Ieri ha parlato l'avvocato di Mauri
ESCLUSIVA - Mauri, il calcio in attesa della verità... L'avvocato Melandri: "Lavoriamo per dimostrare la sua innocenza, Stefano è sereno anche grazie ai tifosi della Lazio"
Il silenzio spaventa più delle voci. Spesso. Stefano Mauri gioca e aspetta notizie dalla Procura Federale. Ha raggiunto una maturità tecnica e tattica che lo hanno reso insostituibile nello scacchiere di Petkovic. A 32 anni è all'apice della sua carriera, trascina la Lazio a suon di assist e prestazioni da incorniciare. Si è preso la stima e l'affetto dei tifosi. Nonostante l'approccio con l'ambiente biancoceleste non fosse stato morbido. Ora guai a togliere Mauri alla Lazio e ai Laziali, Petkovic lo conosceva bene e ne ha fatto subito un punto fermo. A Bergamo è stato il migliore in campo, contro il Palermo si è sacrificato, ha cucito centrocampo e attacco, con una sapienza tattica dura da ritrovare in altri suoi colleghi. La Lazio gira a meraviglia, Mauri è uno dei suoi migliori interpreti. Inutile girarci intorno. Mauri gioca, corre, suda e si diverte, con una forza d'animo che impressiona. Perché alle spalle, il ragazzo di Brianza, ha nubi che si addensano e un processo sportivo che dovrebbe (le date ancora non sono state comunicate) cominciare tra la fine di settembre e l'inizio d'ottobre: "E' incredibile come Stefano abbia reagito -racconta l'avvocato Matteo Melandri in Esclusiva ai nostri microfoni- a questa situazione. Ha una forza che ci sorprende ogni giorno. E' concentrato sul campo, ma si informa costantemente del nostro lavoro, partecipa con noi e non vuole perdersi nessun passaggio del nostro iter. E' convinto di avere ragione, sa di avere la coscienza pulita. Importante, poi, è stato sentire l'affetto dei tifosi. Quella è stata la molla per portare avanti una preparazione ottimale e presentarsi al top all'inizio del campionato". Campo e carte, la strana vita di Mauri. Stefano ha fiducia, è convinto delle sue ragioni, vive la situazione con pacatezza, non vuole alzare i toni e creare polemiche. Si gode la Lazio e un gioco che lo esalta, ha piena fiducia nei suoi avvocati, Matteo Melandri e Achille Buceti, che lavorano giorno e notte per smontare le accuse e donare di nuovo serenità e spensieratezza al ragazzo: "Insieme all'avvocato Buceti, stiamo lavorando su alcuni documenti che, secondo noi, testimoniano la validità inconfutabile delle nostre tesi e delle nostre ragioni". Parla in modo convinto l'avvocato Melandri. Si è affezionato a Stefano, alla sua vicenda.
INCONGRUENZE - Le accuse di Gervasoni, le presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, entrambe gare del maggio del 2011. Illazioni più che altro, di prove concrete a sostegno dell'accusa ce ne sono poche. La strada, però, impervia perché in sede sportiva si parte da un presupposto di colpevolezza. Tutto il contrario rispetto alla giusitiza ordinaria. Gervasoni ha fatto il nome di Mauri, nome mai confermato da altri protagonisti come Ilievski, Gegic o Zamperini. Attenzione, poi, perché quella di Gervasoni è una testimonianza de relato, l'ex difensore del Piacenza non porta mai testimonianze dirette. Sul conto di Mauri, tra l'altro, non ci sono movimenti di denaro sospetti. C'è poi la questione della famigerata SIM intestata a Samantha Romano fidanzata di Luca Aureli, gestore di una sala scommesse e conoscente del giocatore (ma mai ascoltato dagli inquirenti). Carta che -secondo l'accusa- Mauri avrebbe usato per le telefonate incriminate. Sim utilizzata -sempre secondo l'impianto accusatorio- in un dispositivo Nokia 6610. Anche qui le incongruenze sono numerose. Basti rileggere questo articolo con data 3 giugno, nel quale si spiega che -come sostenuto- Mauri non utilizzava affatto un Nokia, bensì un Blackberry e un Galaxy Tab.
RIESAME - Una vicenda con degli aspetti particolari. Dall'arresto alla libertà arrivata improvvisa, senza che la difesa presentasse istanza di scarcerazione. Giunta, però, alla viglia del dibattimento al Tribunale del Riesame di Brescia che, poi, giudicò inammissibile il ricorso di Mauri, senza entrare nel merito della questione. Gli avvocati -per questo- hanno fatto ricorso in Cassazione, l'udienza è stata fissata ai primi di dicembre: "Stiamo cercando di anticipare i tempi", fa trapelare Matteo Melandri. L'obiettivo è quello di tornare al Riesame con una sentenza della Cassazione che obblighi il Tribunale di Brescia a pronunciarsi sulla validità dei presupposti che hanno portato all'arresto di Mauri. Sarebbe importante presentarsi in sede sportiva con una sentenza favorevole da parte del Tribunale del Riesame. Ecco come si spiega quel -"stiamo cercando di anticipare i tempi"- pronunciato dall'avvocato Melandri. "Ribadisco che abbiamo piena fiducia nel nostro lavoro e nelle nostre ragioni -continua il legale- così come abbiamo fiducia nella giusitizia. Stiamo lavorando e siamo convinti di poter dimostrare la totale innocenza di Stefano rispetto ai fatti contestati". Una fiducia che, nel mondo Lazio, hanno tutti: dalla società, al pubblico. Una fiducia che Mauri ha avvertito e convertito in forza e convinzione. Così gioca e vince sul campo. Forza e fiducia: non vuole essere da meno quando ci sarà da giocare la partita più importante.