http://www.lazio.net/news/2013/02/07/assalto-al-pub-di-campo-de-fiori-in-cella-tre-ultra-la-repubblica-ed-roma/Un patto scellerato tra ultrà laziali e romanisti per marcare il territorio, dare una "lezione" agli inglesi. Un attacco preordinato e organizzato con una strategia paramilitare, con bombolette di spray urticante, coltelli, mazze, cinghie, bottiglie, pugni di ferro. Una spedizione punitiva di teppisti che, però, non nascondeva anche un movente razzista di odio antisemita. Questa la ricostruzione degli investigatori dopo gli altri tre arresti e le ulteriori sei denunce per il raid della notte del 22 novembre al pub "Drunken Ship" di Campo de' Fiori, alla vigilia del match Lazio-Tottenham per l'Europa League. In manette sono finiti due supporter biancolesti, Tony Vratuli, 36 anni e Fulvio Marra, di 24 e un giovane romeno, Nicolae Rotarium di 33.
Gli agenti di Lamberto Giannini, il capo della Digos, hanno bussato alla porta di altre sei persone tra cui un iraniano. Poco dopo l'assalto, su segnalazione di un autista dell'Atac, erano finiti in manette due tifosi romanisti, Mauro Pinnelli e Francesco Ianari che sono ancora in carcere. Uno dei due, in una telefonata col padre, ammette in qualche modo di aver partecipato alla selvaggia aggressione. «Roma è una città accogliente, una città che non può finire sui giornali di tutto il mondo per una vicenda come questa senza che i responsabili vengano individuati» commenta il questore Fulvio Della Rocca. Gli uomini della scientifica hanno prelevato campioni del Dna agli arrestati e agli altri indagati per confrontarli con le tracce raccolte sulle sciarpe, i cappelli e le armi bianche ritrovate sul posto dopo il blitz. Dodici feriti (tra cui un tifoso inglese pugnalato alla gamba quando era a terra e sottoposto a un intervento chirurgico per suturare l'arteria fermorale, che ha rischiato la vita), un locale completamente devastato, gli inquilini di Campo de' Fiori in preda al panico nonostante l'arrivo quasi immediato di polizia, carabinieri e vigili urbani: questo il bilancio finale della spedizione punitiva, partita da un pub di via Amelia, a San Giovanni. In azione, una trentina di giovani quasi tutti vestiti di nero, volti coperti, agli ordini di un tipo che dava ordini con piglio militare.
Dopo l'assalto si parlò di cori razzisti e di insulti antisemiti perché la squadra del Tottenham ha numerosi sostenitori ebrei e le bandiere con la stella di Davide sventolano spesso sugli spalti. «Nessuno tra le decine di testimoni ascoltati ha riferito di insulti di stampo razzista» precisa il procuratore aggiunto Giancarlo Capasso «anche perché, se così fosse, avremmo contestato l'aggravante specifica dell'aggressione per motivi di odio razziale». Durante le perquisizioni, gli uomini della Digos hanno ritrovato stemmi e gadget della squadra inglese del West Ham, storica rivale del Tottenham e, tra l'altro, durante una partita giocata in Inghilterra, gli ultras hanno ringraziato con cori e slogan, gli "alleati" italiani che avevano dato una lezione ai "nemici". La ricostruzione della Digos si basa, sostanzialmente, sui movimenti del gruppo che aveva avvistato, già nel pomeriggio, gli inglesi mentre aspettavano la partita tra canzoni da stadio e fiumi di birra. Alcune vedette, tra cui Fulvio Marra, si appostarono nei bar vicini di Campo de' Fiori e si misero in contatto con gli amici, molti dei quali riuniti nel pub di via Amelia. Poi, pochi minuti dopo l'una, il gruppo arrivò al Centro e cominciò l'assalto. Gli ultrà fecero irruzione nel locale da due ingressi diversi e costrinsero i tifosi inglesi a cercare scampo fuori. Alcuni supporter del Tottenham tentarono una difesa disperata ma furono massacrati a sprangate e coltellate. Durante il blitz i teppisti usarono anche dei fumogeni per rendere più arduo il riconoscimento. Poi la segnalazione dell'autista dell'Atac che permise alla polizia di arrestare Mauro Pinnelli e, successivamente, Francesco Ianari, i due romanisti. E chi indaga è certo che i tre, nuovi, arresti di ieri non saranno gli ultimi.
(massimo lugli)
così si fa la cronaca.