TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE

Aperto da fish_mark, 23 Feb 2011, 17:57

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fish_mark

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TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
di fish mark
(tratto da "La Colata")


Prima puntata
Sognando Londra

In Italia, dopo Italia 90, i comuni cercano di sgravarsi dal peso di gestire gli stadi, un onere economico che gli esangui bilanci pubblici faticano a sostenere. Le società di calcio battono cassa e provano a trasformare la gestione da voce improduttiva a business. Intanto gli stai esistenti vanno in malora, mentre se ne progettano di nuovi, tutto all'insegna della necessità di importare il c.d. "modello inglese".
Il "modello inglese" è un complesso di leggi approvate in Gran Bretagna, dalla fine degli anni ottanta per sconfiggere la violenza dentro e fuori gli stadi, legata alle partite di calcio. Leggi di polizia repressive e nuovo sistema di gestione e organizzazione degli stadi, per renderli più confortevoli e accoglienti per le famiglie e sottrarli al controllo criminale degli hoolingans.
Stadi più piccoli e comodi, posti numerati e senza piste di atletica per favorire la visione delle partite. Strutture di proprietà delle società di calcio, con spazi commerciali e ricreativi, servizi bar e ristoranti, integrati nel tessuto cittadini, facilmente raggiungibili, anche in grado di scoraggiare i violenti e far crescere i ricavi elle società sportive.
Questo modello viene citato come un mantra in tutti i dibattiti utile per risolvere la crisi parallela del "modello italiano": Tale tesi è stata sostenuta in due importanti documenti:
indagine dell'antitrust del 2005-06 dove si compie uno studio approfondito su tutti i profili economici del settore calcistico
relazione conclusiva indagine della commissione cultura della Camera dei deputati del 2006-07, dove ci si pronuncia sul superamento della distinzione tra soggetto proprietario e soggetto fruitore degli stadi, con affidamento alle società di calcio della gestione diretta degli stessi stadi.
Con questo si è alimentata la convinzione che bastino gli stadi di proprietà per risolvere magicamente i problemi delle nostre società sportive.

surg

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Vorrei ricordare che l'Arsenal per costruire il nuovo stadio ha attraversato un periodo di crisi finanziaria superata con la vendita di alcuni giocatori, tra i quali mi sembra Henry e Viera

momi

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e noi vendiamo Makinwa e Meghni  :)

alteadler

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Non vedo proprio cosa c'entrino le decisioni su Italia '90.....
Gli stadi, notoriamente, sono stati ristrutturati, ma sono rimati di proprietà di Coni, Comuni, istituzioni. Nessuno, ma proprio nessuno fu messo in condizione di acquisire uno stadio.
Ancora, certo che uno stadio non basta a risanare le finanze di un club, ma tu elimina le spese di affitto domenicale, lascia aprire a lato (o dentro) negozi, ristoranti, spazi per esposizioni o raduni (senza pretendere per forza la costruzione di edilizia abitativa) e poi ne riparliamo. Senza contare che proprio in Gran Bretagna, ma anche in Germania, gli stadi sono stati costruiti con contributi sonanti di sponsor di peso (Emirates, Allianz ecc. ecc.).
E infine, se hai uno stadio che ti fornisce un qualche utile non certo marginale, puoi sempre contrapporti - come hanno fatto in Gran Bretagna - alle richieste (eufemisno per non parlare di ordini tassativi) - che ti scodella Sky, pretendendo tutte le dirette, partite a pranzo, a cena, al mercoledì e al sabato pomeriggio.....

Poi se si vuol dire per forza che il modello italiano è il migliore..... fate pure. Il mondo è pieno di pazzi furiosi.

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fish_mark

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Seconda puntata

Il supposto virtuosismo del c.d. modello inglese
Gran parte delle società inglesi è proprietaria dello stadio, ma non per gentile concessione degli enti pubblici. Le società acquistano le aree, chiedono i permessi per costruire e accendono mutui per finanziare l'operazione se non dispongano di risorse sufficienti (il Taylor Act nel 1990 mise a disposizione 170 milioni di sterline), nè godono di particolari canali preferenziali o di norme urbanistiche speciali per realizzare i progetti.
Vediamo alcune storie.
Liverpool. Presenta nel 2007 il progetto del New Anfiled a Stanley Park, non lontano dal vecchio stadio: 60 mila posti, investimento per 440 milioni di euro. Via libera nel 2008 consegna prevista per il 2010, ma con la crisi economica nel 2009 Christian Purslow, d.g. del club, fa sapere che senza nuovi investitori non ripartiranno.
Everton. Il ministro delle comunità e degli enti locali, John Denham, boccia il progetto di un nuovo stadio da 50 mila posti nel sobborgo di Kirkby. La società riteneva insufficiente il'impianto del Goodison Park di 40 mila posti costruito nel 1892 presenta quindi il progetto a Kirkby. I tifosi si oppongono al grido "Keep Everton in our city" (potevano rispondergli più semplicemente "you go to Kirkby"), la popolazione della cittadina di Kirkby si oppone, il consiglio comunale apre una trattativa con la società, il partito laburista si spacca, interviene il governo che alla fine blocca tutto. Due le motivazioni: 1) il grande centro commerciale che inciderebbe in modo negativo sulla "viabilità e vivibilità della zona" di Kirkby; 2) l'impianto danneggerebbe i piccoli negozi cittadini, derogando la alla politica urbanistica e commerciale seguita per tutti gli altri operatori.
Per l'Everton un colpo pesante, quando soltanto pochi mesi prima aveva visto fallire un piano di riconversione immobiliare del vecchio Goodison Park. L'a.d. della società Rober Elstone si dice "molto deluso".
Arsenal. La più grande operazione immobiliare degli ultimi anni della periferia nord della capitale. Il vecchio Highbury dimesso e trasformato in complesso residenziale di lusso con appartamenti al posto delle tribune e un grande giardino condominiale dove c'era il rettangolo di gioco. Nuovo impianto qualche centinaia di metri più in là, in un'area abbandonata: 60 mila posti, 400 milioni id euro di investimento, lavori a tempo di record (un anno), lucroso contratto con Emirates. Note negative: proteste residenti e commercianti che lamentano disagi e danni economici: la società deve risarcirli e garantirli spazi adeguati per spostare le attività commerciali.

Equazione proprietà dello stadio e solidità finanziaria.
Il Club del Portsmouth è in amministrazione controllata dal 2010. Il club cambia in un anno sei proprietari ma nessuno in grado di ripianare 70 milioni di euro di buco: eppure ha il suo stadio di proprietà.

Crisi del calcio inglese.
Le 18 squadre della Premier hanno più debiti delle altre 714 società europee messe insieme. In Inghilterra si concentra il 56% dei debiti dell'intero calcio continentale.

Le attività collaterali allo stadio sono redditizie?
Abramovic si vorrebbe disfare volentieri degli alberghi costruiti attorno allo Stamford brige, mentre l'Arsenal non ha costruito centri commerciali nel nuovo stadio.
L'attività extracalcistica che funziona meglio è l'affitto delle sale conferenze. L'emirates viene usato per congressi internazionali del governo inglese, mentre quello del bolton è appetito da aziende private.

Incassi da stadio.
Il 42% del fatturato dei club inglesi proviene dallo stadio, mentre soltanto il 12 per cento è la media delle squadre italiane.
In realtà, va tenuto presente un dato su cui riflettere. Per prevenire la criminalità legata la calcio, si è reso inaccessibile lo stadio alle fasce della popolazione economicamente svantaggiate e statisticamente più soggette a fenomeni di violenza, oltre che con una minore propensione ai consumi collaterali (bar, ristoranti, merchandising). Per una partita del Chelsea si spendono non meno di 60 euro, mentre per l'Inter ne bastano tre volte di meno.
Il calcio inglese come modello di esclusione sociale E' questo un modello da seguire.

Micaveron

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cazzarola sti inglesi so' proprio dei deficenti se permettono de vedette na partita a tre metri dal campo e mangiatte una pizzetta senza che i soldi se li imberti il giovannella de turno !
stanno in deficit perche' sperperano e strapagano i giocatori non per gli stadi, se poi fosse vero non capisco come mai trovano investitori arcimiliardari mentre qua' c'e' la cordata degli americani morti de fame, ma mi faccia il piacere !

intruppone23

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scusa fish, ma non si può discutere così.

tu porti degli esempi, li condisci con il tuo stile, li commenti secondo la tua ottica (la conclusione che hai dato all'esempio del Portsmouth è emblematica di quello che voglio dire) e pensi di dire LA VERITA'.

la verità non esiste, esistono modelli di gestione corretti e modelli di gestione sbagliati. questo a prescindere dal possedere o meno uno stadio.

tu parli di modello inglese come modello escludente. vorresti dirmi che avere un modello di business che riempie gli stadi invece di svuotarli è escludente?

dove sta scritto che il calcio deve essere 'per tutti'?

prodotti e servizi di qualità costano più di quelli scadenti.
se fai servizi scadenti a prezzi elevati fallisci miseramente nei tuoi intenti di business.

e poi l'uguaglianza stadio di proprietà=ricchezza della squadra te la sei inventata te per dimostrare che è fasulla!
anche avere lo stadio può non portarti ad avere i successi sperati. è l'insieme delle cose (stadio, merchandising, marketing, attività collaterali, affitto aree, etc etc) che può portare al benessere del club, non la sola proprietà dello stadio (che comunque in fase di richiesta prestiti verso le banche aiuta, per esempio).

apprezzo la tua verve, il modo battagliero con cui ti opponi, di certo però lo stai facendo, come direbbe La Rochelle, all'italiana: critichi, portando esempi forvianti, e senza presentare una alternativa credibile.

Il Tenente

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tanta carne al fuoco.

Per ora mi limito a precisare che in UK tutte le forme di intrattenimento costano sensibilmente più che da noi (cinema, ristoranti, per non parlare delle sigarette, va beh...), quindi i 60 euro per vedere il Chelsea non mi stupiscono e non mi sembrano neanche troppi.
Senza contare che con stadi più piccoli di quel gigante a cui siamo abituati noi e con l'alto numero di abbonati di diverse squadre della Premier, il numero di biglietti disponibili è generalmente piuttosto basso, quindi possono permettersi di tenere i prezzi più alti per la semplice legge della domanda e dell'offerta.

Insomma, IMHO la storia del "modello di esclusione sociale" mi sembra un po' tirata.

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RubinCarter

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Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
scusa fish, ma non si può discutere così.

tu porti degli esempi, li condisci con il tuo stile, li commenti secondo la tua ottica (la conclusione che hai dato all'esempio del Portsmouth è emblematica di quello che voglio dire) e pensi di dire LA VERITA'.

Ma lui non discute mica.
Impone.


fish_mark

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Rispondo al caro Intruppone per dare una serie di chiarimenti.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
scusa fish, ma non si può discutere così.

Infatti non sto discutendo, ma sto riportando, in sintesi, il contenuto di un libro che peraltro cito "La colata". Quindi non sto facendo discussione, semmai la sto innescando con una documentazione che porto all'attenzione del forum. Poi ognuno ne trarrà le sue conclusioni.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
tu porti degli esempi, li condisci con il tuo stile, li commenti secondo la tua ottica (la conclusione che hai dato all'esempio del Portsmouth è emblematica di quello che voglio dire) e pensi di dire LA VERITA'.

la verità non esiste, esistono modelli di gestione corretti e modelli di gestione sbagliati. questo a prescindere dal possedere o meno uno stadio.

Verissimo, anche se va ricordato che non sto riportando verità ma contenuti di un libro che non ho scritto io.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
tu parli di modello inglese come modello escludente. vorresti dirmi che avere un modello di business che riempie gli stadi invece di svuotarli è escludente?

se riempie 80 mila posti difficile affermare che sia escludente. Se riempie 20 mila posti l'affermazione è più agevole.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
dove sta scritto che il calcio deve essere 'per tutti'?

Effettivamente il calcio nasce come sport di elite, che si giocava nelle università inglesi (metà ottocento). Poi mano a mano diventa sempre più popolare. Dapprima, nella seconda metà dell'ottocento si diffonde nelle città operaie, poi con il novecento, e specie con il professionismo (parliamo degli anni 20) di trasforma definitivamente in sport popolare.
A parte questo riferimento storico, io sono convinto che debba rimanere uno sport per tutti, vista la sua "semplicità". Tutti quanti possono giocarci anche perché il meccanismo è semplice e coinvolgente. Sarebbe un peccato (ri)trasformarlo in sport di elite, come il golf o l'automobilismo.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
prodotti e servizi di qualità costano più di quelli scadenti.
se fai servizi scadenti a prezzi elevati fallisci miseramente nei tuoi intenti di business.

Hai ragione e peraltro è quanto stanno attualmente realizzando i padroni del vapore del nostro calcio.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
e poi l'uguaglianza stadio di proprietà=ricchezza della squadra te la sei inventata te per dimostrare che è fasulla!
Anche qui scambi i contenuti del libro che riporto in sintesi con le mie idee (che non sono molto distanti). In realtà, chi ha propalato da 7 anni a questa parte questa equazione non è né l'estensore di questo post, né l'estensore del libro: indovina chi? E' un imprenditore romano del settore dei servizi.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
anche avere lo stadio può non portarti ad avere i successi sperati. è l'insieme delle cose (stadio, merchandising, marketing, attività collaterali, affitto aree, etc etc) che può portare al benessere del club, non la sola proprietà dello stadio (che comunque in fase di richiesta prestiti verso le banche aiuta, per esempio).
Tutto vero, almeno in teoria, ma aspetta le prossime puntate e vedrai quante delle verità incontestabili verranno messe in discussione.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
apprezzo la tua verve, il modo battagliero con cui ti opponi, di certo però lo stai facendo, come direbbe La Rochelle, all'italiana: critichi, portando esempi forvianti, e senza presentare una alternativa credibile.
Faccio del mio meglio, con le mie modestissime forze.

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FACCIAMO (leggermente) OT
rubrica a cura di fish mark

LO STADIO LO FACCIAMO NOI!

Uno stadio rifatto dai tifosi. Materialmente. Muratori per un anno nel tempo libero.
Una storia tedesca, che solo in Germania poteva accadere:
perché, la Germania è il paese europeo dove, di questi tempi, i tifosi accettano meno l'idea di non poter andare allo stadio
perché è tedesco il record europeo di presenze medie per partita di campionato,
perché la Germania è il paese europeo dove, di questi tempi, le regole sono più severe.
La storia. Alla fine della stagione 2007-08 l'Unione Berlin, la squadra della vecchia Berlino Est, che nella Berlino Est si contrapponeva alla Dinamo cara al regime comunista, scopre che il suo stadio, la "Alte Foersterei", la vecchia foresteria, sempre più cadente, non ha i requisiti di sicurezza richiesti per poter ospitare le partite della Serie C tedesca, il torneo a cui l'Union ha il diritto sportivo di partecipare.
O provvedete o niente campionato, il diktat della Bundesliga. Il problema è che i soldi per ristrutturare la Foersterei e adeguarla agli standard minimi obbligatori, non ci sono o perlomeno non ci sono tutti.
Ed ecco la trovata geniale dei sostenitori preoccupati. Per un anno, duemila di loro hanno deciso di lavorare gratis nel tempo libero, in modo da far risparmiare la club 2 dei 15 milioni di euro necessari per il progetto di risistemazione e ammodernamento di un impianto da 20 mila posti. Alcuni tifosi, i più facoltosi, hanno preferito contribuire all'opera con un assegno. Altri ancora si sono fatti carico di rifocillare chi lavorava in cantiere.
Il nuovo stadio è stato poi inaugurato mercoledì 8 giugno 2009, con la prima amichevole pre-campionato disputata per l'occasione contro l'Hertha, la migliore squadra di Berlino. Per la cronaca, la partita è finita 5-3 per l'Hertha.
La storia invece non è finita qui, perché va ricordato che, nel frattempo, i giocatori dell'Union, forse anche per stimolare l'impegno e l'entusiasmo dei tifosi-opeai, durante la stagione in cui i lavori si sono sviluppati ei conclusi, hanno conquistato la promozione in serie B.

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TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
di fish mark
terza puntata

(Il fallito) Tentativo italiano di applicazione del modello inglese.
L'Associazione calcio Reggiana 1919, fallita nel 2005 è stata – finora – l'unica società italiana a possedere e gestire l'impianto. La vicenda è oggi avvolta nell'oblio.
Nel 1993 la Reggiana torna in serie A e la dirigenza ha programmi molto ambiziosi. Si vuole costruire un nuovo stadio: viene costituita una società immobiliare satellite della Reggiana per progettare costruire e gestire un nuovo stadio in periferia.

Viene acquistata un'area in zona non urbanizzata e  senza alcun pregio. Il comune si fa carico di portare le reti di servizi e si accolla gli oneri di urbanizzazione per 9 miliardi di lire. La Reggiana paga la costruzione dello stadio: 27 miliardi di lire per 29 mila posti.
Per il finanziamento dell'opera si mettono in vendita abbonamenti pluriennali (1500 tessere sottoscritte), palchi vip (comprati da 25 imprenditori con contratti decennali da 100 milioni di lire ciascuno) e vengono sponsorizzate le tribune (supermercato per una curva, una banca per i distinti).
Il nome dello stadio viene venduto a un azienda lattiero-casearia. Inaugurazione aprile 1995 con Reggiana-Juventus vinta dai bianconeri con doppietta di Roberto Baggio. Impianto moderno, comodo, senza pista di atletica, posti differenziati e box collettivi, facilmente raggiungibile. Modello inglese in salsa emiliana.
Il miracolo però viene rovinato dalla retrocessione della squadra in serie B. A questo punto viene chiesto al comune di aggiungere dietro i distinti un grande centro commerciale con due torri per avere l risorse per tornare a respirare il calcio di serie A.
In qeusto modo il club si carica di debiti e precipita nelle serie inferiori, mentre divampano contrasti politici all'interon del consiglio comunale per la trasformazione dell'area attigua allostadioin una zona commerciale non prevista dal PRG.
Nel 2002 vi è un cambio di guida societaria con un imprenditore che fiuta il business e utilizza la squadra granata come cavallo di Troia per lucrare sul centro commerciale. Il comune aiuta nella variante urbanistica l'imprenditore che vende le aree diventate preziose e incassa non meno di 20 milioni di euro secondo stime provenienti dal comune.
I lavori vedono il sacrificio di una parte delle tribune per realizzare cinema, negozi, pizzerie, palestre e piscine, mentre la squadra emigra a Cremona per i lavori. A lavori ultimati nel 2007 la Reggiana non c'è più dichiarata fallita l'anno prima.
Risultato di tutta l storia è uno Stadio gioiello sportivo della città, unica applicazione italiana modello inglese, che viene lasciato deperire e messo all'asta dal curatore fallimentare. Anche la torre ricevuta dal comune in cambio della variante viene abbandonata mentre al giunta non sa che farsene e messa all'sta non si trovano compratori.

seagull

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Ho evitato di leggere le 'profonde' tesi descritte a tappe....Ma che vogliamo discutere qui, il 'modello inglese' degli stadi, che comunque non ritengo si possa lontanamente paragonare al 'modello italiano' oppure stiamo discutendo il significato culturale e sociale che il calcio ha in Inghilterra rispetto al 'comunque noi semo i mejo perche' italiani'? Shed some light please...a presto, perche' gli 'inglesi' vanno a dormire a quest'ora ;)

PS:
Se ce ne fosse bisogno, potremmo discutere piu' in la' di come i permessi per costruire stadi, palazzi, negozi, alberghi, baracche (poche) o altro vengono presentati ed eventualmente accordati in questo paese, dove sono felice di vivere.

Kim Gordon

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la questione è questa: Big Fish ci informa che il Modello Inglese è meno Modello di quanto crediamo.

Credere è il verbo che stà rovinando il mondo.

Siamo circondati da notizie refrain che ci bombardano come fossimo vasi da riempire e che di fatto ci svuotano.

Ci svuotano della capacità di discernere, rimpendoci però dell'illusione di sapere.

Ogni questione che incide sul Reale, sulla nostra vita, risponde ad uno ed un solo Ordine ben Preciso, Giro d'Affari.

Il Modello inglese è la scatola che impacchetta con tanto di fiocco il Nuovo Calcio come Forma d'Affari di Massa.

Fidelizzare è il Dogma, rendere il Tifoso, il Nuovo Tifoso, il Consumatore Perfetto è l'obiettivo.

Cosicchè l'unica Relazione che esisterà tra voi e l'oggetto del vostro affetto sarà un Relazione Mediata dal Consumo, e chi crede che Consumo, la Mercificazione di tutto l'esistente è soltanto un medium, un tramite, si stà sbagliando di grosso.

Le notizie, le parole, il marketing dell'informazione è la Sacra Messa alla quale Tutti dovete partecipare, e ripetere quando il Nuovo Prete ve lo dirà: compra pro nobis.

fatta questa doverosa Premessa di chiaro stampo antiKapitalista possiamo parlare di Modello Inglese e dire questo:

Non esiste nessun Modello Inglese. E' tutta una grande OPerazione di ricerca Fondi per...

per..ditemelo voi pe che cosa.  :beer:

L'unica cosa certa è che i Loro stadi sono belli, che sono per il Calcio. Ma tutto questo è una eredità, non è frutto di nessun modello inglese.

gli Stadi erano migliori anche prima che si decidesse che gli Hooligans andassero eliminati perchè contriproducenti a che il Calcio diventasse Spendibile per i Veri Padroni del Gioco.


Aquila Romana

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Citazione di: Il Tenente il 23 Feb 2011, 19:04

Senza contare che con stadi più piccoli di quel gigante a cui siamo abituati noi e con l'alto numero di abbonati di diverse squadre della Premier, il numero di biglietti disponibili è generalmente piuttosto basso, quindi possono permettersi di tenere i prezzi più alti per la semplice legge della domanda e dell'offerta.


Quella legge della domanda e dell'offerta che sembra sconosciuta dalle nostre parti, tristissimi seggiolini di Montemario laterale impolverati che non vedono chiappe di un tifoso dalla finale di Coppa Italia di due anni fa.

Ma che vengono accanitamente posti in vendita (ed inesorabilmente invenduti) alla modica cifra di 70 € anche quando giochi in casa con l'ultima in classifica (44 € per i bambini al di sotto dei 150 cm..)

L'antitesi delle leggi di mercato, un mix di disinteresse ed incapacità di trarre profitto dal proprio prodotto

intruppone23

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Citazione di: fish_mark il 23 Feb 2011, 20:50
Rispondo al caro Intruppone per dare una serie di chiarimenti.

Grazie per il 'caro'

Infatti non sto discutendo, ma sto riportando, in sintesi, il contenuto di un libro che peraltro cito "La colata". Quindi non sto facendo discussione, semmai la sto innescando con una documentazione che porto all'attenzione del forum. Poi ognuno ne trarrà le sue conclusioni.

Allora le critiche che riporto a te, le sposto all'autore del libro (il cui titolo, che fa pensare ad un ballo latino-americano, in realtà già spiega il taglio che si vuole dare). il di fish mark mi ha fatto pensare fossero opera tua.

Verissimo, anche se va ricordato che non sto riportando verità ma contenuti di un libro che non ho scritto io.

vedi sopra

se riempie 80 mila posti difficile affermare che sia escludente. Se riempie 20 mila posti l'affermazione è più agevole.

non tutti gli stadi di proprietà hanno capienze tanto ridotte. non hanno 80 mila posti, però 40/50 mila si.

Effettivamente il calcio nasce come sport di elite, che si giocava nelle università inglesi (metà ottocento). Poi mano a mano diventa sempre più popolare. Dapprima, nella seconda metà dell'ottocento si diffonde nelle città operaie, poi con il novecento, e specie con il professionismo (parliamo degli anni 20) di trasforma definitivamente in sport popolare.
A parte questo riferimento storico, io sono convinto che debba rimanere uno sport per tutti, vista la sua "semplicità". Tutti quanti possono giocarci anche perché il meccanismo è semplice e coinvolgente. Sarebbe un peccato (ri)trasformarlo in sport di elite, come il golf o l'automobilismo.

il calcio non è d'elite, il calcio è uno sport popolare, forse il più popolare in assoluto. quando dicevo che non deve essere 'di tutti', intendevo dire che può esser fatta una scrematura all'origine, e che non necessariamente bisogna garantire l'accesso a 'chiunque'. e non parlo di reddito, ma di approccio al calcio. chi allo stadio non sa stare, può tranquillamente vederselo da casa!

Hai ragione e peraltro è quanto stanno attualmente realizzando i padroni del vapore del nostro calcio.
Anche qui scambi i contenuti del libro che riporto in sintesi con le mie idee (che non sono molto distanti). In realtà, chi ha propalato da 7 anni a questa parte questa equazione non è né l'estensore di questo post, né l'estensore del libro: indovina chi? E' un imprenditore romano del settore dei servizi.

Quella che porta avanti Lotito è una semplificazione ma, dal suo punto di vista, una verità. la Lazio è quotata in borsa, il suo valore di pende da una serie di fattori 'reali', tra cui le immobilizzazioni attive (vedi stadio).
che poi non basti lo stadio te lo dimostrano i progetti a riguardo.


Tutto vero, almeno in teoria, ma aspetta le prossime puntate e vedrai quante delle verità incontestabili verranno messe in discussione.

Ogni cosa ha un lato bianco e un lato nero. le verità incontestabili non esistono, esistono casi positivi e casi negativi.

Faccio del mio meglio, con le mie modestissime forze.



intruppone23

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Citazione di: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 11:14
la questione è questa: Big Fish ci informa che il Modello Inglese è meno Modello di quanto crediamo.

Credere è il verbo che stà rovinando il mondo.

Siamo circondati da notizie refrain che ci bombardano come fossimo vasi da riempire e che di fatto ci svuotano.

Ci svuotano della capacità di discernere, rimpendoci però dell'illusione di sapere.

Ogni questione che incide sul Reale, sulla nostra vita, risponde ad uno ed un solo Ordine ben Preciso, Giro d'Affari.

Il Modello inglese è la scatola che impacchetta con tanto di fiocco il Nuovo Calcio come Forma d'Affari di Massa.

Fidelizzare è il Dogma, rendere il Tifoso, il Nuovo Tifoso, il Consumatore Perfetto è l'obiettivo.

Cosicchè l'unica Relazione che esisterà tra voi e l'oggetto del vostro affetto sarà un Relazione Mediata dal Consumo, e chi crede che Consumo, la Mercificazione di tutto l'esistente è soltanto un medium, un tramite, si stà sbagliando di grosso.

Le notizie, le parole, il marketing dell'informazione è la Sacra Messa alla quale Tutti dovete partecipare, e ripetere quando il Nuovo Prete ve lo dirà: compra pro nobis.

fatta questa doverosa Premessa di chiaro stampo antiKapitalista possiamo parlare di Modello Inglese e dire questo:

Non esiste nessun Modello Inglese. E' tutta una grande OPerazione di ricerca Fondi per...

per..ditemelo voi pe che cosa.  :beer:

L'unica cosa certa è che i Loro stadi sono belli, che sono per il Calcio. Ma tutto questo è una eredità, non è frutto di nessun modello inglese.

gli Stadi erano migliori anche prima che si decidesse che gli Hooligans andassero eliminati perchè contriproducenti a che il Calcio diventasse Spendibile per i Veri Padroni del Gioco.

faccio un sunto. dimmi se sbaglio.
Se la penso diversamente da te, nonostante possa motivare questa scelta, sono ottuso e la comunicazione di sistema mi offusca la mente.
Se la penso come te, sono un pensatore libero e dotato di una forte componente critica.

Le discussioni sullo stadio sono sempre belle. da una parte ci sono gli illuminati, che sono contro lo stadio e magari vorrebbero il Flaminio (senza porsi problemi di sorta a riguardo); dall'altra parte ci sono le capre che seguono la massa e che acriticamente ripetono il mantra lotitiano.

ma ogni tanto scendere dal piedistallo e provare ad intavolare una discussione?

fish_mark, con cui sono in disaccordo sempre e da sempre, almeno ci prova.

tu kim praticamente mai! sui forum secondo me non dovrebbe funzionare così!

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Kim Gordon

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Citazione di: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:06
faccio un sunto. dimmi se sbaglio.
Se la penso diversamente da te, nonostante possa motivare questa scelta, sono ottuso e la comunicazione di sistema mi offusca la mente.
Se la penso come te, sono un pensatore libero e dotato di una forte componente critica.

Le discussioni sullo stadio sono sempre belle. da una parte ci sono gli illuminati, che sono contro lo stadio e magari vorrebbero il Flaminio (senza porsi problemi di sorta a riguardo); dall'altra parte ci sono le capre che seguono la massa e che acriticamente ripetono il mantra lotitiano.

ma ogni tanto scendere dal piedistallo e provare ad intavolare una discussione?

fish_mark, con cui sono in disaccordo sempre e da sempre, almeno ci prova.

tu kim praticamente mai! sui forum secondo me non dovrebbe funzionare così!

esagggerato mammamia...

la sinetsi che fai è sbagliata. sembra più la sintesi di una coda di paglia che altro.

vedila così.

ci sono discorsi che vanno per la Maggiore e che quindi chi li "indossa" può permettersi il lusso di sfoggiare una certa nonchalance..
e ce sono altri invece che sanno di "diverso" e che quindi devono essere un pochetto Calcati per essere accettati.

senza tutta stà prosopopea de chi è meglio e chi peggio che mi sà di assolutamente piccolo borghese.

la questione Stadi è un "momento" fondamentale del dibattito intorno al Calcio Moderno.

Io esprimo le mie idee in merito con molta sincerità. Idee che hanno sullo sfondo un idea di Mondo diverso da quello che mi viene continuamente proposto.

ti sembra così allucinante tutto ciò??

intruppone23

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Citazione di: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 12:19
esagggerato mammamia...

la sinetsi che fai è sbagliata. sembra più la sintesi di una coda di paglia che altro.

vedila così.

ci sono discorsi che vanno per la Maggiore e che quindi chi li "indossa" può permettersi il lusso di sfoggiare una certa nonchalance..
e ce sono altri invece che sanno di "diverso" e che quindi devono essere un pochetto Calcati per essere accettati.

senza tutta stà prosopopea de chi è meglio e chi peggio che mi sà di assolutamente piccolo borghese.

la questione Stadi è un "momento" fondamentale del dibattito intorno al Calcio Moderno.

Io esprimo le mie idee in merito con molta sincerità. Idee che hanno sullo sfondo un idea di Mondo diverso da quello che mi viene continuamente proposto.

ti sembra così allucinante tutto ciò??

mi sembra allucinante che tu scriva di prosopopea dopo quel tuo post:
una iniezione letale di maiuscole e frasi ad effetto.

mi sembra allucinante che tu parli di coda di paglia. ti sembra che le risposte che do siano tipiche di uno che ha coda di paglia? fai te.

mi sembra allucinante che se uno ti suggerisce di scendere dal piedistallo, tu risponda con queste affermazioni. quella sul 'piccolo borghese' mi ha fatto sorridere per la presunzione che trasuda.

mi sembra allucinante che su un argomento reale e pratico, come uno stadio di calcio, si risponda portando ad esempio idee di Mondo possibile.

la mia idea di Mondo vede l'Italia simile ai paesi del nord europa come cultura del rispetto e del dovere, e la Lazio squadra più forte del mondo.
sono cose raggiungibili? di certo non nel breve, quindi evito di affermare che siano possibili nel qui e ora.

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