Guerra in Medio Oriente

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Online genesis

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19300
Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #540 il: 14 Apr 2019, 08:27 »
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Ho postato l'intervista perché mi ha colpito il fatto che anche uno con le sue idee ti dice che i palestinesi hanno sbagliato tutto.
Ma proprio tutto.
E non è una questione di chi ha ragione o torto.

Beccati quest'altra intervista allo storico Morris, sempre dal CorSera.

https://www.corriere.it/esteri/19_aprile_11/benny-morris-in-israele-sinistra-scomparsa-perche-rabin-barak-si-fidarono-arafat-15c2565a-5c9e-11e9-b6d2-280acebb4d6e.shtml

Professor Morris, perché ha vinto Netanyahu? «A causa della demografia: ortodossi e sefarditi fanno più figli, e quasi tutti votano a destra. E per responsabilità degli arabi israeliani: molti odiano Israele e non votano, favorendo lo statu quo».

A Gerusalemme non cambierà nulla, quindi? «Al contrario. Cambierà tutto».

Perché? «La vittoria di Netanyahu è una vittoria di Pirro. Entro un anno gli scandali e i processi lo costringeranno a dimettersi».

Chi gli succederà? «Un altro uomo del Likud. Non so chi».

Come passerà alla storia Netanyahu? «Be’, la maggioranza degli storici sono di sinistra, quindi ne scriveranno male…».

Lei viene da sinistra ma ne è stato molto criticato, quindi il suo giudizio è obiettivo. «Lo considero un cattivo leader e un uomo corrotto. Anche se gli vanno riconosciuti alcuni meriti. È stato cauto: non ha fatto guerre inutili; e non ha corso rischi bombardando l’Iran».

Cosa accadrà dopo di lui? «Può accadere di tutto. Le cose possono migliorare ma pure peggiorare. Di sicuro, l’idea che il Medio Oriente sia immobile è un abbaglio clamoroso. Tenga conto che siamo alla vigilia di un cambiamento anche nel campo avverso».

Abu Mazen è finito? «Sì. Sarà presto sostituito. Non so dirle se il suo erede sarà più moderato o più radicale».

Israele non è mai stato così sicuro? O l’Iran può minacciarlo? «Israele è sempre in bilico. Sono certo che l’Iran stia proseguendo il suo programma nucleare. Va fermato».

Come? «Ci sono soltanto due strade. Sanzioni severe che ne blocchino l’export e mettano in ginocchio l’economia. O le bombe. Poi c’è l’altra grande minaccia».

Quale? «I palestinesi. Non hanno mai rinunciato a distruggere Israele. La pace è impossibile, perché per fare la pace ci vuole un partner. E come fai con uno che vorrebbe sgozzarti?».

Abraham Yehoshua pensa a uno Stato in cui ebrei e arabi possano convivere. «È un’utopia. Ci sono luoghi come Hebron in cui ebrei e arabi si ammazzano tra loro da centinaia di anni. Come possono stare insieme? Il Muro, la separazione sono una dolorosa necessità».

Ben Gurion disse nel 1938: «Noi stiamo difendendo le nostre vite. Ma sul piano politico, siamo noi che attacchiamo, e loro che si difendono». «Ben Gurion aveva ragione. Ma ora quel ragionamento non vale più. Israele ha creduto davvero alla pace. I palestinesi no».

Per questo la sinistra israeliana non esiste più? «Sì. Rabin e Barak si fidarono di Arafat. La disillusione è stata terribile».

Si parla di rimozione.
per fare la pace ci vuole un partner. E come fai con uno che vorrebbe sgozzarti?
La grande rimozione.

Qual è la riga ? E' culturale, non territoriale. Deve finire la cultura dell'odio di cui è pervarsa la popolazione palestinese e i suoi governanti.
Ma questo non si realizza dall'oggi al domani, una rivoluzione culturale è lenta, quindi non credo ci siano grandi possibilità nell'immediato.

Colonianismo ? Stiamo parlando dell'Impero Britannico, del Commonwealth ?
Stiamo parlando di uno stato più piccolo del Piemonte.

La causa palestinese ha perso molti consensi, ci sarà un perché o siamo diventati, nel mondo, tutti brutti, sporchi e cattivi ?

Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #541 il: 14 Apr 2019, 08:53 »
gli ebrei, anche chi non è credente, hanno l'assurdo preconcetto di stare sulle palle a quasi tutti gli altri
Un sulle palle che però è più vicino al "ti voglio sterminare" che al "mi stai molto antipatico" ovviamente
questo comporta una certa difficoltà ad accettare qualsiasi compromesso, se fosse per loro manderebbero a fanculo anche i cristiani e gli arabi con cittadinanza israeliana
ovviamente più di tremila anni ad evitare di farsi ammazzare hanno aiutato questa chiusura

Ma dove la leggi sta robaccia?!

Ma anche no.
La critica ad Israele in quanto stato, in quanto autorità politiche e processo decisionale è una cosa ed è pienamente legittima in ogni sua forma.

Ma leggere "gli ebrei, anche chi non è credente, hanno l'assurdo preconcetto che tutti li vogliano sterminare" è una roba inqualificabile.
INQUALIFICABILE.
Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #542 il: 14 Apr 2019, 09:53 »
Ma dove la leggi sta robaccia?!

Ma quali letture, tutta farina del mio sacco
Non conosco le tue letture ma se non hai notato che questi combattono per la loro sopravvivenza da 3000 anni me le immagino
Per le critiche allo stato di Israele liberissimo di farle peccato che allo stato di Israele non gliene freghi una cippa, se poi fatte da uno stato che ha promulgato le leggi razziali e abbia inventato il termine ghetto fa anche ridere
Partono dal concetto che se un uomo col fucile incontra un uomo con la pistola, l'uomo con la pistola è un uomo morto, potete solo sperare che un giorno siano loro quelli con la pistola

Offline Kobra

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Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #543 il: 29 Apr 2019, 13:33 »
Non un commento, non una parola. Donald Trump continua a restare in silenzio davanti all’esecuzione – un vero e proprio bagno di sangue – avvenuta a inizio settimana nell’alleata Arabia saudita, di 37 cittadini accusati di “terrorismo”, la maggior parte dei quali appartenenti alla minoranza sciita, oppressa dalle autorità sunnite wahhabite. Uno dei giustiziati, Khaled Abdulkarim Saleh Al Tuwaijri, è stato crocifisso e il suo corpo, e pare anche quello di un altro condannato, è stato esposto in pubblico con la testa infilzata in una picca. Tra coloro che sono stati decapitati non figura nessuno dei responsabili del brutale assassinio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, strangolato e fatto a pezzi nel consolato saudita a Istanbul lo scorso 2 ottobre. Una eliminazione di cui il principe ereditario Mohammad bin Salman è considerato il mandante. Un’accusa che sostiene anche la Cia ma che Trump ha ignorato.

Il silenzio della Casa Bianca non si è rotto neppure dopo la presa di posizione della commissione governativa statunitense sulla libertà religiosa che ha esortato il Dipartimento di stato «a smettere di dare un perenne lasciapassare» al regno dei Saud, alla luce anche del suo rapporto annuale che classifica l’Arabia Saudita tra «i paesi di particolare interesse» per le violazioni della libertà religiosa contro i quali Washington attua misure punitive. «L’esecuzione da parte del governo saudita di musulmani sciiti sulla base della loro fede non è solo scioccante ma contraddice anche la narrazione del governo di lavorare per il miglioramento delle condizioni attuali di libertà religiosa», ha dichiarato il presidente della commissione, Tenzin Dorjee.

Inutile farsi illusioni. Trump, più dei suoi predecessori, continuerà ad accordare totale impunità e immunità all’Arabia saudita responsabile di gravissime violazioni di diritti umani e politici. Riyadh è un pilastro dell’ordine mediorientale a danno di Iran, Siria e palestinesi proposto dall’“Accordo del secolo”, il piano che l’Amministrazione Usa dovrebbe annunciare a giugno. Un nuovo ordine che vedrà dominanti nella regione Israele e, appunto, Arabia saudita. Senza dimenticare la vendita ai Saud di armi di fabbricazione americana per dozzine di miliardi di dollari.

Non servirà a far cambiare idea al presidente la notizia, diffusa dalla Cnn, che dozzine di cittadini messi a morte nei giorni scorsi avevano denunciato, nel corso dei processi, di essere stati brutalmente torturati e costretti a confessare durante gli interrogatori di aver attaccato impianti di sicurezza con esplosivi, di aver ucciso agenti di polizia e di aver collaborato con «organizzazioni nemiche» contro gli interessi del paese. Gli atti processuali ottenuti dalla Cnn, rivelano che uno dei giustiziati, Mohammed al Musallam, aveva riferito alla corte di aver subito percosse e lesioni multiple mentre veniva interrogato dagli uomini dei servizi di sicurezza. «Nella mia confessione non c’è niente di vero. Ci sono referti medici dell’ospedale di Dammam e chiedo che siano presi in esame poiché dimostrano le conseguenze delle torture sul mio corpo», aveva detto invano ai giudici. Anche Munir al Adam, un ragazzo di 27 anni parzialmente cieco e sordo, aveva smentito di aver confessato: «Non sono le mie parole, non ho scritto un sola lettera, l’ha fatto la persona che mi ha interrogato». Mujtaba al-Sweikat, che aveva solo 17 anni al momento dell’arresto nel 2012, dopo aver partecipato a delle proteste. «È stato sottoposto ad abusi che gli hanno tolto ogni forza. Mio figlio ha firmato la confessione per fermare le torture che stava subendo», ha raccontato il padre. Sweikat si stava preparando a partire per gli Stati Uniti, dove era stato ammesso alla Western Michigan University, quando venne arrestato all’aeroporto e posto in isolamento totale per 90 giorni.


https://ilmanifesto.it/cnn-sciiti-giustiziati-dopo-confessioni-estorte-trump-resta-in-silenzio/

Il codazzo mainstream dei difensori del diritti umani sempre e comunque su questi temi resta inerte e silente,
naturalmente
Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #544 il: 29 Apr 2019, 14:49 »
Ma vuoi mettere quello che succede in Venezuela o Iran.

Ps: l'esecuzione è di più di 6 giorni fa, tanto per rendere l'idea della rilevanza data dai media in generale, ed in più 3 anni e mezzo fa ne furono uccisi anche di più in una simile esecuzione di massa.
 

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