
Ragazzo mio, ti sei preso quel numero e sicuramente lo sai che è il più pesante che potessi scegliere.
Sei un laziale da troppo tempo per non sapere quello che significa.
Rocchi ci si accostò solo dopo tanti anni e tanti gol.
Zarate, che veniva dall'altra parte del mondo, gli diede lustro prima di passare al numero 10, segno che delle cose davvero importanti per noi non aveva capito davvero nulla.
Prima di loro Paolo Di Canio, croce e delizia dei nostri colori, ma spalle sicuramente larghe per indossare un numero vecchio diciassette anni.
E Boksic, prima di passare alla numerazione fissa ripiegando sull'8, bomber azzurri come Casiraghi, Fiore e Corradi, ma anche mostri come Marcelo Salas e Giordano, passando a miti come Chinaglia, Piola e il mitologico Giuliano Fiorini.
Incosciente? Arrogante?
Non lo so. Però hai deciso di prenderrti quel numero sulle spalle, e mi pare la prima mossa per farci sognare un po'.
Certo, questa è la più facile, che il campo poi ti sottoporrà a ben altre difficoltà.
Però uno dei nostri con quel numero addosso un sorriso me lo strappa sempre, e il cuore un pochino più forte del dovuto batte, a pensarti mentre gonfi la rete.
Forza Antonio!