Voglio aggiungere più che un altro film, un personaggio del cinema Francese (e non solo).
Un attore, che in un particolare decennio del XX secolo (i tardi anni '60 fino ai primi anni 70) e per una determinata generazione, ha rappresentato l'immagine stessa dell'anticonformismo estremo, dello spirito di ribellione, spesso ai margini della legalità e del "comune senso del pudore", che caratterizzavano quegli anni.
Parlo di Pierre Clémenti. Bello e dannato quanto basta, venuto su dal nulla (era figlio di padre ignoto, per davvero), riformatorio, vita difficile, spesso sopra le righe, esagerato. Faceva le cose che recitava nei film, anche nella vita reale, tanto da subire un arresto in Italia per droga, finire in carcere, scatenare un casino (ci scrisse anche un libro da questa vicenda).
Nel mondo del cinema lo portò Visconti (che di giovani attori sopratuto belli se ne intendeva... i casi di Alain Delon e Helmut Berger sono lì a dimostrarlo...) che lo fece lavorare addirittura nel Gattopardo. Poi lavorò con tutti i più grandi, da Buñuel a Costa-Gavras, a Pierpaolo Pasolini con cui fece "Porcile", a Miklos Jankso e tantissimi altri.
Di lui più di ogni altro, ricordo "Partner"

Non vale come cinema francese, lo so, in quanto è firmato da Bertolucci. Ma questo film è da considerare in toto Francese, secondo me: per gli attori, per i temi, per l'ambientazione. Quando lo vidi all'epoca mi colpì duro, e ancora oggi a distanza di decenni, pur non avendo più avuto occasione di rivederlo, me lo ricordo benissimo (ma qui entriamo un po' troppo sul personale...)