Mi sembra evidente che quindi la parabola di Marino è attribuibile al PD e ai suoi elettori.
Di certo non si tratta di una candidatura "antisistema" o ancor di più "antagonista".
Il problema essenziale del PD di allora era l'impresentabilità dei suoi volti noti, motivo per cui è dovuto ricorrere a Marino. Il problema quindi, anche allora, era tutto interno e non di chi ha proposto marino e di chi lo ha votato in perfetta buonafede.
Colpa del PD (e dei suoi esponenti) l'essere impresentabili (per via delle scelte politiche orride del passato, non solo in termini di nomi, ma di policies).
Colpa del PD le stesse scelte fatte, frutto di un'opzione politica volta a difendere solo i poteri forti e con le mani in pasta a tutti i loschi affari cittadini.
Colpa del PD la progressiva perdita di diritti e l'idea che non c'è vita fuori dal pensiero unico.
Alla realtà dei fatti sono proprio gli antisistema e gli antipolitici a poter dire di aver avuto ragione.
Non è la scelta del nome a comportare differenze significative (io lo dicevo fin dalle primarie del centrosinistra, affermando che anche una vittoria - irreale - di Bertinotti avrebbe prodotto la stessa identica merda).
Perché la questione essenziale è quale struttura politica c'è alle spalle del nome, quali interessi difende e quali rapporti di forza vuole esercitare.
Se non si risponde in modo chiaro a queste domande, il nome "outsider" diviene solo lo specchietto per attirare voti che altrimenti ti scorderesti (come quello de LaZiaAle) perché schifati dal degrado politico che hai prodotto.