Ho scelto distrutto perché abbiamo perso la (seconda) partita più importante degli ultimi anni. Una partita vitale. E aggiungo pessimista.
La 'distruzione' prima o poi si smorzerà mentre il mio pessimismo rimane stoico e solido. Per una serie di fattori che se li contassi come le pecore mi ci addormenterei.
Che ci fosse aria di sveglia l'avevo capito da tempo, ma i segnali negativi e inquietanti si sono accavallati via via. Sbagli su sbagli, e siamo solo al 28 agosto. Quindi c'è tempo per rimediare ma purtroppo anche per sbagliare ancora.
La mancata qualificazione arresta il processo di crescita e toglie alla Lazio la chance di salire sulla giostra dei lustrini. Non credo che avremo un'altra possibilità di giocarcela il prossimo anno, quindi come effetto domino avverrà un'altra mini rifondazione che avrà come fondamenta i Morrison, gli Hoedt e gli SMS di oggi, così come ha avuto - ieri - i Kolarov, i Muslera e gli Zarate e l'altro ieri Tuia, Kozak, De Silvestri. Un loop.
Sono pessimista perché la rosa della squadra è stata sopravvalutata, perché i ruoli cardine del gioco bello ma dispendioso di Pioli sono Basta, Parolo, Biglia, De Vrij e Felipe Anderson.
Per i primi tre - da cui non si può pretendere il rendimento dello scorso anno - non è stato acquistato un sostituto/sostituto all'altezza (e le scelte di Pioli lo dimostrano); per quanto riguarda gli altri due, sempre che Felipe se dia una svegliata, ho paura che subiscano la fragilità strutturale della Lazio e che a fine anno ci saluteranno per la forzata mini rifondazione di cui sopra.
Il tutto con impegno settimanale in più.
Il messaggio lanciato dalla società è inequivocabile: lo scudetto non si può vincere per i costi conseguenti; la CL non se l'è oggettivamente giocata, non investendo laddove andava investito. Con qualità e tempistica.
Il presidente tace da due giorni quando sarebbe invece il momento di riaggregare squadra e ambiente pubblicamente, anche perché gli spifferi che arrivano da Formello sono preoccupanti.
E questa è una colpa tanto grave quanto non aver capito, per incompetenza o dolo, che la rosa andava fortificata meglio e pri,a.
Pioli ha gestito male la questione della fascia di capitano e con il suo dietrofront sull'attaccante (prima ci serve, il giorno dopo: no è arrivato Mauri e stiamo bene così) si è dimostrato un aziendalista e gli aziendalisti - com'è giusto che sia - stanno sul cazzo a tutti.
La questione del rinnovo a Mauri fa ridere da sola come uno sketch dei Fratelli Marx, quindi nemmeno la commento. Anche se spero che Mauri sia ancora fisicamente in grado di darci qualcosa in più, ma io avrei scelto altro.
I nostri avversari si sono rifatti il maquillage, dimostrando la volontà di voler partecipare e tentare di vincere.
Non condivido questa attenzione asfissiante al bilancio in un momento topico della nostra storia recente a fronte dello sperperamento dei competitors che, a sentire parecchi maghi della finanza, dovevano ridimensionarsi dieci anni fa e rischiare il fallimento.
Non mi piace il ruolo di Lotito in Figc perché finora è stato controproducente in termini di immagine (ed è uno dei motivi per cui avrei scaricato Mauri malgrado sia convinto della sua innocenza e abbia sputato sangue e diottrie su istruttorie e articoli dal 28 maggio 2012).