti sulla sola vendita dei biglietti per aumentare il suo potere economico/finanziario, beh, per me potemo pure finilla qui, la discusione

8)

quei dati dimostrano che, per l'ennesima volta, non sai nè quello che dici, nè capisci ciò che leggi

a me non interssa dimostrare quello.
quello è già dimostrato.

perchè per esempio non dire che quindi, con speculazione edile ennessa e connessa quantomeno, ci si potrebbe augurare che i prezzi restino quelli di adesso.

:beer:

fish_mark

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Citazione di: Kim Gordon il 15 Ott 2012, 17:07
appunto. allora abbiamo capito la stessa cosa.

Sshhh, noi siamo i giapponesi quelli che dopo 8 anni stanno a difendersi da un'avanzata che non è mai avvenuta.

Citazione di: porgascogne il 15 Ott 2012, 17:08
cmq, se voi volete discutere di nuovi stadi, ipotizzando che la società (chiunque essa sia) punti sulla sola vendita dei biglietti per aumentare il suo potere economico/finanziario, beh, per me potemo pure finilla qui, la discusione
8)

quei dati dimostrano che, per l'ennesima volta, non sai nè quello che dici, nè capisci ciò che leggi

Questo intervento dimostra piuttosto che hai la velleità di ricostruire le idee che chi interloquisce con te ha in mente, una attitudine davvero ammirevole che provoca in me anche una certa invidia, nonostante i documenti riportati e nonostante che chi interloquisce con te dica spesso cose tendenzialmente diverse.
Ma ti lascio libero e sicuro in questa tua convinzione. 

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