Tutta la Lazio che siamo

Aperto da arkham, 27 Mar 2014, 13:31

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V.

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Citazione di: Aquila Romana il 29 Mar 2014, 16:22
Quanta fatica..

Quando l'orgoglio pensa dice: non posso, non voglio.. (cit.)

sei un maleducato. per me con te finisce qui.
magari ti ascolto in radio...

Aquila Romana

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Citazione di: V. il 29 Mar 2014, 16:33
sei un maleducato

Rileggiti, poi giudica chi è il maleducato

Citazione di: V. il 29 Mar 2014, 16:16
la fatica la fai più te, che non argomenti nulla, piazzi il tuo magro post-it ogni giorno e te ne vai, e poi ritorno e lo ripiazzi. sei un facchino della contestazione, non si conoscono i tuoi muscoli, i tuoi pensieri, soltanto gli sbuffi e qualche pugno sbattuto sul tavolo. poi ritorni a mettere i tuoi post-it in bacheca. la tua è la fatica vera. Tu sai tutto e ti sei ridotto da mesi a timbrare il cartellino. Corri, non fare tardi che il padrone ti aspetta.

E posta il tuo giudizio in merito

Citazione di: V. il 29 Mar 2014, 16:33
magari ti ascolto in radio...

Mettiti comodo...

Tarallo

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Confermo AR, altro che bingo, altro che politica. Si tratta, senza conoscere il futuro, di cercare di non schierarsi con chi ha le più alte probabilità di fare di tutto un disastro clamoroso. La storia mostra che questi masaniello hanno sempre sbagliato, ma sempre, facendo danni clamorosi, mentre al massimo er poro Vignaroli è stato inutile.
Se si facesse anche solo il gioco delle probabilità, da questi che frignano e schiamazzano oggi uno con un po' di buon senso dovrebbe tenersi a distanza di sicurezza.
Poi c'è Lotito, che si sta comportando da poveraccio, ma per ora la scelta è fra il nulla cosmico o peggio ancora questa frange senza alcuna credibilità, e Lotito.
Portatemi qualcuno serio e ad accodarsi alle proteste ci si può anche pensare davvero. Forse.


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AguilaRoja

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Citazione di: Tarallo il 29 Mar 2014, 16:38
Confermo AR, altro che bingo, altro che politica. Si tratta, senza conoscere il futuro, di cercare di non schierarsi con chi ha le più alte probabilità di fare di tutto un disastro clamoroso. La storia mostra che questi masaniello hanno sempre sbagliato, ma sempre, facendo danni clamorosi, mentre al massimo er poro Vignaroli è stato inutile.
Se si facesse anche solo il gioco delle probabilità, da questi che frignano e schiamazzano oggi uno con un po' di buon senso dovrebbe tenersi a distanza di sicurezza.
Poi c'è Lotito, che si sta comportando da poveraccio, ma per ora la scelta è fra il nulla cosmico o peggio ancora questa frange senza alcuna credibilità, e Lotito.
Portatemi qualcuno serio e ad accodarsi alle proteste ci si può anche pensare davvero. Forse.


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Sulla bacheca fb di chi sta fomentando la protesta (compreso Guido Paglia, che si permette di parlare di "giornalisti inginocchiati", nonostante il suo passato) ci sono tifosi laziali che danno del "vecchio pisciasotto" a Reja.
Io questa gente la voglio lontana dalla mia Lazio. Farli diventare romanisti non basterebbe, sempre troppo vicini sarebbero.

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Magnopèl

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Citazione di: AguilaRoja il 29 Mar 2014, 16:46
Sulla bacheca fb di chi sta fomentando la protesta (compreso Guido Paglia, che si permette di parlare di "giornalisti inginocchiati", nonostante il suo passato) ci sono tifosi laziali che danno del "vecchio pisciasotto" a Reja.
Io questa gente la voglio lontana dalla mia Lazio. Farli diventare romanisti non basterebbe, sempre troppo vicini sarebbero.
ci sono anche quelli che auguravano una gamba rotta a djordjevic.

AguilaRoja

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Citazione di: Magnopèl il 29 Mar 2014, 16:47
ci sono anche quelli che auguravano una gamba rotta a djordjevic.

Non posso lottare contro la Lazio con questi personaggi, è più forte di me.

vaz

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Citazione di: Tarallo il 29 Mar 2014, 16:38
Confermo AR, altro che bingo, altro che politica. Si tratta, senza conoscere il futuro, di cercare di non schierarsi con chi ha le più alte probabilità di fare di tutto un disastro clamoroso. La storia mostra che questi masaniello hanno sempre sbagliato, ma sempre, facendo danni clamorosi, mentre al massimo er poro Vignaroli è stato inutile.
Se si facesse anche solo il gioco delle probabilità, da questi che frignano e schiamazzano oggi uno con un po' di buon senso dovrebbe tenersi a distanza di sicurezza.
Poi c'è Lotito, che si sta comportando da poveraccio, ma per ora la scelta è fra il nulla cosmico o peggio ancora questa frange senza alcuna credibilità, e Lotito.
Portatemi qualcuno serio e ad accodarsi alle proteste ci si può anche pensare davvero. Forse.


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grande!  :since

Adler Nest

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Citazione di: Black Sun il 29 Mar 2014, 14:56
bingo.
Almeno per me bingo un cazzo.
Sto con V.
I tifosi facciano i tifosi

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gentlemen

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Citazione di: azzurra71 il 28 Mar 2014, 18:58
un tempo ero una ascoltatrice di Guidone, ho seguito i vari passaggi da radio a radio, con la sua combriccola di opinionisti.

ora quella radio non la posso più ascoltare. ogni tanto ci riprovo ma sento sempre la stessa litania: una continua e asfissiante critica a TUTTO quello che fa la società, parlano del presidente solo per ridicolizzarlo, si fanno processi e congetture anche sul nulla. e mi dispiace dirlo ma Wilson e Facco sono in prima linea. Io davvero non credo che venga fatto con onestà.
Dopo 5 minuti cambio canale, mi disgustano e mi intristicono.

anni addietro una delle sue battaglie antilotito era "hai distrutto il settore giovanile", ma cosa non gli hanno detto, lui e tutti i maître à penser. ho sentito critiche talmente insistenti e talmente feroci da farmi pensare che forse lui sapeva qualcosa che noi non sapevamo o che non potevamo vedere... e poi? il tempo gli ha dato torto, ma torto marcio.

si, forse questa gente va "comprata" è quello che si meritano

Sonni Boi

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Citazione di: arkham il 27 Mar 2014, 13:31
Attenzione: trattasi di topic lungo e palloso!  :=))

Quando abbiamo scelto la Lazio non sapevamo nemmeno quanti e quali fossero i trofei nella nostra bacheca, i campioni che avevano vestito la nostra maglia, i miti e le leggende che anche noi avremmo contribuito ad alimentare con il nostro racconto, quello della squadra con l'aquila come simbolo e i colori del cielo come bandiera.
 
Quando abbiamo scelto la Lazio lo abbiamo fatto per simpatia verso i colori, forse verso un giocatore più carismatico di altri, più probabilmente per amore verso qualcun altro che amava quella stessa squadra.

Quando abbiamo scelto la Lazio ci siamo riconosciuti in una comunità: non abbiamo scommesso sulla squadra più forte, nemmeno lo abbiamo fatto per sole ragioni di appartenenza territoriale, offrendo la città un'alternativa più o meno dello stesso livello, talvolta anche con maggiore appeal.

Eppure abbiamo scelto la Lazio.

Abbiamo scelto di appartenere a questa Società sportiva, (come disse un laziale vero qui dentro, "non siamo la Lazio, le apparteniamo"), ne abbiamo fatto un ideale e ci siamo fatti al tempo stesso fruitori e portatori di una mentalità, di una storia, di una tradizione, che non possiamo che sentire come unica e insostituibile.

La Lazio che siamo è anche e soprattutto la Lazio che siamo stati, la somma di tutte le Lazio che ci hanno accompagnato, dal vivo o nei racconti, nelle cronache di vecchi giornali o nelle leggende che abbiamo deciso di accettare acriticamente, miti fondanti della nostra appartenenza.
Un'appartenenza fatta di simboli, di riti, di uomini, canti, parole e storie che si sommano da 114 anni. Centoquattordici, un numero difficile pure da scrivere.

Il 12 maggio festeggeremo uno dei punti più alti, più belli, più appassionanti e più caratterizzanti della nostra storia ultrasecolare. E lo faremo circondando un campo di calcio di amore e colori. In una parola, di lazialità. Quel giorno dovrà essere la celebrazione del nostro modo di essere tifosi. La celebrazione che ognuno di noi farà del giorno in cui ha scelto la Lazio.   
Il mio augurio è che nessuno osi sporcare una celebrazione così solenne, festosa, necessaria, meritata. Nessuno dia a quella giornata colori che non siano quelli della lazialità più pura, della lazialità storica.

Ma non si vive solo di passato.
Noi siamo anche la Lazio che perde a Genoa, che sbaglia il mercato, che vive delle frustrazioni quotidiane di una stagione sballata e sogna una gestione diversa di quella che è il nostro presente.
Perché il nostro presente, oggi, si chiama ancora S.S. Lazio 1900. La Lazio di oggi è quella che ricorderemo domani, quando Ledesma si sovrapporrà a Wilson e ai tantissimi altri che, con alterne fortune, hanno vestito quei colori.
Eppure per la partita del 12 maggio ci saranno il doppio, il triplo dei tifosi presenti mediamente per quelle della Lazio in campionato. Perché?
Perché la Lazio presente ha voluto tirare una linea, tracciare un solco insormontabile fra lei e tutto quello che prima di lei è stato. Di Canio, Mimmo Caso, Papadopulo, poi il nulla: come se la storia fosse iniziata il 19 luglio 2004 e non il 9 gennaio 1900.
Ovviamente nessuna squadra può vivere di tradizione e di ricordo: alla fine quello che conta è il campo, l'erba di oggi, la palla in rete: il Toro scalda il cuore dei tifosi granata con Immobile, mica solo con il ricordo di Mazzola o quello di Graziani e Pulici. Il gioco è così, si va avanti, il cast si rinnova ma il film è sempre lo stesso, non finisce mai.

Solo che il film qualche volta fa schifo.

Se la regia non eccelle e non riesci ad appassionarti alla trama, che proprio spunti non ne dà, provi almeno a seguirlo per affetto verso gli attori di cui sei da sempre fan. Ma se non ci sono più, nel cast? Se anzi hai la sensazione netta di essere finito in un altro film rispetto a quello che stavi guardando?

Quello che Lotito non ha capito, è che quando abbiamo scelto la Lazio, abbiamo scelto una storia, ci siamo riconosciuti in essa, abbiamo deciso di amarla, esattamente come avremmo fatto per un film meraviglioso che abbiamo già visto ma che rivediamo sempre volentieri, senza la curiosità della prima volta ma con un amore magari accresciuto: in fondo non amerò nessuno come ho amato Monelli e Ruben Sosa, Signori e Nesta, quando mi scoprivo laziale, quando sceglievo la Lazio; eppure ho amato tutti quelli che sono venuti dopo, che hanno indossato quei colori. Nessuno escluso.

Adesso si dice che i laziali non vadano più allo stadio e io mi ritrovo a chiedermi perché dovrebbero andarci. Lo so è una provocazione, perché la maglia è quella, si amano solo i colori. La storia è sempre quella.
Ma se la storia è sempre quella, tu quella storia la devi rispettare, la devi onorare, la devi addirittura tramandare.

Quando è morto Giorgio Chinaglia il sito dello Swansea onorò un pezzo della sua memoria dedicandogli l'intera home page lustrata a lutto. La S.S. Lazio si limitò a un comunicato di due-righe-due in cui si dava seccamente la notizia, fra la pubblicità di un cappellino e le info sulla vendita dei biglietti per la partita successiva.
Forse non è un caso se, vittorie a parte e 26 maggio su tutte, lo stadio più laziale che ho visto negli ultimi dieci anni l'ho visto in Lazio-Napoli, quando finalmente si ricordò come meritava uno dei personaggi più importanti e più amati della nostra storia.

Una storia che Lotito ha scelto di non cavalcare, se non controvoglia, con trovate apprezzabili dell'ufficio marketing (cui bisogna comunque dare merito), ma senza il calore di una sentita, vera e rivendicata appartenenza. Che Lovati non sia morto con l'aquila sul petto io la considero ancora oggi una ferita più grave della cessione di Hernanes.

Ma se decidi in un atto autolesionistico di non utilizzare quella storia, di scriverne una completamente nuova, devi essere capace di scriverne una più bella. Non puoi abbandonare la lazialità che abbiamo coltivato per offrire uno spettacolo che non sia esaltante, inebriante, che non faccia girare la testa a forza di mettere in fila i sogni, depennando quelli che mano a mano si realizzano.

Cragnotti fece così. Nemmeno lui riportò Di Canio, anzi cedette Sosa, Gregucci e Pin, e poi Winter, Vieri, Nesta, Veron e Nedved, ma ogni volta scrivendo, disegnando, inventando e facendoci immaginare una Lazio che incantava (finché c'è riuscito).

Lotito, cui ho sempre riconosciuto grandissimi meriti, tutto questo non sa farlo, non vuole farlo o semplicemente non può farlo, non fa alcuna differenza.
Però non ha mai voluto riconoscere quei centoquattro anni che lo hanno preceduto, e che proprio lui ha salvato in quei disperati giorni di luglio.
Anche il tifoso laziale più equilibrato questa scelta non l'ha mai capita, l'ha accettata e ha giudicato il Presidente per quello che sapeva fare, faticando sempre un po', a dire il vero, a riconoscerne la continuità con quelli che lo avevano preceduto in campo, in società, persino sugli spalti. Però da molti Lotito è stato apprezzato, magari in silenzio, perché i risultati del suo lavoro si sono visti. Credo che meriterebbe un posto fra quelli che alla Lazio hanno saputo dare tanto, se contemporaneamente non avesse quasi scientemente contribuito ad aumentare il distacco con quelli cui alla fine avrebbe dovuto rivolgersi, i tifosi.

Non la Curva, ma i tifosi.

Quando Lotito ha scelto di comprare la Lazio, ha scelto di impersonarla da solo, nel bene e nel male, di essere l'unica Lazio che abbiamo, cancellando le tracce di quella passata e denigrandoci quando ci siamo azzardati ad immaginarne una futura, più bella e splendente, mentre parlavamo de pallone.

Lotito ha scelto di cancellare tutta la Lazio che siamo stati, ha coraggiosamente rinunciato a gestire il passato, richiamandolo solo per ricordarci i momenti in cui stavamo peggio e costringendoci a vivere in un eterno presente.
In questo eterno presente però, non tutto quadra: ci fa vedere all'infinito lo stesso film, solo che stavolta non lo abbiamo scelto noi, e degli attori che amiamo non ce n'è più nemmeno uno.

Questo non è lo stesso film che stavamo guardando Presidente, ne prenda atto. Ci dia qualcosa per cui dovremmo riconoscerlo, se non vuole che noi si smetta di guardarlo, ma soprattutto di sentirlo nostro.
Non siamo i suoi nemici, non abbiamo altri interessi che non siano una Lazio bella e amata. Non tutti, almeno. Ma noi siamo la Lazio più di quanto potrà mai esserlo lei, perché è nei nostri ricordi e nei nostri racconti che la Lazio vive, non nell'atto notarile che dimostra che lei ne detiene il pacchetto di maggioranza.

La Lazio non le appartiene, perché la Lazio siamo soprattutto noi.
E quando abbiamo scelto di essere laziali abbiamo scelto di appartenere alla Lazio, non a lei.
Non so se avrà ancora una possibilità, se avrà il tempo e la voglia di capire tutto questo, ma io spero davvero che possa farlo, che possa capire tutta la Lazio che siamo.
È per noi che deve scrivere le storie.
Se non vuole (non sa o non puo) farlo, vada altrove, o saremo noi a cancellarla dalla nostra.

Bellissimo, arkham. Complimenti vivissimi da parte mia.

Pensavo di prendermi una pausa da Lazio.net e da tutto l'ambiente Lazio, ma con questo meraviglioso post mi hai costretto a rifarmi vivo per un'ultima volta; ne approfitto così per salutarvi tutti.

Purtroppo oggi avverto la stessa paura che avvertivo nel 2004; temo davvero che si stia per fare una brutta, bruttissima fine. Vedo che la profezia di Salomone, evocata da Fat Danny, si sta avverando, e mi sembra che scenari apocalittici si stiano facendo avanti. Siamo davvero in un vortice infernale, che ci trascinerà chissà dove.

Sempre Forza Lazio e un abbraccio a tutti voi.

ralphmalph

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si, ma torna  ;)

forza Lazio

MagoMerlino

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Citazione di: V. il 29 Mar 2014, 16:14
la reale contingente necessità della Lazio non udiva la tua voce durante la vergogna di lazio stoccarda e col fenerbache, neanche i famosi comunicatori si sono stracciati le vesti, tanto avevano il pass per la stampa. A loro l'ingresso non è mai precluso, neanche da colui che chiami dittatore. davanti all'antisemitismo si è preferito dare la colpa a platinì e nessuno ha fiatato. Che qualcuno ti abbia sbarrato l'ingresso per due partite di Europa league non te la sei segnata col sangue da qualche parte. l'Europa League era il futuro, Vignaroli è un puntino del passato, però lui è fondamentale, quelli che invece t'hanno fatto uscire dalla Europa League l'anno che hai battuto la Roma in finale quelli sò amici...Ma tranquillo: tutta europa mica sa dello stadio a porte chiuse della Nazio, l'europa la merkel e hollande si concentrano tutti su Lotito.

Però prima di dare lezioni di opportunismo informati, rileggiti, conta fino a cento.  ti prego di non chiamare opportunisti quei 4 gatti 4 che ancora si ostinano a voler separare le cose, per non buttare tutto via, per dare un peso reale alle cose. Siamo così pochi che siamo invisibili, eppure t'infiammi. Non sarà che le ragioni tue e di questo movimento non ottengono risultati se non quelli di rovinare la vita a Formello?

Se poi tu pensi che gli opinionisti del tuo glorioso movimento liberalalazio siano gente libera, allora vai pure, poi ci racconti cosa c'è in fondo al crepaccio, tra un gol di notte e una vecchia bandiera svizzera.
Io noto che se c'è uno che si è infiammato, questo sei tu.
Probabilmente ho sbagliato ad esternare quella convinzione, che era generale e non riferita a te. Almeno prima di averla scritta. Non mi permetterei mai di dare lezioni a chicchessia, soprattutto se queste fossero di opportunismo. Se c'è chi ancora si ostina a separare le cose, per non buttare tutto via, per dare un peso reale alle cose, spero lo faccia nella convinzione di aver visto in Lotito un barlume di saggezza.
Che poi, cosa ne sai esattamente della mia voce durante gli episodi che citi? l'hai ascoltata, eri distratto, o avevi le cuffiette dell'Ipod a tutto volume? Che c'entra ritirare fuori Vignaroli? Da dove escono queste tue considerazioni? Almeno aggiorna il Vignaroli in un Alfaro.1 o Vinicius.2.
Che esista una aberrazione in una parte della tifoseria Laziale, che non riesce ad evitare certi atteggiamenti è innegabile, che possano provocare danni, anche. Mica lo scopriamo oggi. Ma sei certo che i danni di immagine e qualche partita a porte chiuse, siano paragonabili ai danni che potrebbe procurare Lotito se dovesse continuare con la sua nota pervicacia,  con i suoi atteggiamenti e il suo modus operandi?
Lotito sta lentamente relegando la Lazio ad un ruolo da comprimari, la sta ghettizzando, sta realizzando, probabilmente inconsapevolmente, il vecchio progetto dei veri nemici della Lazio, quelli che nulla lasciano al caso. Eppure le possibilità di imporre la Lazio ai vertici le ha avute, era riuscito in qualche modo a procurarsele, ma non riuscendo a comprendere l'importanza di certe situazioni, ha pensato bene di non dare seguito ai successi.
Il movimento #liberalalazio non è mio, ma, ripeto, oggi lo ritengo necessario, come fu necessario il primo Lotito nel 2004. S tra chi ne fa parte ci sono persone che non gradisci, qualsiasi sia il motivo, pazienza, io, ancora non posso fartene certo una colpa. Se l'opposizione al  movimento #liberalalazio  soddisfa la tua passione per la Lazio, meglio per te. Gol di notte e bandiere svizzere, te le lascio con piacere, ma se il pullman della Lazio ha imboccato una strada di montagna perigliosa che costeggia un crepaccio, ti rammento che alla guida, bendato e occupato a rispondere al telefono, c'è Lotito e il segnale di curve pericolose è stato già oltrepassato da un pezzo.

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arkham

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Leggo begli interventi, ma mi chiedo se centrino il punto del topic.
Non mi pare che questo topic sia un appello ad aderire a questa o quella protesta o a non andare a Lazio Parma (a proposito: contrariamente a quanto pensavo io non andrò, ma perché è il compleanno di mia figlia, non per altro).
alcuni segnali d'allarme poi li trovo insensati: ma chi è che ha detto che auspica che Lotito lasci per mettere la mano in mano ai contestatori?
Cioè, l'alternativa è Plastino e Scarcelli azionisti di maggiornaza e la Curva Nord a fare il mercato?
Non forzate le posizioni, né da una parte né dall'altra.
E fotografate la realtà: accanto a chi Lotito lo ha sempre contestato, spesso a sproposito e con evidenti interessi, oggi ci sono un sacco di laziali scontenti.
Adesso o la pensate come Lotito, cioè si tratta di gente che non capisce un caz.zo, o che ha chissà quali interessi, o che è telecomandata dal catetere, oppure bisogna che vi facciate due domande.
La colpa è sempre degli altri?

E poi datevi una regolata: i meriti passati io non li metto in discussione, ma pure Calleri ci aveva portato dagli spareggi alla Serie A, non è che poi fosse immune da critiche per questo e ci saremmo accontentati dei 30 punti l'anno che era in grado di far fare alla sua Lazio.

Oggi, nel 2014, la Lazio ha un problema: Lotito non è da anni all'altezza della situazione. O almeno così la pensano in tantissimi.
Facciamo finta di niente? Abbozziamo perché non c'è l'emiro alla porta?
Fate pure, io il partigiano mi sono stufato di farlo, pure perché c'ho come la sensazione che mi stiano chiedendo di partire per Salò a difendere l'idea quando la Patria ormai è bella che ita.

Forza Lazio!

ralphmalph

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Gli ultimi due interventi sono spendidi. Complimenti.

@magomerlino: sarebbe un peccato che si sfracellasse il pullman appena comprato


Sent from Lulic al 71esimo

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Citazione di: ralphmalph il 29 Mar 2014, 20:44
Gli ultimi due interventi sono spendidi. Complimenti.

@magomerlino: sarebbe un peccato che si sfracellasse il pullman appena comprato


Sent from Lulic al 71esimo

D'accordissimo con Arkham , MM che ci mancava e anche con RM.  8)

Tarallo

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Io invece trovo alcune delle osservazioni di Arkham fuori bersaglio, se si può dire così. Spero di poterci tornare.


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Tarallo

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Citazione di: arkham il 29 Mar 2014, 20:39
Leggo begli interventi, ma mi chiedo se centrino il punto del topic.

Mi sono riletto il post iniziale. Possiamo anche aprire cento topic dalle sfumature diverse (ce n'e' uno fresco fresco che si chiama Tutti contro Tutti, prima della fine della giornata ce ne saranno un altro paio), ma il Topic e' quello. Dici cose giustissime, spieghi il perche' degli errori di Lotito, ma su questo hai ricevuto un consenso bulgaro come e' giusto che sia. Non e' questo il punto, lo abbiamo sueprato da due o tre settimane, ma c'e' ancora chi si ostina qui ad attaccare "i difensori di Lotito" quando non esistono piu' se non qualche giapponese nella jungla - poi ci sono sfumature, e' chiaro. Io per esempio appaio come un difensore di Lotito quando, inevce, sto cercando di difendere la logica e l'onesta' intellettuale contro chi cita sempre Vignaroli e mai Keita, cita l'Atalanta ma non il Milan, cita solo le molte caxxate e mai le (ahime' troppo infrequenti) genialate -.

Citazione
alcuni segnali d'allarme poi li trovo insensati: ma chi è che ha detto che auspica che Lotito lasci per mettere la mano in mano ai contestatori?
Cioè, l'alternativa è Plastino e Scarcelli azionisti di maggiornaza e la Curva Nord a fare il mercato?

Arkham, tu non sei sveglio, de piu'. Allora capirai che ci sono due motivi per porsi almeno il problema descritto nella tua domanda.
Il primo e' storico: nell'unico altro tentativo di scalata al posto di Lotito mai avveratosi, c'era Bettega in Tribuna e gli altri a spartirsi il bottino coi casalesi. E' superficiale riderci ora, come ridiamo di una tempesta di vento e pioggia, un ciclone che alla fine ha lasciato pochissimi danni, perche' mentre eravamo chiusi nel basement stringevamo il culo a morte dalla paura, e a ragione.
Il secondo e' contingente: la spinta e' fortissima, e dice TE NE DEVI ANNA'. Per me le parole sono importanti. Io non conosco questa gente, non conosco neanche la maggior parte dei netters che hanno scelto questo slogan, ma se lui SE NE VA (che e' lo scopo della protesta) vorrei sapere oggi chi ARIVA. Parli della "Curva Nord a fare il mercato": gente intelligentissima, qui sopra, (Sliver) ha elencato i "punti programmatici" con cui andare a vedere Lotito, richieste inderogabili. C'era anche la lista dei nomi dei giocatori, chi resta e chi va, chi merita una estensione di contratto e chi serve per la panchina. Ripeto, le parole sono importanti. Se lo fa Sliver, una persona di intelligenza sopraffina (mi pare di capire, lo conosco poco), che devo aspettarmi dalla Curva? In assenza di una risposta, io lo dico FORTE E CHIARO, io mi tengo Lotito e digerisco Hernanes, Vignaroli, Pandev e tutti quelli che Lotito ha malmenato violentemente (siamo arrivati a citare Sereni, eh, voglio dirlo. S E R E N I ), tutti i suoi errori, aa comunicazzione, er mercato, aa lazzialita', tutto, inutile elencarli. TUTTI, me li tengo, OK? Perche' io sulla pelle della Lazio non gioco. Io non ne butto giu' la statua e non gli tiro le scarpe, perche' voreri sapere un po' di piu' su come gestiremo la ritrovata democrazia e lazialita'. Guarda come sta messo chi l'ha fatto.

E non cito anche uno degli elefanti nella stanza, un pomo della discordia, qui dentro, e cioe' l'affiancarsi a certa gente, a certi cori orrendi, a certe manifestazioni violente, a cose che storicamente e culturalmente non ci appartengono. Non lo citiamo, e' irrilevante, diciamo cosi'. Perche' se Bianchina (no, dico, Bianchina) non se lo pone, questo problema, allora gente come me e Aguila Roja, per esempio, che invece la domanda ce la facciamo, che dobbiamo fa'? Per ora consiglio di mettere questo aspetto da parte, visto che sembra colpire pochi.

CitazioneE fotografate la realtà: accanto a chi Lotito lo ha sempre contestato, spesso a sproposito e con evidenti interessi, oggi ci sono un sacco di laziali scontenti.

Ecco, basta dire sta cosa. BASTA, lo sappiamo, ma credi che non conosca Ralphmalph e altri netter addirittura personalmente? E tutti quelli che scrivono qui ma non conosco personalmente? Questa cosa e' CHIARISSIMA, basta ripeterla, e non cambia nulla. Il malcontento per Lotito e' acclarato e giustificato, si passi oltre.
CitazioneAdesso o la pensate come Lotito, cioè si tratta di gente che non capisce un caz.zo, o che ha chissà quali interessi, o che è telecomandata dal catetere, oppure bisogna che vi facciate due domande.
La colpa è sempre degli altri?
Siamo d'accordo che basta? Grazie. ;)

Non sai quanto te vojo bene.

:band1:


scintilla

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Sul secondo punto, quello contingente, tu vuoi sapere da subito chi arriva se se ne va Lotito, per scongiurare salti nel buio. Ma non è quello il salto nel buio che noi rischiamo. A meno che esce pazzo il padrone e domani decide di regalarla al primo che passa, darebbe il mandato ad un advisor, oppure la metterebbe in vendita in altro modo, e, se non vi fossero compratori, c'è lo terremmo tutti, Lotito.

Il salto nel buio che richiamo che è che lui questo passo non lo faccia mai e il rapporto con la tifoseria si logori sempre di più, vuoi per una contestazione infinita senza sbocchi, vuoi anche senza contestazioni per disaffezione da parte di molti Laziali che non lo possono proprio più vedere. E non è un modo di dire.

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