Citazione di: zorba il 07 Giu 2016, 21:33
Per riuscire a "guidare" una realtà complessa come Roma, un po' di arrogance è indispensabile...
Si, però, se oltre all'arrogance, magari ci fosse anche un po' di esperienza di governo di un ente locale complesso, penso che sarebbe una peculiarità decisamente più utile.
Ma la prova dei fatti sarà importante.
Solo il riscontro di una eventuale attività di gestione di un comune come Roma potrà dare un metro di giudizio decisivo sulle reali potenzialità del movimento anche in ottica futura.
A Parma e a Livorno qualcosa non è andato sempre per il verso giusto. Roma è un attimo più complessa.
Il movimento è comunque la realtà politica che negli ultimi tempi, trovato un sostanzioso spazio elettorale vuoto, l'ha riempito con intelligenza. Come la lega nord ai suoi albori. Antipolitica di un movimento di base che sognava il rovesciamento delle cose al di fuori degli schemi consolidati delle logiche dei "partiti", partendo dalla penetrazione sul territorio tramite la vicinanza ai problemi reali delle persone. Poca ideologia, tanto attivismo.
Il problema è arrivato dopo. Quando gli slogan hanno dovuto lasciare lo spazio alla gestione pratica degli enti.
Anche per la Lega, in alcuni casi è andata bene, in altri male.
In realtà il movimento antipolitico è entrato esso stesso, per forza di cose, nella logica della politica e ne ha acquisito insieme i vizi (tanti) e le virtù (poche).
D'altronde, quando stai all'opposizione, rappresenti istanze di una quota di elettori e non firmi i provvedimenti. Quando governi, governi gli interessi di tutti.
Quelli dei Parioli e quelli di TorBella, gli occupanti e i costruttori, gli extracomunitari illegalli e i cittadini regolari, i Laziali e i romanisti.
Ma al "direttorio" (non basta cambiare nome ad una cosa per farla sembrare diversa) sembrano svegli, penso che sapranno come regolarsi.
Intanto, un primo dato, è che inizia a cristallizzarsi una classe dirigenziale all'interno del movimento che difficilmente, nel tempo, cederà il posto all'alternanza dell'uno uguale a uno dettata dalla rete. Per certi versi sarà un processo fisiologico. I garanti, sotto questo aspetto, avranno il loro bel daffare.
Un altro dato ee' che prendere il 37% a Roma per un movimento senza storia politica alle spalle, senza un'organizzazione strutturata sul territorio e con una emerita sconosciuta come candidata, salita alla ribalta senza alcuna esperienza di governo alle spalle, e' un fenomeno che dovrebbe far riflettere parecchio sia il PD che la destra storica. Potrebbe pure essere l'inizio della fine. Anche perché raccolgono consenso trasversale.
Forse, per recuperare terreno, mi sa che non saranno sufficienti le sole dichiarazioni di voto del capitano.
Penso che a Giachetti ed ai suoi sponsor, in questi quindici giorni, toccherà fare il giro delle sette chiese e stipulare parecchi accordi compromissori sottobanco.