Fermo restando che la risposta di Pikkio è meravigliosa, aggiungo la mia.
Io non ci posso credere che il gesto l'abbia rifatto. Per una trentina di motivi.
In primis. Il pupazzetto col numero 10, as usual, non ne ha strusciata una. Però, per la prima volta, l'aroma ha trovato un Allenatore con la A maiuscola che ha fatto l'unica cosa sensata, e l'unica cosa che noi Laziali temiamo da una decina d'anni: levarlo e far giocare, al suo posto, un calciatore (cit. Sigurd

).
Io, al posto suo, certo, avrei gioito e tutto il resto. Ma avrei pensato "cavolo, se fossi rimasto in campo, starei festeggiando col quasi".
Ma io sono anche una persona intelligente.
La foto, quella ostentata fino a ieri sera dalla pacata pagina web di
Repubblica.it, mostra un bambino di 34 anni che fa la marachella. Quello sguardo inebetito, trionfio di sè, è lo specchio del Nulla.
Una risatina demenziale e i pollici versi. Fatti da uno che nun ha contato un càzzo.
Aggiungo. Non ci provassero, lorsignori. Lo ricordo come se fosse ieri. Solito protagonista, ma maglia sulle purghe. Peraltro, insensata, perchè era la sua prima vittoria in un derby. Quell'"ancora", dopo il "vi ho purgato", dopo dodici anni ancora non mi è chiaro. Comunque, vabbè, dicevo. Lo ricordo come se fosse ieri. Dopo la maglia di totti, ricordo dei corsivi sui quotidiani, volti a congetturare "ma chissà quali cose turpi avevano i giocatori della Lazio sulle loro t-shirt, non lo sapremo mai, ehhhh!".
Ora. Le chiacchiere stanno a zero. Totti ha fatto ciò che ha fatto. There is no if.
Per il resto, niente. Meglio che smetto di scrivere, che sto un tantino avvelenato.