Piccola deriva, ma neanche tanto, tra il serio e il faceto.
Se parliamo di pallone io so' razzissta pure con mia moglie e mio figlio che sono la mia vita.
Se insulto un qualsiasi essere vivente, persona, cane, gatto o sorcio in quei 90 minuto lo faccio con cosciente e inequivocabile "razzismo".
Ma un razzismo sottile.
Non c'entra niente la razza, la religione, i gusti sessuali.
Mia moglie è della mia razza, della mia religione e sessualmente nun gliese po' dì gnente però penso di non aver mai insultato nessuno in maniera più pesante come faccio con lei durante i derby.
Poi al 90esimo ci guardiamo in faccia e finisce tutto... un po' dopo il 90esimo và...
Io se fossi stato allo stadio ed avessi visto Juan farmi il segno col ditino di starmi zitto mi sarei giocato le corde vocali per insultarlo.
Per razzismo.
Ma razzismo in quanto riomista.
Se era biondo co' l'occhi azzurri era uguale, anzi neanche me ne accorgevo.
Ciò non toglie che se un giorno mi dovesse succedere di sentire mio figlio che apostrofa una persona offendendolo per la razza, il credo o il sesso lo ricondurrei verso casa palleggiando con il suo culo.
E lui lo sa molto bene.
Gli ho raccontato di Hitler, di Auschwitz, dell'olocausto.
Gli ho descritto come abominevole giocare con svastiche e saluti romani tanto che a scuola a fatto lui da "relatore" in classe per spiegare cosa è il giorno della memoria.
Tutto questo non solo oggi che ha 10 anni ma già da 3/4 anni.
E' così che si combatte veramente il razzismo non facendo la boccuccia snob e sbrigandosi a salire sul carro degli autoflaggellanti col cilicio delle grandi occasioni per qualcosa che ha fatto qualcun'altro.
Poi resta il fatto che Juan, Simplicio, De Rossi, totti e gli altri devono solo che annà a piasselaandercù.
Tutti meno Giggierrico... glie voglio troppo bene a st'omo.