10 febbraio, una giornata da abolire?

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Offline Kobra

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1996
10 febbraio, una giornata da abolire?
« il: 12 Feb 2018, 08:59 »
Ho messo il punto interrogativo volutamente.
Personalmente ritengo che non vi siano dubbi: già dal principio fu sbagliata clamorosamente la data (il 10 febbraio, non solo segue di poco il 27 gennaio stabilendo una correlazione  tra i due fatti, ma è anche il giorno della firma dei trattati di pace a Parigi nel 1947 facendo così dell'Italia l'unica paese europeo che viva questo data non come fine dell'immane mattanza, ma con spirito revisionista e revanscista), poi le varie celebrazioni succedutesi nel corso degli anni - tra sviolinate politiche e onorificenze distribuite a casaccio - ha fatto sì si andasse sempre in peggio.
Adesso siamo arrivati ad una disfida tra quanti inneggiano alle foibe e quanti parlano di genocidio degli italiani, quindi direi che essendo chiaro che nessuno di costoro sa di cosa parli - in primis i vertici istituzionali e quanti a loro scrivono i discorsi - sarebbe il caso di suonare il gong e lasciare che della materia si occupino gli storici seri, sottraendola alla canea del dibattito quotidiano.
Spero che questo topic non diventi l'ennesimo esempio di tali pessime usanze, ma che si possa ragionare pacatamente soprattutto sull'opportunità di tale data e, nel caso, di come si potrebbe giungere - se non ad una sua abrogazione - ad una sua sostanziale modifica.


Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #1 il: 12 Feb 2018, 09:05 »
Ho messo il punto interrogativo volutamente.
Personalmente ritengo che non vi siano dubbi: già dal principio fu sbagliata clamorosamente la data (il 10 febbraio, non solo segue di poco il 27 gennaio stabilendo una correlazione  tra i due fatti, ma è anche il giorno della firma dei trattati di pace a Parigi nel 1947 facendo così dell'Italia l'unica paese europeo che viva questo data non come fine dell'immane mattanza, ma con spirito revisionista e revanscista), poi le varie celebrazioni succedutesi nel corso degli anni - tra sviolinate politiche e onorificenze distribuite a casaccio - ha fatto sì si andasse sempre in peggio.
Adesso siamo arrivati ad una disfida tra quanti inneggiano alle foibe e quanti parlano di genocidio degli italiani, quindi direi che essendo chiaro che nessuno di costoro sa di cosa parli - in primis i vertici istituzionali e quanti a loro scrivono i discorsi - sarebbe il caso di suonare il gong e lasciare che della materia si occupino gli storici seri, sottraendola alla canea del dibattito quotidiano.
Spero che questo topic non diventi l'ennesimo esempio di tali pessime usanze, ma che si possa ragionare pacatamente soprattutto sull'opportunità di tale data e, nel caso, di come si potrebbe giungere - se non ad una sua abrogazione - ad una sua sostanziale modifica.
se ricordare delle vittime innocenti e' spirito revisionista e revanscista si e' capito gia' da che parte uno sta, dai macellai di Tito
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Offline Kobra

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1996
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #2 il: 12 Feb 2018, 09:09 »
Ecco uno che non ha capito nulla: e sì che mi pareva semplice...
Bastava leggere l'ultima riga.
Spirito revisionista e revanscista non è ricordare vittime innocenti, ma è farlo in un giorno in cui si dovrebbe celebrare la Pace, e lo è farlo omettendo tutto ciò che tali fatti precede, non ultimo l'Adritisches Kustenland.
Ti informo che esiste un rapporto di una commissione storica mista italoslovena che giace nei cassetti del Senato dal 1999 mentre in Slovenia è stato pubblicata (strano, eh?): leggila, vai

http://www.kozina.com/premik/porita.pdf

Offline FatDanny

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15973
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #3 il: 12 Feb 2018, 09:29 »
Kobra il problema è che le istituzioni hanno fatto loro, durante uno dei governi berlusconi, la ricostruzione farsesca della destra italiana che vede le foibe come genocidio, mentre si tratta di una rappresaglia di guerra.
Evento altrettanto terribile, ma ben diverso da un genocidio e comune a tutte le guerre.

Come ben dici tu una commissione mista italoslovena di STORICI ha approfondito il tema ma casualmente in italia non se ne parla.
E non se ne parla perchè porterebbe ad affrontare il piccolo particolare che i primi massacratori, torturatori, assassini da quelle parti furono proprio gli italiani (cosa che portò, quando i rapporti di forza si rovesciarono, alla rappresaglia).

Non solo abbiamo testimonianza di esecuzioni sommarie di civili slavi che oggi vengono paradossalmente rilette al contrario (vedi gaffe della Meloni che posta foto di infoibati slavi facendoli passare per poveri italiani, in cui dieci anni fa era caduto anche Bruno Vespa, attaccando brutalmente e indecorosamente la storica in studio che l'aveva fatto notare).
Ma la cosa più drammatica è che noi gli slavi li mettevamo proprio in campo di concentramento appositamente costruiti, in cui passarono circa 25MILA persone.
Cosa che dovrebbe farci riflettere e demolire l'idea di un fascismo "buono" che ha avuto solo la malsana idea di allearsi col nazismo. Fascismo e nazismo profumavano della stessa merda.
Ecco una foto di un detenuto slavo dell'epoca:



O di questi pericolossissimi detenuti:


E dei campi:




Vi ricorda qualcosa? Io non vedo grandi differenze rispetto agli ebrei detenuti in Polonia o Germania.
E queste cose non le troverete in nessun libro di storia italiano, non ve lo racconterà nessuno esattamente come gli eccidi di cui fummo responsabili in Africa.
Altro che "revisionismo diretto dal PCI sulle foibe", è tutto l'opposto. Il nazionalismo italiano di allora nascose tutto sotto il tappeto. Rimozione totale nazionalista, come non fosse accaduto.
Gli slavi titini, i comunisti brutti e cattivi, si sono svegliati e hanno massacrato gli "italiani brava gente". Siamo ad una grottesca farsa.


Tornando ai fatti dinanzi a questo come pensate abbiano reagito gli slavi quando la resistenza titina ha rovesciato la situazione? Avranno detto "vabbé dai, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato" oppure in quel momento atroce si sono presi la loro vendetta?

Intendiamoci, nulla da festeggiare, perché nessuna rappresaglia, nessuna vendetta lo è.
ma tutt'altra cosa rispetto al genocidio di cui parla.
Personalmente questa storia mi appassiona da sempre, avendo avuto un nonno impegnato proprio su quel fronte di guerra, a combattere i partigiani titini. Qualcosina mi ha raccontato e nulla per cui essere fieri.

La resistenza titina fu, esattamente come la resistenza italiana, un fenomeno da ringraziare per la battaglia che portò avanti contro il nazifascismo. Meno male che ci furono quegli uomini e quelle donne, sotto la guida del Maresciallo Tito.
Le foibe costituiscono un fenomeno di rappresaglia che è profondamente stupido festeggiare, ma che è stato strumentalizzato per farne campagna politica anticomunista inventando di sana pianta un genocidio mai avvenuto.

Offline Thorin

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2572
Sesso: Maschio
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #4 il: 12 Feb 2018, 09:31 »
Adesso siamo arrivati ad una disfida tra quanti inneggiano alle foibe e quanti parlano di genocidio degli italiani, quindi direi che essendo chiaro che nessuno di costoro sa di cosa parli - in primis i vertici istituzionali e quanti a loro scrivono i discorsi - sarebbe il caso di suonare il gong e lasciare che della materia si occupino gli storici seri, sottraendola alla canea del dibattito quotidiano.

Non sono d'accordo, se il problema è l'idiota che inneggia alle foibe e l'idiota che parla di genocidio degli italiani, occorre maggiore informazione, di certo non è col silenzio che si risolvono i problemi, anzi, senza informazione i due idioti resteranno idioti, magari resteranno idioti lo stesso perchè uno che inneggia ad omicidi ed uno che parla di "razza italiana" ormai sono irrecuperabili, ma magari ne gioveranno i più giovani.

Bel discorso invece sulla data, la coincidenza con i trattati di Parigi è fuorviante ed evitabile, ma magari c'è un motivo che mi sfugge.
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #5 il: 12 Feb 2018, 09:34 »
la rappresaglia fu fatta su donne e bambini innocenti semplicemente perche' abitanti in territorio italiano che doveva essere ripulito etnicamente, come le successive infinite pulizie etniche dei balcano hanno dimostrato che quello e' il metodo principe da quelle parti, il fascismo era solo una scusa come un'altra. P.s. la Francia, l'Inghilterra, gli USA non hanno massacrato a sangue freddo donne e bambini italiani per rappresaglia mentre la cosiddetta rappresaglia di guerra era uno strumento normale, giustificato e usato ampiamente dai nazisti
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #6 il: 12 Feb 2018, 09:35 »
Ecco uno che non ha capito nulla: e sì che mi pareva semplice...
Bastava leggere l'ultima riga.
Spirito revisionista e revanscista non è ricordare vittime innocenti, ma è farlo in un giorno in cui si dovrebbe celebrare la Pace, e lo è farlo omettendo tutto ciò che tali fatti precede, non ultimo l'Adritisches Kustenland.
Ti informo che esiste un rapporto di una commissione storica mista italoslovena che giace nei cassetti del Senato dal 1999 mentre in Slovenia è stato pubblicata (strano, eh?): leggila, vai

http://www.kozina.com/premik/porita.pdf
bene, fatela l'11 febbraio, ti andrebbe bene ora? non credo

Offline Kobra

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1996
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #7 il: 12 Feb 2018, 09:42 »
Non sono d'accordo, se il problema è l'idiota che inneggia alle foibe e l'idiota che parla di genocidio degli italiani, occorre maggiore informazione, di certo non è col silenzio che si risolvono i problemi, anzi, senza informazione i due idioti resteranno idioti, magari resteranno idioti lo stesso perchè uno che inneggia ad omicidi ed uno che parla di "razza italiana" ormai sono irrecuperabili, ma magari ne gioveranno i più giovani.

Vero quanto dici: l'oblio favorisce le ricostruzioni faziose.
Si potrebbe tramutare il 10 febbraio in una data che ricordi tutte le vittime innocenti, magari non solo ricordando quanto gli italiani hanno dovuto soffrire, ma anche il male che le truppe italiane hanno disseminato dall'Africa alla Russia, passando per Francia, Grecia e Albania.
Magari sarebbe anche l'occasione per fare ammenda del fatto che dei quasi 1000 criminali di guerra richiesti a fine guerra da tali paesi ne abbiamo consegnati zero

la rappresaglia fu fatta su donne e bambini innocenti semplicemente perche' abitanti in territorio italiano che doveva essere ripulito etnicamente

Hai mai sentito parlare del Ponziana?
Quanto al fatto che "infinite pulizie etniche dei balcano hanno dimostrato che quello e' il metodo principe da quelle parti", ti faccio notare che a Lubiana le truppe italiane deportarono quasi il 10% della popolazione, e che da quelle parti non hanno mai usato gas...

Offline FatDanny

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15973
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #8 il: 12 Feb 2018, 09:45 »
la rappresaglia fu fatta su donne e bambini innocenti semplicemente perche' abitanti in territorio italiano che doveva essere ripulito etnicamente, come le successive infinite pulizie etniche dei balcano hanno dimostrato che quello e' il metodo principe da quelle parti, il fascismo era solo una scusa come un'altra. P.s. la Francia, l'Inghilterra, gli USA non hanno massacrato a sangue freddo donne e bambini italiani per rappresaglia mentre la cosiddetta rappresaglia di guerra era uno strumento normale, giustificato e usato ampiamente dai nazisti

Ma per quale motivo Inghilterra, Francia o Usa avrebbero dovuto compiere una rappresaglia contro gli italiani?
Ti sembra che ci fossero campi di concentramento per inglesi e francesi? Abbiamo per caso provato a sterminarli? Non mi pare.
Non rimuovere il centro della questione: la pulizia etnica l'abbiamo fatta NOI da quelle parti.

la cosa avvenne in questi termini per il semplice fatto che rispondeva alla repressione antislava che, come da foto, era svolta anche su donne e bambini.

Fu una rappresaglia che coinvolse, senza dubbio, anche civili e per questo non può essere in alcun modo causa di festeggiamento, ma non ci fu alcuna pulizia etnica anti-italiana scientificamente programmata da parte dei partigiani titini.
Questo è un falso storico. ti sfido a produrre materiale che dimostri questa panzana.
Le foibe furono una rappresaglia in gran parte autonoma dagli ordini titini e dalle stesse forze della resistenza (a cui senza dubbio le forze della resistenza titina parteciparono, non lo nego di certo).

Semplicemente quando poterono vendicarsi degli italiani, sia quelli che li avevano torturati che quelli che erano rimasti in silenzio e complici di quel massacro, lo fecero.
Niente di bello, ma niente di incomprensibile e soprattutto niente da poter attribuire all'ideologia comunista, che poi è il reale obiettivo di questa campagna becera e farsesca, esattamente come chi la promuove.

Potrei farti innumerevoli esempi storici di rappresaglie analoghe a distanza di secoli da comunismo e fascismo.
Perché è una ricorrenza storica piuttosto frequente quella secondo cui un popolo assoggettato, quando ha modo di ribellarsi, tende a voler pareggiare i conti.
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #9 il: 12 Feb 2018, 09:48 »
Uccidere civili donne e bambini a sangue freddo, per me e per le leggi internazionali e' un crimine di guerra e contro l'umanita' altro che rappresaglia di guerra. Dire che e' una rappresaglia di guerra vuol dire giustificare e usare le stesse identiche parole degli stragisti nazisti che dicevano, "ce ne hanno uccisi 30 noi ne uccidiamo 300, era pure scritto e li avevamo avvertiti". Si tratta, per tutte le leggi internazionali di crimine di guerra con l'aggravante della crudelta' gratuita incatenare intere famiglie e buttarle di sotto nelle foibe, almeno i nazisti mostravano una certa "umanita'" o minore bestialita' diciamo, fucilandoti a dandoti pure il colpo di grazia

Offline FatDanny

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15973
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #10 il: 12 Feb 2018, 09:54 »
Uccidere civili donne e bambini a sangue freddo, per me e per le leggi internazionali e' un crimine di guerra e contro l'umanita' altro che rappresaglia di guerra. Dire che e' una rappresaglia di guerra vuol dire giustificare e usare le stesse identiche parole degli stragisti nazisti che dicevano, "ce ne hanno uccisi 30 noi ne uccidiamo 300, era pure scritto e li avevamo avvertiti". Si tratta, per tutte le leggi internazionali di crimine di guerra con l'aggravante della crudelta' gratuita incatenare intere famiglie e buttarle di sotto nelle foibe, almeno i nazisti mostravano una certa "umanita'" o minore bestialita' diciamo, fucilandoti a dandoti pure il colpo di grazia

continui a rimuovere il genocidio slavo.
Da quello devi partire.
La rappresaglia non era analoga a quella nazista (30 soldati vs 300 civili) ma a partire da uno sterminio dei civili compiuto dalle truppe ITALIANE.
Capisci?
Tu invece, volutamente, confondi una rappresaglia di guerra in cui ad un'azione militare per vendetta ne consegue l'uccisione di tot civili. Per vendicarmi di avermi ucciso X soldati ti uccido X civili. Questa è la fattispecie considerata dalle leggi internazionali di guerra.
Qui parliamo d'altro.

Non ci fu la vendetta dei partigiani slavi per i partigiani uccisi in guerra.
E far passare questo è far passare una menzogna. e' cancellare un genocidio barbaro causato dalla teppa fascista. E' insultare quelle vittime due volte.

Una parte del popolo slavo, CIVILI, dopo essere stato oppresso, torturato, ucciso si è preso la sua vendetta. Dopo aver visto figli torturati e uccisi come la foto da me postata ha deciso di prendere la sua rivalsa non solo nei confronti dei responsabili ma anche di tutti quegli altri che si erano girati dall'altra parte.
E' stato giusto? Ovviamente con gli occhi di oggi ti dico di no.
Ma non ti assicuro che in quella situazione non avrei fatto lo stesso. E manco tu.

Quindi evita di girare attorno alle cose facendo finta di non capire la differenza tra una rappresaglia di guerra illegittima da parte di un esercito e una rappresaglia di popolo che si vendica di anni di torture e omicidi, causata da italiani "bravissima gente" e nell'indifferenza di altri italiani "ancora mejo".
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #11 il: 12 Feb 2018, 09:56 »
rispondere a crimini di guerra con crimini di guerra non li rende meno crimini di guerra

Offline Thorin

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2572
Sesso: Maschio
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #12 il: 12 Feb 2018, 09:56 »
Vero quanto dici: l'oblio favorisce le ricostruzioni faziose.
Si potrebbe tramutare il 10 febbraio in una data che ricordi tutte le vittime innocenti, magari non solo ricordando quanto gli italiani hanno dovuto soffrire, ma anche il male che le truppe italiane hanno disseminato dall'Africa alla Russia, passando per Francia, Grecia e Albania.
Magari sarebbe anche l'occasione per fare ammenda del fatto che dei quasi 1000 criminali di guerra richiesti a fine guerra da tali paesi ne abbiamo consegnati zero

Anche su questo non mi trovi d'accordo, ma è un tema complesso e ci sta.
L'idea di una giornata nella quale non si ricordino, ma si rifletta (perchè per il ricordo bisogna aspettare che un evento sia passato e purtroppo è ancora attuale) sulle vittime innocenti delle guerre e delle tirannie è più che giusta ed aderirei subito, anche oggi! Ma a mio avviso è giusto che una nazione ricordi i propri caduti, specialmente se innocenti.
E bada bene che non sto dicendo che tutti i caduti delle Foibe siano stati innocenti, sicuramente ce ne sono anche di quelli che se ne conoscessi la storia personale direi "Si sta meglio senza", ma per me, da essere umano dico, se anche solo il 10% furono vittime innocenti, furono ingiustificabili.

Le rappresaglie un tanto al kilo sono sempre sbagliate ed inumane, sempre.

Offline JoeStrummer

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12134
Sesso: Maschio
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #13 il: 12 Feb 2018, 09:57 »

Niente di bello, ma niente di incomprensibile e soprattutto niente da poter attribuire all'ideologia comunista, che poi è il reale obiettivo di questa campagna becera e farsesca, esattamente come chi la promuove.


La rappresaglia, forse, ma l'esodo delle popolazioni italiane, da quel che leggo sul rapporto, nasce proprio da lì. Non tanto da motivazioni "etniche", ma politico-sociali:

Complessivamente nel corso del dopoguerra l'esodo dai territori istriani soggetti oggi alla sovranità slovena coinvolse più di 27 000 persone - vale a dire la quasi totalità della popolazione italiana ivi residente, oltre ad alcune migliaia di sloveni, che vennero ad aggiungersi alla grande massa di esuli, in larghissima maggioranza italiani (le cui stime più recenti vanno dalle 200 mila alle 300 mila unità),
provenienti dalle aree dell'Istria e della Dalmazia oggi appartenenti alla Croazia. Gli italiani rimasti (l'8% della popolazione complessiva) furono in maggioranza operai e contadini, specie quelli più anziani, cui si aggiunsero alcuni immigrati politici del dopoguerra ed alcuni intellettuali di sinistra.
7.) Fra le ragioni dell'esodo vanno tenute soprattutto presenti l'oppressione esercitata da un regime la cui natura totalitaria impediva anche la libera espressione dell'identità nazionale, il rigetto dei mutamenti nell'egemonia nazionale e sociale nell'area, nonché la ripulsa nei confronti delle radicali
trasformazioni introdotte nell'economia. L'esistenza di uno Stato nazionale italiano democratico ed attiguo ai confini, più che l'azione propagandistica di agenzie locali filo-italiane, esplicatesi anche in assenza di sollecitazioni del governo italiano, costituì un fattore oggettivo di attrazione per popolazioni
perseguitate ed impaurite, nonostante il governo italiano si fosse a più riprese adoperato per fermare, o quantomeno contenere, l'esodo. A ciò si aggiunse il deteriorarsi delle condizioni di vita, tipico dei sistemi socialisti, ma legato pure all'interruzione coatta dei rapporti con Trieste - che innescarono il timore per gli italiani dell'Istria di rimanere definitivamente dalla parte sbagliata della "cortina di
ferro". In definitiva, le comunità italiane furono condotte a riconoscere l'impossibilità di mantenere la loro identità nazionale - intesa come complesso di modi di vivere e di sentire, ben oltre la sola dimensione politico-ideologica - nelle condizioni concretamente offerte dallo Stato jugoslavo e la loro decisione venne vissuta come una scelta di libertà.


Facciamo così, anziche celebrare in maniera parziale il solo ricordo di una rappresaglia militare, comunque dolorosa e doverosa per le vittime inoocenti, perchè non trasformare questa celebrazione( cambiando evidentemente data) come un' occasione di condanna verso tutti i totalitarismi e le ideologie di morte, che soprattutto in quelle zone e su quelle popolazioni, sia italiane che slave, si accanirono in maniera brutale ed indistinta?

Offline FatDanny

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15973
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #14 il: 12 Feb 2018, 10:02 »
rispondere a crimini di guerra con crimini di guerra non li rende meno crimini di guerra

Ancora?
I crimini di guerra li fanno gli eserciti ufficiali sotto un comando in capo che ordina l'operazione criminale.
La jugoslavia ha tanti terribili esempi in tal senso.
Le foibe non furono causate da un esercito ufficiale, ma dai comitati popolari di liberazione della jugoslavia. Forse non ti è chiaro che fu la gente a voler vendicarsi.
Fu una vendetta efferata? Senza dubbio. Una terribile rappresaglia.
Ma non fu un crimine di guerra, che è tutt'altra cosa.
Non c'è un solo documento, UNO SOLO, che provi l'intervento del partito comunista slavo o delle gerarchie titine nel comandare quanto avvenuto.
A ulteriore testimonianza che la cosa anzi partì dal basso e la responsabilità da attribuire ai titini fu quella di assecondarle e non contrastarle (vedendoci un indiretto possibile interesse, altra cosa da non negare).
Attribuzione di responsabilità che io condivido, ma in quel momento volevo vedere voi che chiacchierate a farlo. Solo rimuovendo il genocidio slavo e le indicibili torture a cui fu sottoposto si può affermare una roba del genere.

E questa è anche la grande ipocrisia del 10 febbraio: se si vuole ricordare quel dramma va ricordato per intero, non solo in parte.
Ricordarlo in parte è oltre che storicamente una boiata, ma soprattutto un insulto che cancella i crimini italiani e distorce un avvenimento al solo fine di strumentalizzarlo.
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #15 il: 12 Feb 2018, 10:03 »
Ancora?
I crimini di guerra li fanno gli eserciti ufficiali sotto un comando in capo che ordina l'operazione criminale.
La jugoslavia ha tanti terribili esempi in tal senso.
Le foibe non furono causate da un esercito ufficiale, ma dai comitati popolari di liberazione della jugoslavia. Forse non ti è chiaro che fu la gente a voler vendicarsi.
Fu una vendetta efferata? Senza dubbio. Una terribile rappresaglia.
Ma non fu un crimine di guerra, che è tutt'altra cosa.
Non c'è un solo documento, UNO SOLO, che provi l'intervento del partito comunista slavo o delle gerarchie titine nel comandare quanto avvenuto.
A ulteriore testimonianza che la cosa anzi partì dal basso e la responsabilità da attribuire ai titini fu quella di assecondarle e non contrastarle. Cosa che io condivido, ma in quel momento volevo vedere voi che chiacchierate a farlo. Solo rimuovendo il genocidio slavo e le indicibili torture a cui fu sottoposto si può affermare una roba del genere.

E questa è anche la grande ipocrisia del 10 febbraio: se si vuole ricordare quel dramma va ricordato per intero, non solo in parte.
Ricordarlo in parte è oltre che storicamente una boiata, ma soprattutto un insulto che cancella i crimini italiani e distorce un avvenimento al solo fine di strumentalizzarlo.
rispondere a crimini con crimini non li rende meno crimini. Piu' contento cosi'?

Offline Thorin

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2572
Sesso: Maschio
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #16 il: 12 Feb 2018, 10:03 »

e soprattutto niente da poter attribuire all'ideologia comunista, che poi è il reale obiettivo di questa campagna becera e farsesca, esattamente come chi la promuove.


Ecco, diciamo pure che se certi gruppi che si autoproclamano comunisti smettessero di fare inni alle Foibe scritti ed orali la cosa aiuterebbe.  ;)

Offline Lativm88

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3407
Sesso: Maschio
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #17 il: 12 Feb 2018, 10:09 »
Allora, non so bene se mi conoscete ma dai miei rari post su "temi" forse si evince che non sono esattamente di FDI.

Io, personalmente, non abolirei il ricordo delle foibe e vado a spiegare perché :

Partiamo col dire che le foibe (quelle con vittime gli italiani) sono solo l'ultimo fotogramma di un orribile film dell'orrore nel quale siamo stati protagonisti e co-protagonisti e che, quindi, guardandolo decontestualizzato assume un significato e guardato in sequenza ne assume un altro.

Io sono dell'idea che la storia ed il ricordo servano alla riappacificazione e "l'occultamento" di eventi o l'imposizione di date da ricordare dall'alto in un omogeneizzato di concetti servono, invece, solo a lasciare nelle mai delle meloni e degli altri la storia per farne mito.

Ed il mito si piega alle esigenze politiche.

Io vorrei che si studiassero di più le foibe, le si ricordassero, si organizzassero delle giornate italo-slovene per farlo.

Lo stesso per porzus e, per spostarci nel tempo, per il risorgimento.

Il modo migliore per riappacificare le persone è spiegarsi.

Chiaramente inneggiare alle foibe è da idioti. Cioè è stupido proprio il concetto

Offline Thorin

*
2572
Sesso: Maschio
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #18 il: 12 Feb 2018, 10:11 »
Allora, non so bene se mi conoscete ma dai miei rari post su "temi" forse si evince che non sono esattamente di FDI.

Io, personalmente, non abolirei il ricordo delle foibe e vado a spiegare perché :

Partiamo col dire che le foibe (quelle con vittime gli italiani) sono solo l'ultimo fotogramma di un orribile film dell'orrore nel quale siamo stati protagonisti e co-protagonisti e che, quindi, guardandolo decontestualizzato assume un significato e guardato in sequenza ne assume un altro.

Io sono dell'idea che la storia ed il ricordo servano alla riappacificazione e "l'occultamento" di eventi o l'imposizione di date da ricordare dall'alto in un omogeneizzato di concetti servono, invece, solo a lasciare nelle mai delle meloni e degli altri la storia per farne mito.

Ed il mito si piega alle esigenze politiche.

Io vorrei che si studiassero di più le foibe, le si ricordassero, si organizzassero delle giornate italo-slovene per farlo.

Lo stesso per porzus e, per spostarci nel tempo, per il risorgimento.

Il modo migliore per riappacificare le persone è spiegarsi.

Chiaramente inneggiare alle foibe è da idioti. Cioè è stupido proprio il concetto

Completamente d'accordo con te.

Offline MisterFaro

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10101
Sesso: Maschio
KIPIUNEHAPIUNEMETTA!
Re:10 febbraio, una giornata da abolire?
« Risposta #19 il: 12 Feb 2018, 10:16 »
rispondere a crimini di guerra con crimini di guerra non li rende meno crimini di guerra

Anche per questo una VERA giornata del ricordo dovrebbe ricordare gli uni e gli altri, solo così sarebbe onesta e sincera la vicinanza alle vittime. Pure dando maggiore risalto alle "nostre" vittime, quelle italiane, volendo essere nazionalisti onesti.
 
Se invece, come è, si usa questa giornata per speculare su una tragedia alterando la Storia per far passare il messaggio che la cattiveria è insita nelle persone di sinistra, mi trovo d'accordo con il significato di questo topic





...
Chiaramente inneggiare alle foibe è da idioti. Cioè è stupido proprio il concetto

Chiaramente.
 

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