coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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tallondachille

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Citazione di: phenix il 14 Apr 2020, 16:57
Germania).
Il ministro Boccia: "Dagli scienziati pretendiamo chiarezza"
"Chiedo alla comunità scientifica, senza polemica, di darci certezze inconfutabili e non tre o quattro opzioni per ogni tema. Chi ha già avuto il virus, lo può riprendere? Non c'è risposta. Lo stesso vale per i test sierologici. Pretendiamo chiarezza, altrimenti non c'è scienza. Noi politici ci prendiamo la responsabilità di decidere, ma gli scienziati devono metterci in condizione di farlo. Non possiamo stare fermi finché non arriva il vaccino". La chiosa di una intervista che il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia ha dato al Corriere della sera. Che fa emergere un problema che c'è, strisciante tra la scienza che deve dare indicazioni e la politica che deve scegliere, presto e bene, verso la fase 2 di cui ancora non si vedono i contorni.
Vabbè questo è  troppo. La scienza è  rigore, metodo, prova, sperimentazione. Per avere indicazioni da dati scientifici spesso servono anni di prove, confutazioni, successi, fallimenti. E un politico a cui perlopiù non si chiede competenza, coerenza, istruzione ma numeri di voti, platea di elettori, disciplina nella linea politica, nessuna libera iniziativa, voce sguaiata, presenza sui social e capello sempre in ordine si permette di chiedere fatti alla scienza?
La scienza in un frangente come questo da' indicazioni e orientamenti, ma non può dare  garanzie, nessuna sicurezza, ipotesi per lo più  basate su epidemie del passato, analoghe ma diverse.
Il Governo e la Protezione Civile secondo me stanno facendo quello che possono. Col senno di poi avrebbero dovuto lucchettare prima ma il grave vulnus secondo me è  l'aver devoluto la Sanità alle Regioni, l'aver spinto la Sanità  privata che ancora oggi fa i suoi interventi estetici e ortopedici non urgenti sottraendo spazi di ricovero e personale ad una sanità  pubblica al collasso e aver depauperato sempre più  quest'ultima in nome di un continuo rientro economico perché  in Italia chi non ha un c.zzo continua a prenderlo nel chiulo chi ha tutto continua ad aver di più, col rosario in una mano e una diretta Facebook nell'altra.

orchetto

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Io non sono d'accordo, almeno in parte, con questi ultimi ragionamenti. Innanzi tutto andavano isolate, sul serio, le zone più critiche, tramite cordone sanitario, poi a cerchi concentrici, una serie di zone più libere fino alle zone con casi pochissimi che economicamente sostenevano quelle critiche. Ovviamente nessuno ha pensato a un piano del genere perché un piano del genere non è compatibile con il nostro sistema, quindi a mio avviso c'è un primo grosso problema sistemico. Secondo, posti in TI, sono pochi perché la sanità pubblica è stata privatizzata, quindi problema di politica economica ed anche politico. Poi, nessuno o quasi ha pensato che le pandemie si combattono sul territorio e non negli ospedali, quindi problema di mentalità. Poi comunque un po più di soldi per questi tamponi? Un po più di soldi per assumere personale? Un po più di soldi per costruire strutture dedicate? E si ritorna al problema struttura e di politica economica. Poi è vero la scienza non è unita, allora la politica facesse la politica e la scienza la scienza, la tecnica la tecnica, se chiedi a un medico i rischi, quello giustamente finché il rischio c'è, anche se basso, ti dice che c'è. La stessa logica, facendo le debite proporzioni, del protocollo sanitario che ti dice in periodo normale non in pandemia, che se hai un raffreddore non devi uscire di casa e devi stare a riposo fino a sparizione dei sintomi (non sto estremizzando è così); invece qui prima si creano i miti della scienza e poi li abbattiamo, poi si creano i miti della tecnica e poi li abbattiamo, salvo resuscitarli (la commissione tecnica, il governo tecnico) e i politici che hanno paura di sbagliare e i medici pure (di prendersi le denunce). Poi la comunicazione che spara titoli a cacchio e gli organi repressivi che inseguono quelli in spiaggia. Le trasmissioni trash e la gente trash che da dietro le tapparelle spia gli altri e chiama la polizia. Poi ti ammali e non ti si fila nessuno, la pandemia del secolo, stai male chiami e so cavoli tuoi nel 2020...ebbene si non ci stanno capendo nulla mi dispiace ma è così e in questo casino la Confindustria ha buon gioco a tirare l'acqua al suo mulino e in tutto questo casino chi ha torto e chi ha ragione, più passerà il tempo e più non si saprà. Intanto però le altre malattie puff scomparse, come per magia.


FatDanny

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Citazione di: volerevolare il 14 Apr 2020, 16:43
quindi stiamo sostanzialmente dicendo la stessa cosa: nella Mitteleuropa hanno avuto da subito una strategia chiara, che hanno perseguito con solerzia e che ha evidentemente portato dei risultati mentre qui da noi si è viaggiato alla rinfusa, nella confusione totale e cambiando ogni giorno idea sul da farsi.

Di chi è la colpa se non del Comitato Tecnico Scientifico e del Governo? Di chi è la colpa se in un mese e mezzo di lock down lombardo ancora ci sono centinaia di morti al giorno e migliaia di nuovi contagiati circa i quali nessuno ha la più pallida idea del perché questo avvenga (la colpa è sempre di quelli che portano a pisciare il cane...)?

O forse perché il 50% delle fabbriche lombarde in realtà è rimasto aperto?
Leggevo poco fa un dato interessante: le donne sembrano più immuni ma solo le over 50, quelle under hanno numeri più simili. Ossia quelle che hanno anche quote occupazionali più simili agli uomini.
A me pare che la questione sia molto chiara in realtà ma che venga spostata a tutti i costi sui comportamenti individuali perché è la risposta che fa più male a governi ed economia.

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FatDanny

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Citazione di: phenix il 14 Apr 2020, 16:57
Sono d'accordo. Per me è frutto dell'atteggiamento fideistico che ammanta la scienza per la società (e spesso anche molti scienziati). Si passa dal considerare la scienza un surrogato della religione, ad avercela con lei per non aver mantenuto le promesse. Quando invece esiste solo un metodo di indagine e predizione della realtà che si è rivelato più razionale ed efficiente di altri nell'analizzare una parte del reale. La si insegnasse meglio a scuola magari avremmo una società più efficiente e razionale (vedi la Germania).

Ma direi che queste dichiarazioni di un ministro della Repubblica riassumono bene il problema.
Si capirà mai che il metodo scientifico funziona quando quantifica bene le incertezze, mentre quando vuol dare certezze (come sospetto avranno fatto i medici dell'ISS ad inizio epidemia per guadagnare consensi, o quando spargono il panico parlando di date a caso) fallisce miseramente?

Il ministro Boccia: "Dagli scienziati pretendiamo chiarezza"
"Chiedo alla comunità scientifica, senza polemica, di darci certezze inconfutabili e non tre o quattro opzioni per ogni tema. Chi ha già avuto il virus, lo può riprendere? Non c'è risposta. Lo stesso vale per i test sierologici. Pretendiamo chiarezza, altrimenti non c'è scienza. Noi politici ci prendiamo la responsabilità di decidere, ma gli scienziati devono metterci in condizione di farlo. Non possiamo stare fermi finché non arriva il vaccino". La chiosa di una intervista che il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia ha dato al Corriere della sera. Che fa emergere un problema che c'è, strisciante tra la scienza che deve dare indicazioni e la politica che deve scegliere, presto e bene, verso la fase 2 di cui ancora non si vedono i contorni.

Amen fratello.
Ok tutti i miei pipponi in merito possiamo riassumerli con questa roba qui
:lol:

Davy_Jones

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io non so che intendeva boccia (non so nemmeno se l'ha detto veramente) ma se voleva dire che virologi ed epidemiologi non stanno offrendo soluzioni praticabili per ripartire forse, leggendo in giro, non ha proprio tutti i torti. e' una cosa di cui parliamo da giorni con dei colleghi. forse e' anche il motivo per cui il governo finora si e' fidato piu' dei ricciardi e dei colao che dei crisanti (che so per certo essere stato sentito da speranza), dei burgio o chi per loro. la politica e' l'arte del possibile, non c'e' niente da fare. se uno non aiuta si passa al prossimo. non ne farei un dramma.

Biafra

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Leggo titoli trionfalistici tipo questo

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/04/14/news/coronavirus-il-bollettino-della-protezione-civile-per-la-prima-volta-i-nuovi-contagi-sotto-i-3000-ma-sale-di-nuovo-il-numero-di-morti-1.38717259

ma la realtà è che sta drasticamente diminuendo il numero di tamponi giornalieri effettuati, non vorrei ci fossero davvero problemi con gli approvvigionamenti di reagenti:
tamponi      data
56609   11/04/20
46720   12/04/20
36717   13/04/20
26779   14/04/20

non si facevano così pochi tamponi dal 30 marzo e l'incidenza dei tamponi positivi su quelli effettuati dopo giorni tra il 7% e l'8% è tornata sopra l'11%



orchetto

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Citazione di: Davy_Jones il 14 Apr 2020, 18:21
io non so che intendeva boccia (non so nemmeno se l'ha detto veramente) ma se voleva dire che virologi ed epidemiologi non stanno offrendo soluzioni praticabili per ripartire forse, leggendo in giro, non ha proprio tutti i torti. e' una cosa di cui parliamo da giorni con dei colleghi. forse e' anche il motivo per cui il governo finora si e' fidato piu' dei ricciardi e dei colao che dei crisanti (che so per certo essere stato sentito da speranza), dei burgio o chi per loro. la politica e' l'arte del possibile, non c'e' niente da fare. se uno non aiuta si passa al prossimo. non ne farei un dramma.
Io credo anche che quando una categoria fiuta "l'accollo" comincia ad essere ancor più imprecisa di quello che normalmente è. Non lo dico per giustificare, anzi, al contrario, però è così.

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Tarallo

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Citazione di: Biafra il 14 Apr 2020, 18:23
Leggo titoli trionfalistici tipo questo

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/04/14/news/coronavirus-il-bollettino-della-protezione-civile-per-la-prima-volta-i-nuovi-contagi-sotto-i-3000-ma-sale-di-nuovo-il-numero-di-morti-1.38717259

ma la realtà è che sta drasticamente diminuendo il numero di tamponi giornalieri effettuati, non vorrei ci fossero davvero problemi con gli approvvigionamenti di reagenti:
tamponi      data
56609   11/04/20
46720   12/04/20
36717   13/04/20
26779   14/04/20

non si facevano così pochi tamponi dal 30 marzo e l'incidenza dei tamponi positivi su quelli effettuati dopo giorni tra il 7% e l'8% è tornata sopra l'11%



Secondo me i dati vengono riportati a cazzo di cane.

Guarda la curva dei nuovi contagi come ondula regolarmente. Poi guarda il 9 Marzo. tranamente i tamponi crollano e i positivi aumentano. Il giorno dopo, 10 Marzo, i tamponi aumentano, i positivi crollano.
Sono sempre stato un fan del denominatore (tamponi) ma minimo minimo su una media di 7 giorni (queste "onde" sembrano durare una settimana), e poi analizzando un po' come vengono riportati id ati.



Biafra

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Media degli incrementi giornalieri dei contagiati negli ultimi 5gg su base regionale




Son dati che valgono poco in quanto bisognerebbe tenere conto anche dei tamponi effettuati a livello regionale...magari domani provo a fare un'analisi più approfondita

bizio67

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Da profano di numeri e medicina mi sembra che nonostante le chiusure, anche se non drastiche, la curva di contagi non scenda, tenendo conto anche del minor numero di tamponi, boh

FeverDog

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Citazione di: Biafra il 14 Apr 2020, 18:43
Media degli incrementi giornalieri dei contagiati negli ultimi 5gg su base regionale




Son dati che valgono poco in quanto bisognerebbe tenere conto anche dei tamponi effettuati a livello regionale...magari domani provo a fare un'analisi più approfondita
Il Piemonte è davvero preoccupante

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Biafra

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Citazione di: Tarallo il 14 Apr 2020, 18:28
Secondo me i dati vengono riportati a cazzo di cane.

Si sono dati a cazzo...pensa che ancora non si è capito se i dati dei tamponi effettuati includono anche i test fatti ai guariti...
Ad esempio, ai primi di marzo testano il fratello di montalbano (1 tampone, 1 positivo), poi qualche settimana dopo gli fanno i due canonici tamponi per vedere se è ancora positivo (2 tamponi, 2 negativi)... boh... :S

Biafra

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Citazione di: Biafra il 14 Apr 2020, 18:43
Media degli incrementi giornalieri dei contagiati negli ultimi 5gg su base regionale




Son dati che valgono poco in quanto bisognerebbe tenere conto anche dei tamponi effettuati a livello regionale...magari domani provo a fare un'analisi più approfondita

scusate, mappa sbagliata, questa è quella giusta


Davy_Jones

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Citazione di: Biafra il 14 Apr 2020, 18:51
Si sono dati a cazzo...pensa che ancora non si è capito se i dati dei tamponi effettuati includono anche i test fatti ai guariti...
Ad esempio, ai primi di marzo testano il fratello di montalbano (1 tampone, 1 positivo), poi qualche settimana dopo gli fanno i due canonici tamponi per vedere se è ancora positivo (2 tamponi, 2 negativi)... boh... :S

il numero di tamponi si riferisce al numero di swabs effettuati , non dice nulla di quante persone diverse sono state testate o del risultato dell'ultimo test fatto. Ovviamente a tantissimi hanno fatto più test, anche perché adesso non ne fanno se non ti ricoverano o quasi. In Piemonte hanno rinunciato a stimare quante persone hanno tamponato , la divergenza dalNumero di tamponi è grande


Biafra

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Citazione di: Davy_Jones il 14 Apr 2020, 18:59
il numero di tamponi si riferisce al numero di swabs effettuati , non dice nulla di quante persone diverse sono state testate o del risultato dell'ultimo test fatto. Ovviamente a tantissimi hanno fatto più test, anche perché adesso non ne fanno se non ti ricoverano o quasi. In Piemonte hanno rinunciato a stimare quante persone hanno tamponato , la divergenza dalNumero di tamponi è grande

sarebbe la conferma che qualsiasi tendenza dedotta dall'analisi dei dati che forniscono al pubblico ha la valenza di un oroscopo  :S

Spero, anzi no, pretendo, che almeno la sorveglianza virologica nazionale abbia la base dati corretta altrimenti sarebbe un disastro, altro che fase 2... :x

Comunque non capisco perchè non forniscano pubblicamente un set di dati completo e attendibile, se è una scelta (politica, strategica, comunicativa...) lo troverei poco trasparente ma vista l'emergenza me lo farei stare pure bene
Viceversa se il motivo fosse la disomogeneità nell'effettuazione dei tamponi e nella comunicazione dei dati da parte dei vari S.S.regionali saremmo davvero al delirio e alla peggiore improvvisazione

paolo71

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siamo in mano a purtroppo a dei cazzoni, altro che i dati nascosti dei tedeschi, per me in italia famo ride, ma veramente tanto.
Il problema è che non c'è un cazzo da ridere.
La gente si contagia come un mese fa, si ammala e molti muoiono...la fase 2...mldmvs... :x

12.maggio.74

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C'è un nuovo studio sull'attivita antivirale dell'enoxaparina, ( oltre a quella gia discussa, antitrombotica):

L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato oggi l'avvio dello studio multicentrico INHIXACOVID19, che prevede l'impiego del biosimilare di enoxaparina sodica (Inhixa®) nel trattamento dei pazienti con quadro clinico moderato o severo. La sperimentazione valuterà la sicurezza e l'efficacia dell'anticoagulante, somministrato a diversi dosaggi, nel migliorare il decorso della malattia. Ai 14 centri italiani coinvolti nello studio (1) il farmaco sarà fornito gratuitamente dall'azienda Techdow Pharma, filiale italiana della Shenzhen Hepalink Pharmaceutical Group.
Enoxaparina sodica è un'eparina a basso peso molecolare con un'elevata azione antitrombotica che ne fa, ad oggi, uno degli anticoagulanti più utilizzati per la prevenzione e la terapia delle tromboembolie venose (TEV) e arteriose nei soggetti sottoposti a intervento chirurgico o allettati. 
Tutti i 300 pazienti ammessi alla sperimentazione riceveranno enoxaparina biosimilare per via sottocutanea (Inhixa®) in mono-somministrazione giornaliera: un gruppo di 100 pazienti con dose di profilassi pari a 4.000 U.I. e un gruppo di 200 con dosi terapeutiche intermedie di 6.000, 8.000 o 10.000 U.I., in base alla massa corporea. Lo studio sarà coordinato dal professor Pierluigi Viale, Ordinario di Malattie Infettive dell'Università di Bologna e Direttore dell'Unità Operativa Malattie Infettive del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi. Il protocollo della sperimentazione è stato presentato all'AIFA da un gruppo di lavoro composto anche da Benilde Cosmi, Maddalena Giannella, Maria Carla Re, Filippo Drago, Andrea Stella e Li Li.
Le alterazioni della coagulazione e le complicazioni trombotiche nei pazienti Covid-19 hanno un ruolo significativo in termini di incidenza e di rilevanza clinica, rappresentando una delle più importanti variabili associate a mortalità. Non a caso, già lo scorso gennaio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (2) ha raccomandato di prevenire il tromboembolismo venoso nei soggetti infetti da SARS-CoV-2 ricorrendo alla somministrazione sottocute di eparina, preferibilmente a basso peso molecolare. L'insorgenza di eventi trombotici nei pazienti Covid-19 anche in corso di profilassi alla dose standard di 4.000 U.I. dimostra tuttavia come tale dosaggio non metta sempre al riparo dalle complicanze. Alla luce delle evidenze scientifiche raccolte finora e dei risultati incoraggianti che provengono dagli studi svolti in Cina, sia in vitro sia sui pazienti, è nata l'idea di promuovere una sperimentazione anche in Italia impiegando, a scopo terapeutico, un dosaggio medio-alto del farmaco.
I dati che giungono dall'Oriente suggeriscono un ruolo di Inhixa® nel limitare l'azione patogena del virus. L'eparina ha una struttura molto simile all'eparan solfato, molecola presente sulla superficie cellulare del nostro organismo e usata dal SARS-CoV-2 per aderire alla cellula, prima di entrarvi e liberare all'interno sostanze tossiche chiamate citochine. L'anticoagulante attrae il virus che si attacca alla molecola del farmaco: il virus viene così "ingannato" e, anziché aggredire le cellule sane, aggredisce l'eparina.
A conferma di ciò, i test cinesi effettuati da Techdow mostrano in vitro l'efficacia antivirale di Inhixa®, associata alla capacità di interferire altresì con la "tempesta citochinica" che caratterizza la fase iper-infiammatoria della malattia, che è quella più pericolosa per il paziente.
"Un altro importante tassello del nostro armamentario terapeutico verso Covid-19 entra nella fase di sperimentazione clinica, quanto mai necessaria per capirne al meglio il ruolo e l'applicabilità", dichiara il professor Pierluigi Viale, coordinatore dello studio. "Siamo grati ad AIFA per questa celere approvazione, che consentirà ai centri coinvolti di iniziare a lavorare per dimostrare il razionale di questa ipotesi scientifica. Abbiamo necessità di acquisire rapidamente evidenze e pertanto dobbiamo lavorare all'interno di trial clinici, associando alle nostre intuizioni e speranze il necessario rigore metodologico".
"La terapia dell'infezione da COVID-19 con enoxaparina ha una solida base scientifica e un razionale dimostrato con prove precliniche e studi preliminari sull'uomo", commenta il professor Filippo Drago, Direttore dell'Unità Operativa di Farmacologia Clinica presso l'AOU Policlinico Vittorio Emanuele di Catania. "A differenza di altri farmaci utilizzati in off-label, enoxaparina presenta un rapporto beneficio/rischio comunque favorevole poiché la sua efficacia contro i fenomeni tromboembolici in questi pazienti è superiore agli eventuali effetti avversi. Infine, l'uso di enoxaparina è fortemente consigliato in pazienti Covid-19 che assumono antiretrovirali, per l'elevato rischio emorragico derivante dalla loro interazione con farmaci anticoagulanti orali (NAO)".



... è solo uno studio, vedremo, non credo nelle panacee, ma potrebbe aiutare, fosse confermato, in alcuni casi o in associazione ad altre terapie.
Quello che vorrei precisare è di non illuderci che arrivi un farmaco che fa tutto e risolve tutto a tutti, non sara cosi'. Il neretto è la parte interessante su cui si basa lo studio.

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tallondachille

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Grazie maggio.

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Mi rifaccio viva dopo un pò e mi scuso se  ripeto cose che qualcuno magari ha già scritto, ma sono rimasta indietro di un centinaio di pagine e anche se apprezzo un sacco la discussione al momento non ho il tempo di rileggermele.

Posso darvi la mia umile impressione di volontaria di notissima associazione umanitaria in Emilia:

1) la catastrofe che è successa a mio personalissimo avviso nasce dalla "finestra persa" a febbraio. Il primo caso in Italia c'era stato (importato), a fine gennaio avevano dichiarato lo stato di emergenza, ma a parte quello la protezione civile non ha fatto nulla. Hanno scommesso tutto sulla prevenzione, convinti che bloccare i voli diretti dalla Cina e misurare la febbre negli aeroporti bastasse ad evitare che il virus entrasse. Peccato che quelle misure fossero insufficienti ed era evidente anche a un profano. Non hanno fatto nulla sulla preparazione, cioè preparare piani di intervento, acquistare materiali (qualche milione di mascherine, qualche decina di ventilatori... che costano meno di 20.000 euro l'uno a prezzo pieno!), preparare decreti "worst case scenario".

2) la conseguenza è stata che quando il contagio è scoppiato, e ha dilagato con una velocità mai vista, tutti ma tutti sono stati colti con le braghe abbassate. E' stato il delirio totale. Non c'erano mascherine, gli occhiali e le visiere. Non c'erano i test. Non c'erano protocolli di intervento. Non c'erano le stazioni di disinfezione delle ambulanze. Non c'erano le tute per gli operatori. Noi non abbiamo interrotto il servizio perchè tatuatori, dentisti, estetisti, imprese edili e industriali del territorio hanno regalato tutto quello che avevano inmagazzino a noi e all'ospedale locale perchè le nostre scorte sono finite in 3 giorni. Le ambulanze ce le pulivamo noi col cloro, alla bell'e meglio. Lo stesso è avvenuto ovunque al nord. Una regione è preparata ad affrontare l'ordinario e una emergenza 'media' (terremoto, incidente industriale circoscritto...), non una catastrofe mille volte superiore alle sue forze. Per questo dovrebbe esserci la protezione civile centrale, che però in questo caso è stata colta di sorpresa pure lei: magazzini vuoti. Le regioni hanno improvvisato la risposta come potevano, hanno cercato materiali, hanno riorganizzato gil ospedali, preparato stazioni di sanificazione, costruito nuovi ospedali o riaperto padiglioni chiusi da anni. Ma anche se sono state velocissime, nei giorni di caos che ci sono stati, il virus ha preso piede, specie tra i sanitari, ed è stata la chiave di tutto.

3) prima che arrivassero (nel giro di giorni, ma sempre troppo tardi) le direttive di dividere gli ospedali tra covid e non-covid e in "zone sporche" e "zone pulite" e le ambulanze in covid- non covid (cosa che avevano già iniziato a fare di loro iniziativa alcuni posti), un paziente che ricorreva alla sanità aveva una altissima probabilità di contagiarsi. La causa del dramma delle RSA è tutta e solo lì. Bastava che UN ospite avesse un malore o andasse in ospedale per un esame, che quando tornava in casa di riposo ci tornava infetto. O che il medico della RSA, che spesso non lavora solo lì ma ne gira una diversa ogni giorno, fosse infetto, che portava il virus in tutte le residenze. Idealmente bisognava che il vecchietto non autosufficiente andato in ospedale venisse messo in quarantena... ma dove? Non lo potevi mica mettere in albergo! Le RSA con spazi ampi hanno ricavato zone di isolamento, le altre erano condannate. Le RSA sono diventate trappole per gli ospiti. E gli operatori, non si trovavano i DPI per gli addetti delle terapie intensive, figurarsi se ce n'erano per loro... ovviamente nessuno gli faceva i test se non si ammalavano (e molti sono poi morti)

4) questione tamponi: da quel che sento il problema è molteplice. Da un lato quando è scoppiato il problema i test non erano quelli che sono stati sviluppati poi. Serviva un operatore a gestirli e 'leggerli', uno per uno non era una cosa automatica di una macchina che dava il risultato. Questo ha limitato moltissimo il numero di test fattibili perchè più di un tot al giorno, anche lavorando come pazzi, i biologi non riuscivano a farne. Poi c'è chi ha usato tutti i laboratori disponibli fin da subito (Veneto) e chi ha preferito non usare quelli privati (Emilia). Ma il problema inizialmente era umano (e qualcuno diceva che comunque essendo poco affidabili non aveva neanche senso farne tanti... tantoper aggiungere dubbi ai dubbi). Poi sono arrivati i test nuovi, più rapidi e con risultati più sicuri, ma pare che sia difficile trovarli. Detto questo, per me i dati che danno al pubblico sono fuorvianti anche perchè spesso un positivo fa vari test (per vedere se è guarito) e non so come questa cosa sia conteggiata. Voglio dire, una mia amica ha il marito che ha fatto 3 test, per ora tutti positivi ma pare guarito. Han detto che per il quarto aspetteranno 15 giorni. Ma ad oggi nelle statistiche lui come risulterà, "1 test" o "3 test"? Io spero distinguano i test fatti allo stesso soggetto, ma nel casino che c'era anche solo due settimane fa non ci scommetterei un euro. Di sicuro adesso ai positivi aspettano moooolto più che prima a fare i tamponi perchè a quanto pare il virus ha dei 'ritorni di fiamma' e puoi risultare negativo oggi ma tornare positivo tra 2 giorni. E come puoi confrontare i numeri se il campione oggi è 3000, ieri era 2000 e domani sarà 500?

5) Resta il fatto che in Emilia 1 test su 4 è positivo e ne han fatti pochissimi (conosco moltissimi sanitari che sono ancora in attesa) ma l'epidemia pare sotto controllo. In Lombardia ne han fatti molti di più, è positivo 1 su 5 ma i numeri sono ancora altissimi. Io non capisco.

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