Visto ieri in anteprima.
Un grande, grandissimo film. Ironico, commovente, divertente, rispettoso. Figurativamente esaltante.
Un Piccoli eccezionale, un Moretti al massimo.
Mi domando come possano, uomini di spettacolo (Moretti, Benigni, Fo) cogliere aspetti della nostra vita che neanche noi riusciamo a mettere a fuoco. I dubbi, le difficolta', i pudori, le debolezze.
Come possa un giullare accostarsi a un tema tanto grande con tanto coraggio e umilta' e coglierne gli aspetti piu' intimi e veri. Come possa, infine, un artista, rappresentare i dubbi di tanti e smantellare le certezze di molti.
Da grandissimo amante di Nanni non vedo l'ora di vederlo. Grazie per il responso Bianchi'.
io vado a vederlo fra tre giorni non vedo l'ora! :pp
Visto la sera della prima al cinema Sacher di Nanni.
Molto bello, addirittura spiazzante il finale.
posso fare la voce fuori dal coro? ;) a me non è piaciuto per niente, descrive una Chiesa che non esiste, come se fosse un'organizzazione umanitaria atea..la fede è del tutto accessoria nel film. la Chiesa non è questa...è ben diversa da quella che vogliono mostrare i media oggi, soprattutto Moretti (è difficile per un ateo dichiarato capire la vera essenza della Chiesa). soprattutto basata sulla fede (cosa che nel film non appare). se accadesse una cosa di questo genere, un Papa si chiuderebbe in preghiera e troverebbe la forza per affrontare il pontificato, no che si comporta come se fosse un ateo e riflette senza pregare. non mi è sembrato molto rispettoso, dal momento che i vescovi, imho, spesso vengono mostrati come gente chiusa in un mondo tutto loro (ci sarà qualcuno così di sicuro, ma non tutti, anzi). aggiungerei anche che la parte di Moretti poteva finire quando manda il Papa dalla ex-moglie, la parte dove organizza il torneo di pallavolo poteva anche non esserci e non se ne sarebbe sentita la mancanza, pure se effettivamente è quella tra le più divertenti del film. il finale non mi ha sorpreso, me l'aspettavo che finisse così, era un po' scontato. scusate se vi ho contraddetto nelle opinioni, ma a me ha fatto questo effetto ;)
Molto deluso, visto che aspettavo questo film da due anni.
Deluso e, per questo, dovrò tornare a vederlo.
Non mi ha convinto praticamente nulla: tanta musica, troppa forse, con l'effetto di appesantire lo svolgimento del film.
Bello il soggetto, morettiano al 100%, però sa di occasione persa.
La scena del teatro, poi, meritava molto molto di più: sembrava estratta da "Sogni d'oro" ma è stata fatta cadere troppo in fretta.
Non sono d'accordo, invece, con chi cercava nel film il significato della vera chiesa.
L'intento del film, credo, fosse quello di rovesciare il Vaticano come un calzino, facendoci vedere una vera e propria caricatura. Poteva essere più cattivo, doveva essere più pungente.
Così come troppo leggero è stato il suo ruolo, quasi un soprammobile in un ambiente che già si reggeva poco da solo. Lo "psicanalista" è stato trattato molto più profondamente in tutti i suoi altri film, piuttosto che in questo che invece doveva ruotare intorno al personaggio.
Sicuramente dovrò rivederlo, ho fatto l'errore di leggere le stroncature prima di andarlo a vedere.
Però, senza dubbio, sono uscito dal cinema con una brutta sensazione.
Citazione di: AguilaRoja il 20 Apr 2011, 12:39
Molto deluso, visto che aspettavo questo film da due anni.
Deluso e, per questo, dovrò tornare a vederlo.
Non mi ha convinto praticamente nulla: tanta musica, troppa forse, con l'effetto di appesantire lo svolgimento del film.
Bello il soggetto, morettiano al 100%, però sa di occasione persa.
La scena del teatro, poi, meritava molto molto di più: sembrava estratta da "Sogni d'oro" ma è stata fatta cadere troppo in fretta.
Non sono d'accordo, invece, con chi cercava nel film il significato della vera chiesa.
L'intento del film, credo, fosse quello di rovesciare il Vaticano come un calzino, facendoci vedere una vera e propria caricatura. Poteva essere più cattivo, doveva essere più pungente.
Così come troppo leggero è stato il suo ruolo, quasi un soprammobile in un ambiente che già si reggeva poco da solo. Lo "psicanalista" è stato trattato molto più profondamente in tutti i suoi altri film, piuttosto che in questo che invece doveva ruotare intorno al personaggio.
Sicuramente dovrò rivederlo, ho fatto l'errore di leggere le stroncature prima di andarlo a vedere.
Però, senza dubbio, sono uscito dal cinema con una brutta sensazione.
ok che magari voleva dare un'idea caricaturale del mondo della Chiesa, però allora poteva affrontarla in modo diverso: ad esempio se fosse stato più pungente (come dici tu) magari il senso di caricatura veniva fuori meglio (strappando sicuramente più sorrisi e risate), invece gli è venunta, secondo me, una cosa un po' ne carne ne pesce. mo trovi molto d'accordo sulla parte di Moretti: o faceva un ruolo più "pesante" o non ci si metteva proprio.
Visto. Emozionante. Dobbiamo ricordarci che si tratta di un film. Finzione. Non credo Moretti abbia voluto mostrare un lato della chiesa dal punto di vista psicanalitico, non è cosi presuntuoso come sembra. Il volto umano della chiesa qui è visto sottoforma di farsa, uno scenario azzeccato, perchè seppur non mostri certezze , ti fà porre domande.
Non vedo una mancanza di rispetto, al contrario. Il papa che si mette in discussione non è ridicolo, è forte e coraggioso, si fa amare.
Il dolore del vuoto , della mancanza di una guida spirituale è devastante per chi ne ha bisogno, pur non essendo credente , mi sono immedesimato nell angoscia dei fedeli . Toccante, e se un film ti emoziona, è un film riuscito.
Un pò troppo lunga la partita di pallavolo che seppur divertente , ha allungato un pò il brodo.
Nel complesso un bellissimo film, Moretti a volte delude ma è anche capace di sorprendere.
occhio...non dicevo che il Papa che si mette in discussione è una mancanza di rispetto, anzi, appunto è una grande prova di riflessione e degno di rispetto, come delle volte è capitato nella millenaria storia della Chiesa (Celestino V docet)...è la modalità in cui avviene che mi convince poco, tutto qui...poi è chiaro che è finzione e va considerata per quello che è...e a questo punto poteva essere anche più caricaturale in quanto è una finzione.
habemus papam? vent'anni fa, forse. ai tempi dei film blu, rossi di kiezslowski. ma oggi persino don matteo gli fa concorrenza. sprazzi di intensità in qualche scena e lazzi di moretti ma a che prezzo? 5 anni di silenzio, no comment assoluto su sceneggiatura e set: tutto per quattro battute da copione dentro un cammeo? mi fa pensare.
un certo credito futuro verso certi autori già adulti va scemando. non fosse per il passaparola e le citazioni da vent'anni, tempo usurato, c'è il costante blob di youtube, la fame si sazia. e dove l'autore dovrebbe arrivare con qualcosa di nuovo, che fa di nuovo venire voglia di moretti, si presenta invece qua e là a pezzi e bocconi.
questo tentativo andato a male non mi cambia l'affetto verso nanni. ma non è un capolavoro e ci vuole davvero un atto di fede per andare a rivederlo, o consigliarlo.
habemus papam è poca roba. dalla nicchia autoriale non può venire qualcosa di eternamente autarchico. non sopravvive. fuori c'è il mondo che si racconta nelle fiction di ogni tipo e un autore maturo, adulto, non può non rendersene conto. ovviamente anche gli sceneggiatori hanno la loro parte di colpa. che poi, c'è poco da demonizzare. ci si aspettava più forza, più fiato e resistenza nell'arrivare alla fine. non certo dr house.
Una commedia leggera e divertente. Si ride, si sorride, si simpatizza con i cardinali e con la situazione grottesca in cui il papa si va a infilare. Poco altro: molta patina, molta superficie, poco collante.
Mi sono divertito, ma.. appunto, nulla più di una commedia abbastanza easy, con una lieve - ma prevedibilissima come il calcio di rigore per il gabbidano - impennata nel finale.
Visto ieri sera. Forse la lunga attesa non è stata pienamente ripagata. Non che sia un film da cestinare, ma mi è troppo altalenante, poco coraggioso. Quotando Dusk si è trattata di una "commedia abbastanza easy", di una commedia intelligente e stop.
Di questo film salvo in pieno la prova di un grande e commovente Michel Piccoli, mentre per quanto riguarda il ruolo di Moretti, beh..."Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?"
Secondo me il film è diviso in due parti.
Una è la vicenda del neo-papa Michel Piccoli, grandissimo, enorme attore (merita la palma),
che è veramente emozionante, toccante, profonda e restituisce con grazia tutti gli interrogativi e i problemi esistenziali di questa epoca.
L'altra parte è quella delirante iperegoica e narcisistica di Moretti, assolutamente non credibile come psicoanalista, che fa... Moretti in vaticano in mezzo ai cardinali.
Non c'entra un cazzo col resto del film ed è forzata, pero' fa pure ridere e tanto.
Nanni è andato un po' fuori di testa secondo me, pero' finche' i film gli riescono cosi' belli anche se incoerenti
va bene.
Comunque mille volte piu' bello de Il caimano.
p.s. la Buy non se sopporta piu'. hanno fatto bene quelli di Boris a metterla in mezzo.
L'ho trovato fantastico.
meraviglioso, mi ha ricordato la sofferenza e la solitudine di Lady Diana
un film post-moderno in pieno.
Moretti pone due i due capisaldi della modernità in crisi.
La Religione.
La psicanalisi.
La fede.
L'inconscio.
li Umanizza de-ideologizzandoli entrambi.
e fin qui. niente di nuovo.
la cosa che pensavo che è mooolto interessante, in sede di analisi ( un film non è però analisi, è un film, quindi queste sono pippe) non è ciò che dissacra, ma come.
se ci pensate, il dissacrante, alias l'umanizzazione, passa attraverso una critica al narcisismo.
il soggetto del Film è il; non ce la faccio.
Applicato a due Capi, due uomini che la società riconosce come tali.
il Papa e il miglior psicanalista sulla piazza.
Bravo Moretti. Ci sei piaciuto molto.
il Finale tra l'altro mi ha lasciato con la stessa senzazione melodrammatica con cui rimanevo dopo i primi film di Verdone. Quel miscuglio tra leggerezza e pesantezza che no si risolve mai..
Non mi è piaciuto, quasi per niente :(
Un Moretti ormai pasciuto all'interno del morettismo.
La sensazione di fondo, evidenziata da V., è quella di un microcosmo simbolico e stilistico, appunto il morettismo, che invece di farsi apprezzare per la sua peculiarità, denuncia ormai il fiato corto e una certa aridità espressiva.
Insomma, Moretti respira se stesso, il suo universo chiuso, si nutre di una realtà creata da lui stesso. Con queste premesse non può che (ri)produrre se stesso. Un loop che ad ogni giro perde vitalità e freschezza.
Alla fine manca l'aria, o almeno quella che Moretti ci offre è stantia.
Nanni, c'è un mondo là fuori...
La sensazione di fondo di una certa superficialità rimane. Il film è una pellicola che avvolge, provocando asfissia da bidimensionalità.
Il papa è talmente insicuro, combattuto, schiacciato dalla responsabilità da risultare quasi inumano.
La sua incertezza assume un'unica declinazione: la fissità. Non ho mai provato empatia. Non ho mai sentito la necessità di entrare dentro il film e abbracciarlo.
Un papa freddo, quasi respingente.
I cardinali sono macchiette, bambinoni. Sembra di stare in una delle tante pause pranzo a Cinecittà tra caratteristi, comparse, figuranti.
Volendo desacralizzare e umanizzare l'istituzione per eccellenza del sacro, Moretti approda a un pallido Boris.
Qualche didascalia degna della consulenza di Lotito: il papa che entra nel bar e trova il giovane scortese (bagno rotto, neanche una telefonata si può fare) e la giovane che invece lo aiuta, porgendogli il suo cellulare.
Ci mancava che apparisse Bersani (in maniche di camicia): vedete in Italia non c'è solo egoismo ma anche solidarietà, gente disposta ad aiutare, gente di cuore!
Irritante Moretti, nel ruolo dello psicanalista in versione Filini.
Irritante la Buy, da 30 anni sempre uguale, come sorella, amante, moglie, compagna, amica, madre, figlia... E basta.
Irritante la lunga partita di pallavolo.
Più che un film è un piccolo viaggio all'interno di una camera dall'aria stantia.
Citazione di: lorenz82 il 20 Apr 2011, 12:20
posso fare la voce fuori dal coro? ;) a me non è piaciuto per niente, descrive una Chiesa che non esiste, come se fosse un'organizzazione umanitaria atea..la fede è del tutto accessoria nel film. la Chiesa non è questa...è ben diversa da quella che vogliono mostrare i media oggi, soprattutto Moretti (è difficile per un ateo dichiarato capire la vera essenza della Chiesa). soprattutto basata sulla fede (cosa che nel film non appare). se accadesse una cosa di questo genere, un Papa si chiuderebbe in preghiera e troverebbe la forza per affrontare il pontificato, no che si comporta come se fosse un ateo e riflette senza pregare. non mi è sembrato molto rispettoso, dal momento che i vescovi, imho, spesso vengono mostrati come gente chiusa in un mondo tutto loro (ci sarà qualcuno così di sicuro, ma non tutti, anzi). aggiungerei anche che la parte di Moretti poteva finire quando manda il Papa dalla ex-moglie, la parte dove organizza il torneo di pallavolo poteva anche non esserci e non se ne sarebbe sentita la mancanza, pure se effettivamente è quella tra le più divertenti del film. il finale non mi ha sorpreso, me l'aspettavo che finisse così, era un po' scontato. scusate se vi ho contraddetto nelle opinioni, ma a me ha fatto questo effetto ;)
Ho avuto questa tua sensazione di mancata aderenza alla realtà
quando ho rivisto "la messa è finita" che pure tanti anni fa era
stato uno dei miei preferiti insieme a "Bianca".
Questo ancora non l'ho visto e leggendo alcuni commenti ho fatto
bene.... :-)
A me è piaciuto molto, ma devo ammettere che sono parziale. Il mio disincanto di fondo mi impedisce
di avere punti di riferimento, ma forse Moretti è uno di quelli che si avvicina più ad esserlo.
Non credo abbia voluto dare una descrizione della Chiesa. I Cardinali che pregano per non essere eletti
non mi convincono per niente, quello, alla fine della fiera, è un posto di potere di altissimo livello.
La corsa per primeggiare non deve essere alla fine tanto diversa da quella per una pari carica a
livello politico mondiale, e chi ci partecipa non deve essere proprio uno sprovveduto.
Ha solo usato la vicenda come metafora, per trattare il tema, secondo me centrale, della sensazione
di inadeguatezza che ti può assalire a un certo punto della tua vita. Della voglia di mollare tutto e
scappare, del fermarsi un attimo a ragionare e domandarsi se sono arrivato veramente dove volevo
arrivare, o se se mi sono ritrovato da tutta altra parte. Secondo me.
Citazione di: Omar65 il 29 Mag 2011, 15:15
Ha solo usato la vicenda come metafora, per trattare il tema, secondo me centrale, della sensazione
di inadeguatezza che ti può assalire a un certo punto della tua vita. Della voglia di mollare tutto e
scappare, del fermarsi un attimo a ragionare e domandarsi se sono arrivato veramente dove volevo
arrivare, o se se mi sono ritrovato da tutta altra parte.
Secondo me il film parla di questo. Questo è l'argomento centrale.
Arrivo in ritardo,
un film bellissimo, emozionante, religioso quasi.
E dopo aver letto i commenti di V e Silverado mi é venuta in mente una cosa.
Citazione di: V. il 21 Apr 2011, 04:26un certo credito futuro verso certi autori già adulti va scemando. non fosse per il passaparola e le citazioni da vent'anni, tempo usurato, c'è il costante blob di youtube, la fame si sazia. e dove l'autore dovrebbe arrivare con qualcosa di nuovo, che fa di nuovo venire voglia di moretti, si presenta invece qua e là a pezzi e bocconi.
questo tentativo andato a male non mi cambia l'affetto verso nanni. ma non è un capolavoro e ci vuole davvero un atto di fede per andare a rivederlo, o consigliarlo.
habemus papam è poca roba. dalla nicchia autoriale non può venire qualcosa di eternamente autarchico. non sopravvive. fuori c'è il mondo che si racconta nelle fiction di ogni tipo e un autore maturo, adulto, non può non rendersene conto. ovviamente anche gli sceneggiatori hanno la loro parte di colpa. che poi, c'è poco da demonizzare. ci si aspettava più forza, più fiato e resistenza nell'arrivare alla fine. non certo dr house.
Citazione di: Silverado il 27 Mag 2011, 14:29
Insomma, Moretti respira se stesso, il suo universo chiuso, si nutre di una realtà creata da lui stesso. Con queste premesse non può che (ri)produrre se stesso. Un loop che ad ogni giro perde vitalità e freschezza.
Alla fine manca l'aria, o almeno quella che Moretti ci offre è stantia.
Nanni, c'è un mondo là fuori...
E se fosse stato proprio un film autobiografico ?
Se fosse stato proprio un film sull'autore, sul peso e sull'aria stantia di quella nicchia autorale di cui avete parlato ?
ho letto il topic quando ero lurker.
all'età di moretti, non poteva essere altrimenti.
pretendere la formazione, il work in progress, da nanni è troppo. da lui come da altri eh, sia inteso.
ma andarlo a vedere è come andare a trovare un parente di paese. sai che non si smuoverà di lì
ma magari c'ha il vino buono.
Citazione di: italicbold il 01 Nov 2011, 18:56
Arrivo in ritardo,
un film bellissimo, emozionante, religioso quasi.
E dopo aver letto i commenti di V e Silverado mi é venuta in mente una cosa.
E se fosse stato proprio un film autobiografico ?
Se fosse stato proprio un film sull'autore, sul peso e sull'aria stantia di quella nicchia autorale di cui avete parlato ?
Bravo. La Chiesa, i Cardinali, il bar, Bersani, la partita di pallavolo, il mondo là fuori... tutto contorno, mero contorno.
Il tema era un altro. Era questo.
In Palombella Rossa era la pallanuoto.
In Habemus Papam la pallavolo.
quindi, aveva ragione, può succedere veramente
genio
Citazione di: ex il 11 Feb 2013, 17:32
quindi, aveva ragione, può succedere veramente
genio
e comunque paparaz il film l'ha visto, che si sia ispirato a Michel Piccoli ?
Citazione di: Warp il 11 Feb 2013, 20:58
e comunque paparaz il film l'ha visto, che si sia ispirato a Michel Piccoli ?
In fatti negli anni che gli restano ha deciso di dedicarsi alla Grande Abbuffata.
UP
Moretti genio e quasi profetico, altro che
Ai tempi pubblicai questa breve recensione che vi riporto per intero. E' una mia interpretazione di un film che comunque ha anche altre sfaccettature. Nanni Moretti è stato profetico - come anche con il Caimano - chissà se per un suo 'fortunato pessimismo' o forse perché quell'autoreferenzialità a cui accenna silverado - e che anche io a volte gli imputo se riguardo i film del passato - proprio in questi due film è venuta meno. Ho rivisto anche Palombella rossa ultimamente e anche lì certe derive depressivo-culturali si sono poi verificate. Moretti cavalca il suo mondo ma le finestre sono aperte e il panorama, sovente disarmante, è in bella vista.
Continuo a non farmi piacere molto il suo stile, l'estetica piatta del suo cinema che comunque E' per scelta autobiografico, una sorta di lunghissimo diario personale/generazionale che negli ultimi due film mette anche il naso fuori dalle pipp.e sinistroidi (è una definizione non in insulto). La religione, dopo la politica spettacolo e dopo la morte (La stanza del figlio).
Vuoto di scena. Appena eletto dal Conclave, il nuovo Pontefice schiacciato dal panico rifiuta il peso della responsabilità lasciando la folla disorientata e il mondo nell'incertezza. Giù il sipario: il solenne rituale non si compie; i cattolici sono senza un pastore.
Uno psicanalista viene dunque invitato in Vaticano per convincere il Papa a rispettare la volontà divina. Ma il successore di Pietro annaspa nello smarrimento e dribbla la scorta per dileguarsi fra le vie di Roma in cerca di se stesso.
Lo spunto ingegnoso di Habemus Papam innesca una serie di interrogativi sulla crisi del potere della messinscena e dei simboli preposti a dare asilo ai bisognosi di certezze e riscatto.
Il senso di inadeguatezza dell'uomo chiamato a guidare la Chiesa di Roma si rispecchia infatti anche nello psicanalista costretto a soggiornare in Vaticano. Sprovvisto di un paziente, e quindi del suo ruolo di terapeuta, il medico organizza un torneo di pallavolo fra i cardinali per colmare il bisogno di regole. Intanto, nel suo girovagare per la città, il Papa latitante si imbatte in una compagnia teatrale in cui il primo attore ha perso la testa paralizzando lo spettacolo. Altro vuoto di scena. Un altro cerimoniale a rischio. La religione, la psicanalisi, il teatro (inteso nel senso più ampio di fiction): tre baluardi preposti ad intercettare la realtà, con i suoi disagi e i suoi significati nascosti, per restituircela in punti fermi e colmare il nostro 'deficit di accudimento', crollano. Pur defilandosi dalle riflessioni profonde di bergmaniana memoria, Moretti mette sulla bilancia il carico ingombrante dell'assenza di quelle figure intermediarie a cui noi deleghiamo i nostri malesseri. L'interrogativo enorme di Habemus Papam risiede nella nostra capacità di saper trovare un senso quando chi è delegato a fornircelo si esonera. E la storia di un Papa che vacilla e dice no, segnando il distacco dalla prospettiva divina in favore di un'umiltà tutta umana, diventa il simbolo più eloquente di uno scenario imprevisto e doloroso. Lo spettacolo deve continuare. Ma che succede se lo spettacolo ci è negato?
ps. Per favore non prendete la pubblicazione di questa recensione come sfoggio o autoreferenzialità (appunto..) Ma sono al lavoro e non ho tempo di disquisire sull'argomento con un linguaggio più da topic e meno da solfa cinefila.
Una delle più grandi botte di culo mondiali nella storia umana..... Fai un filmetto che vedono in 12 più il tecnico di proiezione e dopo due anni una cosa che è successa magari sul serio ma 600 anni fa te la ritrovi li. immensa e sconcertante.
Moretti vada a Luourdes e si faccia toccare.....
Citazione di: scignia il 14 Feb 2013, 13:08
Una delle più grandi botte di culo mondiali nella storia umana..... Fai un filmetto che vedono in 12 più il tecnico di proiezione e dopo due anni una cosa che è successa magari sul serio ma 600 anni fa te la ritrovi li. immensa e sconcertante.
Moretti vada a Luourdes e si faccia toccare.....
lo dico con candida sincerità: a me il film ha fatto mediamente cacare.
E per la prima (e spero unica) volta in vita mia mi sono trovato d'accordo con la recensione dell'Osservatore Romano ( :o )
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2011/097q04a1.html (http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2011/097q04a1.html)
Non ricordo se già lo dicevo in altro topic, ma a mio avviso Moretti ripercorre (e non solo sotto questo punto di vista) la stessa strada di Woody Allen nella progressiva scomparsa dai suoi film.
Con risultati simili ma opposti.
Simili nel senso che per ambedue i risultati sono stentati e poco convincenti.
Opposti perché mentre Allen sembra riuscire meglio laddove scompare del tutto (Match Point), Moretti riesce parzialmente solo laddove appare ancora (esempio lampante in Habemus Papam).
L'idea del film mi sembra geniale. rispetto alla sua realizzazione... quoto tutto V.
Mentre lo vedevo (a me è piaciuto molto) lo trovavo estremamente realistico e possibile...anche se poi ero consapevole che pure volendo, nessun papa avrebbe avuto il coraggio di tirarsi indietro.