incipit

Aperto da Drake, 17 Dic 2010, 01:21

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Rorschach

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C'era anche quella 'chiamatemi Ismaele, ma non la trovo'...

nino™

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Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l'epoca della fede e l'epoca dell'incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell'altra parte — a farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni i quali li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo. Un re dalla grossa mandibola e una regina dall'aspetto volgare sedevano sul trono d'Inghilterra; un re dalla grossa mandibola e una regina dal leggiadro volto, sul trono di Francia. In entrambi i Paesi ai signori dalle riserve di Stato del pane e del pesce era chiaro più del cristallo che tutto in generale andava nel miglior ordine possibile e nel più duraturo assetto del mondo.

C.Dickens/ Le due città o Racconto di due città

vaz

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Eravamo.io.e.Jamieson.
Solo noi.
In viaggio, questo viaggio forsennato a tavoletta attraverso questo strano territorio su questo strano veicolo.
Solo io e Sandy Jemieson.
Ma loro cercavano di disturbarmi, cercavano di svegliarmi; come sempre. Guai al mondo se lasciano in santa pace questo can che dorme.
S'immischiano sempre.

Irvine Welsh - Tolleranza Zero

Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare – il mare – nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare.

Alessandro Baricco - Oceano Mare

It was a bright cold day in April, and the clocks were striking thirteen. Winston Smith, his chin nuzzled into his breast in an effort to escape the vile wind, slipped quickly through the glass doors of Victory Mansions, though not quickly enough to prevent a swirl of gritty dust from entering along with him.
The hallway smelt of boiled cabbage and old rag mats. At one end of it a coloured poster, too large for indoor display, had been tacked to the wall. It depicted simply an enormous face, more than a metre wide: the face of a man of about forty-five, with a heavy black moustache and ruggedly handsome features.

George Orwell - 1984

kelly slater

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Mio padre è morto un anno fa. Io non credo alla teoria secondo cui si diventa veramente adulti solo alla morte dei genitori; veramente adulti non lo si diventa mai.
Davanti alla sua bara ho avuto pensieri incresciosi. Si era goduto la vita, quel vecchio porco; se l'era spassata alla grande. "Ti sei riprodotto..." gli dissi fra me e me con una certa foga, "hai ficcato il tuo grosso uccello nella fica di mia madre." Diciamo pure che ero piuttosto teso: non capita tutti i giorni di avere un morto in famiglia. Il cadavere m'ero rifiutato di vederlo. Ho quarant'anni, e di cadaveri ne ho già visti abbastanza; adesso preferisco evitare. Che poi è il motivo per cui non ho mai voluto animali domestici.
E non mi sono neanche mai sposato. Di occasioni per farlo ne ho avute diverse; ma ho sempre lasciato perdere. Comunque le donne mi piacciono, e pure tanto. In effetti il celibato un po' mi pesa. E' seccante soprattutto per le vacanze. La gente diffida degli scapoli in vacanza, soprattutto se di una certa età: li considerano persone molto egoiste e anche un po' dissolute; difficile dargli torto.

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stefano_71

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Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse di più,
ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale
che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.

It - Stephen King


Le tenebre stavano avanzando.
«Meglio rientrare.» Gared osservò i boschi attorno a loro farsi più oscuri. «I bruti sono morti.»
«Da quando hai paura dei morti?» C'era l'accenno di un sorriso sui lineamenti di ser Waymar Royce.
Gared non raccolse. Era un uomo in età, oltre i cinquanta, e di nobili ne aveva visti andare e venire molti. «Ciò che è morto resta morto» disse «e noi non dovremmo averci niente a che fare.»

Il Trono di Spade - George R.R. Martin

Pat Pat

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Citazione di: stefano_71 il 02 Gen 2012, 07:51Le tenebre stavano avanzando.
«Meglio rientrare.» Gared osservò i boschi attorno a loro farsi più oscuri. «I bruti sono morti.»
«Da quando hai paura dei morti?» C'era l'accenno di un sorriso sui lineamenti di ser Waymar Royce.
Gared non raccolse. Era un uomo in età, oltre i cinquanta, e di nobili ne aveva visti andare e venire molti. «Ciò che è morto resta morto» disse «e noi non dovremmo averci niente a che fare.»

Il Trono di Spade - George R.R. Martin


Winter is coming...

saramago

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Un uomo andò a bussare alla porta del re e gli disse, Datemi una barca.

(josè saramago-il racconto dell'isola sconosciuta.)

Neal

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Era una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s'era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un pischello quando se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare. Con una compagnia di maschi uguali a lui, tutti vestiti di bianco, scese giù alla chiesa della Divina Provvidenza, dove alle nove Don Pizzuto gli fece la comunione e alle undici il Vescovo lo cresimò. Il Riccetto però aveva una gran prescia di tagliare: da Monteverde giù alla stazione di Trastevere non si sentiva che un solo continuo rumore di macchine.

Pier Paolo Pasolini - Ragazzi di vita

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DopoNesta

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Citazione di: est1900 il 10 Nov 2011, 14:35
"Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Perciò lasca perdere. Vattene. Sparisci, finchè sei ancora intero. Salvati. Ci sarà pure qualcosa di meglio alla TV".

Palahniuk mi ricorda:

Queste poche pagine sono destinate a un lettore a me sconosciuto e a una stirpe futura, che avrà il coraggio di guardare in faccia la verità e la forza di sopportarla. Gli spiriti deboli fuggano le mie parole come il fuoco, non ho nulla di piacevole da raccontare. Sarò breve, ché poco tempo mi resta ormai da vivere. Già soltanto la scrittura di una frase mi richiede uno sforzo che definirei sovrumano, e che non riuscirei a compiere se una pulsione interna non mi spingesse a trasmettere il mio sapere e quello che mi è stato dato di scoprire.

il quale mi ricorda:

Da quando sono venuto in questa terra, ho sentito il mio cuore invecchiare misteriosamente e nutrire la sensazione di un profondo isolamento. questo luogo non ha mai avuto alcun rapporto né con me né con i miei antenati, ma chissà che un giorno non nasca fra noi uno stretto legame, un legame che si manterrà vivo per tutta la mia discendenza. Pensavo a ciò mentre salivo gli stretti scalini di pietra ricoperti di muschio sul retro della casa. Quella scalinata conduceva a uno spiazzo di cerca di solitudine, il silenzio a poco a poco mi penetrava nell'anima, liberava la mia mente da ogni pensiero, lasciando spazio solo alla bruciante nostalgia del passato.

che a sua volta:

La voce femminile si diffonde dall'altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa.
- Il signor Malaussène è desiderato all'Ufficio Reclami.
Una voce velata, come se le foto di Hamilton si mettessero a parlare. Eppure, colgo un leggero sorriso dietro la nebbia di Miss Hamilton. Niente affatto tenero, il sorriso. Bene, vado. Arriverò probabilmente la settimana prossima. È il 24 dicembre, sono le 16 e 15, il Grande Magazzino è strapieno. Una fitta folla di clienti gravati dai regali ostruisce i passaggi. Un ghiacciaio che cola impercettibilmente, in un cupo nervosismo. Sorrisi contratti, sudore lucente, ingiurie sorde, sguardi pieni d'odio, urla terrorizzate di bambini acciuffati da Babbi natale idrofili.

da cui ovviamente:

Il bambino era inchiodato alla porta come un uccello del malaugurio. I suoi occhi plenilunio erano quelli di una civetta.
Loro erano sette e salivano le scale quattro a quattro. Naturalmente ignoravano che questa volta gli avevano inchiodato un moccioso alla porta. Pensavano di aver già visto tutto e quindi correvano verso la sorpresa. Ancora due piani e un piccoli Gesù di sei o sette anni avrebbe sbarrato loro la strada. Un bimbo-dio inchiodato vivo a una porta. Chi può immaginare una cosa simile?

e quindi:

Mi svegliai con il viso sprofondato nel pelo pubico di una sconosciuta. Avevo trentacinque anni. Come dire: "Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura...".

indipercui:

Sono diventato la persona che sono all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accosciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa.

per finire a:

Improvvisamente, un giorno, il signor Remo iniziò a odiare il suo cane.
Non era un uomo cattivo. Ma qualcosa si era rotto dentro di lui quando era rimasto vedovo. Aveva perso la moglie e gli era restato il cane, un botole salcicciometiccio, grasso e nerastro, con orecchioni da pipistrello. Si chiamava Bum, ovvero Boomerang, perché riportava indietro qualsiasi cosa gli tirassero, con prontezza e perseveranza.

e chiosando con:

« U-u-u-uh! Guardatemi, muoio. Nel portone la tormenta mi ulula il de profundis nel portone ed io urlo con essa. È finita, è finita. Un furfante dal berretto sporco, il cuoco della mensa degli impiegati al Consiglio Centrale dell'Economia Nazionale, mi ha rovesciato una mestola di acqua bollente sul fianco sinistro. Che canaglia, e dire che è un proletario! Signore Iddio, come fa male! Fino all'osso mi ha rosicchiato quell'acqua. E adesso urlo: ma urlando si aggiusta forse qualcosa? »

finchè:

Dev'essere stato il fulmine a svegliarmi. Una minaccia di luce passata dietro le palpebre chiuse ha infilato i nervi e li ha percorsi tutti come un circuito elettrico. Sforzo gli occhi abbagliati, vedo la stanza sotto un dolore nuovo. Stanno cadendo lampi a secco, senza pioggia, c'è odore di aria bruciata.

che mi porta a chiudere sto discorso sulle aperture con:

Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l'avessi mai scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile: lirico come il «Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi» di Nabokov o, se non altro, di grande respiro come il tolstoiano: «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo». La gente ricorda espressioni del genere anche quando del libro ha dimenticato tutto il resto. Comunque, a proposito di incipit, il migliore a mio avviso non può che ritenersi quello del Buon soldato di Ford Madox Ford: «Questa è la storia più triste che abbia mai sentito». L'ho letto decine di volte, ma ancora mi lascia di stucco. Ford Madox Ford è stato Un Grande.

Pat Pat

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"It is a truth universally acknowledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife".

Jane Austen, Pride and Prejudice

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BoyRM76

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"C'è stato un periodo della mia vita in cui ho perduto molti punti di riferimento: succede a tutti i ragazzi, capita
che magari cambi scuola, lavoro, quartiere e all'improvviso non vedi più le persone con cui hai trascorso tanti anni... oppure magari semplicemente si cresce e gli amici cambiano, prendono altre direzioni, si allontanano
da te... in poche parole, li perdi.
Io li ho persi per un altro motivo: sono morti... quasi tutti."

giò7

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Citazione di: lagazzella il 17 Dic 2010, 13:38
Nell'affresco sono una delle figure di sfondo.
La grafia meticolosa, senza sbavature, minuta. Nomi, luoghi, date, riflessioni. Il taccuino degli ultimi giorni convulsi.
Le lettere ingiallite e decrepite, polvere di decenni trascorsi.
La moneta del regno dei folli dondola sul petto a ricordarmi l'eterna oscillazione delle fortune umane.
Il libro, forse l'unica copia scampata, non è più stato aperto.
I nomi sono nomi di morti. I miei, e quelli di coloro che hanno percorso i tortuosi sentieri.
Gli anni che abbiamo vissuto hanno seppellito per sempre l'innocenza del mondo.
Vi ho promesso di non dimenticare.
Vi ho portati in salvo nella memoria.
Voglio tenere tutto stretto, fin dal principio, i dettagli, il caso, il fluire degli eventi. Prima che la distanza offuschi lo sguardo che si volge indietro, attutendo il frastuono delle voci, delle armi, degli eserciti, il riso, le grida. Eppure solo la distanza consente di risalire a un probabile inizio.


Q - Luther Blisset

:agree:

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porgascogne

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che libro Q, che libro

giò7

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Citazione di: porgascogne il 22 Ago 2012, 12:57
che libro Q, che libro

L'ho letto (colpevolmente) solo a Luglio... Folgorante e terribilmente attuale.

Cialtron_Heston

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Dunque. Provo ad alzarmi almeno prima che faccia buio. Per assorbire un pò di luce solare, registrarmi e timbrare il cartellino. II sole è un orologio per iI controllo delle presenze. Senza che uno debba lavorare, per lui o per altri. Già. Sistema solare, sistema sociale.
Sempre difficile alzarsi. E' come essere rimasti sepolti per quattrocento anni e dover emergere da sotto due metri di terra. Ogni mattina.
La luce fa capolino attraverso le tende. A un tratto mi sembra che i numeri sulla radiosveglia siano una data. 1601. Mi alzo fin troppo presto, non dovrò rinascere prima di quattrocento anni scarsi... II sonno è morte. Si risorge ogni mattina. La resurrezione della carne."

"101 Reykjavik" - Hallgrímur Helgason

Peperone72

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Il sole tramontava già fra le profondità verdi delle colline a ovest della vallata, e le sue ombre rosse e rosate sfioravano gli angoli più remoti della campagna, quando Flick Ohmsford cominciò la sua discesa

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"Questione di moralità. La menzogna è intollerabile. Si muore nella menzogna."

giggio

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Eccoci qui, ancora soli. C'è un'inerzia, in tutto questo, una pesantezza, una tristezza... Fra poco sarò vecchio. E la sarà finita, una buona volta. Gente n'è venuta tanta, in camera mia.
Tutti han detto qualcosa. Mica m'han detto gran che. Se ne sono andati. Si son fatti vecchi, miserabili e torpidi, ciascuno in un suo cantuccio di mondo.

(Céline-Morte a credito)

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Rivolazionario

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Mio caro Marco, sono andato stamattina dal mio medico Ermogene, recentemente rientrato in Villa da un lungo viaggio in Asia. Bisognava che
mi visitasse a digiuno ed eravamo d'accordo per incontrarci di primo mattino.

(Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar)

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