Trascrivo questo post che sta girando su facebook, perchè lo trovo semplicemente meraviglioso, un bagno de lazialità.
Grazie Ermacca.
(http://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/16999225_1588872547804492_387894448819848985_n.jpg?oh=ec70811ed732310d151cc310122acaae&oe=592DDABC)
Gli avevano detto che la sua squadra sarebbe stata umiliata. Perchè gli altri, erano troppo forti, rispetto alla sua squadra. In classe, a scuolacalcio, sotto casa. Ancora tifi per la Lazio? Gli dicevano. In effetti, pensava lui, anche in tv dicevano tutti più o meno la stessa cosa. Sul giornale al bar, quello che lui spizzava la mattina quando prima di scuola affondava denti e naso in un soffice cornetto con doppio ripieno alla nutella, c'era scritta più o meno la stessa cosa. Lui non commentava. Stava a sentire, ma non rispondeva. Così, gli ha insegnato suo padre. Anche adesso, lui lo sa, perchè il nonno glielo ripete in continuazione: "Non abbiamo fatto niente, ancora è lunga". Tecnicamente è anche vero. La sua squadra, non è mica arrivata in finale. Ma qualcosa, per lui, è stato fatto e come. Lui che lo sapeva già, che il suo idolo, avrebbe fatto la differenza. Tanto da farsi il capello proprio come lui. Come il Sergente. Che come lui, non parla molto. Non parla, ma con o senza dubbio, mena. Qualcosa - pensava - è stato fatto. Proprio per lui. Un piccolo tifoso come tanti altri. Che ieri - dopo settimane di parole - è esploso e ha strattonato il padre per il giacchetto, al gol di Ciro. Ha stretto il pugno verso il campo agitandolo più volte. Avanti e indietro. E s'è goduto la meritata goduria. Tutta sua. Tutta per lui. E per la sua squadra del cuore. Quella più debole. Quella derisa. Quella mai di moda. E menomale. Quella che deve sempre faticare il triplo, perchè nulla arriva per caso. Loro, che lo sanno da sempre: che una strada dritta non ha mai prodotto piloti esperti. Lui, ha qualcosa in meno di te che stai leggendo: gli anni. Ha qualcosa in più di te: la spensieratezza. Lui tifa Lazio. E basta. Nun vole sentì chiacchiere. Nun le capisce, non le comprende. Perchè rimane sordo a tutto quel che non inizia e finisce con un Forza Lazio Alè. Lui è lo schiaffo in faccia ai laziali "quanno capita" e la sberla che riporta a terra chi ar bar o pe strada se perde in discussioni senza senso. Te pia a pizze, quer bambino. E te riporta giù. Coi piedi a terra. Sull'erba o mpò de pozzolana. Quella sopra 'ndo giocavi tanti anni fa sempre co quella maja addosso. "Io so' Salas" "Io Re Cecconi" "Vabbè io faccio Nesta". Su quer campo che era bono, sì, ma pe fa l'amore. Te lo ricordi? Che eri senza penseri come lui? Schiaffi senza mani da quer bambino te risvejano da sto torpore de pensieri. Sì, fai ancora in tempo. A tifà Lazio. Co' tutto er core che c'hai. Dije grazie a quer bambino. Perchè t'ha ricordato che dentro, ce sei pure te. Ancora mpò. Regazzino. Lui, un Laziale. Lei, la Lazio. Insieme. (Ermacca) Se ti va, seguimi su Instagram -> https://www.instagram.com/ermacca/
Capolavoro.
Ormai "ermacca" è diventata la mia tradizionale prima lettura di ogni dopopartita.
Davvero molto, molto bella e laziale. :since
Seguo ermacca da tantissimo tempo, laziale vero!
emozioni dentro di noi
Bellissimo!!!
Ad avercene di Laziali così, al posto degli uomini-divano, sempre in cerca di un scusa per non andare allo stadio ma col dito pronto sulla tastiera del telefono per chiamare le radio a lamentasse daaaaaammmediocrità.
Molto bello.
Disamorati :stop
Citazione di: FatDanny il 03 Mar 2017, 08:10
Trascrivo questo post che sta girando su facebook, perchè lo trovo semplicemente meraviglioso, un bagno de lazialità.
Grazie Ermacca.
(http://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/16999225_1588872547804492_387894448819848985_n.jpg?oh=ec70811ed732310d151cc310122acaae&oe=592DDABC)
Gli avevano detto che la sua squadra sarebbe stata umiliata. Perchè gli altri, erano troppo forti, rispetto alla sua squadra. In classe, a scuolacalcio, sotto casa. Ancora tifi per la Lazio? Gli dicevano. In effetti, pensava lui, anche in tv dicevano tutti più o meno la stessa cosa. Sul giornale al bar, quello che lui spizzava la mattina quando prima di scuola affondava denti e naso in un soffice cornetto con doppio ripieno alla nutella, c'era scritta più o meno la stessa cosa. Lui non commentava. Stava a sentire, ma non rispondeva. Così, gli ha insegnato suo padre. Anche adesso, lui lo sa, perchè il nonno glielo ripete in continuazione: "Non abbiamo fatto niente, ancora è lunga". Tecnicamente è anche vero. La sua squadra, non è mica arrivata in finale. Ma qualcosa, per lui, è stato fatto e come. Lui che lo sapeva già, che il suo idolo, avrebbe fatto la differenza. Tanto da farsi il capello proprio come lui. Come il Sergente. Che come lui, non parla molto. Non parla, ma con o senza dubbio, mena. Qualcosa - pensava - è stato fatto. Proprio per lui. Un piccolo tifoso come tanti altri. Che ieri - dopo settimane di parole - è esploso e ha strattonato il padre per il giacchetto, al gol di Ciro. Ha stretto il pugno verso il campo agitandolo più volte. Avanti e indietro. E s'è goduto la meritata goduria. Tutta sua. Tutta per lui. E per la sua squadra del cuore. Quella più debole. Quella derisa. Quella mai di moda. E menomale. Quella che deve sempre faticare il triplo, perchè nulla arriva per caso. Loro, che lo sanno da sempre: che una strada dritta non ha mai prodotto piloti esperti. Lui, ha qualcosa in meno di te che stai leggendo: gli anni. Ha qualcosa in più di te: la spensieratezza. Lui tifa Lazio. E basta. Nun vole sentì chiacchiere. Nun le capisce, non le comprende. Perchè rimane sordo a tutto quel che non inizia e finisce con un Forza Lazio Alè. Lui è lo schiaffo in faccia ai laziali "quanno capita" e la sberla che riporta a terra chi ar bar o pe strada se perde in discussioni senza senso. Te pia a pizze, quer bambino. E te riporta giù. Coi piedi a terra. Sull'erba o mpò de pozzolana. Quella sopra 'ndo giocavi tanti anni fa sempre co quella maja addosso. "Io so' Salas" "Io Re Cecconi" "Vabbè io faccio Nesta". Su quer campo che era bono, sì, ma pe fa l'amore. Te lo ricordi? Che eri senza penseri come lui? Schiaffi senza mani da quer bambino te risvejano da sto torpore de pensieri. Sì, fai ancora in tempo. A tifà Lazio. Co' tutto er core che c'hai. Dije grazie a quer bambino. Perchè t'ha ricordato che dentro, ce sei pure te. Ancora mpò. Regazzino. Lui, un Laziale. Lei, la Lazio. Insieme. (Ermacca) Se ti va, seguimi su Instagram -> https://www.instagram.com/ermacca/
:band5: :bandes: :band12: :band11: :band9: :band3:
Ma lo sapete perché quel "regazzino" ci piace tanto? Lo dice chiaramente pure er Macca: quel regazzino siamo noi, eravamo noi, saremo, sempre, noi. A me quelli che (sentito oggi pomeriggio, meno di 48 ore dopo aver vinto una partita che nessuno di noi era convinto al 100% di vincere) dopo 14 anni de mediogridà ... ci siamo appiaddidi a gioire di un derby di coppa ...
Mortacci sua! Io da regazzino il primo derby vinto me lo ricordo bene: segnò Vito D'Amato, 1-0 ... nel giorno del mio undicesimo compleanno, non ci credevo. E naturalmente feccia botte, il giorno dopo, a scuola, con "loro".
Bravo Macca che mi hai riportato a quel 10 ottobre del 65 (e al lunedì 11 successivo)
in queste cose me ce rispecchio sempre, perché unico Laziale in comitiva, unico Laziale in classe, perché da piccolo nel periodo dei spareggi le merde andavano a caccia de Laziali per prenderli in giro... se la prendevano anche con i ragazzini, magari 10-15 anni più piccoli, addirittura in gruppo.. "lo sapevi che v'hanno rialzato il campo? perché non volete gioca' col campobasso.." era una delle frasi che ricordo di più.. ve odio, brutte merde, ma da na parte ve ringrazio pure, eh si.. ve ringrazio, perché me so messo la corazza e l'elmetto e ve combatto da una vita.. più orgoglioso che mai.. di non essere uno di voi..
FORZA LAZIO, UNICO GRANDE AMORE!!!
Citazione di: Bambino il 03 Mar 2017, 19:36
in queste cose me ce rispecchio sempre, perché unico Laziale in comitiva, unico Laziale in classe, perché da piccolo nel periodo dei spareggi le merde andavano a caccia de Laziali per prenderli in giro... se la prendevano anche con i ragazzini, magari 10-15 anni più piccoli, addirittura in gruppo.. "lo sapevi che v'hanno rialzato il campo? perché non volete gioca' col campobasso.." era una delle frasi che ricordo di più.. ve odio, brutte merde, ma da na parte ve ringrazio pure, eh si.. ve ringrazio, perché me so messo la corazza e l'elmetto e ve combatto da una vita.. più orgoglioso che mai.. di non essere uno di voi..
FORZA LAZIO, UNICO GRANDE AMORE!!!
Paro paro
Bellissimo il post FD (bravo Ermacca chiaramente)
posso dire una cosa : Io non mi ci riconosco molto nel bambino in questioneboh ma solo io so' cresciuto praticamente sempre in maggioranza contro le mmerde ???
asilo (nun me ricordo)
elementari (maggioranza netta)
medie (minoranza ma non di tanto)
superiori (maggioranza schiacciante, e l'istituto era vicino piazza vittorio)
corsi post diploma (maggioranza più che ampia in un caso, parità quasi perfetta in un altro)
comitiva de zona (alla pari) e va detto che abitavo in un quartiere a forte immigrazione dal sud
e quelli de giù per integrazione tifavano quasi tutti riommammerda,
io sinceramente non ho avuto mai problemi con i merdici,ma sinceramente, ma pure quando,
caso raro mi sono trovato in minoranza, nun m'hanno mai rotterca', e me so' vissuto i tempi
in cui noi facevamo la B di ritorno e loro c'avevano er barone, anzi eravmo noi quelli che glie cagavamo
er ca@@o de brutto,ancora ricordo bandieroni della Lazio e sciarpe dei Red's dopo la loro morte sul campo
Sharp per me è vero il tuo ultimo ricordo, quello per cui eravamo per loro comunque un dito ar chiulo, seppur molto meno forti se non in B, ma il resto della tua esperienza di giovane aquilotto mi sorprende: io sempre solo, al massimo con altri due o tre ma sempre in minoranza.
Che poi è un po' come adesso (minoranza e dito arcù)
PS bellisimo questo post di Ermacca che non conoscevo)
Citazione di: ian il 03 Mar 2017, 20:53
Sharp per me è vero il tuo ultimo ricordo, quello per cui eravamo per loro comunque un dito ar chiulo, seppur molto meno forti se non in B, ma il resto della tua esperienza di giovane aquilotto mi sorprende: io sempre solo, al massimo con altri due o tre ma sempre in minoranza.
Che poi è un po' come adesso (minoranza e dito arcù)
PS bellisimo questo post di Ermacca che non conoscevo)
no aspe' adesso è cambiato tutto,lo vedo benissimo che sono molti di più,
ma ai tempi descritti negli ambiti ristretti di scuola no,
ah i sono scordato nel campo calcistico, io ho giocato per anni nella storica squadra di uno dei quartieri
ritenuti loro roccaforti, e si erano più loro, ma in numero esiguo, diciamo 60 a 40 ma la zona
è notoriamente conosciuta come un loro feudo (e manco era vero ai tempi, perchè era comunque piena di laziali) l'avvento dei social media ha fatto da detonatore al potere del simpatizzante,
prima i simpatizzanti non fiatavano
Vabbè, ma a te non te toccavano perché mi sa che pure all'epoca eri uno spezzabraccine :D
Citazione di: Cliath il 04 Mar 2017, 14:46
Vabbè, ma a te non te toccavano perché mi sa che pure all'epoca eri uno spezzabraccine :D
boh poesse,
in effetti spesso al primo che interloquiva in maniera "non adeguata" imbruttivo (forse poi gli altri evitavano :=)) ) ,
però i numeri nel periodo delle scuole quello era eh,
spesso in maggioranza
Citazione di: sharp il 04 Mar 2017, 18:03
però i numeri nel periodo delle scuole quello era eh,
spesso in maggioranza
Per me è stato così alle superiori( a centocelle) ma eravamo nel pieno del periodo cragnottiano.
In realtà anche a lavoro (Parioli) siamo in maggioranza laziali.
ma si sicuramente sono le casualità della vita, dico solo che hai tempi , la differenza era meno marcata,
c'erano i tifosi e qualche simpatizzante (da entrambe le parti) erano di più ma non era
un rapporto pazzesco, poi l'avvento dei social media nel loro periodo forse migliore, a reso i simpatizzanti
più partecipativi nel bailamme de chiacchiere rispetto a prima, ma se prendiamo come
riferimento le presenze allo stadio(nonostante il massacro di zebedei dei nostri tifosi nella diatriba con Lotito) la distanza si è allargata ma non di molto
Citazione di: sharp il 03 Mar 2017, 20:59
no aspe' adesso è cambiato tutto,lo vedo benissimo che sono molti di più,
ma ai tempi descritti negli ambiti ristretti di scuola no,
ah mi sono scordato nel campo calcistico, io ho giocato per anni nella storica squadra di uno dei quartieri
ritenuti loro roccaforti, e si erano più loro, ma in numero esiguo, diciamo 60 a 40 ma la zona
è notoriamente conosciuta come un loro feudo (e manco era vero ai tempi, perchè era comunque piena di laziali) l'avvento dei social media ha fatto da detonatore al potere del simpatizzante,
prima i simpatizzanti non fiatavano
Per quanto mi riguarda anche in ambito calcettistico siamo spesso in maggioranza
Citazione di: MisterFaro il 04 Mar 2017, 18:49
Per quanto mi riguarda anche in ambito calcettistico siamo spesso in maggioranza
vabbe li semo tutti noi mesà che del riomma ce sta solo caribbbe
(visto come prova a acchittasse le squadre)
:=))
Bellissima la storia di ermacca, e anch'io sono stato, e sono, quel bambino.
Sul fatto di essere in minoranza, per me è una regola. Il riomma a Roma è come la Juve in tutta Italia, è la scelta più facile, la scelta che ti porta a far parte di una massa che crede di avere sempre ragione, un popolo bue che sa cosa scriveranno i giornali prima ancora di leggerli. Un popolo bue a cui non basta compiacersi di un trigoriere vergognosamente schierato, e allora compra il riommanista, che però non parla abbastanza del cappetano, e allora compra anche l'allegato nambber ten, che mostra Totti mentre stecca la zampina a un cagnolino zoppo (dopo aver messo insieme una compilation di gesti sconsiderati degna giusto di Montero). La Lazio è una scelta molto più difficile, che comporta quanto meno un secondo livello di lettura della scena calcistica, una scelta che non ti consente di eviscerare i tuoi peggiori istinti in pubblico quando la tua squadra segna, di non vestire tuo figlio in tuta giallozozza alle feste di prima comunione degli amichetti, di non pregiudicare la visuale del tuo specchietto retrovisore con un bruco orrendo, e, soprattutto, una scelta che ti mette sempre in svantaggio e in minoranza, in classe, in comitiva, in ufficio, ovunque. Concludo con :since e :asrm.
Citazione di: sharp il 04 Mar 2017, 18:52
vabbe li semo tutti noi mesà che del riomma ce sta solo caribbbe
(visto come prova a acchittasse le squadre)
:=))
:=)) :beer:
Citazione di: WhiteBluesBrother il 03 Mar 2017, 17:03
Ad avercene di Laziali così, al posto degli uomini-divano, sempre in cerca di un scusa per non andare allo stadio ma col dito pronto sulla tastiera del telefono per chiamare le radio a lamentasse daaaaaammmediocrità.
Molto bello.
Essere laziali non e' essere minoranza ma essere una ELITE a cui non tutti possono accedere...ricordiamolo sempre a noi stessi ed ai nostri cuccioli
Chi resta a casa sul divano x una scusa non ha capito cosa significa essere una ELITE!
Come diceva mio nonno: "L'antiromanismo è un dovere civico di tutti, la lazialità un privilegio di pochi".
Citazione di: migdan il 06 Mar 2017, 11:38
Come diceva mio nonno: "L'antiromanismo è un dovere civico di tutti, la lazialità un privilegio di pochi".
Bella! Ve la copio!
Citazione di: migdan il 04 Mar 2017, 19:46
... una scelta che non ti consente di eviscerare i tuoi peggiori istinti in pubblico quando la tua squadra segna, di non vestire tuo figlio in tuta giallozozza alle feste di prima comunione degli amichetti...
poi che c'è di male ad andare ad una festa con la maglia della Lazio, ad esempio quella nera della uefa è molto elegante si può mettere su tutto
Sempre stato in minoranza, dalle elementari all'università.
Non solo erano deppiù, erano pure esageratamente maleducati e fastidiosi, fomentati da genitori altrettanto maleducati e fastidiosi che li portavano sempre aaaoossadio.
Io allo stadio da ragazzino ci sono andato una volta con mio nonno e mio fratello a vedere un Lazio-Catania di serie B in curva sud (sisi in curvasud, decisione sciagurata di mio nonno) da cui siamo dovuti uscire con 10 min di anticipo per evitare guai.
La mia personale rivincita l'ho avuta il 15 gennaio 1989 grazie a Paolo Di Canio.
Quella domenica gli facemmo veramente male (ed era pure il mio tredicesimo compleanno).
Citazione di: migdan il 06 Mar 2017, 11:38
Come diceva mio nonno: "L'antiromanismo è un dovere civico di tutti, la lazialità un privilegio di pochi".
stupenda...la.copio pure io se nn ti dispiace
Mio nonno invece mi diceva sempre: "bello de nonno, ar monno ce sò più sorci che cavalli.."
i laziali trentenni hanno mosso i primi passi nell'era cragnotti. hanno vissuto trionfi, campagne acquisti altisonanti e campionati a ridosso delle posizioni di vertice, con il solo pathos del passaggio a lotito, il salvataggio dal fallimento e un calcioscommesse tutto sommato indolore, con i parenti bruttarelli che si rendevano ridicoli in ogni dove, partendo ogni anno per vincere tutto, poi quasi tutto, poi qualcosa, poi almeno il derby, poi almeno tre partite consecutive.
noi di mezza eta' abbiamo nel dna anni di pale e picconi utilizzati una volta che si era toccato il fondo, di retrocessioni guadagnate sul campo e regalate dal tribunale sportivo, di adolescenze spezzate nelle trasferte a san benedetto del tronto con la radiolina che diceva che l'altra meta' di roma era appena passata in vantaggio a milano.
un bambino del 2017 ha forse un vago ricordo di momenti meno luminosi. vede ad annate alterne la lazio giocare sui campi europei in mezzo alla settimana, mentre dall'altra parte riecheggiano grandi voli pindarici che terminano in atterraggi gestiti a suon di schiaffoni epocali.
ecco, io vorrei dire basta.
basta con la retorica del fortino, del contro tutto e tutti, del profilo costantemente rasoterra.
abbiamo il difetto opposto a quello dei corregionali: viviamo regolarmente nell'attesa che arrivi qualcosa di orrendo. e' un difetto ma lo consideriamo quasi un vanto, cosi' come consideriamo con benevolenza le ferite di guerra da mostrare con orgoglio, come il biglietto di lazio-vicenza che istintivamente, proprio per questa anomalia, consideriamo piu' sacro di quello di lazio-manchester.
ba-sta.
nessuno di noi dimentichera' niente di quella che e' stata la nostra sofferta storia calcistica. rilassiamoci: nessuno tra i bambini che verranno non crescera' sapendo che se e' laziale, se ancora esistono i laziali, e' per quelli come noi che non hanno mollato, perche' come disse qualcuno, i veri eroi dei meno nove non e' la banda fascetti ma siamo noi. ma non facciamo crescere i laziali che verranno come delle vittime sacrificali. serve un po di coraggio: uno fa un video che prende per il culo i romanisti dopo il derby vinto e noi, in larghissima parte, ci sentiamo in colpa, quasi in imbarazzo.
ecco perche' poi al nostro bambino tutti dicono che sarebbe stato umiliato. un po di coraggio, perdio: avere le ali e rimanere sempre a cinque centimetri da terra e' uno spreco enorme, perche' e' vero che in caso di caduta non succede quasi niente, ma e' anche vero che si perde il privilegio di godersi il panorama.
one love!
Citazione di: giovannidef il 06 Mar 2017, 11:57
poi che c'è di male ad andare ad una festa con la maglia DELLA LAZIO, ad esempio quella nera della uefa è molto elegante si può mettere su tutto
Concordo, ma mica è piccola la differenza con la tuta da benzinaio piscioruggine :)
Che poi sto cazzo de volà basso ha fatto perdere ( a me no) il gusto de perculalli ogni volta che ne capiti l'occasione.
Dopo il 26 Maggio , per me, sono morti , finiti , kaputt e ogni volta che provano a parlare con me dopo un secondo abbassano lo sguardo ed ammutoliscono.
Lasciate che i bambini vestano i nostri colori con gioia ed entusiasmo.
I ragazzini non devono avere limiti, è l'età più bella per vivere il tifo con entusiastica partecipazione.
Mio figlio va sempre a scuola (soprattutto dopo i derby, vinti o persi) e a calcio con la maglia della Nostra.
E' in minoranza, certo, ma questa cosa la vive divertito, senza patemi.
Ha 9 anni e li prende già per il culo.
Siamo noi grandi, spesso, a mortificare la loro legittima voglia di manifestarsi Laziali mentre i pupi, al netto del carattere di ognuno, sono naturalmente spavaldi e vogliosi di indossare i colori del cielo.
io non vorrei rovinare il quadretto, ma un bambino che la mattina prima di andare a scuola va al bar a fare colazione con i cornetti e leggere il corriere dello sport non lo vorrei come figlio...... :) pure se è laziale. Quelle righe sono un concentrato di diseducazione spaventosa.
I bambini devono fare colazione a casa, senza cornetti, possibilmente senza girare per i bar e certamente senza leggere i giornali sportivi.
Dovrebbero vivere il calcio come un gioco, ovvero una palla che rotola la domenica. Finita la partita se ne riparla alla prossima.
scusate
Citazione di: Warp il 08 Mar 2017, 16:56
io non vorrei rovinare il quadretto, ma un bambino che la mattina prima di andare a scuola va al bar a fare colazione con i cornetti e leggere il corriere dello sport non lo vorrei come figlio...... :) pure se è laziale. Quelle righe sono un concentrato di diseducazione spaventosa.
I bambini devono fare colazione a casa, senza cornetti, possibilmente senza girare per i bar e certamente senza leggere i giornali sportivi.
Dovrebbero vivere il calcio come un gioco, ovvero una palla che rotola la domenica. Finita la partita se ne riparla alla prossima.
scusate
Io invece penso che ognuno dovrebbe fare come sente, come vuole e come può... L'educazione si vede da altro, a mio avviso,e comunque non solo da questa situazione. ;)
Citazione di: jp1900 il 08 Mar 2017, 16:59
Io invece penso che ognuno dovrebbe fare come sente, come vuole e come può... L'educazione si vede da altro, a mio avviso,e comunque non solo da questa situazione. ;)
Per carità io rispetto tutti, e ognuno fa quello che vuole della propria vita e relazioni.
Ho solo evidenziato che questo messaggio cominciato in italiano e poi sbragato nello "pseudo-romanesco da social" (quasi che l'autore ci tenesse a dire "se non scrivo in pseudo-romanesco pensano che non sono di Roma") nella sua retorica da subcultura ultras molto marione style, lo trovo estremamente diseducativo per i bambini e infinitamente vecchio nel significato e nel messaggio che pretende di inviare. Questo utilizzo della figura del bambino visto sempre come il giovane virgulto contro il mondo dei vecchi ormai tutti imborghesiti e inutili alla pugna a parte lo strisciante messaggio fascista di fondo è pure fastidioso verso quei tanti che invece seppur vecchi seguono la Lazio con amore e fiducia. e senza i pip-poni a margine.
Amano la maglia e la palla che rotola. E basta
E non hanno mai letto il corriere dello sport la mattina al bar
Citazione di: Pikkio il 08 Mar 2017, 13:13
....ecco, io vorrei dire basta.
basta con la retorica del fortino, del contro tutto e tutti, del profilo costantemente rasoterra.
abbiamo il difetto opposto a quello dei corregionali: viviamo regolarmente nell'attesa che arrivi qualcosa di orrendo. e' un difetto ma lo consideriamo quasi un vanto, cosi' come consideriamo con benevolenza le ferite di guerra da mostrare con orgoglio, come il biglietto di lazio-vicenza che istintivamente, proprio per questa anomalia, consideriamo piu' sacro di quello di lazio-manchester.
ba-sta.
nessuno di noi dimentichera' niente di quella che e' stata la nostra sofferta storia calcistica. rilassiamoci: nessuno tra i bambini che verranno non crescera' sapendo che se e' laziale, se ancora esistono i laziali, e' per quelli come noi che non hanno mollato, perche' come disse qualcuno, i veri eroi dei meno nove non e' la banda fascetti ma siamo noi. ma non facciamo crescere i laziali che verranno come delle vittime sacrificali. serve un po di coraggio: uno fa un video che prende per il culo i romanisti dopo il derby vinto e noi, in larghissima parte, ci sentiamo in colpa, quasi in imbarazzo.
ecco perche' poi al nostro bambino tutti dicono che sarebbe stato umiliato. un po di coraggio, perdio: avere le ali e rimanere sempre a cinque centimetri da terra e' uno spreco enorme, perche' e' vero che in caso di caduta non succede quasi niente, ma e' anche vero che si perde il privilegio di godersi il panorama.
Bella Pikkio.
Questa parte del post è una delle cose di maggior buon senso scritte su questo forum e sono la sintesi di una serie di verità assolute.
Questi concetti dovrebbero essere la nuova vera stella polare del tifoso Laziale.
Riprendiamoci ciò che ci meritiamo...
Abbiamo le ali e non dobbiamo avere timore di usarle.
Daje cazzo....
Citazione di: Pikkio il 08 Mar 2017, 13:13
i laziali trentenni hanno mosso i primi passi nell'era cragnotti. hanno vissuto trionfi, campagne acquisti altisonanti e campionati a ridosso delle posizioni di vertice, con il solo pathos del passaggio a lotito, il salvataggio dal fallimento e un calcioscommesse tutto sommato indolore, con i parenti bruttarelli che si rendevano ridicoli in ogni dove, partendo ogni anno per vincere tutto, poi quasi tutto, poi qualcosa, poi almeno il derby, poi almeno tre partite consecutive.
noi di mezza eta' abbiamo nel dna anni di pale e picconi utilizzati una volta che si era toccato il fondo, di retrocessioni guadagnate sul campo e regalate dal tribunale sportivo, di adolescenze spezzate nelle trasferte a san benedetto del tronto con la radiolina che diceva che l'altra meta' di roma era appena passata in vantaggio a milano.
un bambino del 2017 ha forse un vago ricordo di momenti meno luminosi. vede ad annate alterne la lazio giocare sui campi europei in mezzo alla settimana, mentre dall'altra parte riecheggiano grandi voli pindarici che terminano in atterraggi gestiti a suon di schiaffoni epocali.
ecco, io vorrei dire basta.
basta con la retorica del fortino, del contro tutto e tutti, del profilo costantemente rasoterra.
abbiamo il difetto opposto a quello dei corregionali: viviamo regolarmente nell'attesa che arrivi qualcosa di orrendo. e' un difetto ma lo consideriamo quasi un vanto, cosi' come consideriamo con benevolenza le ferite di guerra da mostrare con orgoglio, come il biglietto di lazio-vicenza che istintivamente, proprio per questa anomalia, consideriamo piu' sacro di quello di lazio-manchester.
ba-sta.
nessuno di noi dimentichera' niente di quella che e' stata la nostra sofferta storia calcistica. rilassiamoci: nessuno tra i bambini che verranno non crescera' sapendo che se e' laziale, se ancora esistono i laziali, e' per quelli come noi che non hanno mollato, perche' come disse qualcuno, i veri eroi dei meno nove non e' la banda fascetti ma siamo noi. ma non facciamo crescere i laziali che verranno come delle vittime sacrificali. serve un po di coraggio: uno fa un video che prende per il culo i romanisti dopo il derby vinto e noi, in larghissima parte, ci sentiamo in colpa, quasi in imbarazzo.
ecco perche' poi al nostro bambino tutti dicono che sarebbe stato umiliato. un po di coraggio, perdio: avere le ali e rimanere sempre a cinque centimetri da terra e' uno spreco enorme, perche' e' vero che in caso di caduta non succede quasi niente, ma e' anche vero che si perde il privilegio di godersi il panorama.
credo che tu sappia - anche se magari non è una medaglia da portare fiero - quanto io ti adori
quindi, non posso non essere d'accordo con quanto scrivi
solo un appunto, necessario
nella ns differenza, da laziale a laziale, perfino fra il me stesso persona ed il me stesso laziale, abbiamo bisogno di tutte le voci
anche di quelle che non ci piacciono o ci piacciono poco
quello che rimarchiamo sempre ai ns "parenti bruttarelli" è di essere un corpo solo, olezzante e rumoroso di un rumore di fondo costante, univoco, unidirettivo
con poche (leggi: ZERO) voci fuori dal coro, dissenzienti e critiche
sia nella felicità (leggi: arrivo di sisigno), che nell'inculata (leggi: scegli una figura dimmerda qualunque), loro sono gnu diretti a velocità costante verso il burrone del ridicolo
noi no
noi semo differenti al limite del fastidioso e la ns voce comune è solo quella che ci fa gridare Lazio da 50 anni, almeno a me
quindi, pikkio, ermacca, guido o capodaglio, sta a noi separare il grano dal d.u.c.o.i.o.n.i.
certo, ci vorrebbe un po' meno retorica del ginocchismo sui ceci
ma so laziali, glielo potemo perdona'
poteva esse peggio