Citazione di: italicbold il 14 Mar 2022, 11:34
Ma infatti era una questione di percezione.
Della difficoltà a interpretare la multidimensionalità della situazione.
Quello che scrive FD é giusto ma di difficile applicazione concreta nella massa. Nel senso che, nei grandi numeri, quali quelli di una popolazione di 40 milioni di polacchi é difficile far passare le sottigliezze degli scritti del Marx giovane, del Marx quarantenne e del Marx alla fine della sua vita.
Resta un esercizio intellettuale che é difficile da tramutare in pragmatismo.
E' una questione di semplificazione necessaria, o meglio inevitabile che pone un problema di fondo.
Qualche anno fa il regista Kiezlowski fece un film sul massacro di Katyn, nel finale quando arriva l'armata rossa e vengono sconfitti i nazisti non c'é nessuna scena di giubilo ma soltanto la descrizione della sostituzione di una dominazione a un'altra. Io non ho difficoltà a capire questa percezione diffusa della storia polacca pur essendo in sintonia con quello che scrive Fat sul marxismo teorico.
Io penso di avere la capacità intellettuale e soprattutto il vantaggio di essere cresciuto in una situazione sociale imperfetta ma quantomeno sufficiente per poter fare la distinzione teorica tra comunismo e nazifascismo. Ma capisco che questo possa essere molto più complicato per un polacco mio coetaneo se non con uno sforzo maggiore di quanto non sia stato necessario a me.
io non sto dicendo questo.
Non sto dicendo che 40 mln di polacchi devono distinguere Marx da Lasalle attraverso lo studio degli scontri interni ai socialisti tedeschi.
Ma che potrebbero distinguere tra i comunisti sostenitori di Bierut e i marxisti critici.
Che in polonia c'erano allora e ci sono tutt'oggi. Fanno politica.
E in questo stato di cose, con questa approssimazione, rischiano le penne.
Questo invece è molto più facile da fare, basta sentire quel che dicono oggi, senza studiare il dibattito di fine '800.
E questa è un'altra grande differenza coi neofascisti/neonazisti.
Non ci sono neofascisti critici di mussolini. Non ci sono neonazisti che ti diranno che hitler è stato una merda.
Invece ci sono fin da quando il socialismo reale si macchiò dei suoi crimini comunisti critici.
Fin dagli anni '30 hai intere correnti critiche, pronte a denunciare quei crimini e a connotarsi in termini diversi e ad avere concretamente un'altra prospettiva politica.
Questa differenza non è un dettaglio. Ci dice esattamente perché le due cose non sono paragonabili.
Nel merito, nell'essenza, in ciò che si professa.
Due giorni fa come sai è morto un caro compagno, che ho avuto modo di conoscere in qualche Boureau della IV a cui ho partecipato, Alain Krivine.
Quanto lo farebbe incazzare questa discussione, lui che su questa distinzione ci ha fondato l'intera vita. Concreta vita.
Non parliamo di un dibattito astratto, ma di vite concrete.
Oggi nell'est europa si fa di tutto un fascio per criminalizzare TUTTA la sinistra radicale, anche quella a cui Bierut fa schifo.