Citazione di: cartesio il 06 Apr 2022, 19:12
Ma anche abbastanza sbagliato.
Qui torna utile il paragone coi cattolici. Se mi dici che la maggior parte dei cattolici non è cristiana mi trovi abbastanza d'accordo, ma il cattolicesimo non è cristianesimo. È ideologia, è organizzazione sociale, è politica economia finanza potere. Da secoli. Innocenzo III era cristiano? No. Era cattolico? Sì, al cento per cento.
Idem il comunismo. Richiamare in continuazione l'immagine di un comunismo "puro", così come il cristianesimo "puro", vuol dire non cogliere la realtà del comunismo come si è concretizzato storicamente. Nell'URSS, in Cina, in Nord Corea, in Cambogia, ecc.
Approfitto per dire che rispondo speso a te perché è più facile, in quanto i tuoi post sono basati su una logica. Su cui spesso non sono d'accordo, credo che si veda, ma è una logica, non sono uscite de panza. Preferisco contrapporre la mia logica alla tua che la panza (ne ho poca) a quella di altri.
Che la realtà storica del comunismo non possa essere negata attraverso la sua teoria io però l'ho sempre sostenuto, quindi siamo d'accordo.
Non è un fatto di purismo, non c'è il comunismo puro di marx e il comunismo corrotto del socialismo reale (seppur qualcuno l'ha sostenuto in passato), ma dentro quel pantheon di dimensioni notevoli che è il socialismo/comunismo ci sono una serie di pensatori - tra cui marx - e le espressioni storiche.
Marx risulta in fin dei conti perdente.
Ossia mentre come iconografia è in assoluto il riferimento principale se andiamo poi alla politica gente come Blanqui o Lasalle ha influito molto molto di più su quel che il comunismo è concretamente stato.
ma Marx si scagliava ferocemente contro blanqui e lasalle.
Talmente sono d'accordo con te che io non mi definisco comunista ma marxista (nonostante la definizione non piacesse allo stesso marx per via del suo personalismo, ma è il modo migliore per segnalare la distinzione).
Il comunismo concretamente è stato quello che dici tu, il problema è dire che sia andata così per una questione teleologica, un destino segnato, iscritto negli errori di marx che non ha compreso la natura umana.
Questa lettura è di una banalità hegeliana imbarazzante, anche perché manca di vedere cosa dicesse davvero marx in merito tanto all'essere umano quanto ai suoi obiettivi politici.
Sarebbe come dire che israele oggi esiste perché sono effettivamente un popolo eletto o che gli USA sono una democrazia liberale perché era il loro destino prendere le redini del mondo.
No, è andata così per ragioni storiche, perché altre correnti e linee di pensiero hanno avuto la meglio (fin dalla critica al programma di Gotha, Marx non la scrive a caso, aveva già sentito la puzza demmerda) e hanno così segnato l'egemonia nel pensiero comunista su scala internazionale.
L'egemonia funziona su un piano generale così come su quelli parziali.
Ora, per tornare anche a quello che diceva Alex73 su Putin: per me anche considerando il comunismo sovietico vederci una continuità con Putin non mi convince. Mancano troppe cose e temo che il discorso abbia come unica continuità l'autoritarismo, che è un po' poco.
Come già detto manca il ruolo del partito, manca la riproduzione ideologica onnipresente, manca il coinvolgimento di massa nella totalità (che è cosa ben diversa dalla partecipazione).
Putin non ha niente di tutto questo, perché è sempre stato un uomo d'apparato, un carrierista.
La figura del carrierista è senza dubbio tipica dell'URSS, ma non ne farei nemmeno qui un tratto specifico, perché è condivisa con qualsiasi regime ad alto tasso burocratico.