Poi, certo, ci metti la musica, la voce e il fascino di Lucio Battisti.
Ma il testo, questo testo c'è ed è davvero straordinario.
Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.
Per te che di mattina torni a casa tua perché
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un po' d'amore a chi non sa che farne.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.
Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi
lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai
per te che un errore ti è costato tanto
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.
Una delle tantissime perle
Bellissima.
Un sodalizio unico.
Ho provato a fare un gioco mentre leggevo il testo, ho provato a dargli un tempo musicale, cantandola mentalmente. Risultato : lontanissimo dall' originale. Solo la strofa che dà il titolo alla canzone, di cui conoscevo perfettamente il tempo, non sono riuscito a storpiare.
per me, la più bella
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho..
:))
Una delle più belle di sempre. Mi ricordo che quando ero piccola una delle cose che mi ha fatto prendere coscienza della miseria musicale della mia generazione rispetto a quella dei miei genitori, è stato venire a sapere che è esistito un disco che aveva come lato A la Canzone del Sole e come lato B questa perla.
Comunque ogni volta che mi sveglio, è ancora buio e io mi trascino verso la macchinetta Nespresso sento Lucio cantare distintamente nella mia testa.
Fosse stato Americano invece che Italiano, Giulio Rapetti (come Fabrizio de André, come Giorgio Gaber) l'avrebbero insegnato nelle scuole.
Un'altra che secondo me sta sul podio di Mogol:
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare l'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
(era la prima canzone che uno imparava a strimpellare con la eko 12 corde)
:p
Citazione di: porgascogne il 07 Nov 2013, 09:49
(era la prima canzone che uno imparava a strimpellare con la eko 12 corde)
:p
La canzone del sole.
RE LA MI LA RE
E ci puoi stare 10 minuti a gridare
O mare nero o mare nero o mare nero....Comunque bel topic,
io sto riscoprendo anche le canzoni meno conosciute.
Ad esempio
le formiche.
sabato sera in montagna, tra una castagna ed un vin brulè, c'era un tizio che cantava le canzoni di Battisti.
ho fatto lo stesso pensiero di Federica, ho immaginato oggi un cantante che possa esibire un campionario di hits generazionali ed oltre, canzoni che fanno ormai parte della storia di questo paese, come fosse un nuovo Battisti.
forse Lorenzo, ma non sono sicuro.
quanto sia penetrato nella carne e nei pensieri, Lucio Battisti, invece l'ho visto negli occhi curiosi di mia figlia, che seguiva, attenta, quel flusso di suoni e parole.
Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 09:47
Fosse stato Americano invece che Italiano, Giulio Rapetti (come Fabrizio de André, come Giorgio Gaber) l'avrebbero insegnato nelle scuole.
Un'altra che secondo me sta sul podio di Mogol:
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare l'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
Questa tra l'altro deve stare nella top 3 italiane di sempre.
Io ascolto Battisti regolarmente, e mi chiedo come cavolo si faccia a non stancarsi dopo tanti anni.
Che due geni.
Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 09:47
Fosse stato Americano invece che Italiano, Giulio Rapetti (come Fabrizio de André, come Giorgio Gaber) l'avrebbero insegnato nelle scuole.
Un'altra che secondo me sta sul podio di Mogol:
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare l'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
Per il connubio tra parole e musica, questa è imbattibile.
Anche per te ha, con
Emozioni, il testo più bello.
ogni volta mi emoziono davvero.
Ma è impossibile fare una classifica.
La luce dell'est, ad esempio, per me è letteratura.
per suonare questa e tante altre di Lucio ed alcune di De Andre me so comprato na chitara.
Battisti_Mogol sodalizio stratosferico
Citazione di: arkham il 07 Nov 2013, 12:36
Per il connubio tra parole e musica, questa è imbattibile.
Anche per te ha, con Emozioni, il testo più bello.
ogni volta mi emoziono davvero.
Ma è impossibile fare una classifica.
La luce dell'est, ad esempio, per me è letteratura.
Sono d'accordo. La luce dell'est è una delle mie preferite di sempre. E' talmente bella che stringe il cuore in una morsa. Comunque mi è impossibile fare scalette con Battisti. Ha pervaso i giorni della mia vita come pochi altri. Ovviamente, due grandissimi.
Generazionale? Non so.
Io ho pensato spesso che questa nostra passione, comune, profonda e imperitura per così tanti di noi, per Lucio Battisti fosse conseguenza di emozioni come dire, collocabili temporalmente all'interno della vita di ognuno.
Sopratutto perchè è assolutamente figlia del connubio Battisti-Mogol.
Della seconda fase della carriera di Battisti, quella delle collaborazioni esclusive con la moglie Letizia Veronese e con Pasquale Panella, ricordiamo pochissimo, quasi niente, a parte qualche perla assoluta, come Don Giovanni, Equivoci Amici, l'Apparenza, La Sposa Americana e pochissime altre. Tutto sommato marginale, rispetto all'immensità della produzione precedente.
Ecco, allora penso: io mi appassiono così tanto a La Luce dell'Est, a Anche per te o a O mare nero mare nero mare ne'... perché... le sentivo, le suonavo e le cantavo quando avevo vent'anni. E quindi il ricordo è ovviamente più deciso, più pieno e più gratificante. Voglio dire, i compagni del Liceo ce li ricordiamo tutti, no?perfettamente, uno per uno. Gli amici e i colleghi di ufficio degli anni a seguire... molto meno, quasi nessuno.
Ma poi ci rifletto e non può essere così. Cioè, può essere così per me. Ma poi mi accorgo che questo stesso ragionamento, unificato, lo fa anche gente molto più giovane, come Tarallo e Fiammetta :roll: :diab: o addirittura le mie figlie, che andavano all'asilo quando Battisti moriva e oggi sanno a memoria tutti quegli stessi pezzi che io amo.
Fenomeno culturale Italiano.
Sia l'uno che l'altro.
Ma qui parliamo di Mogol, ché Impressioni di Settembre la musica è di Mussida e Pagani della PFM, non di Battisti.
Come testo,io reputo bellissima "Perché no"....
Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 14:18
Fenomeno culturale Italiano.
Sia l'uno che l'altro.
Ma qui parliamo di Mogol, ché Impressioni di Settembre la musica è di Mussida e Pagani della PFM, non di Battisti.
Su Battisti mi andrebbe di aggiungere anche che, pare strano, rispetto a tanti altri non abbia mai troppo varcato le frontiere.
Intendo come apprezzamento.
Almeno é una mia impressione. Questo fenomeno anche sociale é tutto strettamente italiano.
Sui ripiani delle discoteche all'estero ci trovi di tutto, tranne che Battisti.
Comunque, per rivenire a Mogol, io penso che, come per gli sceneggiatori cinematografici, gli anni 50/60 e parte dei 70 abbiano visto una grandissima generazione di parolieri italiani, di altissimo livello.
Che sono usciti dalla rima cuore/amore e hanno veramente creato grandissimi capolavori.
E mi viene in mente, sempre, uno delle frasi più belle della canzone italiana.
E se domani, e sottolineo se.... scritta da Calabrese.
troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante
e quasi sempre dietro la collina è il sole .. :love:
Citazione di: balivox il 07 Nov 2013, 15:14
Come testo,io reputo bellissima "Perché no"....
Scusi lei mi ama o no?
Non lo so però ci sto!
Io sinceramente non so sceglierne una o due ma nemmeno dieci.
È un'antologia... Per un cantante di oggi un disco qualsiasi di battisti più mogol sarebbe un "best of".
Anche canzoni come "innocenti evasioni" o "l'interprete di un film" sono pazzesche.
tacci vostri, m'avete rimeso a "rota" de Battisti, che pensavo di esserne uscito.
Citazione di: arkham il 07 Nov 2013, 15:45
tacci vostri, m'avete rimeso a "rota" de Battisti, che pensavo di esserne uscito.
"Quando già credevo d'esserci riuscito, son caduto"
A me Mogol e Battisti mi lasciano completamente indifferente. Questione di gusti.
Boh, io sono attratto anche dagli artifizi ermetico-linguistici di Panella, in "Equivoci amici" ad esempio.
Uno andò saldato
uno vive all'estro
uno s'è spaesato
uno ha messo plancia
e fa il trans-aitante
uno fa le more
uno sta invecchiando
perché è
un nobile scotch
Citazione di: orchetto il 07 Nov 2013, 15:47
A me Mogol e Battisti mi lasciano completamente indifferente. Questione di gusti.
Mi stai dicendo che se senti:
Zan zanzan zen zenzen zeen zeen zenzè
Non ti viene in mente la canzone del sole
Citazione di: italicbold il 07 Nov 2013, 15:22
Su Battisti mi andrebbe di aggiungere anche che, pare strano, rispetto a tanti altri non abbia mai troppo varcato le frontiere.
Intendo come apprezzamento.
Almeno é una mia impressione. Questo fenomeno anche sociale é tutto strettamente italiano.
Sui ripiani delle discoteche all'estero ci trovi di tutto, tranne che Battisti.
Comunque, per rivenire a Mogol, io penso che, come per gli sceneggiatori cinematografici, gli anni 50/60 e parte dei 70 abbiano visto una grandissima generazione di parolieri italiani, di altissimo livello.
Che sono usciti dalla rima cuore/amore e hanno veramente creato grandissimi capolavori.
E mi viene in mente, sempre, uno delle frasi più belle della canzone italiana.
E se domani, e sottolineo se.... scritta da Calabrese.
In base alla sua biografia ufficiale ( e ai miei ricordi personali :cool2:), Battisti nel 1978/79 passò un lungo periodo in America (e investì un sacco di soldi) promovendo se stesso e le sue canzoni tradotte in inglese. Fece un mucchio di spettacoli, tour, passaggi televisivi nelle trasmissioni più importanti, dall'Ed Sullivan Show in giù.
Ma niente. Evidentemente al palato Americano quella voce mezza in falsetto, quelle melodie così mediterranee, poco "sfaciolavano" (o forse... a quelle canzoni mancavano proprio i testi emozionanti di Mogol!),.
Oppure, molto più terra terra, Battisti o la sua casa di produzione avevano messo i soldi investiti sul suo "piano di sviluppo" in mano agli impresari sbagliati... chi lo sa.
Strano, tutto sommato, ché in America, da Christopher Cross a José Feliciano, di "vocette" e di chitarre arpeggiate se ne sono sorbite a centinaia.
Sui parolieri Italiani di quegli anni poi, siamo totalmente d'accordo. Gente straordinaria, davvero. Capaci di descrivere situazioni, sentimenti, storie intere, con un solo verso, spesso anche solo con una o due parole. Forse più che i poeti, che molto spesso possono abusare di aggettivi e non hanno vincoli di metrica che invece nelle canzoni sono fondamentali.
Penso, appunto al
e se domani, e sottolineo se di Calabrese, che nasconde dietro tutta una vicenda, un disincanto, una mezza delusione, oppure che so al
forse un angelo vestito da passante di Modugno che ti lascia senza fiato, oppure a
la notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà di Jimmy Fontana, e tu ti immagini di notte fermo a rimirare una vallata infinita, da solo, tanto prima o poi il giorno verrà... grandioso.
Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 15:59
Ma niente. Evidentemente al palato Americano quella voce mezza in falsetto, quelle melodie così mediterranee, poco "sfaciolavano" (o forse... a quelle canzoni mancavano proprio i testi emozionanti di Mogol!),.
Strano, tutto sommato, ché in America, da Christopher Cross a José Feliciano, di "vocette" e di chitarre arpeggiate se ne sono sorbite a centinaia.
ma un passaggio inglese non l'ha provato? forse doveva. Lo sdoganamento inglese ti legittima in America
Citazione di: NineTenEightEight il 07 Nov 2013, 15:52
Mi stai dicendo che se senti:
Zan zanzan zen zenzen zeen zeen zenzè
Non ti viene in mente la canzone del sole
beh, pure baygon... le ammazza stecchite
Citazione di: arkham il 07 Nov 2013, 15:45
tacci vostri, m'avete rimeso a "rota" de Battisti, che pensavo di esserne uscito.
ma poi perché ne dovresti uscì?
Citazione di: NineTenEightEight il 07 Nov 2013, 15:52
Mi stai dicendo che se senti:
Zan zanzan zen zenzen zeen zeen zenzè
Non ti viene in mente la canzone del sole
ma che è sto ze ze ze?
la più bella in assoluto è Anima Latina.
(e tutto l'album)
non m'ammazzate, ma a me Battisti non è mai piaciuto
Via.
Subito.
:o
Citazione di: vaz il 07 Nov 2013, 16:31
non m'ammazzate, ma a me Battisti non è mai piaciuto
Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 15:59
In base alla sua biografia ufficiale ( e ai miei ricordi personali :cool2:), Battisti nel 1978/79 passò un lungo periodo in America (e investì un sacco di soldi) promovendo se stesso e le sue canzoni tradotte in inglese. Fece un mucchio di spettacoli, tour, passaggi televisivi nelle trasmissioni più importanti, dall'Ed Sullivan Show in giù.
Ma niente. Evidentemente al palato Americano quella voce mezza in falsetto, quelle melodie così mediterranee, poco "sfaciolavano" (o forse... a quelle canzoni mancavano proprio i testi emozionanti di Mogol!),.
Oppure, molto più terra terra, Battisti o la sua casa di produzione avevano messo i soldi investiti sul suo "piano di sviluppo" in mano agli impresari sbagliati... chi lo sa.
Strano, tutto sommato, ché in America, da Christopher Cross a José Feliciano, di "vocette" e di chitarre arpeggiate se ne sono sorbite a centinaia.
Qui in in Francia, ogni volta che ho provato a far ascoltare Battisti, non solo a mia moglie, é stato sempre fallimentare.
Mai strusciato.
C'ho provato con tutti i capolavori, niente.
Proprio non passa.
in ufficio potevo mettere anche gli Offlaga discopax e passava, potevo mette anche Celentano e passava, ai pori colleghi miei gli ho fatto ascoltare di tutto, la Locomotiva di Guccini, pure Vola Lazio Vola di Toni Malco, ma appena partivano le bionde trecce gli occhi azzurri e poi, era sempre una catastrofe.
Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 15:59
Sui parolieri Italiani di quegli anni poi, siamo totalmente d'accordo. Gente straordinaria, davvero. Capaci di descrivere situazioni, sentimenti, storie intere, con un solo verso, spesso anche solo con una o due parole. Forse più che i poeti, che molto spesso possono abusare di aggettivi e non hanno vincoli di metrica che invece nelle canzoni sono fondamentali.
Penso, appunto al e se domani, e sottolineo se di Calabrese, che nasconde dietro tutta una vicenda, un disincanto, una mezza delusione, oppure che so al forse un angelo vestito da passante di Modugno che ti lascia senza fiato, oppure a la notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà di Jimmy Fontana, e tu ti immagini di notte fermo a rimirare una vallata infinita, da solo, tanto prima o poi il giorno verrà... grandioso.
Anche il testo del Blu dipinto di Blu é tutto tranne che banale.
Per dire.
Citazione di: italicbold il 07 Nov 2013, 16:36
Qui in in Francia, ogni volta che ho provato a far ascoltare Battisti, non solo a mia moglie, é stato sempre fallimentare.
Mai strusciato.
Mia moglie invece, non francese ma straniera, lo adora.
Io sono andato a ròta di MogolBattisti (dico MB perché direi che si dovrebbe parlare come un tutt'uno del sodalizio; Battisti/Panella non mi fa lo stesso effetto) circa una dozzina d'anni fa; relativamente tardi, cioé
che poi è una cosa che mi è successa con altri super-classici, i Beatles, per dire, lì verso la metà degli '80; però appunto, poi sto a ròta davvero...
prima, in fondo Battisti mi pareva uno che se la sentiva un po' troppo calla, e Mogol uno che scriveva testi un po' troppo maschilisti; poi non lo so che succede ad un certo punto, che uno invece viene rivoltato come un calzino in queste sue certezze
mi ricordo una volta che ero piccolo, sentivo parlare sempre di 'sto Battisti, e ho chiesto a mia madre: ma quali sò le canzoni di Battisti? lei mi fa: eh, tante... ma tante quali, continuo io; e lei ci pensa un po', che i titoli si vede che non le venivano, e poi mi fa: beh, per esempio non è francesca... e io allora a domandarmi, mi ricordo proprio il senso del dubbio: che cavolo di canzone è un pezzo che si chiama "non è francesca"??
(perché poi, per dire, mi ricordo gli ascolti proprio di allora, dei giardini di marzo, o mi ritorni in mente; ma in effetti non sapevo i titoli)
a dodic'anni ho comprato l'LP di una donna per amico e mi ricordo che lo ballavamo alle feste
La luce dell'est l'ho sentita invece per la prima volta come colonna sonora di un film di Michele Plastino, forse io sono della Lazio
un'altra che a me piace da morì è vento nel vento, per esempio
che poi c'è il periodo che quelle molto liriche le accanni per quelle un po' più particolari; poi ci ritorni, poi ti sembra tutto un po' troppo denso (cit.) e ti riallontani... lo capisco Arkham che un po' "teme" di ripiombare in piena fase-MogolBattisti
e però sono d'accordo che l'album più bello, come musica, come tutto, è anima latina
li avete mai sentiti dal vivo gli AL? sono bravi; il cantante è albino, anche per quello fanno un efetto particolare a vedersi
Citazione di: orchetto il 07 Nov 2013, 15:47
A me Mogol e Battisti mi lasciano completamente indifferente. Questione di gusti.
Quando sulla spiaggia di notte si faceva il fuoco e si cantava tutti insieme appassionatamente
ommareneromareneromarenè e poi si finiva immancabilmente ad ammucchiarsi a coppie a coppie in angoli appartati della spiaggia (facendo moooooolta attenzione alla sabbia che è peggio della carta vetrata... ;)) ), Orchetto no, che a lui Battisti nu je piaceva, e allora rimaneva da solo a attizza' er foco...
:poof: :lol: :lol: :lol:
però, posso di' 'na cosa?
a me battisti (e con lui mogol) andò sulle palle PROPRIO per le chitarrine ed i falò
come prendevi la chitarra in mano te chiedevano "che la sai ommarenerommarenerommareneeeee'"
e che [...]
tu passavi i pomeriggi a cercare di rifare l'arpeggio blues di money o l'intro di the cinema show e queste che fri(e)gnavano
per non parlare della deriva nonèlarai degli anni 80/90 delle canzoni cantate in coro
Citazione di: porgascogne il 08 Nov 2013, 10:04
però, posso di' 'na cosa?
a me battisti (e con lui mogol) andò sulle palle PROPRIO per le chitarrine ed i falò
come prendevi la chitarra in mano te chiedevano "che la sai ommarenerommarenerommareneeeee'"
e che [...]
tu passavi i pomeriggi a cercare di rifare l'arpeggio blues di money o l'intro di the cinema show e queste che fri(e)gnavano
per non parlare della deriva nonèlarai degli anni 80/90 delle canzoni cantate in coro
A me prendevano un casino gli arpeggi di Simon & Garfunkel... Devo dire che al liceo c'acchiappavo.
Direi invece che la distruzione è arrivata con Vasco... Me dispiace ma, a parte qualche eccezione (toffee e qualche altra) la sua è stata un'irruzione che ha distrutto er falò... e il plettro è diventato na vanga...
Citazione di: Nanni il 08 Nov 2013, 10:01
Quando sulla spiaggia di notte si faceva il fuoco e si cantava tutti insieme appassionatamente ommareneromareneromarenè e poi si finiva immancabilmente ad ammucchiarsi a coppie a coppie in angoli appartati della spiaggia (facendo moooooolta attenzione alla sabbia che è peggio della carta vetrata... ;)) ), Orchetto no, che a lui Battisti nu je piaceva, e allora rimaneva da solo a attizza' er foco...
:poof: :lol: :lol: :lol:
sempre tenutomi alla larga dai falò sulle spiagge, i mie falò erano in montagna e si suonava un po' di tutto non solo la chitarra ma anche fisarmoniche, violini ecc. e ti assicuro che anche lì poi ci si appartava e senza problemi di sabbia :beer:
E poi in montagna è pieno di distese azzurre e di verdi terre. Di discese ardite e di risalite, su nel cielo aperto, e poi giù il deserto. Orchetto era un fan del Duo di Piadena. Ci ha ancora la discografia completa.
:lol:
sai che un passo della canzone da te citata fu ritrovato in un volantino BR?
Nasce l'esigenza di sfuggirsi,
Per non ferirsi di più...
Prendila così,
non possiamo farne un dramma
Inviato da Lulic al 71' using Tapatalk
Antigenerazionalmente, preferisco questa.
A te che sei l'unica al mondo
L'unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All' angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con I disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perche non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l'aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di piu?
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po'
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato I sogni
E l'arte dell'avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l'unica amica
Che Io posso avere
L'unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di piu?
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
Citazione di: Nanni il 06 Nov 2013, 13:45
Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.
Per te che di mattina torni a casa tua perché
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un po' d'amore a chi non sa che farne.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.
Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi
lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai
per te che un errore ti è costato tanto
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.
rileggendola e risentendola bene, mi pare scritta con il punto di vista di un cristo sulla croce
un cristo umano, degli ultimi, e che per gli ultimi vorrebbe morire ma, da uomo, stenta a capire bene come
E' vero.
Ma sembra anche disperatamente incapace di andare avanti (... e così io resto qui...).
Lo so, forse non è il caso di fare l'esegesi dei testi di Mogol, però... non so, sarà magari un caso, oppure una scelta precisa di carattere, chi lo sa: questa cosa del "rimanere fuori", di "non sembrare capace di", non è la prima volta che compare nelle canzoni di Mogol-Battisti.
Pensa solo ai ragazzi che vendevano libri e lui che non trovava il coraggio per imitarli... sembra la stessa cosa, no?
Chissà, magari uno dei due, o tutti e due, questa sensibilità se la portavano dentro.
Citazione di: hidalgo il 08 Nov 2013, 22:28
Nasce l'esigenza di sfuggirsi,
Per non ferirsi di più...
Prendila così,
non possiamo farne un dramma
Inviato da Lulic al 71' using Tapatalk
E andiamo!
Citazione di: hidalgo il 08 Nov 2013, 22:28
Nasce l'esigenza di sfuggirsi,
Per non ferirsi di più...
Prendila così,
non possiamo farne un dramma
Questa é stata scritta da Petko.