Abbiamo visto come sia stato centrale il ruolo del basso elettrico nel passaggio dallo ska al rocksteady.
Dal semplice supporto ritmico sulle toniche, il basso si avventurava in frasi melodiche che ornavano
il rallentamento generale.
E certo, fu una rivoluzione significativa passare da quei ritmi veloci e ingessati al caldo ciondolante
cullare del rocksteady.
Ma il rocksteady ebbe vita breve, circa due anni, dal 1966 al 1968.
Come sempre le cause furono molteplici, ma volendo riassumerle in una piu' generale si potrebbe dire
che l'isola era pronta per una musica che superasse di nuovo l'influenza americana per inserire
elementi autoctoni in una forma nuova, come metafora di una nuova presa di coscienza nera e proletaria.
Le lotte degli afroamericani rimbalzavano in giamaica trovando sponda nell'affermazione del Rastafari.
E dunque, le canzoni d'amore o di esaltazione delle gesta dei "rude boys", i microdelinquenti dei ghetti di Kingston, proprie del rocksteady, era tempo che lasciassero spazio alle rivendicazioni sociali, politiche e religiose dei "sufferah", i poveri emarginati delle bidonville, che nel frattempo erano divenuti la maggioranza.
Il roots reggae reincorpora quindi le percussioni tradizionali del mento e del calypso, e sopratutto pone ancora piu' in primo piano il ruolo di "motore" del basso.
Una figura chiave (anzi forse LA figura chiave) di questo processso, nel periodo che va dal 1968 al 1971 risponde al nome di
Leroy Sibbles.

Leroy era dal 65 la voce solista del trio The Heptones, uno dei gruppi vocali piu' importanti nel periodo a cavallo tra ska e rocksteady.
Per farsi un'idea questa è stata la loro hit maggiore:
A forza di frequentare lo Studio One di sir Coxsone Dodd, Leroy viene stipendiato a tempo pieno come braccio destro di Jackie Mittoo, tastierista e arrangiatore leggendario ( di cui il buon AR ha gia' narrato le gesta in altro post ).
Mittoo insegna a Leroy a suonare il basso, ad arrangiare e sopratutto a fare il talent scout, ovvero a sceegliere tra le decine di aspiranti cantanti quelli che potevano avere successo per la scuderia Studio One.
E siccome ci fu una grande diffidenza all'inizio verso il reggae da parte di Duke Reid, Prince Buster e gli altri produttori "minori", fu rilevante il fatto che Dodd invece ci credette in pieno, promuovendo di fatto la nascita del genere.
Certo, nel frattempo anche Lee Perry, King Tubby, e altri stavano sperimentando in quella direzione, ma il trademark del roots reggae lo si deve in gran parte al modo di suonare il basso di Sibbles, che non è piu' solo frase melodica ne' semplice supporto ritmico, ma una cosa che riunisce entrambi gli aspetti e va a formare l'ossatura attorno alla quale si sviluppa la canzone, insieme al pattern di batteria ( il cosiddetto Riddim ).
Ecco alcuni giri di basso Sibblesiani che hanno fatto la storia e la scuola:
Suo il giro del basso anche nel capolavoro assoluto dell'esordiente Burning Spear ( che Leroy audiziono' e scelse nonostante la diffidenza di Dodd verso tematiche cosi' fortemente integraliste Rasta )
Nel 71', stufo per i mancati pagamenti del tirchio boss di Studio One, Sibbles lavorera' per altri due anni
con praticamente tutti i produttori dell'isola, fino al 73', anno i cui si trasferisce in Canada dove vivra' per oltre vent'anni.
Nel frattempo avra' avuto altre soddisfazioni con gli Heptones grazie alla popolarita' internazionale raggiunta sotto la Island Records.
Rimane il fatto che il suo nome rimane scolpito a caratteri d'oro nella storia del reggae per il lavoro in studio svolto in quei 3 gloriosi anni "
registrando 5 pezzi al giorno ogni giorno, sabato e domenica inclusi", inventando giri di basso, arrangiando i fiati, educando gli aspiranti singers, il tutto fumando tanta ganja perche' come Horace Andy ricorda: "
tutti i muscisti e i cantanti volevano andare allo Studio One, perche' era l'unico che ti permetteva di fumare all'interno, cosi' che l'ispirazione era costante e non ti abbandonava mai..."