Vittimismo: Atteggiamento di chi ostenta la propria condizione, reale o presunta, di vittima
Quella di Vittima è una condizione umana diffusissima. Nel calcio, poi. Il nostro dirimpettaio è la Vittima per eccellenza. Qualsiasi cosa succeda, sono sempre Vittime di qualcosa o qualcuno. Tutti i rigori a favore sono ineccepibili, quelli contro inventati. Pur essendo con ogni evidenza sempre stata una società molto vicina ai centri di potere, sono le Vittime del Potere, del Palazzo e del Godeturonecheerabbono.
Poi ci siamo noi. Spesso quasi infastiditi se oggetto di un qualche regalo arbitrale, in ogni caso pronti ad addossare sempre la colpa di un insuccesso a: Presidenti, Giocatori, Allenatori (nostri, of course) e quant'altro. Protestare non è elegante. Devo ammettere che per me di solito è così, ed è utile, tra l'altro, perché l'analisi dei propri errori porta alla ricerca di soluzioni per non ripeterli. Il Piagnone ha la coazione a piagnere.
Poi però vedi una partita come quella di oggi. Era una partita che il Napoli DOVEVA vincere. Vincere perché il campionato rimanesse interessante, vincere per il Meraviglioso Popolo (non hanno il copiràit), vincere perché era dato a 1.90. Vincere anche perché Moggi lo ha pur detto, che quelli là arriveranno quarti... Noi, piccoli brutti e pure con mezza squadra fuori, eravamo lì come agnellini pronti al sacrificio. Succede che invece gli agnellini non ci stanno, e nonostante tutti (a partire dai buoni cronisti delle tivvù pagate anche coi soldi nostri), si comportino con dignità e ordine, che Garrido e Bresciano manco sembravano Garrido e Bresciano. La partita è bella ed equilibrata, la Lazio non si fa mettere sotto anzi - orrore! - segna, si fa raggiungere, segna di nuovo però secondo l'ineffabile terna la palla non era entrata, non si scompone e risegna ancora. Scandalo. Non è così che doveva andare. E allora arriva taumaturgico il Rigore, lavacro di tutte le colpe. Magari poteva esserci. E poi, come negare questa gioia a Tanta Gente? Ma il rigore da solo non basta. Metti che lo sbaglia. Non c'era nessuna chiara occasione da gol. Cavani avrebbe potuto segnare. Ma doveva ancora fare un'infinità di cose, e l'area era affollata come il Corso di sabato pomeriggio. Ma Biava viene espulso. Così si prendono due piccioni con una fava. E la Lazio? Chissenefrega, faranno un po' di bau bau, poi Mazzarri dirà che lui degli arbitri non parla, sia che vinca sia che perda, i media strombazzeranno su Cuore del Napoli e sulla Lotta Scudetto. Per La Stampa il Napoli "travolge la Lazio". Il calcio (cito il Mitico) è come il Wrestling: vince chi è più simpatico. Non c'è spazio per noi. Simpatico lo diventi se hai buona stampa e buoni appoggi. Noi ci mettiamo spesso anche del nostro, ma anche se non il risultato è lo stesso.
Io mi sarei un po' rotto il cazzo. Dovevamo fare la partita perfetta, abbiamo fatto la partita quasi perfetta. Per me (però sono di parte) dovevamo vincere per com'è andata, ma ci poteva stare anche un pari. Ma perdere no. In una partita così equilibrata un episodio poteva far pendere l'ago della bilancia. In campo, però, non dalle labbra di un ineffabile signore. E invece l'ineffabile signore alla fine sarà stato soddisfatto. La Festa può cominciare, John Cena o Hulk Hogan, come in un copione tipico del Wrestling, prima rischiano di perdere, poi con un colpo di astuzia alla fine sono loro a vincere. Sempre. E allora andatevene affanculo, John Cena o Hulk Hogan, predestinati ancora prima di cominciare. Ma ci provate gusto, alla fine? Bé avrete sempre qualcuno che parlerà di una Festa del Calcio, e qualcuno dei nostri inconsapevoli fiancheggiatori che se la prende coi cambi di Reja o di Lotito che ha preso Eliseu. Bravi.
Ma riannatevenaffanculo. Perderò, ma almeno con la consapevolezza di non essere il vostro Giullare, e che quella volta su un milione che vinco io nessuno m'ha regalato niente. Ed è mille volte più bello.
PS poi ci sono quelli che godono di tutti i favori del mondo ma alla fine si trovano col solito dilemma, ma quella è un'altra storia. Bella, ma un'altra storia.