Nei tempi delle guerre, se eri fortunato, sapevi di essere dalla parte giusta.
Andavi a morire, e portavi la morte, ma era per difendere la democrazia, i tuoi compagni, la tua famiglia. Prima ancora che te stesso.
Avevi uno scopo. Ti svegliavi, di notte, le bombe, quei rumori che erano da incubo dentro notti vissute nell'incubo.
Quelle luci nel buio, quei flash. Immagino.
Ma c'era uno scopo per sopportare tutto.
Per continuare, per non arrendersi.
Oggi mandiamo a morte certa migliaia di persone per gli interessi di pochi, gente costretta ad andare a lavorare.
Quanti, di quei 4 milioni, senza uno scopo?
Senza potersi dire, lo faccio per la democrazia, per i miei compagni, per la ma famiglia. Perché magari la ucciderai, la tua famiglia. O qualche tuo compagno.
Senza uno scopo.
Allora sì, inizi a pensare che sia giusto cominciarla davvero, una guerra.