Addio Marino?

Aperto da Giako77, 08 Ott 2015, 13:34

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Rugiule

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Citazione di: Giako77 il 15 Ott 2015, 10:55
L'altro  c'è ed è il popolo dei non votanti e di quel mondo che di sinistra che sta dentro il M5s o lo vota. E tutto quella roba da te  nominata (sel rif com Ingroia PdCI) avevano come difetto storico quello di andare a piangere miseria  al PD x avere un ministero,  una carica eccc mai un progetto alternativo vero e di rottura. Pensa che chi c'ha provato tipo in Grecia con Tsipras o i  Spagna con Podemos (con rottura vera col la sinistra storica di governo) ha avuto risultati completamente diversi con tutte le contraddizioni del caso su Podemos e Tsipras che ho più volte criticato anche qui. E la stessa cosa è avvenuta in Ecuador, Bolivia,  Venezuela, argentina dove i movimenti si sono posti il problema non più di come condizionare il potere (come suggerisce MO andandosi a sporcare le mani con Alfano e Renzi) ma come prenderlo. Ed è la stessa rottura culturale ma non politica che ha proposto grillo che è risultata vincente.
Quindi non diciamo stronzate c'è un autostrada a sinistra ed è un campo aperto e libero che i movimenti (e organizzazioni)  devono assolutamente porsi come obiettivo percorribile se uscissero dagli Scazzi storici e culturali e di egemonia politica (del nulla) insieme ad un progetto chiaro e di rottura con la sinistra storica che ha evidentemente fallito
Il popolo dei non votanti non è una forza politica, e neanche il m5s lo è. La forza di sinistra che dici che vota il m5s è esigua rispetto ai voti del movimento, e chi non vota è in grandissima parte disinteressato, solo pochi sono disposti a votare una sinistra.
Il PD finora non è stato in grado di proporre una politica di sinistra e con l'avvento di Renzi si è ulteriormente spostato verso il liberismo, ma all'interno c'è tanta voglia di sinistra, che deve riuscire a organizzarsi o dall'interno o creando qualcosa di nuovo. All'interno dei circoli questo fermento si avverte, ma i circoli, almeno a Roma, sono stati ammazzati dal commissariamento che poi ha portato inevitabilmente alla destituzione di Marino. Il commissario non ha ritenuto opportuno un confronto preventivo con amministratori e segretari di circolo, compromettendo di fatto il lavoro di rinnovamento e ricostruzione della città portato avanti a livello territoriale dagli amministratori municipali, che in molti casi stavano facendo un buon lavoro.

FatDanny

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ribadisco quanto detto nel precedente post: questa interessante discussione si può spostare ne "La Cosa 2" in modo da mantenere le discussioni centrate sull'argomento nel titolo?

Qui cerchiamo di tenerci su Marino e Comune di Roma.
;)

Monsieur Opale

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Citazione di: FatDanny il 15 Ott 2015, 11:01
ma perché queste esigenze le metti in contrapposizione?


vabbè è colpa mia, non riesco a spiegarmi

Precisione

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Berlusconi lavora ad amministrative; spuntano nomi Frattini-Lotito. Candidature esaminate con coordinatori (Ansa)

ROMA, 15 OTT -  La richiesta fatta ai coordinatori regionali incontrati ieri sera è quella di fornire dei nomi spendibili per le prossime elezioni amministrative: ho bisogno che mi indichiate chi sono le personalità che hanno dei consensi sul territorio in modo che io possa andare a discutere con gli alleati avendo già dei nomi da poter offrire.  L'ex capo del governo ha spiegato che per la Capitale, tra le candidature su cui si sta ragionando, qualcuno avrebbe suggerito il nome dell'ex ministro degli Esteri Franco Frattini. Insieme con Frattini però si è fatto anche il nome del presidente della Lazio, Claudio Lotito. Non è la prima volta che il nome di Lotito viene fuori alla vigilia di una tornata elettorale.  In pole però restano il duo Giorgia Meloni ed Alfio Marchini.

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Monsieur Opale

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e no Lotì!

pure candidato sindaco no! e daje!
non esagerà

laziAle82

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Articolo interessante, sopratutto il punto 3:

"OPINIONI
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Blog   Arcitaliana Jacopo Iacoboni
Due righe su Roma e Marino
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16/10/2015
Scrivo infine due righe su Roma e il caso-Marino per dirvi cosa ho capito, cosa non ho capito, e cosa credo di intuire. Ognuno di questi tre punti è frutto di un lungo studio e di chiacchierate con moltissime fonti - spesso di primissimo livello - ma anche di un'attenta riflessione sui fatti e sulle sequenze dei fatti: come sempre, tutti possono mettere insieme i pezzi usando semplicemente la testa, la verità è sempre sotto gli occhi di tutti, si dà, a saper cercare nella direzione non sbagliata. Così le tre cose (cosa ho capito, cosa non ho capito, cosa credo di intuire) possono esservi utili per pensare da soli, fuori dalle propagande, se sapete naturalmente tenerle distinte. Anche ciò che non sappiamo ci fa sapere qualcosa, avrebbe detto qualcuno in Grecia, tanto tempo fa.





I. Sappiamo con certezza che Marino si è dimesso per una goccia che ha fatto traboccare il vaso: la storie delle sue cene a spese del Comune usate a volte, secondo i suoi improvvisamente impavidi e moralistici accusatori, per mangiare con la moglie o con amici e familiari. Non ci è dato al momento sapere se sia così, ma sappiamo con certezza che gli importi di queste cene (ventimila euro) sono ridicoli, e anche le singole ricevute: la più alta è uno scontrino di 260 euro in sei persone, poi c'è la famigerata cena a due da 120 euro, e la bottiglia di vino da 55 euro. Mamma mia che spreco intollerabile. Non oso pensare alle cene della nostra classe, di governo o parlamentare.





E' evidente che dietro queste cene c'è una campagna denigratoria violenta e strumentale, a cui moltissimi media si sono prestati, sempre proni agli interessi dominanti. E' altrettanto evidente - e sono dati di fatto -che Marino aveva dato fastidio ad alcuni mondi e grandi comitati d'affari romani, imprese della raccolta dei rifiuti, importanti palazzinari a cui venivano bloccate le varianti urbanistiche (e le varianti al progetto della metro C), anche, aggiungerei,  molti dirigenti del Comune di non limpidissima condotta (l'ormai ex sindaco aveva, per dire, stabilito la rotazione delle cariche direttive), o persino livelli impiegatizi delle segreterie che allegramente smistavano all'esterno ogni cosa, ogni documento o anche solo ogni diceria fangosa potesse inguaiare o distruggere l'immagine dell'ex sindaco. Marino aveva stoppato a gennaio (tardi, ma l'aveva fatto) la cattiva pratica delle gare senza appalto (di cui vediamo i frutti avvelenati, per esempio, nell'ultimissimo dei tanti scandali Atac). Poi certo, naturalmente, Roma non era bene amministrata, non funzionavano  i trasporti, c'era sporcizia sotto la casa di Alessandro Gassman e c'erano le buche per strada: lascio a voi stabilire se si monta una campagna che porta alle dimissioni su questo (o sul fatto che ad agosto il sindaco va due settimana in vacanza, dove gli pare).





II. Proprio perché mi sono chiarissimi i suoi nemici, la strumentalità volgare e penosa di tantissime accuse, e è chiarissimo che non possono esser state le cene la goccia con cui un vasto sistema politica-affari-media ha prima denigrato, probabilmente politicamente ricattato, e infine costretto a cedere Marino, non mi è chiaro poi perché LUI, l'abbia fatto. Doveva andare avanti, e non l'ha fatto. Dobbiamo chiederci: perché? La sua risposta è: accerchiato così politicamente,  non potevo più andare avanti. Il Pd l'aveva sfiduciato, e non gli avrebbe più votato gli atti in consiglio. Non so se sappiamo tutto, ma questa spiegazione non mi convince. Marino accerchiato lo è stato da sempre. Che sia intervento qualche fatto nuovo, che noi non conosciamo? Come mai a un certo punto molla il fortino, e lo molla anche un uomo integerrimo come Alfonso Sabella?





III. Non importa tanto speculare su chi sarà il commissario. A me sembra difficile che sia Sabella, distante quanto Marino da comitati, gruppi d'affari, lobby romane, e ben poco rassicurante per loro, nonché alieno - anche solo nel suo esser magistrato - da Renzi; ma tutto può essere, vediamo; quello che credo di intuire è che a Roma - dopo l'agognata capitolazione del Rompiscatole - siano stati in troppi a esultare dicendo la stessa cosa, la stessissima frase (che è quello che accadrà): adesso per Roma "serve un dream team" (parole del prefetto Gabrielli). Oppure: "Abbiamo già deciso con un folto gruppo di persone che ha dato la propria disponibilità di promuovere il 28 novembre una grande riunione pubblica in cui raccogliere idee e mettersi al servizio di una riscossa cittadina" (parole del redivivo Rutelli, che in tv aveva anche detto, prima di Gabrielli, l'identico concetto: "A Roma serve non una persona, ma cento persone"). E ci sono altri personaggi, non minori, che casualmente danno tutti - all'unisono e come a un segnale convenuto - la stessa ricetta. A scuola t'insegnano che quando cinque persone all'improvviso dicono la stessa cosa non è un pensiero, è qualcosa che si è concordato di dire. E' un gruppetto. O una fazione. Un insieme di persone che ha usato spregiudicamente - convinto di essere in grado di farlo, e sprezzante dell'eventuale pericolo elettorale - l'aggressività populista del M5s romano, che è la mera manovalanza di questa storia.





Cento persone e il dream team significa esattamente questo: il boccone del Giubileo va accortamente concertato con interessi, persone, anche gruppi di persone, che con Marino erano o si sentivano tagliate fuori. Capite voi da soli che costoro non ambiscono soltanto al nobile e disimpegnato ruolo di colui che "dà consigli".

Arrivederci Roma.




follow @jacopo_iacoboni
"

http://www.lastampa.it/2015/10/16/blogs/arcitaliana/due-righe-su-roma-e-marino-lDtqXAUyDV9bDvstA9ueKJ/pagina.html

marco87

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per me lotito sarebbe bravo come sindaco di roma.
sa organizzare le cose, spende poco , sa mettere in ordine un pò tutto ,penso che farebbe un buon lavoro.
poi è una mia opinione :s

Monsieur Opale

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e poi non magnerebbe, viene "già mangiato"

:)

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marco87

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Citazione di: Monsieur Opale il 17 Ott 2015, 11:47


e poi non magnerebbe, viene "già mangiato"

:)
ma non si era dimagrito? :S io sapevo cosi, che è risuccesso ?

RoundMound

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 :)  :)  :)
(n'se po', emigro su un forum sulla pesca alla carpa)

Monsieur Opale

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http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/paura-volare-grillo-ha-paura-vincere-roma-napoli-candidando-110822.htm
Ma al romano Di Battista, la verità è scappata: "E chi si candida, mica siamo matti. Noi puntiamo al governo nazionale, col cavolo che vogliamo bruciarci"...
PAURA DI VOLARE – GRILLO HA PAURA DI VINCERE A ROMA E A NAPOLI CANDIDANDO DI BATTISTA E DI MAIO – SONO DUE CITTÀ INGOVERNABILI E NELLE QUALI CI SI BRUCIA. E LUI I SUOI DUE GOLDEN BOY LI VUOL TENERE PER LE POLITICHE DEL 2018

e quindi? chi metteranno in campo? uno per perdere?





Omar65

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Napul'e' na' carta sporca, cantava Pino Daniele. E pure Roma, ormai, la segue a ruota.

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Monsieur Opale

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Citazione di: Omar65 il 17 Ott 2015, 20:06
Napul'e' na' carta sporca, cantava Pino Daniele. E pure Roma, ormai, la segue a ruota.

troppi gabbiani?  :)

Omar65

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mr_steed

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Probabilmente è una provocazione... ma i repubblichini je stanno già a tirà la volata...  :X(

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/10/16/news/_diego_bianchi_sindaco_di_roma_per_zoro_su_facebook_13_mila_likes_in_24_ore-125252469/?ref=HRESS-11

"rabbrividiamo" (cit.)

PabloHoney

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Citazione di: laziAle82 il 17 Ott 2015, 11:07
Articolo interessante, sopratutto il punto 3:

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Due righe su Roma e Marino
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Scrivo infine due righe su Roma e il caso-Marino per dirvi cosa ho capito, cosa non ho capito, e cosa credo di intuire. Ognuno di questi tre punti è frutto di un lungo studio e di chiacchierate con moltissime fonti - spesso di primissimo livello - ma anche di un'attenta riflessione sui fatti e sulle sequenze dei fatti: come sempre, tutti possono mettere insieme i pezzi usando semplicemente la testa, la verità è sempre sotto gli occhi di tutti, si dà, a saper cercare nella direzione non sbagliata. Così le tre cose (cosa ho capito, cosa non ho capito, cosa credo di intuire) possono esservi utili per pensare da soli, fuori dalle propagande, se sapete naturalmente tenerle distinte. Anche ciò che non sappiamo ci fa sapere qualcosa, avrebbe detto qualcuno in Grecia, tanto tempo fa.





I. Sappiamo con certezza che Marino si è dimesso per una goccia che ha fatto traboccare il vaso: la storie delle sue cene a spese del Comune usate a volte, secondo i suoi improvvisamente impavidi e moralistici accusatori, per mangiare con la moglie o con amici e familiari. Non ci è dato al momento sapere se sia così, ma sappiamo con certezza che gli importi di queste cene (ventimila euro) sono ridicoli, e anche le singole ricevute: la più alta è uno scontrino di 260 euro in sei persone, poi c'è la famigerata cena a due da 120 euro, e la bottiglia di vino da 55 euro. Mamma mia che spreco intollerabile. Non oso pensare alle cene della nostra classe, di governo o parlamentare.





E' evidente che dietro queste cene c'è una campagna denigratoria violenta e strumentale, a cui moltissimi media si sono prestati, sempre proni agli interessi dominanti. E' altrettanto evidente - e sono dati di fatto -che Marino aveva dato fastidio ad alcuni mondi e grandi comitati d'affari romani, imprese della raccolta dei rifiuti, importanti palazzinari a cui venivano bloccate le varianti urbanistiche (e le varianti al progetto della metro C), anche, aggiungerei,  molti dirigenti del Comune di non limpidissima condotta (l'ormai ex sindaco aveva, per dire, stabilito la rotazione delle cariche direttive), o persino livelli impiegatizi delle segreterie che allegramente smistavano all'esterno ogni cosa, ogni documento o anche solo ogni diceria fangosa potesse inguaiare o distruggere l'immagine dell'ex sindaco. Marino aveva stoppato a gennaio (tardi, ma l'aveva fatto) la cattiva pratica delle gare senza appalto (di cui vediamo i frutti avvelenati, per esempio, nell'ultimissimo dei tanti scandali Atac). Poi certo, naturalmente, Roma non era bene amministrata, non funzionavano  i trasporti, c'era sporcizia sotto la casa di Alessandro Gassman e c'erano le buche per strada: lascio a voi stabilire se si monta una campagna che porta alle dimissioni su questo (o sul fatto che ad agosto il sindaco va due settimana in vacanza, dove gli pare).





II. Proprio perché mi sono chiarissimi i suoi nemici, la strumentalità volgare e penosa di tantissime accuse, e è chiarissimo che non possono esser state le cene la goccia con cui un vasto sistema politica-affari-media ha prima denigrato, probabilmente politicamente ricattato, e infine costretto a cedere Marino, non mi è chiaro poi perché LUI, l'abbia fatto. Doveva andare avanti, e non l'ha fatto. Dobbiamo chiederci: perché? La sua risposta è: accerchiato così politicamente,  non potevo più andare avanti. Il Pd l'aveva sfiduciato, e non gli avrebbe più votato gli atti in consiglio. Non so se sappiamo tutto, ma questa spiegazione non mi convince. Marino accerchiato lo è stato da sempre. Che sia intervento qualche fatto nuovo, che noi non conosciamo? Come mai a un certo punto molla il fortino, e lo molla anche un uomo integerrimo come Alfonso Sabella?





III. Non importa tanto speculare su chi sarà il commissario. A me sembra difficile che sia Sabella, distante quanto Marino da comitati, gruppi d'affari, lobby romane, e ben poco rassicurante per loro, nonché alieno - anche solo nel suo esser magistrato - da Renzi; ma tutto può essere, vediamo; quello che credo di intuire è che a Roma - dopo l'agognata capitolazione del Rompiscatole - siano stati in troppi a esultare dicendo la stessa cosa, la stessissima frase (che è quello che accadrà): adesso per Roma "serve un dream team" (parole del prefetto Gabrielli). Oppure: "Abbiamo già deciso con un folto gruppo di persone che ha dato la propria disponibilità di promuovere il 28 novembre una grande riunione pubblica in cui raccogliere idee e mettersi al servizio di una riscossa cittadina" (parole del redivivo Rutelli, che in tv aveva anche detto, prima di Gabrielli, l'identico concetto: "A Roma serve non una persona, ma cento persone"). E ci sono altri personaggi, non minori, che casualmente danno tutti - all'unisono e come a un segnale convenuto - la stessa ricetta. A scuola t'insegnano che quando cinque persone all'improvviso dicono la stessa cosa non è un pensiero, è qualcosa che si è concordato di dire. E' un gruppetto. O una fazione. Un insieme di persone che ha usato spregiudicamente - convinto di essere in grado di farlo, e sprezzante dell'eventuale pericolo elettorale - l'aggressività populista del M5s romano, che è la mera manovalanza di questa storia.





Cento persone e il dream team significa esattamente questo: il boccone del Giubileo va accortamente concertato con interessi, persone, anche gruppi di persone, che con Marino erano o si sentivano tagliate fuori. Capite voi da soli che costoro non ambiscono soltanto al nobile e disimpegnato ruolo di colui che "dà consigli".

Arrivederci Roma.




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http://www.lastampa.it/2015/10/16/blogs/arcitaliana/due-righe-su-roma-e-marino-lDtqXAUyDV9bDvstA9ueKJ/pagina.html
Che poi le cose semplici sarebbero le più facili da vedere

genesis

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Pensandoci bene il PD a Roma ha un'unica carta da giocare : Esposito. Sarebbe visto come un alieno, ma col partito al suo fianco.

Sonni Boi

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Citazione di: genesis il 18 Ott 2015, 21:36
Pensandoci bene il PD a Roma ha un'unica carta da giocare : Esposito. Sarebbe visto come un alieno, ma col partito al suo fianco.

Chi? Quello che cantava "rioma merda"? Ma lo sai chi è che vota a Roma, vè?

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anderz

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Citazione di: genesis il 18 Ott 2015, 21:36
Pensandoci bene il PD a Roma ha un'unica carta da giocare : Esposito. Sarebbe visto come un alieno, ma col partito al suo fianco.
:pp :pp :pp :pp :pp :pp :pp :pp

genesis

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Citazione di: Mohammed Hussein il 18 Ott 2015, 21:48
Chi? Quello che cantava "rioma merda"? Ma lo sai chi è che vota a Roma, vè?

Lo so, ma al momento è l'unica possibilità che hanno per avere un risultato onorevole, non parlo di vincere.

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