Su Mediaset Premium c'è una rubrica, The Legend, che parla di volta in volta di un calciatore, di una squadra. E' appena finito il capitolo sulla Lazio, con una lunga intervista a Cragnotti.
Nessun paragone con oggi, per carità. Sarebbe ingeneroso, troppi soldi giravano là, troppi pochi ne girano qua.
Però... che spettacolo, regà.
Che spettacolo sentire di Ferrara che aspettava sotto a via dei Cappuccini mentre la Lazio lo scartava, o Ronaldo che passa all'Inter per un soffio, e Cragnotti che va nello spogliatoio del Foggia e in mezz'ora si prende Signori... e poi Boksic, Veron, la testa di Simeone a Torino, il tacco di Mancini, il gol di Salas a Montecarlo, e poi facce felici, coppe alzate, Ferguson che sostiene che la sconfitta con la Lazio è la sua più grande delusione sportiva, però... però la Lazio era la squadra più forte al mondo...
Ho visto tutto mille volte, ma ogni volta resto lì incollato al televisore quando rievocano lo psicodramma del 14 maggio, ogni volta, vdm che non sono altro, mi spunta una lacrima.
Saremo sempre grandi perché siamo grandi dentro. Per un battito d'ali siamo stati grandi fuori, anche se - come sostiene Cragnotti - abbiamo vinto meno di quanto avremmo dovuto e potuto. Un bagliore accecante, che serve ancor oggi a riscaldarmi il cuore.
Che bella cosa, quella Lazio...