Una serata di quelle in cui ti viene voglia di fare altro.
Non si salva niente.
Non si salva la squadra, almeno per il plumbeo primo tempo, che annaspa senza idee e viene punita dalla sfiga che - puntualmente - si manifesta nel momento peggiore, di fronte ad un'avversaria fantasma.
Non si salva il tempo che - pozzinocecallo - ha virato decisamente al freddo, con una giannetta che si insinuava sotto i giacconi imprudentemente leggeri.
Non si salvano quei personaggi, dei quali ometto di rimarcare cosa penso di loro, che hanno abbondantemente fischiato una buona metà dei giocatori della Lazio. Alla lettura delle formazioni. Ahimé, non erano nella curva del Milan.
Sul comportamento della curva nord stendo un velo pietoso. Lazionetters che ho incontrato e che pure sono molto critici verso l'operato del presidente erano disgustati. Tutti indistintamente hanno commentato in maniera univoca la decisione di lasciare la curva vuota nelle prossime partite. Un clamoroso autogol, che ha alienato molte delle simpatie e azzerato i bonus conquistati nelle ultime contestazioni. Che - a detta loro - avrebbe dovuto essere l'ultima, l'ultimissima.
Un tempo speso in insulti, senza minimamente curarsi del fatto che sul campo la Lazio annaspava e che forse avrebbe necessitato di sostegno. Le cose sono due: o veramente il sostegno appassionato della curva serve alla squadra, e allora è gravissimo che lo abbiano fatto mancare, oppure non serve. E allora questo pianeta di autoreferenzialità è drammaticamente inutile.
Sotto di uno a zero, nel secondo tempo c'è stato silenzio. Un silenzio sepolcrale, rotto da sporadici tentativi di incoraggiamento dei distinti, che rimbalzavano desolatamente nel vuoto. Poi la Lazio si è svegliata un po', e ha pure segnato. Questo non è bastato, gli unici aneliti di vita sono stati comunque dedicati dalla curva al presidente.
Mi ha colpito, ed era una cappa di piombo palpabile, l'assoluta indifferenza della curva. Indifferenza per quanto succedeva in campo. La partita scivolava via, e nessuna emozione emanava. La partita era solo una scusa. Quanto avveniva in campo non importava a nessuno. Constatata l'impossibilità di portare le proprie "domande", è venuto meno il motivo di esserci, allo stadio. Per la curva l'importante era la curva. Non la Lazio.
Il tutto condito da signorili buu a Seedorf, per i quali potrebbero scattare delle sanzioni. Ma anche delle sanzioni non importava nulla. Squalificassero la curva, tanto sarà comunque vuota.
Desolazione. Questa sera mi sono sentito anni luce lontano da quella curva che in altri tempi era un esempio. Erano estranei, quei ragazzi seduti là, lasciando vuoto il cuore in basso, attenti, forse preoccupati che nessuna emozione fluisse. Come se l'emozione fosse una debolezza, un regalo al presidente.
Non ci fossero state alcuni gentili e graziose lazionetter delle quali mi sono circondato, sarebbe stata una serata da dimenticare, anche avessimo vinto 6-0. Ma questa io non me la dimentico. Una serata così bisogna ricordarla. L'hanno lasciata sola.
Per fortuna c'era Gonzalez, e la Lazio ha pareggiato. Ma non grazie a loro. Nonostante loro.