In risposta a pan:
Primo, la dottoressa che me l'ha fatta mi ha detto subito che l'ipnosi non è come la psicoterapia: si fanno 5 o 6 sessioni e si chiude, punto. Secondo, uscivo da un mese di dolori orribili, in particolare alla testa, e il giorno prima di cominciare avevo deciso anche di cambiarmi gi occhiali che uso per lavorare, visto che causa lockdown e malattia la mia situazione "ufficio" era cambiata (ero a casa ormai da mesi) e notavo delle difficoltà a passare ore davanti allo schermo a casa con gli occhiali che avevo (vedevo male e sfuocato, e mi trovavo a fine giornata a tenere gli occhiali con le mani in posizioni strane per favorire la lettura).
Terzo, l'ipotesi di fare l'ipnosi per trattare il dolore si è rivelata presto una panzana. Nella seduta preparatoria abbiamo deciso quali obiettivi fossero attaccabili con l'ipnosi, e chiaramente erano obiettivi "mentali". Nel mio caso il nemico peggiore che avevo che non fosse fisiologico nel senso classico del termine era l'angoscia. Ho passato gennaio e febbraio a letto, sempre male. Quando a Marzo ho lentamente cominciato a lavorare, e ho cominciato a stare progressivamente meglio (ma a Marzo e Aprile ancora molte riunioni su zoom andavano interrotte a metà per dolori lancinanti alla testa, e sempre fra una e l'altra mi sdraiavo al buio a occhi chiusi) sono arrivati periodi lunghi talvolta giorni, poi più in là addirittura settimane, in cui non avevo sintomi. L'angoscia era quella che mi attanagliava ogni volta che, dopo un periodo di buona salute da un male misterioso che non sapevi se ti avrebbe ucciso o se saresti guarito, ritornava a fare molto male. Quei momenti di angoscia, quando pensavi di esserne uscito e invece ripiombavi nel buio del dolore estremo, erano quelli che abbiamo deciso di attaccare.
L'ho trovato un esercizio affascinante e con grande potenziale. Per rispondere alla tua domanda, nel mese e mezzo in cui io fatto le mie sei sessioni (deve essere stato intorno a maggio o giugno) non ho avuto quasi sintomi. Dopo smesso, sono tornati. A parte il potenziale contributo dato dagli occhiali nuovi (24 dopo l'inizio della loro utilizzazione era già impossibile usare quelli che avevo usato il giorno prima!), cedere alla tentazione di vedere causalità fra le due cose sarebbe, temo, sbagliato. Credo che sia una coincidenza che il periodo di buona salute e l'ipnosi abbiano coinciso, ma non lo saprò mai.
L'esercizio però lo consiglio per chi vuole entrare a contatto con la parte emotiva del suo cervello, affrontare di faccia storie passate che potrebbe aver sepolto nei meandri della mente più o meno intenzionalmente. Ho pensato spesso di rifarne ancora, ho trovato la dottoressa molto brava, ma ci sono altri motivi che mi hanno spinto a non farlo. Magari fra un sei mesi o Judy Lee ci saranno le condizioni per rifarlo.