La questione sanitaria, dal mio punto di vista, non è in discussione, il Covid è un problema sanitario ed è reale, soprattutto perché molto contagioso, poi c'è la gestione politica della pandemia, che lascia perplessi per molti aspetti, contraddicendo talvolta anche la stessa logica sanitaria e scientifica.
Ora ci sono i VACCINI che evitano di sviluppare la malattia, per cui se un vaccinato si contagia al massimo prende una normale influenza o nulla, e quando dico vaccinato si intende anche chi ha già avuto il Covid, che ha anticorpi naturali, addirittura più numerosi ed efficaci di chi ha fatto il vaccino, principio acclarato dalla Scienza.
Questa è la Letteratura Medica secolare, e vale anche per il Covid.
Poi è normale che, come per tutte le infezioni e gli esseri umani, chi già versa in condizioni di salute critiche qualunque infezione può creare grossi problemi o portare alla morte.
Non si può pensare di vivere in un mondo asettico e senza malati, chi si ammala verrà curato, ma con più del 95% di vaccinati-guariti è un dovere tornare alla completa normalità.
Nella storia dell'umanità, dopo una catastrofe o epidemia l'obiettivo è sempre stato il ritorno allo status quo precedente all'evento che ha portato all'emergenza, in questa situazione, in Italia, sembra che invece vi sia una tendenza alla stagnazione dell'emergenza, come se ci fosse la volontà a non ritornare alla normalità, nonostante i vaccini, i guariti, le cure.
Manca proprio la spinta a voler riprendere la normalità di vita, senza maschere, guanti ed altre situazioni emergenziali.
Bisogna uscire da questa ossessione-compulsione di fare tamponi per vedere se si è positivi, altrimenti se si usa la stessa logica bisognerebbe fare screening radiologici, gastroscopie, colonoscopie, TAC Total Body, esami del sangue, ogni mese, perché solo così avremmo la quasi certezza di essere non malati....peccato che vivere così, anche avendo la sola mascherina, significa già vivere da malati.