Citazione di: FatDanny il 28 Mar 2020, 16:13
Perdonami ranxerox ma che le intenzioni siano buone non credo ci sia il minimo dubbio, né che sia questo il piano del discorso.
Ma anche chi dal balcone fa il giustiziere e denuncia assembramenti lo fa a fin di bene, nella sua ottica cerca di combattere il contagio. Ci saranno anche i sadici, ma sicuramente sono una minoranza.
Il punto che si prova a discutere non sono le intenzioni, ma i concreti effetti.
Diamo per assodato che le intenzioni siano le migliori del mondo, finanche nei poliziotti "dredd la legge sono io".
Possiamo dire lo stesso degli effetti? È lecito nutrire dei dubbi, soprattutto in quei casi non scientificamente fondati (da qui l'esempio del supermercato, chiusosi con un'ora e 3/4 di fila)?
E diamo anche per scontato che per effetti non intendo io che mi annoio in coda, quello anche sticazzi, ma depressioni, suicidi, problemi di salute, violenze ecc ecc
Per notizia i centralini delle forze dell'ordine sono stati bombardati da centinaia di telefonate di "delazione" ogni giorno, soprattutto i primi giorni.
Perché in questo momento così drammatico, imprevisto e anomalo, tutti si sentono coinvolti e sentono l'esigenza di fare qualcosa.
Anche la segnalazione "spia" su chi sta trasgredendo delle regole che, appunto, vengono intese dalla maggioranza come di tutela della salute di tutti.
Nea maggior parte dei casi sono segnalazioni infondate perché magari c'è stato una errata interpretazione delle regole.
Devo dire che, contrariamente a quanto mi aspettavo, Roma e i Romani hanno reagito alla situzione ed alle misure prese in maniera per certi versi stupefacente.
Questa è una città che invece, di norma, è unagiungla che vive costantemente in un caos organizzato e dove i cittadini, le regole, sono abituati a rispettarle poco.
Nelle valutazioni di massima bisogna, in prima battuta, guardare al bersaglio grosso
e i Romani, dopo i primi due/ tre giorni dal lock-down, necessari a digerire il tutto, hanno risposto per la stragrande maggioranza con ordine, attenzione delle prescrizioni, pazienza e buon senso. Nessun fatto clamoroso registrato.
Non era scontato.
Dopodiché si, c'è tutto un follow-up di misure da valutare e prendere a caduta dopo questa prima fase critica.
Però immagina pure che chi è stato investito da questo ciclone e fa le sue scelte su base nazionale, c'ha pure un caxxo per il culo come pochi politici prima di loro hanno avuto.
Il contagio di per se è un problema sanitario.
Ma l'epidemia così grave e diffusa ha ovviamente effetti sociali, politici, economici e relazionali che impongono, nell'immediato, una revisione a 360° gradi di tutto quello che era prima e che, di colpo, è andato in tilt.
Visto quello che è successo in altri paesi io non mi lamento di come è stato gestito qui da chi doveva prendere le decisioni ne mi sento di puntare il dito, al momento, per questo o per quel motivo.
Non è per niente facile tenere la barra dritta.
È una situazione estrema, ha richiesto decisioni estreme e per questo avrà conseguenze difficili da prevedere e da risolvere in merito a ciò che definisci come "effetti" successivi.
In tempi di crisi gravi prima si cerca di dare risposte alle urgenze e poi, con calma, si può ragionare ed intervenire sugli effetti tarando al meglio le decisioni e le misure da mettere in campo.
Ed è quello che immagino stia già accadendo dopo i primi decreti emergenziali.
Certo che ci saranno effetti collaterali a livello sociale e psicologico ma sinceramente, per molte domande, al momento non si può neache dare risposta né possibili soluzioni.
Perché una risposta non c'è e perché non è ancora piemente stimabile con certezza la ricaduta di certe decisioni.
Il dibattito aiuta sempre perché comunque, prima o poi, arriverà il momento di ricominciare a reimpostare la normalità quando sarà il momento di tornare a vivere normalmente.