Habemus papam

Aperto da Bianchina, 15 Apr 2011, 13:33

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italicbold

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Arrivo in ritardo,
un film bellissimo, emozionante, religioso quasi.
E dopo aver letto i commenti di V e Silverado mi é venuta in mente una cosa.

Citazione di: V. il 21 Apr 2011, 04:26un certo credito futuro verso certi autori già adulti va scemando. non fosse per il passaparola e le citazioni da vent'anni, tempo usurato, c'è il costante blob di youtube, la fame si sazia. e dove l'autore dovrebbe arrivare con qualcosa di nuovo, che fa di nuovo venire voglia di moretti, si presenta invece qua e là a pezzi e bocconi.
questo tentativo andato a male non mi cambia l'affetto verso nanni. ma non è un capolavoro e ci vuole davvero un atto di fede per andare a rivederlo, o consigliarlo.

habemus papam è poca roba. dalla nicchia autoriale non può venire qualcosa di eternamente autarchico. non sopravvive. fuori c'è il mondo che si racconta nelle fiction di ogni tipo e un autore maturo, adulto, non può non rendersene conto. ovviamente anche gli sceneggiatori hanno la loro parte di colpa.  che poi, c'è poco da demonizzare. ci si aspettava più forza, più fiato e resistenza nell'arrivare alla fine. non certo dr house.

Citazione di: Silverado il 27 Mag 2011, 14:29
Insomma, Moretti respira se stesso, il suo universo chiuso, si nutre di una realtà creata da lui stesso. Con queste premesse non può che (ri)produrre se stesso. Un loop che ad ogni giro perde vitalità e freschezza.
Alla fine manca l'aria, o almeno quella che Moretti ci offre è stantia.
Nanni, c'è un mondo là fuori...

E se fosse stato proprio un film autobiografico ?
Se fosse stato proprio un film sull'autore, sul peso e sull'aria stantia di quella nicchia autorale di cui avete parlato ?


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ho letto il topic quando ero lurker.
all'età di moretti, non poteva essere altrimenti.
pretendere la formazione, il work in progress, da nanni è troppo. da lui come da altri eh, sia inteso.
ma andarlo a vedere è come andare a trovare un parente di paese. sai che non si smuoverà di lì
ma magari c'ha il vino buono.

Nanni

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Citazione di: italicbold il 01 Nov 2011, 18:56
Arrivo in ritardo,
un film bellissimo, emozionante, religioso quasi.
E dopo aver letto i commenti di V e Silverado mi é venuta in mente una cosa.

E se fosse stato proprio un film autobiografico ?
Se fosse stato proprio un film sull'autore, sul peso e sull'aria stantia di quella nicchia autorale di cui avete parlato ?

Bravo. La Chiesa, i Cardinali, il bar, Bersani, la partita di pallavolo, il mondo là fuori... tutto contorno, mero contorno.
Il tema era un altro. Era questo.

italicbold

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In Palombella Rossa era la pallanuoto.
In Habemus Papam la pallavolo.

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quindi, aveva ragione, può succedere veramente

genio

Warp

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Citazione di: ex il 11 Feb 2013, 17:32
quindi, aveva ragione, può succedere veramente

genio
e comunque paparaz il film l'ha visto, che si sia ispirato a Michel Piccoli ?

italicbold

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Citazione di: Warp il 11 Feb 2013, 20:58
e comunque paparaz il film l'ha visto, che si sia ispirato a Michel Piccoli ?

In fatti negli anni che gli restano ha deciso di dedicarsi alla Grande Abbuffata.

poeta1964

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Moretti genio e quasi profetico, altro che

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cosmo

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Ai tempi pubblicai questa breve recensione che vi riporto per intero. E' una mia interpretazione di un film che comunque ha anche altre sfaccettature. Nanni Moretti è stato profetico - come anche con il Caimano - chissà se per un suo 'fortunato pessimismo' o forse perché quell'autoreferenzialità a cui accenna silverado -  e che anche io a volte gli imputo se riguardo i film del passato - proprio in questi due film è venuta meno. Ho rivisto anche Palombella rossa ultimamente e anche lì certe derive depressivo-culturali si sono poi verificate. Moretti cavalca il suo mondo ma le finestre sono aperte e il panorama, sovente disarmante, è in bella vista.
Continuo a non farmi piacere molto il suo stile, l'estetica piatta del suo cinema che comunque E' per scelta autobiografico, una sorta di lunghissimo diario personale/generazionale che negli ultimi due film mette anche il naso fuori dalle pipp.e sinistroidi (è una definizione non in insulto). La religione, dopo la politica spettacolo e dopo la morte (La stanza del figlio).

Vuoto di scena. Appena eletto dal Conclave, il nuovo Pontefice schiacciato dal panico rifiuta il peso della responsabilità lasciando la folla disorientata e il mondo nell'incertezza. Giù il sipario: il solenne rituale non si compie; i cattolici sono senza un pastore.
Uno psicanalista viene dunque invitato in Vaticano per convincere il Papa a rispettare la volontà divina. Ma il successore di Pietro annaspa nello smarrimento e dribbla la scorta per dileguarsi fra le vie di Roma in cerca di se stesso.
Lo spunto ingegnoso di Habemus Papam innesca una serie di interrogativi sulla crisi del potere della messinscena e dei simboli preposti a dare asilo ai bisognosi di certezze e riscatto.
Il senso di inadeguatezza dell'uomo chiamato a guidare la Chiesa di Roma si rispecchia infatti anche nello psicanalista costretto a soggiornare in Vaticano. Sprovvisto di un paziente, e quindi del suo ruolo di terapeuta, il medico organizza un torneo di pallavolo fra i cardinali per colmare il bisogno di regole. Intanto, nel suo girovagare per la città, il Papa latitante si imbatte in una compagnia teatrale in cui il primo attore ha perso la testa paralizzando lo spettacolo. Altro vuoto di scena. Un altro cerimoniale a rischio. La religione, la psicanalisi, il teatro (inteso nel senso più ampio di fiction): tre baluardi preposti ad intercettare la realtà, con i suoi disagi e i suoi significati nascosti, per restituircela in punti fermi e colmare il nostro 'deficit di accudimento', crollano. Pur defilandosi dalle riflessioni profonde di bergmaniana memoria, Moretti mette sulla bilancia il carico ingombrante dell'assenza di quelle figure intermediarie a cui noi deleghiamo i nostri malesseri. L'interrogativo enorme di Habemus Papam risiede nella nostra capacità di saper trovare un senso quando chi è delegato a fornircelo si esonera. E la storia di un Papa che vacilla e dice no, segnando il distacco dalla prospettiva divina in favore di un'umiltà tutta umana, diventa il simbolo più eloquente di uno scenario imprevisto e doloroso. Lo spettacolo deve continuare. Ma che succede se lo spettacolo ci è negato?


ps. Per favore non prendete la pubblicazione di questa recensione come sfoggio o autoreferenzialità (appunto..) Ma sono al lavoro e non ho tempo di disquisire sull'argomento con un linguaggio più da topic e meno da solfa cinefila.

scignia

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Una delle più grandi botte di culo mondiali nella storia umana..... Fai un filmetto che vedono in 12 più il tecnico di proiezione e dopo due anni una cosa che è successa magari sul serio ma 600 anni fa te la ritrovi li. immensa e sconcertante.
Moretti vada a Luourdes e si faccia toccare.....

FatDanny

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Citazione di: scignia il 14 Feb 2013, 13:08
Una delle più grandi botte di culo mondiali nella storia umana..... Fai un filmetto che vedono in 12 più il tecnico di proiezione e dopo due anni una cosa che è successa magari sul serio ma 600 anni fa te la ritrovi li. immensa e sconcertante.
Moretti vada a Luourdes e si faccia toccare.....

lo dico con candida sincerità: a me il film ha fatto mediamente cacare.
E per la prima (e spero unica) volta in vita mia mi sono trovato d'accordo con la recensione dell'Osservatore Romano ( :o )

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2011/097q04a1.html

Non ricordo se già lo dicevo in altro topic, ma a mio avviso Moretti ripercorre (e non solo sotto questo punto di vista) la stessa strada di Woody Allen nella progressiva scomparsa dai suoi film.
Con risultati simili ma opposti.
Simili nel senso che per ambedue i risultati sono stentati e poco convincenti.
Opposti perché mentre Allen sembra riuscire meglio laddove scompare del tutto (Match Point), Moretti riesce parzialmente solo laddove appare ancora (esempio lampante in Habemus Papam).

L'idea del film mi sembra geniale. rispetto alla sua realizzazione... quoto tutto V.

BoyRM76

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Mentre lo vedevo (a me è piaciuto molto) lo trovavo estremamente realistico e possibile...anche se poi ero consapevole che pure volendo, nessun papa avrebbe avuto il coraggio di tirarsi indietro.

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