Per me invece non c'è modo di rimettere a posto il Titanic, sono d'accordo che il discrimine delle posizioni sia questo.
Per me è il Titanic stesso il pproblema per il semplice fatto che non è quel che dite. In punta di diritto proprio.
L'ue, fuor di retorica europeista, è un accordo di libero scambio e nulla più. Nessuno sostiene di tornare allo stato nazione ma proprio perché si vuole un'altra Europa questa va affondata. Perché questa è esattamente la ragione che impedisce l'affermazione dell'altra Europa, di un unita politica, di popolo. Perche non conveniente ai poteri in campo. Come dice gesulio confondete causa ed effetto.
Inoltre non sono affatto d'accordo su sta retorica del benessere come se davvero questo fosse conseguenza della ue e non di una posizione di rendita imperialista e colonialista di cui la ue è certificato.
No, non è logica del.meno peggio né inseguimento ai populismi, sta cosa toglietevela dalla testa.
Io facevo gli scontri per sventrare questa ue come na cozza ben 15 anni fa che Grillo ancora faceva il comico. Ib ha citato il referendum in Francia contro la costituzione europea in cui noi eravamo per il no. 2005, non 2015.
Dire quindi che la mia posizione é subalterna o insegue è una mistificazione. La penso così da 15 anni! La differenza è che ora i nodi vengono al pettine e non si tratta più solo di chiacchierare.
Evitiamo di attribuire all'altro posizioni fuori dalla realtà: semplicemente abbiamo una posizione politica diversa, che poi se andiamo a stringere è la classica a sinistra. Riforma o rivoluzione.
Per me la riforma, specialmente dell'ue come accordo economico, è impossibile. Non è riformabile perché elemento strutturale del problema. Va abbattuta a martellate per avere anche solo la possibilità di costruire un'altra Europa.
Non vuol dire tornare allo stato nazione, ma distruggere un'accordo economico. Un puro accordo economico. Questo fuori della retorica da tg su spinelli, la ceca, giochi senza frontiere e gli accordi di Roma.
Vale per grillo come per la ue: c'è chi guardando maggiormente ai rischi pensa di resistere in attesa di tempi migliori e chi invece pensa che la storia non aspetta che noi impariamo a nuotare e quindi meglio rischiare di affogare cercando di attraversare la tempesta che aspettare che il mare ti travolga.
Nessuno dice che la tempesta è un sole splendente. È na tempesta. Ma che vi aspettavate quando si parla di destabilizzazione delle istituzioni? Che i rischi non ci fossero o fossero inferiori?
Certo, pure a me sarebbe piaciuto arrivarci con un altro stato del movimento reale. Ma non sta a noi decidere. La storia va avanti al di la delle nostre volontà. Rispetto chi afferra la banchina e spera di passare la nottata. Ma io mi butto ben consapevole che al 90% affogo.
Meglio affogare provando a nuotare e trarre vantaggio dal mare che aspettare sul molo una morte certa.