Citazione di: ian il 02 Giu 2012, 22:49
Duole dirlo, sono d'accordo sul fatto che è ingiusto e sbagliato e pericoloso dare partenti di lazialità, ma una cosa devo dirla, una riflessione mi viene spontanea: ci sono quelli cui scatta l'entusiasmo (Svennis, io e molti altri) e quelli cui je scatta il dubbio, nun è bbono, è sconosciuto, er bidello, anvedi Tare.
E che aggiungono, però, che se va bene saranno pronti a riconoscerlo (graziearcà).
Senza parlare del fatto che non si rendono conto di quale danno creino, di che difficoltà creino, di quale atmosfera di asroma che questo loro atteggiamento, diciamo "scettico", crei.
Cosa, quest'ultima, che non riesco a comprendere come facciano a non capire, a non avvertire.
Vabbè.
Forza Lazio
ian
Ottimo Ian.
Il giochetto, cui molti si prestano in buona fede, segue il seguente schema.
1. alcuni seminano dubbi in modo più o meno strumentale;
2. le aradio e i giornali, inclusi le carte da culo tipo Leggo o Repubblica, li ospitano e li amplificano;
3. "quell'altri", in modo più o meno mascherato, alimentano, fomentano ed ironizzano;
4. "de qua" Tirone e company aggiungono ironia ad ironia (sai che ride...);
5. La cosa (il bidello, il barbecue de Scaloni, il gommone de Cana) diventa luogo comune, in cui ci sguazzano tutti (di nuovo, che divertimento!)
6. Tanto pe' fa vedere che comunque si rispettano tutte le posizioni, arriva qualche argomentazione "a contrario" (Salomone, Buzzanca);
7. Comunque, per non farci mancare niente, appare un bell'editoriale (scaramanticamente, per carità!) piagnucoloso di Bongo
8. Arriva poi un intervento "equilibrato" super partes (Cerracchio, Facco o peggio D'Amico, buono per tutte le stagioni) che conferma le chiacchiere.
A quel punto il bruco (la calla) finalmente diventa farfalla (verità).
E se comunque butta male (Klose non vuole ancora la pensione, Marchetti para l'imparabile, Candreva non fa il riomista) si mescolano le carte, si sposta l'occhio di bue su altro e si ricomincia.....