Ragioniamo per assurdo, anche perchè è l'unica cosa seria da fare al momento.
Mettiamo che lo sceicco esista, che sia sceicco vero, con sodi veri e che sia veramente interessato alle azioni di Lotito.
Dico "azioni di Lotito" perchè al momento di questo si sta parlando, non del pacchetto azionario completo ma del 67% in mano a Lotito.
Infatti non avrebbe sebso rastrellare il restante 33% per fare presenza ai CdA.
A questo punto Lotito avrebbe due strade:
- "vedere il punto" (cioè se lo sceicco è di Dubai e non di Umbertide) e valutare;
- rifiutare a prescindere, nel nome della dinastia da lui creata, del bene di famiglia.
Se, come penso, Lotito scegliesse la seconda opzione questo orientamento come si sposerebbe con la precedente dichiarazione (vedi topic): "io più di questo non posso fare"?
Non è un processo alle intenzioni ma una sorta di"dichiarazione di voto".
Chiedo in particolare ai "paladini a tutti i costi", ai difensori ad oltranza.
Come vi sentireste nella condizione di vedere la Lazio "condannata" ad una dimensione limitata non per mancanza di opportunità ma per mancanza di voglia di concederla questa opportunità?