Comune di Roma - Reprise

Aperto da laziAle82, 16 Dic 2016, 08:50

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UnDodicesimo

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a me non pare di aver dato ragione a Jimmy, me sbaglio?

orchetto

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Al succo del discorso ha ragione Fat.
Certo, c'è chi nel marxismo ha ragionato sul fatto che essendo lo Stato quello del Capitale, vuoi o non vuoi, tutto il settore pubblico è al servizio alla fin fine del Capitale, quindi di fronte a scioperi massicci, generalizzati e prolungati anche nel Pubblico impiego, il danno al profitto alla fine lo si fa

Detto questo il diritto di sciopero è insito comunque nel rapporto di lavoro subordinato (direttamente o indirettamente come le finte partite IVA)

UnDodicesimo

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Il settore pubblico è al servizio del capitale perché nessuno è stato capace di mantenerlo indipendente dallo stesso.

Ne di trovare un vero sistema sociale alternativo al capitalismo.

Ranxerox

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Citazione di: Gio il 14 Mag 2019, 09:33
È mancanza di perspicacia che nasce da vita vissuta.
Nel privato, quando sei in difficoltá, non ti si fila nessuno.
In generale, sempre nel privato, si incontrano, e molto spesso,  tante persone che ti chiedono di lottare per (con) loro, ma quando ne avresti bisogno tu, di qualcuno che lotta per (con) te, non si presenta quasi nessuno. E ti tocca sperare che qualcuno lo aiuti, il datore di lavoro, per non saltare insieme a lui. Altro che sciopero. In Italia i dipendenti pubblici sono privilegiati rispetto agli altri lavoratori. E questa é (dovrebbe essere) anche una responsabilitá.
Peró, come spesso in Italia, quando si parla di diritti, sono tutti professori. Quando si parla di doveri e responsabilitá, un po' meno.

È qui che si infila la logica del padrone o del datore di lavoro (come si chiama oggi, ma la sostanza è la stessa così come i rapporti di forza) infilando nella capoccia della gente una filosofia della lotta inversa.
Siccome ci sono categorie di lavoratori più deboli e meno capaci di rivendicazioni, è giusto abbassare il livello di tutta le altre che vengono fatte percepire come "privilegiate" al confronto.
E quindi ne scaturisce un discorso divisivo e di contrapposizione tra poveri.
In realtà il percorso dovrebbe essere l'esatto opposto, ovvero alzare i livelli di tutele a quelli che ne hanno di meno.
Perché se no anche tu, rispetto ad un lavoratore cinese o bangladino sei un privilegiato.
Ma non per questo dobbiamo portare tutti allo stesso livello di zero tutele che hanno i lavoratori in Cina o in Bangladesh.
Certo che il padrone (datore di lavoro) ne sarebbe contento, visto che una parte sostanziosa  di maggior profitto viene proprio dalla compressione dei diritti economici e normativi della forza lavoro.
Quindi, qualsiasi discorso che va in questa direzione, non può  che rientrare in una visione "padronale" del mondo del lavoro e, meno che mai, può essere portato avanti da un parte politica che si ispira, anche minimamente,  ai principi cardine della sinistra.
Se no sei Renzi, uno che la sinistra non sapeva neanche dove stava di casa.

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italicbold

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Tranquilli, tra due giorni finisce il BAN del troll e si aprirà il dibattito sulle ferie pagate che sono un retaggio veterocomunista di sinistrorsi che non capiscono dove va il mondo.
Seguiranno le sue luminose riflessioni sul vergognoso ricatto del suffragio universale che impedisce alle forze vive della società di operare per il bene di tutti.


arturo

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Citazione di: Ranxerox il 15 Mag 2019, 09:16
È qui che si infila la logica del padrone o del datore di lavoro (come si chiama oggi, ma la sostanza è la stessa così come i rapporti di forza) infilando nella capoccia della gente una filosofia della lotta inversa.
Siccome ci sono categorie di lavoratori più deboli e meno capaci di rivendicazioni, è giusto abbassare il livello di tutta le altre che vengono fatte percepire come "privilegiate" al confronto.
E quindi ne scaturisce un discorso divisivo e di contrapposizione tra poveri.
In realtà il percorso dovrebbe essere l'esatto opposto, ovvero alzare i livelli di tutele a quelli che ne hanno di meno.
Perché se no anche tu, rispetto ad un lavoratore cinese o bangladino sei un privilegiato.
Ma non per questo dobbiamo portare tutti allo stesso livello di zero tutele che hanno i lavoratori in Cina o in Bangladesh.
Certo che il padrone (datore di lavoro) ne sarebbe contento, visto che una parte sostanziosa  di maggior profitto viene proprio dalla compressione dei diritti economici e normativi della forza lavoro.
Quindi, qualsiasi discorso che va in questa direzione, non può  che rientrare in una visione "padronale" del mondo del lavoro e, meno che mai, può essere portato avanti da un parte politica che si ispira, anche minimamente,  ai principi cardine della sinistra.
Se no sei Renzi, uno che la sinistra non sapeva neanche dove stava di casa.

:hail:

UnDodicesimo

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Citazione di: Ranxerox il 15 Mag 2019, 09:16
È qui che si infila la logica del padrone o del datore di lavoro (come si chiama oggi, ma la sostanza è la stessa così come i rapporti di forza) infilando nella capoccia della gente una filosofia della lotta inversa.
Siccome ci sono categorie di lavoratori più deboli e meno capaci di rivendicazioni, è giusto abbassare il livello di tutta le altre che vengono fatte percepire come "privilegiate" al confronto.
E quindi ne scaturisce un discorso divisivo e di contrapposizione tra poveri.
In realtà il percorso dovrebbe essere l'esatto opposto, ovvero alzare i livelli di tutele a quelli che ne hanno di meno.
Perché se no anche tu, rispetto ad un lavoratore cinese o bangladino sei un privilegiato.
Ma non per questo dobbiamo portare tutti allo stesso livello di zero tutele che hanno i lavoratori in Cina o in Bangladesh.
Certo che il padrone (datore di lavoro) ne sarebbe contento, visto che una parte sostanziosa  di maggior profitto viene proprio dalla compressione dei diritti economici e normativi della forza lavoro.
Quindi, qualsiasi discorso che va in questa direzione, non può  che rientrare in una visione "padronale" del mondo del lavoro e, meno che mai, può essere portato avanti da un parte politica che si ispira, anche minimamente,  ai principi cardine della sinistra.
Se no sei Renzi, uno che la sinistra non sapeva neanche dove stava di casa.

il problema delle lotte di categoria, AKA tra poveri, e' pero' un discorso molto, e quasi tutto, italiano.

italicbold

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Tarallo

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E dove non c'è differenza è perché tutti i lavoratori stanno di merda, come negli USA.

italicbold

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In questi giorni le ferrovie francesi hanno lanciato una campagna di assunzioni che ha provocato code assurde nei centri di informazione. Perché sarà l'ultima ondata di assunzioni con il vecchio statuto. Ovvero lo statuto di "cheminot" che garantiva, e garantisce ancora, una serie di protezioni e di servizi ottenuti dopo lunghe battaglie sindacali.
Dopo anni di campagne mediatiche volte a rappresentare i ferrovieri francesi come "privilegiati" mostrando servizi televisivi di "povere famiglie" bloccate in stazione durante uno sciopero perché non possono andare in vacanza, insomma utilizzando le stese schermaglie dialettiche del Troll, alla fine tra gli applausi del popolo questi "privilegi" saranno soppressi e i ferrovieri francesi diventeranno uguali agli altri, ovvero verranno ridotte le loro protezioni. Se si ammalano pagheranno col sangue come tutti gli altri.
E chi sono ? I figli dell'oca bianca ?

Gio

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Citazione di: Ranxerox il 15 Mag 2019, 09:16
È qui che si infila la logica del padrone o del datore di lavoro (come si chiama oggi, ma la sostanza è la stessa così come i rapporti di forza) infilando nella capoccia della gente una filosofia della lotta inversa.
Siccome ci sono categorie di lavoratori più deboli e meno capaci di rivendicazioni, è giusto abbassare il livello di tutta le altre che vengono fatte percepire come "privilegiate" al confronto.
E quindi ne scaturisce un discorso divisivo e di contrapposizione tra poveri.
In realtà il percorso dovrebbe essere l'esatto opposto, ovvero alzare i livelli di tutele a quelli che ne hanno di meno.
Perché se no anche tu, rispetto ad un lavoratore cinese o bangladino sei un privilegiato.
Ma non per questo dobbiamo portare tutti allo stesso livello di zero tutele che hanno i lavoratori in Cina o in Bangladesh.
Certo che il padrone (datore di lavoro) ne sarebbe contento, visto che una parte sostanziosa  di maggior profitto viene proprio dalla compressione dei diritti economici e normativi della forza lavoro.
Quindi, qualsiasi discorso che va in questa direzione, non può  che rientrare in una visione "padronale" del mondo del lavoro e, meno che mai, può essere portato avanti da un parte politica che si ispira, anche minimamente,  ai principi cardine della sinistra.
Se no sei Renzi, uno che la sinistra non sapeva neanche dove stava di casa.
Sí, ma io che bisogna togliere diritti ai dipendenti pubblici (l' "amenitá") o peggiorare l loro situazione non l'ho mai scritto. Nemmeno lo penso, per quel che interessa.  Io ho detto (e scritto) semplicemente che i dipendenti pubblici dovrebbero usare il diritto di sciopero in maniera responsabile per la particolaritá dello status loro e del loro datore di lavoro. Rispetto ad altri lavoratori, che sopportano situazioni di merxa (ma merxa vera) di cui quasi nessuno si occupa. Men che meno quelli che, poi, si battono strenuamente per i diritti dei dipendenti pubblici. Anche io lo penso, come te, che i lavoratori del privato dovrebbero avere le stesse prerogative di quelli pubblici (io nel privato ci lavoro). Dove stanno tutti quelli che difendono i dipendenti pubblici quando nel privato siamo in difficoltá?

UnDodicesimo

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Citazione di: italicbold il 15 Mag 2019, 10:46
Corcazzo.

Mi pare che anche con l'ultima scesa in campo dei gilet gialli, in Italia si è sempre messo in evidenza ammirata e applaudita una forte connotazione unitaria indipendente da categorie di lavoratori che in Italia non so trova facilmente.

Quanto ai ferrovieri, penso sia un problema per i gilet gialli da sollevare se c'è. Io non posso dire se davvero sono privilegiati o no.

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UnDodicesimo

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Citazione di: Tarallo il 15 Mag 2019, 10:47
E dove non c'è differenza è perché tutti i lavoratori stanno di merda, come negli USA.

Che l'economia americana si regga sullo stare di merda dei lavoratori così come la mancanza di un'assistenza sociale paragonabile anche alla poesia europea è noto da decenni.

Eppure c'è sempre la fila per andarci.

Ci sarebbe da chiedersi cosa vuole la gente, sempre che lo sappia.

Magari soltanto sognare.

Il nostro Giorgione

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Così, per dire: la Bugiarda, con De Vito, Stefano, e compagnia, quattro anni dopo. E Marino al loro cospetto sembra Rudolph Giuliani. Mah, ditemi voi...

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/ignazio_marino_oggi_assolto_raggi-4539148.html

Omar65

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Ma voi come lo interpretate l'avvio di questa campagna durissima del messaggero (e quindi di Caltagirone) nei confronti del comune?

cippolo

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Io la vedo cosi. La situazione a Roma è talmente grave, parlo di Ama e di immondizia visto che ci lavoro, che ormai il comune è indifendibile.

Omar65

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Non lo so.
Può pure essere.
Ma non mi convince fino in fondo...

Il nostro Giorgione

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Citazione di: Omar65 il 26 Giu 2019, 20:21
Ma voi come lo interpretate l'avvio di questa campagna durissima del messaggero (e quindi di Caltagirone) nei confronti del comune?

Allora:
1) il Messaggero è una testata libera e indipendente rispetto agli indirizzi del suo editore e, dunque, la redazione ha deciso di denunciare senza tregua questo insopportabile sfascio reputando di fare così un servizio al diritto di informazione dei cittadini;
2) il Messaggero non è una testata libera e indipendente rispetto agli indirizzi del suo editore e, dunque, su input di quest'ultimo (che evidentemente ha un interesse personale) ha lanciato un attacco, inventandosi uno sfascio che non esiste;
3) il Messaggero non è una testata libera e indipendente rispetto agli indirizzi del suo editore e, dunque, rispondendo al mandato di quest'ultimo può facilmente attaccare la Bugiarda limitandosi alla cronaca degli innumerevoli disastri dell'ultimo triennio.

Io credo che l'Editore del Messaggero ha deciso che la rete di protezione dei 5s e/o della Bugiarda si è sfilacciata e permette un assalto frontale. Si deve sentire molto sicuro, perché parecchi PM staranno affilando i kriss con la punta avvelenata.

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Thorin

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 27 Giu 2019, 19:51
Allora:
1) il Messaggero è una testata libera e indipendente rispetto agli indirizzi del suo editore e, dunque, la redazione ha deciso di denunciare senza tregua questo insopportabile sfascio reputando di fare così un servizio al diritto di informazione dei cittadini;
2) il Messaggero non è una testata libera e indipendente rispetto agli indirizzi del suo editore e, dunque, su input di quest'ultimo (che evidentemente ha un interesse personale) ha lanciato un attacco, inventandosi uno sfascio che non esiste;
3) il Messaggero non è una testata libera e indipendente rispetto agli indirizzi del suo editore e, dunque, rispondendo al mandato di quest'ultimo può facilmente attaccare la Bugiarda limitandosi alla cronaca degli innumerevoli disastri dell'ultimo triennio.

Io credo che l'Editore del Messaggero ha deciso che la rete di protezione dei 5s e/o della Bugiarda si è sfilacciata e permette un assalto frontale. Si deve sentire molto sicuro, perché parecchi PM staranno affilando i kriss con la punta avvelenata.

Voto la 3 ma non ero a conoscenza di una "rete di protezione dei 5s e/o della Raggi"

Il nostro Giorgione

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Citazione di: Thorin il 28 Giu 2019, 09:19
Voto la 3 ma non ero a conoscenza di una "rete di protezione dei 5s e/o della Raggi"

Ammazza, hanno un credito pazzesco presso i PM, che li considerano "vergini" e puri. Sbagliando.

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