CALCIOSCOMMESSE: PENALISTI, SPORT "SCOPRE" GIUSTIZIA SPETTACOLO (AGI) - Roma, 1 giu. - I penalisti "sanno quanto il dibattito modello 'Bar Sport' nuoccia alla comprensione delle complesse questioni che ruotano intorno ai processi penali, ma per una volta lo sport viene utile per tornare sul tema della giustizia spettacolo". Lo afferma l'Ucpi, in merito alle dichiarazioni dei calciatori Buffon e Criscito che hanno avuto "il pregio di far arrivare a milioni di cittadini le domande che da anni poniamo, forti dell'esperienza di chi difende le persone e non la maglia della nazionale di calcio". "Adesso sono sulla bocca di tutti - si legge nella nota - quesiti elementari quali 'perche' se uno viene interrogato cio' che dovrebbe restare segreto dopo 5 minuti e' gia' di pubblico dominio?'; 'per quale ragione l'imputato conosce gli sviluppi del suo processo dai giornali?'; 'com'e' possibile che le telecamere siano informate prima di arresti e perquisizioni da eseguire all'alba?'; 'come mai l'avviso di garanzia, strumento che dovrebbe essere a tutela dell'imputato, viene trasformato in giudizio sommario di colpevolezza, idoneo a spezzare carriere?'. Per finire alla domanda piu' inquietante: 'e' un caso che all'indomani della reazione di Buffon siano filtrate notizie a suo carico, benche' non indagato?'". Il modus operandi che ha fatto reagire i calciatori e che "possiamo definire piu' scandaloso degli scandali che vuole scoprire - sottolineano i penalisti - deve indurre tutti a recuperare il senso e l'importanza del segreto d'indagine; ossia quella cosa che negli ultimi anni si e' abituati a trattare alla stregua di una censura antidemocratica che e' legittimo - addirittura doveroso! - infrangere anche se farlo costituisce formalmente reato". L'Ucpi, ricordando che il segreto e' "funzionale al sereno accertamento giudiziario" e che il "processo di piazza caratterizza le dittature e contraddice i principi fondamentali dello stato di diritto", fa notare come debba essere chiaro, anche "a chi usa l'alibi del diritto di cronaca, che il processo penale e le sue regole non sono un peso che rallenta la democrazia, ma lo strumento con cui essa si afferma". Per l'Ucpi, "non e' un caso che in questi giorni vadano prendendo piede le idee, professate da nuovi e vecchi predicatori, di processi pubblici, con un fiorire di discorsi ed interviste che evocano, nemmeno tanto indirettamente, i famigerati tribunali del popolo di altri tempi ed altri luoghi. Ebbene, se qualcuno vuol farci scegliere tra Buffon e Vishinskij - conclude la nota - sappia che non avremo dubbi. E non per ragioni di tifo". (AGI) Bas 011844 GIU 12 NNNN
MAURI E MILANETTO LIBERI SUBITO !