vabbe', però cerchiamo di contestualizzare al di là della sconfitta o della semplice conta delle occasioni capitate a Zarate durante l'anno.
1. ok, Zarate gioca lontanto dall'area.
la domanda sorge spontanea: parliamo di una prima o di una seconda punta?
perché se parliamo di prima punta, va tolto Floccari e va fatto giocare uno che faccia ciò che fa Zarate oggi in quanto seconda punta e come lui tutte le seconde punte all'opera in serie A (Cassano e Robinho col Milan, Eto'o con l'Inter, Sanchez con l'Udinese, Lavezzi col Napoli ecc. ecc.): giocare lontano dalla porta, svariare su tutta l'ampiezza, portare a spasso i propri marcatori, tagliare improvvisamente verso l'area sul filo del fuorigioco e naturalmente rientrare dietro la linea della palla, o quantomeno al di qua della linea di centrocampo, quando si è in non possesso.
Zarate cosa è? per me non ci piove, seconda punta tutta la vita. ma capisco che ci sia chi lo preferisce come prima punta. in questo caso, però, come detto va sacrificato Floccari, che teoricamente è molto più adatto a ricoprire il ruolo di prima punta e molto meno abile di Zarate nell'interpretare il ruolo di seconda punta.
per me come detto, l'impressione immediata guardando i due giocare è Floccari prima punta e Zarate seconda punta. se non conoscessi la loro carriera pregressa e mi piovessero dal cielo sul campo di allenamento, credo che maturerei questa convinzione dopo averli guardati all'opera non più di 5 minuti. ma io sono io, naturalmente.
2. ok, Reja è un minestraro, gli arrivano poche palle.
non voglio qui parlare dei dribbling che ormai continua inesorabilmente a perdere, poiché davvero non riesco più a distinguere, ogni volta che accade, se nel momento in cui lo tenta, abbia più o meno possibilità di scegliere tra il dribbling e un passaggio di scarico verso un compagno libero.
e se nel caso questa possibilità non esista, la colpa sia di una squadra che non lo segue per insipienza tattica o per rassegnazione.
Zarate ha fin qui realizzato 4 reti, di cui 3 risultate decisive per una vittoria.
lo scenario tattico da cui sono scaturite queste 3 reti è sempre stato il medesimo: corsa di Zarate sul filo del fuorigioco, assist del compagno, e lui che solo davanti al portiere lo infila inesorabilmente.
tiri da fuori e punizioni sono scomparsi dal suo score, ok.
diciamo che quanto visto il primo anno è un'eccezione, la sua vena realizzativa non è quella, ma probabilmente la prima descritta.
si fa il paragone con Di Vaio, che ieri a fronte di una doppietta, ha avuto altre due occasioni fallite per segnare.
ieri è stata una partita collettivamente quasi perfetta per il Bologna, come di rado le capitano.
anche la Lazio ha disputato qualche buona partita in ambito collettivo: tra queste possiamo sicuramente mettere la trasferta col Chievo, e le due vittorie convincenti contro Napoli e Inter in casa.
quale è la cosa che accomuna tutte queste partite? il fatto che abbia segnato Zarate.
Zarate cioè, è riuscito a lasciare il segno tutte le volte in cui la Lazio ha offerto una buona prova collettiva.
così come Di Vaio.
dov'è la differenza vera tra i due?
che il buon Marco, a differenza di Zarate, di solito riesce a lasciare il segno anche in partite in cui il Bologna gioca una merda, mentre a Zarate questo non riesce mai.
la differenza è che Di Vaio è un trascinatore vero, e Zarate no. Zarate eccelle solo quando tutta la squadra gira decentemente.
per carità, non è un demerito quello di non riuscire a configurarsi come trascinatore della tua squadra.
è anche vero che Zarate rispetto a Di Vaio è più giovane e ha meno esperienza. ma la mancanza di questa qualità attualmente è un fatto, e per un giocatore con i numeri che gli abbiamo visto fare durante il primo anno è quasi una condanna.
per questo Zarate va aiutato: perché tutti, io per primo, abbiamo creduto che potesse diventarlo, invece.
e per aiutarlo, gli va fatto capire di essere indispensabile in questa squadra.
anzi, di essere lui il vero faro. e per esserlo deve essere accettato in quanto tale, dimostrandolo coi fatti, innanzitutto. non può contare il passato più o meno remoto, non può contare l'affetto del pubblico che è pronto a perdonargli qualsiasi cosa, anche legittimamente, per carità, non conta l'assetto tattico della squadra...
contano i fatti e conta il sapersi mettere in discussione e accettare le proprie responsabilità davanti a tutti quando questi non arrivano.
è una questione di personalità e di maturità che Zarate non ha mai dimostrato. è una questione di crescita soprattutto psicologica che può diventare molto problematica in un ragazzo di 24 anni abituato ad essere sempre idolatrato e ad essere sempre scaricato di qualsiasi responsabilità qualunque cosa faccia.
è ora che il suo staff se ne renda conto, per il suo bene e quello della Lazio. lui può essere il nostro Ibra, ne sono sicuro. ma questo scalino va superato quest'anno, perché un'occasione come quella attuale, forse sfumata definitivamente a Bologna, non credo ripasserà a breve. la Lazio è ancora in corsa per i suoi obiettivi, è quarta e davanti ha ancora 17 partite. ma deve assolutamente trovare il suo trascinatore. ben più che schemi e forma fisica, che pure al momento sembrano latitare.