Ero come Bacci. Tranne che con il 9 e il 10 ho giocato con tutti i numeri.
Tecnicamente inadeguato, ma in compenso lento come Marcolin, vacqui come difensore ma mi spostarono a centrocampo perché il mister mi diceva che avevo un buon senso della posizione ed ero "tatticamente intelligente".
In realtà io stavo fermo, tre metri dietro il cerchio di centrocampo. Richiamavo le punte, chiedevo ai difensori di salire, e questo mi dava l'indiscusso merito di "tenere corta la squadra".
Cosa che avrebbe potuto fare chiunque, pure dalla panchina. E infatti è lì che finii la carriera.
Mi trovavo bene in mezzo al campo perché non riuscivo a saltare l'uomo e sulla fascia non mi sapevo sganciare.
Scarso nel dribbling, tiravo pezze bagnate, bravo di testa, in anticipo e sull'uomo.
Ho giocato la mia migliore stagione da "libero" (allora si giocava così), ma l'anno in cui mi sono divertito di più è quando ho fatto il mediano, davanti alla difesa: praticamente quello che facevo da centrale ma senza l'ansia delle diagonali, del fuorigioco, e del fatto di essere spesso "ultimo uomo".
Comunque ho fatto tutta la trafila esodienti, giovanissimi, allievi, prima squadra in seconda (tre gol in due anni) e prima categoria, senza mai perdere la mia caratteristica: 'na pippa. (E infatti in prima non giocavo quasi mai).