Citazione di: laziAle82 il 16 Dic 2016, 12:59
http://www.repubblica.it/politica/2016/12/16/news/la_sindaca_scrive_all_anac_per_salvare_marra_il_fratello_promosso_da_me_-154215356/?ref=HREA-1
"Sul dirigente che da tre mesi siede sulla poltrona di capo del personale del Campidoglio, l'Autorità anticorruzione da due settimane ha acceso un faro. Perché, secondo un esposto del sindacato dei dirigenti regionali, il 9 novembre Marra avrebbe dovuto astenersi dal controfirmare la delibera che ricolloca suo fratello Renato, due anni più grande, già vicecomandante dei vigili, alla neonata direzione Turismo del Comune con annesso aumento di stipendio (di 20.000 euro).
Un atto delicatissimo, potenzialmente foriero di grane, che adesso Raggi si intesta in toto in una memoria difensiva firmata dal responsabile anticorruzione del Campidoglio Maria Rosa Turchi e inviata all'Anac 4 giorni fa. Un documento con il quale la prima cittadina non solo si prende la responsabilità di quella scelta (che, da regolamento, spetta a lei) ma derubrica il ruolo di Marra jr a mero passacarte. Di più: il dirigente che ha ridisegnato la "macrostruttura" del Campidoglio (il nuovo organigramma interno) mettendo la sua firma sotto l'interpello al personale (i dirigenti potevano indicare la destinazione desiderata) non avrebbe mai partecipato "alle fasi istruttorie di valutazione e decisionali ». Il suo ruolo, insomma, sarebbe stato tecnico, «meramente ausiliario" e "privo di discrezionalità". Marra, insomma, il potentissimo dirigente per il quale Raggi era pronta a staccare la spina ("O lo accettate o mi dimetto", ha detto a inizio novembre ai consiglieri M5s), non avrebbe avuto alcun ruolo in un'attività di sua specifica competenza. Il passaggio è decisivo: perché per la prima volta, nero su bianco, la sindaca si espone per sollevare il suo fedelissimo da una firma che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe condurre a un'indagine per abuso d'ufficio.
Ora l'Anac dovrà studiare la memoria dove è scritto che l'analisi dei curricula dei dirigenti è stata compiuta solo da Raggi tra il 28 ottobre e il 9 novembre: dodici giorni (con in mezzo la trasferta in Polonia per il viaggio della Memoria) durante i quali la prima cittadina ha studiato 1500 pagine di schede e documenti (questo l'incartamento che il sindacato dei dirigenti si vedrà recapitare dopo la richiesta di accesso agli atti) prima di decidere il valzer di poltrone per 36 tra dirigenti: 25 confermati e 11 ruotati.
Tra questi, appunto, il fratello di Marra, il caso oggetto di istruttoria da parte dell'Anac. "Dipendesse da me, considerata la sua professionalità, lo nominerei comandante dei vigili", ha confessato Marra jr al Fatto. Peccato che la legge vieti ai dirigenti pubblici di assumere "decisioni o attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti affini entro il secondo grado".
Ma oltre a quella firma che ora la sindaca vuole derubricare a "mero carattere compilativo" ci sono le voci del Campidoglio. Dove i dirigenti, sotto anonimato, raccontano di riunioni tra Marra e gli assessori per decidere
le destinazioni dei capi dipartimento. Compresa quella a fine ottobre durante la quale venne consigliato all'assessore al Turismo Adriano Meloni di accettare l'arrivo di Renato Marra nei suoi uffici. Qualcosa in più di un ruolo "privo di discrezionalità"."
Secondo voi questo rapporto, che imho potrà portare alla Raggi più di qualche grana, si inscrive nel semplic "avevano bisogno di una persona che conoscesse la macchina amministrativa"?
Appunto, direi che conferma esattamente quanto avevo scritto prima.
Nel momento in cui inizi a compiere le scelte strategiche per la gestione dell'Ente, hai bisogno di qualcuno di fiducia che ti indichi su chi puntare.
Uno che, di ogni dirigente da assegnare, conosca la storia, le attitudini, e magari L'ORIENTAMENTO/APPARTENENZA POLITICA.
Il sindaco e la giunta danno le direttive politiche che poi, tramite gli atti amministrativi dei singoli dirigenti, si propagano e diventano attività concrete. Per questo, nei posti strategici, devi mettere persone che ritieni affidabili e che ti aiutino a tenere la barra dritta piuttosto che prepararti siluri più o meno nascosti.
Perciò, visto che come compagine politica all'interno dell'amministrazione capitolina la Raggi non ha una storia, ne un passato, ne conoscenza diretta delle persone che ci lavorano, deve necessariamente appoggiarsi a qualcuno che queste cose le conosce. Lui ti fa la scrematura di massima e tu firmi gli incarichi contando sul rapporto fiduciario che hai con chi ti ha composto il quadro.
In altri casi passati si è attuato massicciamente lo spoil-system, per cui molti dirigenti ritenuti poco funzionali vengono momentaneamente accantonati, per procedere alla nomina di consulenti esterni a pagamento con aggravio dei costi dell'ente. Parliamo di stipendi da 80mila euro in su premi esclusi.
Gli M5S sono contrari alla politica del ricorso massiccio ai consulenti esterni e per questo hanno almeno bisogno di qualcuno fidato e collaudato che certi meccanismi e certe storie interne le conosce.
È giusto poi rilevare che le vicende per le quali sono chiamati a rispondere i due personaggi in questione sono precedenti all'avvento dei 5 stelle in comune ovvero quando erano "al servizio" di altre amministrazioni.
Questo non salva la Raggi, perché la responsabilità della scelta dei suoi collaboratori fidati rimane in capo a lei, quindi adesso è più che normale che nel tritacarne ci entri con tutte le scarpe. Secondo me questa doppietta della Procura in tre giorni l'ha piegata in due.
Vedremo più avanti se dietro a questa scelta c'erano anche altri interessi di natura illecita o corruttiva che riguardano questa amministrazione o se l'errore è stato solo il puntare su personaggi discutibili. Per ora le contestazioni riguardano fatti e circostanze del passato.
Nella frase in bold è spassoso il passaggio "i dirigenti, sotto anonimato, raccontano di....".
La vendetta dei trombati.....