con le filiere possono chiudere solo alcuni punti "terminali", tipo meccanica ed elettronica. pratcicamente tutto il resto deve funzionare
copio-incollo dal Fatto: in grassetto nero chi non puo' chiudere, in rosso chi puo' fermarsi.
Ma in Italia quali sono le filiere da garantire per far sì che i supermercati e le farmacie restino riforniti e il Paese tenga il motore acceso, anche se al minimo? "Partiamo dai beni alimentari di largo consumo", elenca Fabrizio Dallari, ordinario di Logistica alla Liuc dove è anche direttore del Centro sulla Logistica e il supply chain management. "Quindi agricoltura e industria alimentare. Sul fronte della raccolta di frutta e verdura ci sono problemi di manodopera, ma il calo di domanda causato dalla chiusura dei mercati all'ingrosso e delle ristorazione lo compensa. Per quanto riguarda l'industria, visto che l'export incontra molte difficoltà le grandi aziende che restano aperte potrebbero temporaneamente ridurre la produzione: ce ne sarebbe più che abbastanza per il fabbisogno interno. Penso alla Barilla". Tutti questi prodotti vanno imballati: "Quindi è essenziale anche la produzione del packaging, dai pallet di legno fino ai vasetti di vetro e alle scatolette di alluminio per carne e tonno, che i produttori alimentari non tengono in magazzino perché le comprano via via". Poi ci sono ovviamente la farmaceutica e la parafarmaceutica: "Oltre ai medicinali vanno garantiti i prodotti necessari per le diete speciali di chi ha intolleranze". E devono restare operativi i grossisti che riforniscono le farmacie, che non hanno la possibilità di tenere grossi stock in negozio. Infine il medicale, cruciale come non mai.
...ma anche logistica, energia e sanificazione – Per la fase di massima emergenza questo è l'essenziale, sul fronte della produzione. Il resto, dalla metalmeccanica agli elettrodomestici passando per l'aerospaziale, può fermarsi. Rimangono i servizi: alcuni sono altrettanto cruciali. I prodotti vanno portati a destinazione. "Naturalmente sono indispensabili il magazzinaggio e il trasporto via camion – quindi devono restare aperti gli autogrill e la filiera petrolchimica per garantire il carburante agli autotrasportatori", continua il docente. Discorso a parte per Amazon, che finora non è stata soggetta alle limitazioni draconiane imposte al mondo del commercio ma da oggi ha deciso di "smettere temporaneamente di accettare ordini su alcuni prodotti non di prima necessità".
"Poi dobbiamo assicurare luce e gas per le case. Eni, Enel e Terna devono garantire questi servizi, compreso il pronto intervento. Aggiungiamoci le telecomunicazioni e relativa manutenzione, visto che senza banda in questo momento si ferma tutto. E le attività di pulizia e sanificazione". In più, come ha annunciato il premier Giuseppe Conte, resteranno garantiti – oltre ai servizi pubblici essenziali – anche i servizi bancari, postali e assicurativi.