Mi sono perso l'iradiddio di interventi e mi scuso se quello che dirò è già stato detto o è già passato in cavalleria.
Concordo con chi dice - e lo dico da conoscitore diretto di certe tematiche - che non possono essere i migranti il metro di giudizio valido per giudicare in toto l'opera o le proposte di una giunta comunale. Stiamo parlando, è verissimo, di un tema di capitale importanza per tutta una serie di ovvie ragioni ma le politiche di accoglienza non le fa un comune, nemmeno uno monstre e sconfinato come Roma capitale. Un comune può facilitare l'accoglienza, può tentare di indirizzarla, può mettersi relativamente di mezzo, ma è il governo che stabilisce i fondi e le modalità e lo fa spesso male o con finalità elettorali. Poi, è chiaro, in Italia esistono mille modi di aggirare una norma o crearne un'altra rivolgendosi all'assessore compiacente o semplicemente preoccupato per le scarse risposte ricevute dal governo, ma è proprio un'altra storia.