ti capitano dei giorni in cui non ti fa di fare una minchia
stamattina, ad esempio
e allora ho fatto un insulso zapping televisivo, tra i canali sportivi, magari c'è una partita. hai visto mai.
c'era una partita su raisport 1, che manda sempre incontri d'antan
non una qualsiasi.
"diciassettesima giornata campionato 1989-90. al flaminio la Lazio incontra il Napoli campione d'Italia, che arriva allo scontro primo in classifica ed imbattuto". come perderla?
mi chiama uno per lavoro, poi un altro. accampo scuse. occupato sull'altra linea. richiama più tardi. quando? bé mi sono sintonizzato all'inizio della ripresa, richiama almeno tra 45 minuti (più recupero). mi dispiace, sono occupato.
mamma mia che bello. quello che ci voleva, proprio oggi che parte la stagione. che fomento.
napoli squadra vera, un certo maradona, tali careca, alemao, de napoli, francini, carnevale, mauro ([...] già allora). da paura.
noi teneri, bruttini, giocatori di medio cabotaggio, predestinati a passare un brutto capodanno (era il 30 dicembre). loro in bianco, il celeste è il nostro colore.
tre a zero e tutti a casa, senza affanni, senza timori, due pali, un gol annullato per fuorigioco passivo, un pomeriggio allegro, in cui (udite udite) i laziali facevano il tifo, una telecronaca sobria, senza gli incredibile! dei cronisti d'oggi, una spalla tecnica d'eccezione (giggirriva).
noi.
che rabbia, Di Canio. eri un gran giocatore, una promessa di un futuro radioso, una palla di prima per il secondo gol di Pin che manco diegoarmando, testa alta, ala vera, dribbling secco. che peccato, Paolé, che te ne sei andato a fare il figurante negli squadroni, che ti hanno lasciato le briciole, mentre qui saresti stato un re...
che fosforo, LelePin, non ancora retrocesso sulla mediana, un 10 sulla maglia di fronte a Maradona, manco un errore, intelligenza e senso tattico senza pari, e pure un gol che non è che lui di solito...
che brutto, un centravanti tra i più sgraziati mai avuti, un Kozak molto più pippa, però... però due gol in faccia ao ciuccio, di testa e di piede, lento come un bradipo però tutti zitti ad applaudire Amarildo...
e poi facce amiche, familiari, gente nostra, non saranno stati campioni ma in campo ci sapevano stare eccome, i Cristiano Bergodi, gli Angelo Adamo Gregucci, i Raffaele Sergio, e poi quelli ricci con capigliature afro, gli Icardi, i PedroTroglio, i Bertoni (mica me lo ricordavo, niente male).
chi si ricorda, magari noi tifosi eravamo cacacazzi come adesso, cupi e ringhiosi, astiosi e autolesionisti, chiusi nel nostro angoletto, feroci e polemici, prefiguranti scenari apocalittici, incapaci di vivere il calcio se non attraverso trasmissioni radiotelevisive drogate. non mi ricordo più, è difficile ricordarsi quando si è giovani, e magari ho rimosso questo tifosame dalla mia memoria.
ma ricordo alle vedove che la Lazio è questa. è bella, imprevedibile, povera o ricca, ma quando scende in campo una calamita mi rende impossibile staccarmi da quel rettangolo e quelle maglie, a quei colori, ci sia Soldà o Klose.
La Lazio bella, oggi inizia una nuova stagione. Sarà bella? Sarò brutta? Non lo sappiamo. Prepariamoci con animo fiducioso, un Lazio-Napoli come QUEL Lazio-Napoli è dietro l'angolo.